Glossario Cinematografico
Glossario Cinematografico 3.0
Introduzione

Benvenuti nel Glossario Cinematografico di Cinemavistodame.
Questo spazio nasce con un obiettivo semplice: rendere il linguaggio del cinema accessibile a tutti.
Nelle recensioni e negli approfondimenti pubblicati su questo blog ricorrono spesso termini tecnici come campo-controcampo, mise en scène, diegesi, piano sequenza, MacGuffin o jump cut. Per chi studia cinema rappresentano un lessico quotidiano. Per molti spettatori del cinema o lettori del mio blog, invece, potrebbero risultare poco immediati.
Il cinema è un linguaggio.
Come ogni linguaggio possiede una propria grammatica, una sintassi e un vocabolario.
Imparare a riconoscere gli strumenti espressivi utilizzati da un regista significa comprendere più a fondo non solo come un film è costruito, ma anche perché riesca a emozionarci, sorprenderci o farci riflettere.
Questo glossario è quindi pensato sia per gli appassionati, sia per chi si avvicina per la prima volta all’analisi cinematografica.
Le definizioni sono state scritte con un linguaggio il più possibile chiaro, senza rinunciare al rigore terminologico. Quando utile, sono accompagnate da esempi tratti dalla storia del cinema e da collegamenti ad altre voci, così da favorire un percorso di approfondimento.
Il glossario è un work in progress.
Il cinema evolve continuamente, così come il suo linguaggio. Per questo motivo nuove voci verranno aggiunte e quelle esistenti saranno aggiornate nel tempo.
Buona lettura… e soprattutto buon cinema.
A
ADR (Automated Dialogue Replacement)
Tecnica di post-produzione con cui gli attori reincidono in studio alcune battute già pronunciate durante le riprese. Viene utilizzata quando l’audio originale è compromesso da rumori indesiderati, quando si modificano alcuni dialoghi o quando è necessario migliorare l’interpretazione vocale.
Voci correlate: Doppiaggio – Mixaggio – Direttore del suono
Adattamento
Trasformazione di un’opera preesistente – romanzo, racconto, opera teatrale, fumetto, videogioco o anche un fatto di cronaca – in una sceneggiatura cinematografica.
L’adattamento non consiste in una semplice trasposizione fedele dell’opera originale, ma richiede spesso modifiche narrative, strutturali o stilistiche per sfruttare al meglio le caratteristiche del linguaggio cinematografico.
Esempi: Il Gattopardo, Il Signore degli Anelli, Shining.
Voci correlate: Sceneggiatura – Trasposizione – Soggetto
Angolo di ripresa
Posizione della macchina da presa rispetto al soggetto ripreso.
L’angolazione influenza profondamente la percezione dello spettatore.
I principali angoli di ripresa sono:
- Normale, all’altezza degli occhi.
- Plongée, dall’alto verso il basso.
- Contre-plongée, dal basso verso l’alto.
- Zenitale, perfettamente verticale.
- Dutch Angle, con la macchina inclinata per creare instabilità.
L’angolo di ripresa è uno degli strumenti principali attraverso cui il regista costruisce il significato emotivo dell’immagine.
Voci correlate: Inquadratura – Campo – Piano
Art Director
Professionista responsabile della realizzazione visiva delle scenografie, degli ambienti e degli elementi architettonici del film.
Lavora a stretto contatto con lo scenografo (Production Designer) affinché ogni elemento della scena contribuisca alla visione artistica del regista.
Voci correlate: Scenografia – Mise en scène – Production Designer
Asse dei 180°
Regola fondamentale della grammatica cinematografica.
Durante un dialogo o un’azione tra due soggetti immaginari viene tracciata una linea ideale (l’asse). La macchina da presa dovrebbe rimanere sempre sullo stesso lato di questa linea.
Rispettare l’asse mantiene coerente l’orientamento spaziale dei personaggi e facilita la comprensione della scena. Superarlo deliberatamente può generare disorientamento o tensione narrativa.
È una delle regole più importanti del montaggio di continuità.
Voci correlate: Campo-controcampo – Raccordo di sguardo – Montaggio – Regola dei 30°
Attacco
Modalità con cui un’inquadratura si collega alla successiva.
Può avvenire mediante:
- stacco netto;
- dissolvenza;
- tendina;
- raccordo sul movimento;
- raccordo di sguardo;
- match cut.
La scelta dell’attacco influenza il ritmo del racconto e la percezione della continuità narrativa.
Voci correlate: Stacco – Dissolvenza – Match Cut – Montaggio
Attore
Interprete che dà corpo e voce a un personaggio scritto nella sceneggiatura.
Attraverso recitazione, gestualità, espressioni, tono della voce e presenza scenica contribuisce in maniera determinante alla costruzione del film.
Nelle scene particolarmente rischiose può essere sostituito da una controfigura.
Voci correlate: Casting – Cast – Regista
Auteur
Termine francese che indica un regista considerato il vero autore dell’opera cinematografica.
Secondo la celebre Politique des auteurs, sviluppata negli anni Cinquanta sulle pagine dei Cahiers du Cinéma, alcuni registi imprimono ai propri film uno stile personale così riconoscibile da renderli assimilabili agli autori letterari.
Tra gli esempi più celebri figurano Alfred Hitchcock, Federico Fellini, Akira Kurosawa, Ingmar Bergman, Stanley Kubrick e Jean-Luc Godard.
Voci correlate: Politique des auteurs – Regista – Mise en scène
B
Backlight (Luce di controluce)
Tecnica d’illuminazione nella quale la sorgente luminosa viene collocata dietro il soggetto rispetto alla macchina da presa.
Il controluce separa il soggetto dallo sfondo, ne evidenzia i contorni e contribuisce a creare profondità nell’immagine. Se particolarmente intenso può produrre una silhouette, lasciando il soggetto completamente in ombra.
È uno degli strumenti fondamentali della fotografia cinematografica.
Esempi: Blade Runner, Il Padrino, Barry Lyndon.
Voci correlate: Illuminazione – Direttore della fotografia – Key Light – Fill Light
Bokeh
Termine giapponese (暈け o ボケ) che indica la qualità estetica della sfocatura prodotta da un obiettivo nelle aree fuori fuoco.
Un buon bokeh permette di isolare il soggetto rispetto allo sfondo, aumentando l’efficacia narrativa dell’inquadratura e guidando lo sguardo dello spettatore.
La sua resa dipende principalmente dall’obiettivo utilizzato, dall’apertura del diaframma e dalla distanza tra macchina da presa, soggetto e sfondo.
Voci correlate: Fuoco – Profondità di campo – Ottica – Rack Focus
C
CAMERA
Macchina da presa con cui vengono registrate le immagini in movimento.
Tradizionalmente la camera impressionava la pellicola cinematografica; oggi, nella quasi totalità delle produzioni, utilizza sensori digitali ad alta definizione. La scelta della camera influenza la qualità dell’immagine, la gamma dinamica, la sensibilità alla luce e la resa cromatica del film.
Le principali case costruttrici di camere cinematografiche professionali sono ARRI, RED, Sony, Blackmagic Design e Panavision.
Voci correlate: Direttore della fotografia – Telecamera – Ripresa
CAMPO
È la quantità di spazio mostrata dall’inquadratura.
A seconda dell’ampiezza dello spazio ripreso si distinguono principalmente:
- Campo lunghissimo (CLL): mostra un ambiente molto esteso; la figura umana è assente o quasi impercettibile.
- Campo lungo (CL): il paesaggio continua a prevalere, ma i personaggi risultano riconoscibili.
- Campo medio (CM): ambiente e personaggi assumono un’importanza pressoché equivalente.
- Campo totale (CT): comprende l’intero ambiente in cui si svolge l’azione.
Il fuori campo comprende invece tutto ciò che non è visibile nell’inquadratura ma che lo spettatore può immaginare grazie ai dialoghi, ai rumori o alle reazioni dei personaggi.
Il campo costituisce uno degli strumenti principali attraverso cui il regista costruisce il rapporto tra personaggio e spazio.
Da non confondere con il Piano, che classifica invece l’inquadratura in funzione della dimensione della figura umana.
Voci correlate: Piano – Inquadratura – Fuori campo – Campo/Controcampo
CAMPO/CONTROCAMPO
Tecnica di ripresa e di montaggio consistente nell’alternare due inquadrature riprese da punti di vista opposti.
È la soluzione più utilizzata nei dialoghi tra due personaggi, perché permette allo spettatore di seguire lo scambio mantenendo una corretta percezione dello spazio.
Per risultare efficace rispetta normalmente la Regola dei 180° e utilizza il Raccordo di sguardo.
Voci correlate: Asse dei 180° – Raccordo di sguardo – Montaggio
CARRELLATA
Movimento della macchina da presa ottenuto spostandola fisicamente nello spazio mediante carrelli, binari, dolly o altri sistemi di supporto.
Può essere:
- in avanti;
- all’indietro;
- laterale;
- circolare;
- verticale;
- combinata.
A differenza dello zoom, nella carrellata la macchina da presa si muove realmente, modificando anche la prospettiva dell’immagine.
Celebri sono la lunga carrellata d’ingresso al Copacabana in Quei bravi ragazzi di Martin Scorsese e le carrellate nei corridoi dell’Overlook Hotel in Shining di Stanley Kubrick.
Voci correlate: Dolly – Zoom – Movimento di macchina
CAST
Insieme di tutti gli interpreti che partecipano a un film.
Il cast comprende attori protagonisti, comprimari, interpreti dei ruoli secondari e comparse.
Nei titoli di testa e di coda può essere distinto in cast artistico e cast tecnico.
Voci correlate: Attore – Casting
CASTING
Processo di selezione degli attori destinati a interpretare i personaggi del film.
Il casting è normalmente coordinato dal Casting Director, che collabora con regista e produttore nella scelta degli interpreti più adatti.
Una scelta di casting può influenzare profondamente il successo artistico dell’opera.
Voci correlate: Cast – Attore
CGI (Computer Generated Imagery)
Insieme delle immagini generate mediante computer.
La CGI viene utilizzata per creare personaggi, ambienti, creature ed effetti impossibili o molto costosi da realizzare durante le riprese.
Non va confusa con gli effetti speciali (SFX) realizzati fisicamente sul set né con i VFX, che comprendono l’integrazione tra immagini reali e digitali.
Film come Jurassic Park, Avatar e Il Signore degli Anelli hanno rivoluzionato l’impiego della CGI nel cinema moderno.
Voci correlate: Effetti Speciali – VFX – Motion Capture
CIAK
Tavoletta utilizzata all’inizio di ogni ripresa per identificare il titolo del film, il numero della scena, dell’inquadratura e del ciak.
La chiusura della barra superiore produce un suono che consente di sincronizzare perfettamente audio e immagini durante il montaggio.
Nonostante l’avvento del digitale, il ciak continua a essere uno strumento fondamentale su quasi tutti i set cinematografici.
Voci correlate: Ripresa – Montaggio
CINEASTA
Termine con cui si indica chiunque partecipi creativamente alla realizzazione di un film.
Oggi il termine viene utilizzato soprattutto per riferirsi a registi, sceneggiatori o autori che possiedono una forte personalità artistica.
CINEMATOGRAFO
Dal greco kinéo (“muovo”) e grápho (“scrivo”), fu l’apparecchio inventato nel 1895 dai fratelli Auguste e Louis Lumière che consentì per la prima volta di riprendere e proiettare fotografie in movimento.
La prima proiezione pubblica a pagamento si svolse il 28 dicembre 1895 al Salon Indien del Grand Café di Parigi ed è generalmente considerata l’atto di nascita del cinema.
Oggi il termine cinematografo viene spesso utilizzato anche come sinonimo di cinema, inteso sia come arte sia come industria.
Voci correlate: Lumière – Cinetoscopio
CINETOSCOPIO
Apparecchio ideato da Thomas Alva Edison che permetteva la visione individuale di brevi filmati attraverso un oculare.
Diversamente dal cinematografo dei fratelli Lumière, il cinetoscopio non consentiva la proiezione collettiva su uno schermo.
Rappresenta una delle tappe fondamentali nella nascita del cinema moderno.
Voci correlate: Cinematografo – Lumière
CLIMAX
Momento di massima tensione narrativa del film.
È il punto culminante del conflitto costruito durante la storia e precede generalmente la risoluzione finale.
Il climax rappresenta spesso il momento emotivamente più intenso dell’opera.
Voci correlate: Plot – Evento dinamico – Epilogo
CODA
Nella pellicola cinematografica indica il tratto iniziale o finale, generalmente privo di immagini, utilizzato per consentire il caricamento del film nelle apparecchiature di ripresa o proiezione.
Nel linguaggio cinematografico contemporaneo il termine viene talvolta utilizzato anche per indicare la parte conclusiva di un film.
COLONNA SONORA
Insieme di tutti gli elementi sonori di un film.
Comprende:
- dialoghi;
- rumori;
- effetti sonori;
- musiche;
- silenzi.
La colonna sonora contribuisce in modo determinante alla costruzione dell’atmosfera, del ritmo e delle emozioni dello spettatore.
Voci correlate: Sound Design – Mixaggio – Direttore del suono
COLORE
Il primo lungometraggio realizzato integralmente con il procedimento Technicolor a tre matrici fu Becky Sharp (La fiera della vanità) di Rouben Mamoulian, distribuito nel 1935.
Oggi il colore costituisce uno degli strumenti espressivi fondamentali del linguaggio cinematografico. Attraverso la fotografia e il color grading, il regista può utilizzare specifiche palette cromatiche per evocare emozioni, caratterizzare ambienti e rafforzare il significato narrativo delle immagini.
Voci correlate: Direttore della fotografia – Color Grading – Color Correction
CONTROTIPO
Procedimento fotografico mediante il quale si ottiene un nuovo negativo partendo da una copia positiva del film. In passato rappresentava una fase fondamentale della lavorazione, poiché consentiva di realizzare nuove copie di distribuzione preservando il negativo originale dall’usura.
Con l’avvento del cinema digitale il controtipo è diventato una tecnica utilizzata soprattutto nel restauro e nella conservazione del patrimonio cinematografico.
Voci correlate: Copia di lavorazione – Pellicola – Restauro cinematografico
COPIA DI LAVORAZIONE
Prima copia positiva del film ottenuta durante la fase di montaggio.
Tradizionalmente veniva utilizzata dal regista e dal montatore per selezionare le inquadrature definitive, verificare la continuità narrativa e apportare eventuali modifiche prima della stampa finale.
Oggi, con il montaggio digitale, il concetto sopravvive nella cosiddetta working copy, ovvero la versione provvisoria del film sulla quale si lavora durante la post-produzione.
Voci correlate: Montaggio – Moviola – Editing digitale
COPIONE
Versione completa della sceneggiatura distribuita a regista, attori e troupe prima dell’inizio delle riprese.
Oltre ai dialoghi, contiene le descrizioni delle scene, le azioni dei personaggi e tutte le indicazioni necessarie alla realizzazione del film.
Nel linguaggio comune viene spesso utilizzato come sinonimo di sceneggiatura, anche se quest’ultimo è il termine tecnicamente più corretto.
Voci correlate: Sceneggiatura – Soggetto – Trattamento – Scaletta
CROSS-CUTTING
Tecnica di montaggio che alterna due o più azioni svolte in luoghi diversi ma percepite dallo spettatore come contemporanee.
È uno degli strumenti fondamentali per aumentare la tensione narrativa e creare suspense.
David Wark Griffith ne fece uno degli elementi caratteristici del proprio stile registico.
Voci correlate: Montaggio alternato – Montaggio parallelo – Griffith
D
DETTAGLIO
Tipo di inquadratura estremamente ravvicinata che isola una piccola parte di un oggetto, di un animale o del corpo umano, attribuendole un particolare valore narrativo o simbolico.
Il dettaglio permette al regista di guidare lo sguardo dello spettatore verso un elemento significativo della scena: una chiave, una fede nuziale, una lacrima, un grilletto o qualsiasi altro particolare destinato ad assumere un’importanza narrativa.
Da non confondere con il Particolare, che riguarda invece una parte del corpo umano.
Voci correlate: Piano – Primissimo piano – Inquadratura
DIEGESI
Dal greco diḗgēsis (“racconto”), indica l’universo narrativo del film, cioè tutto ciò che appartiene alla storia raccontata e che esiste per i personaggi.
Fanno parte della diegesi:
- gli ambienti;
- i personaggi;
- gli oggetti;
- i dialoghi;
- i rumori prodotti all’interno della storia.
Non fanno invece parte della diegesi gli elementi percepiti esclusivamente dallo spettatore, come gran parte della colonna sonora musicale.
La distinzione tra diegetico ed extradiegetico rappresenta uno dei concetti fondamentali della teoria del cinema.
Voci correlate: Extradiegetico – Colonna sonora – Sound Design
DIRETTORE DELLA FOTOGRAFIA
Professionista responsabile dell’immagine del film.
Collabora strettamente con il regista nella definizione dello stile visivo dell’opera, scegliendo illuminazione, obiettivi, inquadrature, movimenti di macchina, filtri e caratteristiche tecniche della ripresa.
Coordina operatori, macchinisti, elettricisti e tutto il reparto fotografia.
Il suo contributo è determinante nella costruzione dell’atmosfera e dell’identità visiva del film.
Tra i più celebri direttori della fotografia ricordiamo Vittorio Storaro, Roger Deakins, Emmanuel Lubezki, Sven Nykvist e Raoul Coutard.
Voci correlate: Illuminazione – Camera – Color Grading – Regista
DIRETTORE DEL SUONO
Professionista responsabile della qualità e della registrazione del suono durante le riprese.
Coordina il lavoro dei fonici, supervisiona il posizionamento dei microfoni e collabora alla realizzazione della colonna sonora insieme al sound designer e al montatore del suono.
Il suo lavoro contribuisce in modo decisivo al realismo e all’efficacia emotiva del film.
Voci correlate: Colonna sonora – Sound Design – Mixaggio
DISSOLVENZA
Tecnica di montaggio utilizzata per passare da un’inquadratura all’altra senza uno stacco netto.
Può essere:
- in apertura (fade in), quando l’immagine emerge gradualmente dal nero;
- in chiusura (fade out), quando l’immagine scompare progressivamente nel nero;
- incrociata (cross dissolve), quando una scena svanisce mentre la successiva appare contemporaneamente.
La dissolvenza viene spesso utilizzata per suggerire il trascorrere del tempo, il cambiamento di luogo o il passaggio da una situazione narrativa a un’altra.
Voci correlate: Stacco – Montaggio – Attacco
DISTRIBUTORE
Figura professionale o società che acquisisce dal produttore i diritti di distribuzione del film e ne organizza la diffusione nelle sale cinematografiche, sulle piattaforme di streaming, in televisione e nei vari supporti home video.
Il distributore cura anche la strategia commerciale, il lancio pubblicitario e, spesso, la partecipazione ai festival cinematografici.
In alcuni casi produttore e distributore coincidono.
Voci correlate: Produttore – Esercente
DOLLY
Supporto mobile sul quale viene montata la macchina da presa per realizzare movimenti fluidi e controllati.
Il dolly può muoversi su binari oppure su ruote speciali e permette di effettuare carrellate estremamente precise.
Non va confuso con la Steadicam, che accompagna i movimenti dell’operatore, né con lo Zoom, che modifica soltanto la lunghezza focale dell’obiettivo.
Voci correlate: Carrellata – Steadicam – Zoom
DOLBY ATMOS
Tecnologia audio tridimensionale sviluppata da Dolby Laboratories.
A differenza dei tradizionali sistemi surround, Dolby Atmos consente di posizionare i suoni in uno spazio tridimensionale, offrendo un’esperienza immersiva e particolarmente realistica.
Oggi rappresenta uno degli standard di riferimento nelle sale cinematografiche di ultima generazione.
Voci correlate: Colonna sonora – Sound Design – Mixaggio
DOPPIAGGIO
Operazione attraverso la quale la voce originale degli attori viene sostituita da quella di altri interpreti oppure reincisa dagli stessi attori in fase di post-produzione.
Il doppiaggio può essere utilizzato per:
- tradurre un film straniero;
- migliorare la qualità dell’audio;
- modificare alcune battute;
- correggere problemi verificatisi durante le riprese.
L’Italia è considerata una delle scuole di doppiaggio più prestigiose al mondo.
Voci correlate: ADR – Colonna sonora – Direttore del suono
DUTCH ANGLE
Inquadratura realizzata inclinando volutamente la macchina da presa rispetto all’orizzonte.
L’effetto trasmette instabilità, inquietudine, tensione psicologica o perdita di equilibrio.
È molto utilizzato nei thriller, negli horror e nei film noir.
Tra gli esempi più celebri figurano Il terzo uomo, Batman (serie televisiva degli anni Sessanta) e numerosi film di Alfred Hitchcock.
Voci correlate: Angolo di ripresa – Inquadratura – Espressionismo
E
EFFETTI SPECIALI
Con il termine effetti speciali si indicano tutte quelle tecniche utilizzate per creare situazioni, immagini o fenomeni che non potrebbero essere ripresi normalmente oppure che risulterebbero troppo costosi, pericolosi o impossibili da realizzare dal vivo.
Tradizionalmente si distinguono in:
- Effetti Speciali (SFX), realizzati fisicamente sul set (esplosioni, pioggia artificiale, protesi, modellini, effetti meccanici, animatronica, ecc.);
- Effetti Visivi (VFX), realizzati o completati digitalmente in post-produzione.
Nel cinema contemporaneo le due tecniche vengono spesso utilizzate insieme.
Voci correlate: CGI – VFX – Motion Capture – Green Screen
EFFETTI VISIVI (VFX)
I Visual Effects (VFX) comprendono tutte le elaborazioni digitali realizzate dopo le riprese per integrare immagini reali ed elementi generati al computer.
Consentono di creare ambientazioni, creature, estensioni scenografiche, simulazioni fisiche e numerosi altri effetti impossibili da ottenere esclusivamente sul set.
Film come Avatar, Dune, Interstellar e Il Signore degli Anelli rappresentano alcuni degli esempi più celebri di utilizzo dei VFX.
Voci correlate: CGI – Effetti Speciali – Green Screen – Motion Capture
EFFETTO NOTTE
Tecnica di ripresa, detta anche Notte Americana (Day for Night), che consiste nel girare una scena durante il giorno modificandone l’esposizione e la fotografia affinché sembri ambientata di notte.
Prima dell’avvento del digitale era ottenuta principalmente mediante particolari filtri e sottoesposizioni della pellicola; oggi viene perfezionata attraverso il color grading.
Celebre è il film Effetto notte (La Nuit américaine) di François Truffaut, il cui titolo richiama proprio questa tecnica.
Voci correlate: Color Grading – Fotografia – Illuminazione
ELLISSI
Procedimento narrativo mediante il quale vengono omessi uno o più eventi, lasciando allo spettatore il compito di ricostruirli mentalmente.
L’ellissi permette di condensare il tempo del racconto, eliminando gli avvenimenti non essenziali.
Può riguardare pochi secondi oppure molti anni.
È uno degli strumenti fondamentali del linguaggio cinematografico.
Voci correlate: Montaggio – Flashback – Flashforward – Tempo del racconto
ESERCENTE
Persona fisica o società che gestisce una sala cinematografica.
L’esercente si occupa della programmazione dei film, della gestione economica del cinema, dei rapporti con i distributori e dell’accoglienza del pubblico.
Rappresenta l’ultimo anello della filiera cinematografica che porta il film dallo studio di produzione allo spettatore.
Voci correlate: Distributore – Produttore
ESISTENTE
Nell’analisi narratologica si definisce esistente qualsiasi elemento stabile appartenente all’universo della storia.
Sono esistenti:
- i personaggi;
- gli ambienti;
- gli oggetti significativi.
Gli esistenti si distinguono dagli eventi, che rappresentano invece le azioni e i cambiamenti che modificano lo stato della narrazione.
Voci correlate: Evento – Personaggio – Diegesi
ESPRESSIONISMO
Movimento artistico e cinematografico nato in Germania negli anni Venti, caratterizzato da scenografie deformate, forti contrasti di luce e ombra, atmosfere inquietanti e una rappresentazione fortemente soggettiva della realtà.
Tra le opere fondamentali si ricordano:
- Il gabinetto del dottor Caligari (Robert Wiene, 1920);
- Nosferatu (Friedrich Wilhelm Murnau, 1922);
- Metropolis (Fritz Lang, 1927).
L’Espressionismo ha esercitato una profonda influenza sul cinema horror, sul noir e sul cinema fantastico.
Voci correlate: Noir – Dutch Angle – Illuminazione – Chiaroscuro
EVENTO
Nella teoria della narrazione l’evento è un accadimento che modifica la situazione precedente della storia.
Gli eventi costituiscono l’ossatura del racconto cinematografico e determinano l’evoluzione dei personaggi.
Possono essere di diversa importanza, ma alcuni assumono un ruolo decisivo nello sviluppo della trama.
Voci correlate: Evento dinamico – Plot – Esistente
EVENTO DINAMICO
L’evento dinamico (noto anche come Inciting Incident) è l’avvenimento che rompe l’equilibrio iniziale della storia e costringe il protagonista ad agire.
Rappresenta il vero motore del racconto e segna l’inizio del conflitto narrativo.
Nella struttura classica compare generalmente nel primo atto del film.
Esempio: in Lo Squalo, l’attacco iniziale che terrorizza la cittadina costituisce l’evento dinamico che mette in moto tutta la vicenda.
Voci correlate: Plot – Climax – Turning Point – Sceneggiatura
EXTRADIEGETICO
Si definisce extradiegetico tutto ciò che non appartiene al mondo della storia vissuto dai personaggi, ma è percepito esclusivamente dallo spettatore.
Il caso più comune è la musica della colonna sonora che accompagna una scena senza essere udita dai personaggi.
La distinzione tra elementi diegetici ed extradiegetici rappresenta uno dei concetti fondamentali dell’analisi cinematografica.
Voci correlate: Diegesi – Colonna sonora – Sound Design
F
Volentieri. Ecco la lettera F completa, mantenendo tutte le tue voci originali (Fiction, Flashback, Flashforward, Flou, Fotogramma, Fuoco) e integrandole con quelle che ritengo oggi indispensabili.
F
FICTION
Termine, utilizzato soprattutto in ambito televisivo, che indica qualsiasi opera di narrazione immaginaria, in contrapposizione ai documentari, ai programmi d’informazione o ai format di intrattenimento non narrativi.
Oggi il termine viene spesso utilizzato per indicare le serie televisive di produzione nazionale, pur essendo corretto anche per film e serie internazionali.
Voci correlate: Telefilm – Serie TV – Documentario
FILL LIGHT
Nella fotografia cinematografica è la luce di riempimento, utilizzata per attenuare le ombre create dalla luce principale (Key Light).
Generalmente è meno intensa della luce principale e serve ad aumentare la leggibilità dell’immagine senza eliminarne completamente il contrasto.
L’equilibrio tra Key Light, Fill Light e Backlight costituisce la base dell’illuminazione cinematografica classica.
Voci correlate: Key Light – Backlight – Illuminazione
FLASHBACK
Dal termine inglese flash back (“lampo all’indietro”), indica una tecnica narrativa che interrompe l’ordine cronologico del racconto per mostrare eventi avvenuti in precedenza.
Può rappresentare:
- un ricordo;
- una testimonianza;
- un sogno;
- un evento realmente accaduto.
Dal punto di vista narratologico il flashback costituisce una anacronia, cioè una rottura dell’ordine temporale del racconto.
Può essere:
- interno (diegetico), quando approfondisce fatti già noti allo spettatore;
- esterno (extradiegetico), quando introduce informazioni completamente nuove.
Il flashback è uno degli strumenti narrativi più utilizzati nella sceneggiatura cinematografica.
Voci correlate: Flashforward – Ellissi – Tempo del racconto
FLASHFORWARD
Tecnica narrativa opposta al flashback.
Consiste nell’interrompere il racconto per mostrare eventi che, rispetto al momento della narrazione, devono ancora verificarsi.
Può rappresentare:
- una premonizione;
- una previsione;
- un sogno;
- un possibile futuro.
Se utilizzato correttamente aumenta la suspense e la curiosità dello spettatore.
Voci correlate: Flashback – Ellissi – Foreshadowing
FLOU
Dal francese flou (“sfocato”).
In cinematografia e fotografia indica un effetto ottico di sfocatura morbida, utilizzato intenzionalmente per attenuare i contorni dell’immagine e creare un’atmosfera onirica, romantica, nostalgica o irreale.
Nel cinema classico il flou veniva ottenuto principalmente mediante:
- filtri diffusori;
- veli di garza posti davanti all’obiettivo;
- particolari obiettivi a fuoco morbido (soft focus).
Oggi l’effetto può essere realizzato anche attraverso la fotografia digitale e la post-produzione.
Il flou viene spesso impiegato per rappresentare:
- sogni;
- ricordi;
- flashback;
- stati emotivi;
- visioni soggettive.
È importante non confondere il flou con un semplice errore di messa a fuoco: nel primo caso la sfocatura è una precisa scelta espressiva del regista e del direttore della fotografia.
Voci correlate: Fuoco – Rack Focus – Direttore della fotografia
FOCUS PULL (RACK FOCUS)
Tecnica mediante la quale il fuoco viene spostato durante la stessa inquadratura da un soggetto a un altro.
Il cambiamento di messa a fuoco guida l’attenzione dello spettatore senza modificare l’inquadratura.
È uno degli strumenti espressivi più raffinati della fotografia cinematografica.
Celebre il suo utilizzo nei film di Steven Spielberg, Brian De Palma e Paul Thomas Anderson.
Voci correlate: Fuoco – Profondità di campo – Direttore della fotografia
FOLEY
Tecnica di registrazione dei rumori realizzati in studio durante la post-produzione.
Il nome deriva dall’artista statunitense Jack Foley, che perfezionò questo metodo negli anni Trenta.
I rumori Foley comprendono, ad esempio:
- passi;
- porte;
- vestiti;
- bicchieri;
- oggetti;
- movimenti del corpo.
Questi suoni vengono sincronizzati perfettamente con le immagini e contribuiscono a rendere il film più realistico.
Voci correlate: Rumorista – Sound Design – Colonna sonora
FORESHADOWING
Tecnica narrativa mediante la quale il regista inserisce, spesso in modo discreto, indizi che anticipano eventi destinati a verificarsi più avanti nel film.
Lo spettatore, nella maggior parte dei casi, ne comprende il significato soltanto dopo aver visto lo sviluppo della storia.
È uno degli strumenti più eleganti della sceneggiatura cinematografica.
Tra gli autori che ne fanno largo uso figurano Alfred Hitchcock, Christopher Nolan e Denis Villeneuve.
Voci correlate: Chekhov’s Gun – Plot Twist – Flashforward
FOTOGRAMMA
Detto anche frame, rappresenta la singola immagine che compone una pellicola cinematografica o un file video digitale.
La rapida successione dei fotogrammi genera nello spettatore l’illusione del movimento.
Nel cinema tradizionale la velocità standard è di 24 fotogrammi al secondo (24 fps), valore ancora oggi considerato il riferimento del linguaggio cinematografico.
Voci correlate: Frame Rate – Ripresa
FRAME RATE
Numero di fotogrammi registrati o proiettati in un secondo.
Il cinema utilizza tradizionalmente 24 fps, mentre televisione, videogiochi e produzioni digitali possono adottare valori differenti (25, 30, 48, 60 fps o superiori).
Un frame rate elevato produce movimenti più fluidi ma modifica la percezione estetica dell’immagine cinematografica.
Tra gli esempi più noti vi è Lo Hobbit, girato da Peter Jackson a 48 fotogrammi al secondo.
Voci correlate: Fotogramma – HFR
FUOCO
In fotografia e cinematografia indica la condizione nella quale un soggetto appare perfettamente nitido.
Attraverso la messa a fuoco il regista decide quale elemento dell’inquadratura debba attirare l’attenzione dello spettatore.
Il fuoco può essere:
- selettivo;
- profondo;
- dinamico (Rack Focus).
La gestione del fuoco rappresenta uno degli strumenti più importanti del linguaggio visivo.
Voci correlate: Profondità di campo – Rack Focus – Bokeh – Flou
FUORI CAMPO
È tutto ciò che, pur non essendo visibile nell’inquadratura, appartiene allo spazio della scena e può essere percepito o immaginato dallo spettatore.
Il fuori campo può essere suggerito attraverso:
- dialoghi;
- rumori;
- sguardi degli attori;
- movimenti della macchina da presa.
Molti grandi registi, da Alfred Hitchcock a Michael Haneke, hanno utilizzato il fuori campo per aumentare suspense, mistero e coinvolgimento emotivo.
Voci correlate: Campo – Diegesi – Inquadratura
G
GAG
Breve situazione comica, visiva o verbale, costruita per provocare una risata improvvisa nello spettatore.
La gag può essere basata su un equivoco, un gesto, un dialogo, un’espressione del volto o una situazione paradossale.
Nel cinema muto la gag era prevalentemente visiva e raggiunse livelli straordinari con Charlie Chaplin, Buster Keaton e Harold Lloyd.
Nel cinema contemporaneo continua a rappresentare uno degli elementi fondamentali della commedia.
Voci correlate: Commedia – Slapstick
GENERI
I generi cinematografici sono categorie narrative che raggruppano i film sulla base di caratteristiche comuni di ambientazione, stile, temi e struttura del racconto.
Tra i principali generi ricordiamo:
- Azione
- Avventura
- Biografico
- Commedia
- Drammatico
- Fantascienza
- Fantasy
- Gangster
- Giallo
- Guerra
- Horror
- Musical
- Noir
- Poliziesco
- Romantico
- Storico
- Thriller
- Western
Molti film contemporanei appartengono contemporaneamente a più generi.
Voci correlate: Thriller – Noir – Western – Musical
GIORNALIERI
Con il termine giornalieri (Dailies in inglese) si indicano le riprese effettuate durante una giornata di lavorazione e visionate dal regista e dalla troupe per verificarne la qualità tecnica e artistica.
Durante l’epoca della pellicola i giornalieri venivano sviluppati durante la notte e proiettati il giorno successivo.
Oggi possono essere visionati quasi immediatamente grazie alle camere digitali.
Voci correlate: Montaggio – Ripresa – Camera
🆕 GREEN SCREEN
Tecnica di ripresa che consiste nel filmare attori o oggetti davanti a uno sfondo verde uniforme, successivamente sostituito in post-produzione con ambientazioni reali o digitali.
Il verde viene scelto perché è il colore più distante dalla carnagione umana e quindi più semplice da eliminare digitalmente.
La tecnica è largamente utilizzata nel cinema fantasy, di fantascienza e nei film con numerosi effetti visivi.
Voci correlate: CGI – VFX – Virtual Production
GRANDANGOLO
Obiettivo caratterizzato da una lunghezza focale ridotta che consente di riprendere un campo visivo molto ampio.
Il grandangolo aumenta la profondità prospettica e tende a enfatizzare le distanze tra gli oggetti, deformando leggermente quelli posti ai margini dell’inquadratura.
È molto utilizzato nei paesaggi, nelle scene d’azione e negli spazi ristretti.
Tra gli autori che ne hanno fatto largo uso figurano Stanley Kubrick, Orson Welles e Terry Gilliam.
Voci correlate: Teleobiettivo – Focale – Ottica
🆕 GRANA
Con il termine grana si indica la struttura visibile dell’emulsione fotografica della pellicola cinematografica.
Pellicole ad alta sensibilità presentano generalmente una grana più evidente.
Nel cinema digitale la grana può essere riprodotta artificialmente durante il color grading per evocare l’estetica della pellicola tradizionale.
Molti registi contemporanei scelgono deliberatamente di mantenere una leggera grana per conferire maggiore matericità all’immagine.
Voci correlate: Pellicola – Color Grading – Fotografia
GRU
Attrezzatura cinematografica che consente alla macchina da presa di effettuare ampi movimenti verticali, orizzontali e diagonali.
Permette di ottenere spettacolari movimenti dall’alto verso il basso (o viceversa), impossibili da realizzare con un normale carrello.
Oggi le tradizionali gru convivono con i moderni camera crane, i bracci telescopici e i droni.
Celebri sono le riprese in gru di Via col vento, C’era una volta in America e La La Land.
Voci correlate: Carrellata – Dolly – Drone
🆕 GUN DI ČECHOV (Chekhov’s Gun)
Principio narrativo formulato dal drammaturgo russo Anton Čechov, secondo cui ogni elemento introdotto nella storia deve avere una funzione narrativa.
La celebre frase attribuita a Čechov recita:
“Se nel primo atto compare un fucile appeso al muro, nel terzo atto quel fucile dovrà sparare.”
Nel cinema questo principio viene utilizzato per evitare elementi superflui e costruire una narrazione coerente.
Voci correlate: Foreshadowing – MacGuffin – Plot
H
🆕 HFR (HIGH FRAME RATE)
Acronimo di High Frame Rate, indica una tecnica di ripresa e proiezione che utilizza un numero di fotogrammi al secondo superiore ai tradizionali 24 fps del cinema.
Tra i frame rate più utilizzati troviamo:
- 48 fps
- 60 fps
- 120 fps
L’HFR produce movimenti estremamente fluidi e una maggiore nitidezza nelle scene d’azione, ma modifica l’estetica tradizionale dell’immagine cinematografica. Per questo motivo il suo impiego divide ancora oggi critica e pubblico.
Voci correlate: Fotogramma – Frame Rate – Ripresa
🆕 HIGH KEY
Tecnica d’illuminazione caratterizzata da una luce diffusa, uniforme e da un contrasto molto ridotto tra zone illuminate e zone d’ombra.
Produce immagini luminose, morbide e rassicuranti ed è frequentemente utilizzata nelle commedie, nei musical, nella pubblicità e nelle produzioni televisive.
Si contrappone alla fotografia Low Key, caratterizzata da forti contrasti e ombre marcate.
Voci correlate: Low Key – Illuminazione – Direttore della fotografia
HOLLYWOOD
Quartiere della città di Los Angeles che, a partire dai primi anni del Novecento, è diventato il principale centro dell’industria cinematografica mondiale.
La presenza di condizioni climatiche favorevoli, ampi spazi disponibili e una crescente concentrazione di studi cinematografici contribuì alla nascita del cosiddetto Sistema degli Studios, che dominò il cinema americano per molti decenni.
Con il tempo il nome Hollywood è diventato sinonimo dell’intera industria cinematografica statunitense.
Tra i principali studios storici figurano:
- Metro-Goldwyn-Mayer (MGM)
- Paramount Pictures
- Warner Bros.
- Universal Pictures
- 20th Century Fox
- Columbia Pictures
Hollywood ha contribuito alla nascita dello Star System, allo sviluppo dei grandi generi cinematografici e all’affermazione del cinema come industria culturale globale.
Voci correlate: Generi – Produttore – Studio cinematografico
🆕 HOME CINEMA
Sistema domestico progettato per riprodurre l’esperienza audiovisiva della sala cinematografica.
Può comprendere:
- televisore o videoproiettore;
- impianto audio multicanale;
- lettore Blu-ray o piattaforme di streaming;
- schermo di proiezione.
L’evoluzione delle tecnologie video e audio ha reso possibile una qualità di visione sempre più vicina a quella delle sale cinematografiche.
Voci correlate: Dolby Atmos – IMAX – HDR
🆕 HDR (HIGH DYNAMIC RANGE)
Tecnologia video che amplia la gamma dinamica dell’immagine, consentendo una maggiore differenza tra le zone più luminose e quelle più scure.
Rispetto ai sistemi tradizionali, l’HDR offre:
- maggiore profondità dei neri;
- luci più intense;
- colori più ricchi;
- migliore percezione dei dettagli.
Oggi rappresenta uno degli standard qualitativi più importanti nella distribuzione cinematografica digitale e nello streaming.
Voci correlate: Color Grading – Fotografia – Dolby Vision
I
🆕 IMAX
IMAX (Image Maximum) è un sistema di ripresa e proiezione cinematografica sviluppato per offrire immagini di dimensioni eccezionali, elevatissima risoluzione e un’esperienza immersiva superiore rispetto alle sale tradizionali.
Le sale IMAX utilizzano schermi molto più grandi, proiettori dedicati e impianti audio ad alte prestazioni.
Alcuni registi, come Christopher Nolan, Denis Villeneuve e James Cameron, girano parte delle proprie opere con cineprese IMAX per sfruttarne la qualità visiva.
Voci correlate: Camera – HDR – Dolby Atmos
ILLUMINAZIONE
L’illuminazione è uno degli elementi fondamentali del linguaggio cinematografico.
Attraverso la luce il direttore della fotografia modella i volumi, definisce la profondità dell’immagine, guida lo sguardo dello spettatore e contribuisce a creare l’atmosfera della scena.
L’illuminazione può essere:
- naturale;
- artificiale;
- diffusa;
- diretta;
- ad alto contrasto;
- morbida.
La gestione della luce rappresenta uno degli aspetti più importanti della fotografia cinematografica.
Voci correlate: Direttore della fotografia – High Key – Low Key – Key Light – Fill Light – Backlight
🆕 INCITING INCIDENT
Espressione inglese che indica l’evento scatenante della storia.
È il momento in cui qualcosa rompe l’equilibrio iniziale del protagonista costringendolo ad affrontare il conflitto narrativo.
Nella teoria della sceneggiatura coincide sostanzialmente con quello che in questo glossario viene definito Evento Dinamico.
Poiché entrambi i termini sono oggi ampiamente utilizzati, è utile conoscerli entrambi.
Voci correlate: Evento Dinamico – Plot – Climax
INQUADRATURA
L’inquadratura rappresenta la porzione di realtà registrata dalla macchina da presa in un determinato intervallo di tempo.
Costituisce l’unità fondamentale del linguaggio cinematografico.
Ogni inquadratura è definita da numerosi elementi, tra cui:
- campo;
- piano;
- angolo di ripresa;
- movimento della macchina da presa;
- lunghezza focale;
- illuminazione;
- composizione dell’immagine.
Più inquadrature costituiscono una scena;
più scene formano una sequenza.
L’inquadratura può essere:
- oggettiva, quando rappresenta il punto di vista esterno del narratore;
- soggettiva, quando mostra ciò che vede un personaggio.
La scelta dell’inquadratura influenza profondamente il significato narrativo ed emotivo della scena.
Voci correlate: Campo – Piano – Angolo di ripresa – Soggettiva – Sequenza
🆕 INSERT SHOT (INSERTO)
Breve inquadratura ravvicinata che evidenzia un particolare importante della scena.
Può mostrare, ad esempio:
- una lettera;
- un orologio;
- una fotografia;
- una chiave;
- un dettaglio significativo.
L’inserto serve a richiamare l’attenzione dello spettatore su un elemento destinato ad assumere particolare importanza narrativa.
Da non confondere con il Dettaglio, che rappresenta una specifica tipologia di inquadratura.
Voci correlate: Dettaglio – Campo – Piano
Perfetto. Allora iniziamo la lettera L con lo stesso livello qualitativo che stiamo raggiungendo.
L
🆕 L-CUT
Tecnica di montaggio nella quale l’audio della scena precedente continua anche dopo il passaggio alla scena successiva.
Graficamente, nella timeline di montaggio, la traccia audio assume la forma della lettera L, da cui deriva il nome.
L’L-Cut rende il passaggio tra due scene più fluido e naturale e viene spesso utilizzato per mantenere la continuità emotiva del racconto.
È la tecnica complementare del J-Cut.
Voci correlate: 🆕 J-Cut – Montaggio – Colonna sonora
LAMPADA AD ARCO
Storico dispositivo d’illuminazione utilizzato nei primi decenni del cinema.
Produceva una luce molto intensa mediante un arco elettrico generato tra due elettrodi di carbone.
Per molti anni rappresentò una delle principali sorgenti luminose negli studi cinematografici prima dell’introduzione delle moderne lampade al quarzo, HMI e LED.
Oggi è utilizzata quasi esclusivamente a fini storici o museali.
Voci correlate: Illuminazione – Direttore della fotografia
🆕 LONG TAKE
Espressione inglese che indica un’inquadratura di lunga durata, realizzata senza interruzioni di montaggio.
Il Long Take non coincide necessariamente con il Piano Sequenza.
Infatti:
- nel Long Take la durata dell’inquadratura è particolarmente estesa, ma può rappresentare solo una parte della scena;
- nel Piano Sequenza, invece, un’intera sequenza narrativa viene raccontata attraverso un’unica inquadratura.
Il Long Take viene spesso utilizzato per aumentare il realismo, l’immersione dello spettatore e la tensione narrativa.
Voci correlate: Piano Sequenza – Montaggio – Carrellata
🆕 LOW KEY
Tecnica d’illuminazione caratterizzata da forti contrasti tra luce e ombra.
Le aree scure predominano sull’immagine, creando atmosfere drammatiche, misteriose o inquietanti.
È una delle caratteristiche distintive del:
- Cinema Noir;
- Espressionismo tedesco;
- Thriller;
- Horror.
Si contrappone alla fotografia High Key, caratterizzata da una luce diffusa e uniforme.
Voci correlate: High Key – Illuminazione – Chiaroscuro
🆕 LUT (LOOK-UP TABLE)
Una Look-Up Table (LUT) è un file utilizzato durante il color grading per trasformare rapidamente la resa cromatica delle immagini.
Le LUT possono essere impiegate per:
- simulare specifiche pellicole fotografiche;
- uniformare riprese effettuate con camere differenti;
- applicare un determinato stile visivo;
- velocizzare il lavoro di color grading.
Nel cinema contemporaneo rappresentano uno degli strumenti più utilizzati nella post-produzione digitale.
Voci correlate: Color Grading – Color Correction – HDR
LUNGHEZZA FOCALE
La lunghezza focale è la distanza tra il centro ottico dell’obiettivo e il piano focale quando la messa a fuoco è regolata sull’infinito.
Si misura in millimetri (mm) e determina principalmente:
- l’ampiezza dell’angolo di campo;
- la prospettiva dell’immagine;
- il rapporto apparente tra i soggetti.
In generale:
- focali corte (grandangolari) offrono un campo visivo molto ampio;
- focali medie restituiscono una prospettiva simile a quella dell’occhio umano;
- focali lunghe (teleobiettivi) restringono il campo visivo e comprimono la prospettiva.
La scelta della lunghezza focale rappresenta una delle decisioni più importanti nella costruzione del linguaggio visivo di un film.
Voci correlate: Grandangolo – Teleobiettivo – Ottica – Inquadratura
🆕 LOCATION
Per location si intende il luogo reale nel quale vengono effettuate le riprese di un film.
Le location possono essere:
- naturali;
- urbane;
- storiche;
- industriali;
- private.
La scelta delle location contribuisce in maniera determinante all’identità visiva dell’opera e viene generalmente affidata al Location Manager, in collaborazione con il regista, il direttore della fotografia e lo scenografo.
Quando le riprese avvengono all’interno di teatri di posa si parla invece di set cinematografico.
Voci correlate: Scenografia – Set – Production Designer
🆕 LOCATION MANAGER
Professionista responsabile della ricerca, selezione e gestione delle location utilizzate durante le riprese.
Tra i suoi compiti rientrano:
- il sopralluogo delle location;
- l’ottenimento delle autorizzazioni;
- il coordinamento logistico;
- la gestione dei rapporti con enti pubblici e proprietari.
Lavora in stretta collaborazione con la produzione e con il regista.
Voci correlate: Location – Produzione – Scenografia
🆕 LOG LINE
Breve descrizione di una storia, generalmente composta da una o due frasi, che ne sintetizza il protagonista, il conflitto principale e l’obiettivo narrativo.
La log line viene utilizzata durante lo sviluppo e la presentazione di un progetto cinematografico per comunicare rapidamente l’essenza del film.
Non va confusa con la sinossi, che è molto più dettagliata.
Voci correlate: Soggetto – Trattamento – Sceneggiatura – Sinossi
LUMIÈRE
Auguste e Louis Lumière furono due inventori e imprenditori francesi considerati tra i principali pionieri della nascita del cinema.
Nel 1895 presentarono il Cinématographe, apparecchio capace di riprendere, stampare e proiettare immagini in movimento.
La prima proiezione pubblica a pagamento organizzata dai fratelli Lumière si svolse il 28 dicembre 1895 al Salon Indien del Grand Café di Parigi, data tradizionalmente considerata l’inizio della storia del cinema.
I loro film erano generalmente molto brevi e documentavano scene di vita quotidiana, attività lavorative, paesaggi ed eventi familiari.
Tra i titoli più celebri figurano:
- L’uscita dalle officine Lumière;
- L’arrivo di un treno alla stazione di La Ciotat;
- L’innaffiatore innaffiato.
In pochi anni i Lumière produssero e fecero realizzare numerose vedute cinematografiche in diversi Paesi, contribuendo alla rapida diffusione internazionale del nuovo mezzo.
Pur avendo inizialmente considerato il cinematografo soprattutto come un’invenzione tecnica e documentaria, il loro lavoro pose le basi della ripresa del reale e della vocazione testimoniale del cinema.
Voci correlate: Cinematografo – Cinetoscopio – Méliès – Fotogramma
M
🆕 MACGUFFIN
Termine reso celebre da Alfred Hitchcock per indicare un oggetto, una persona, un documento o un’informazione che mette in moto la vicenda narrativa ma che, in realtà, ha un’importanza secondaria rispetto ai personaggi e al loro percorso.
Il MacGuffin serve soprattutto a motivare le azioni dei protagonisti e a far progredire la storia.
Può essere rappresentato da:
- una valigetta;
- un documento segreto;
- un gioiello;
- una formula scientifica;
- qualsiasi elemento desiderato dai personaggi.
Per Hitchcock il pubblico finisce spesso per dimenticare il MacGuffin, concentrandosi invece sul conflitto e sulle emozioni dei protagonisti.
Voci correlate: 🆕 Chekhov’s Gun – Plot – Evento dinamico
MACCHINA DA PRESA
Apparecchiatura utilizzata per registrare le immagini di un film.
Nel cinema delle origini impressionava direttamente la pellicola fotografica; oggi è quasi sempre digitale.
La macchina da presa può essere:
- fissa;
- montata su cavalletto;
- su dolly;
- su gru;
- su steadicam;
- su drone.
Le sue caratteristiche influenzano profondamente lo stile visivo del film.
Voci correlate: Camera – Direttore della fotografia – Ripresa
🆕 MATCH CUT
Tecnica di montaggio nella quale due inquadrature vengono unite attraverso una forte somiglianza visiva, formale o simbolica.
Il collegamento può avvenire mediante:
- forme;
- colori;
- movimenti;
- composizione dell’immagine;
- significato narrativo.
Il Match Cut crea continuità visiva e può assumere un forte valore simbolico.
Voci correlate: Montaggio – Dissolvenza – Jump Cut
MÉLIÈS
Georges Méliès (1861-1938) fu uno dei grandi pionieri del cinema e il primo a comprendere le straordinarie possibilità narrative e fantastiche del nuovo mezzo.
Illusionista di professione, introdusse nel cinema numerose innovazioni tecniche, tra cui:
- esposizioni multiple;
- dissolvenze;
- arresto della macchina da presa;
- sovrimpressioni;
- scenografie teatrali;
- effetti speciali.
A differenza dei fratelli Lumière, interessati soprattutto alla ripresa della realtà, Méliès intuì che il cinema poteva raccontare mondi immaginari.
Per questo è considerato il padre del cinema fantastico.
Voci correlate: Lumière – Effetti Speciali – Cinematografo
🆕 MISE EN SCÈNE
Dal francese mise en scène, letteralmente “messa in scena”.
È uno dei concetti fondamentali della teoria cinematografica e comprende tutto ciò che viene organizzato davanti alla macchina da presa prima della ripresa.
Fanno parte della mise en scène:
- scenografia;
- costumi;
- trucco;
- illuminazione;
- recitazione;
- disposizione degli attori nello spazio;
- oggetti di scena;
- composizione dell’inquadratura.
La mise en scène rappresenta il modo in cui il regista costruisce visivamente il significato del film.
Secondo la celebre Politique des auteurs, è proprio attraverso la mise en scène che il regista esprime la propria personalità artistica.
Per questo motivo molti studiosi la considerano il vero linguaggio del cinema.
Voci correlate: Regista – Scenografia – Direttore della fotografia – Politique des auteurs
MIXAGGIO
Fase della post-produzione nella quale vengono bilanciati e sincronizzati tutti gli elementi sonori del film:
- dialoghi;
- musiche;
- effetti sonori;
- rumori;
- ambienti.
Il mixaggio determina la qualità finale della colonna sonora e contribuisce in modo decisivo al coinvolgimento dello spettatore.
Voci correlate: Colonna sonora – Sound Design – Doppiaggio
MONTAGGIO
Il montaggio è il procedimento attraverso il quale le singole inquadrature vengono selezionate, ordinate e collegate per costruire il racconto cinematografico.
Non rappresenta soltanto un’operazione tecnica, ma uno dei principali strumenti espressivi del cinema.
Attraverso il montaggio il regista stabilisce:
- il ritmo del film;
- la durata delle inquadrature;
- la continuità narrativa;
- il rapporto tra spazio e tempo;
- la tensione emotiva.
Esistono numerose forme di montaggio, tra cui:
- montaggio di continuità;
- montaggio alternato;
- montaggio parallelo;
- montaggio ellittico;
- montaggio analitico;
- montaggio delle attrazioni;
- montaggio intellettuale.
Nel corso della storia del cinema il montaggio è stato interpretato in modi molto diversi.
Per Sergej Ejzenštejn costituiva il principale strumento creativo del cinema, mentre André Bazin attribuiva maggiore importanza alla profondità di campo e al piano sequenza.
Ancora oggi il montaggio rappresenta uno degli elementi fondamentali del linguaggio cinematografico.
Voci correlate: Montatore – Sequenza – Piano Sequenza – Dissolvenza – Stacco
MONTATORE
Professionista responsabile del montaggio del film.
Lavora in stretta collaborazione con il regista selezionando le inquadrature, definendo il ritmo del racconto e costruendo la versione definitiva dell’opera.
Il montatore interviene anche sul rapporto tra immagini e suoni, contribuendo in modo determinante all’efficacia narrativa del film.
Voci correlate: Montaggio – Regista – Mixaggio
🆕 MOTION CAPTURE
Tecnologia che consente di registrare i movimenti di un attore mediante sensori applicati al corpo, trasferendoli successivamente a un personaggio digitale.
È ampiamente utilizzata nel cinema contemporaneo, nell’animazione e nei videogiochi.
Da non confondere con la Performance Capture, che registra anche le espressioni del volto.
Voci correlate: CGI – Performance Capture – VFX
🆕 MOTION CONTROL
Sistema computerizzato che consente di ripetere con estrema precisione gli stessi movimenti della macchina da presa.
È utilizzato soprattutto quando una scena richiede numerose riprese perfettamente identiche da combinare successivamente mediante effetti visivi.
Il Motion Control ha avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo del cinema degli effetti speciali.
Voci correlate: VFX – Carrellata – CGI
MOVIOLA
Storico apparecchio utilizzato per il montaggio della pellicola cinematografica.
Consentiva di visionare, tagliare e ricomporre fisicamente le varie inquadrature prima della stampa definitiva del film.
Per molti decenni rappresentò lo strumento principale del montaggio cinematografico.
Oggi è stata quasi completamente sostituita dai sistemi di montaggio digitale, ma rimane un simbolo della storia del cinema.
Voci correlate: Montaggio – Copia di lavorazione – Pellicol
MOVIMENTO DI MACCHINA
Con l’espressione movimento di macchina si indica qualsiasi spostamento, rotazione o variazione del punto di vista della macchina da presa durante una ripresa.
Il movimento di macchina non rappresenta soltanto uno spostamento fisico della cinepresa, ma costituisce uno dei principali strumenti espressivi del linguaggio cinematografico. Attraverso il movimento il regista può guidare lo sguardo dello spettatore, creare tensione, aumentare il dinamismo della scena oppure rivelare progressivamente informazioni narrative.
I principali movimenti di macchina sono:
- Panoramica, ottenuta ruotando la macchina da presa sul proprio asse orizzontale o verticale.
- Carrellata, realizzata spostando fisicamente la macchina da presa mediante binari, dolly o altri supporti.
- Gru, che permette ampi movimenti verticali e diagonali.
- Steadicam, sistema stabilizzato che consente movimenti fluidi seguendo gli attori.
- Camera a mano, utilizzata per ottenere immagini più dinamiche, realistiche o soggettive.
- Drone, impiegato per riprese aeree e spettacolari.
- Zoom, che modifica la lunghezza focale dell’obiettivo senza spostare realmente la macchina da presa. Pur non essendo tecnicamente un movimento della cinepresa, viene spesso studiato insieme agli altri movimenti perché produce una variazione dell’inquadratura.
La scelta del movimento di macchina contribuisce in maniera decisiva allo stile visivo del film e costituisce una delle caratteristiche più riconoscibili della regia.
Voci correlate: Carrellata – Panoramica – Steadicam – Gru – Zoom – Macchina da presa
Perfetto. Passiamo alla lettera N.
Qui ci sono meno voci, ma una è fondamentale: Neorealismo. Credo che, per Cinemavistodame, debba essere una delle definizioni migliori dell’intero glossario.
N
NARRAZIONE
Per narrazione si intende il modo in cui una storia viene raccontata attraverso le immagini, i suoni, il montaggio e tutti gli altri elementi del linguaggio cinematografico.
La narrazione non coincide con la semplice successione degli eventi, ma comprende anche il modo in cui essi vengono organizzati e mostrati allo spettatore.
Un film può raccontare la stessa storia seguendo ordini temporali, punti di vista e ritmi completamente differenti.
Voci correlate: Diegesi – Sceneggiatura – Montaggio – Sequenza
🆕 NARRATORE
È la voce o il punto di vista attraverso il quale la storia viene raccontata.
Nel cinema il narratore può essere:
- onnisciente, quando conosce ogni aspetto della vicenda;
- interno, quando coincide con uno dei personaggi;
- esterno, quando osserva gli eventi senza parteciparvi.
Talvolta il narratore è rappresentato da una voce fuori campo (Voice Over).
Voci correlate: Voice Over – Soggettiva – Diegesi
NEOREALISMO
Il Neorealismo è uno dei più importanti movimenti della storia del cinema italiano.
Nato durante gli ultimi anni della Seconda guerra mondiale e sviluppatosi soprattutto tra il 1945 e i primi anni Cinquanta, si proponeva di raccontare la realtà quotidiana dell’Italia del dopoguerra con uno stile nuovo, lontano dalle convenzioni del cinema spettacolare.
Le sue caratteristiche principali sono:
- riprese in ambienti reali;
- attenzione ai problemi sociali;
- protagonisti appartenenti alle classi popolari;
- impiego, in molti casi, di attori non professionisti;
- ricerca della massima autenticità narrativa.
Tra i principali esponenti del Neorealismo figurano:
- Roberto Rossellini;
- Vittorio De Sica;
- Luchino Visconti;
- Giuseppe De Santis.
Il Neorealismo ha esercitato una profonda influenza sul cinema mondiale e ha ispirato numerosi movimenti successivi, tra cui la Nouvelle Vague francese.
Voci correlate: Nouvelle Vague – Rossellini – Visconti – De Sica
🆕 NOIR
Termine francese (“nero”) utilizzato per indicare un genere cinematografico sviluppatosi negli Stati Uniti tra gli anni Quaranta e Cinquanta.
Il film noir è caratterizzato da:
- atmosfere cupe;
- forti contrasti di luce e ombra;
- protagonisti moralmente ambigui;
- intrecci criminali;
- fatalismo;
- presenza della cosiddetta femme fatale.
Dal punto di vista visivo il noir risente profondamente dell’influenza dell’Espressionismo tedesco.
Ancora oggi il termine viene utilizzato anche per indicare opere contemporanee ispirate a quello stile.
Voci correlate: Espressionismo – Low Key – Thriller
🆕 NOUVELLE VAGUE
Movimento cinematografico francese sviluppatosi tra la fine degli anni Cinquanta e i primi anni Sessanta.
Nata attorno alla rivista Cahiers du Cinéma, la Nouvelle Vague rivoluzionò il linguaggio cinematografico proponendo una nuova idea di regia fondata sulla libertà espressiva dell’autore.
Tra le sue principali caratteristiche:
- riprese in esterni;
- troupe ridotte;
- uso della macchina da presa a mano;
- montaggio innovativo;
- improvvisazione;
- forte personalità del regista.
Tra i principali protagonisti ricordiamo:
- François Truffaut;
- Jean-Luc Godard;
- Claude Chabrol;
- Éric Rohmer;
- Jacques Rivette.
La Nouvelle Vague ha profondamente influenzato il cinema moderno e contemporaneo.
Voci correlate: Politique des auteurs – Auteur – Neorealismo
NUMERI E SIGLE
Nel linguaggio cinematografico sono frequenti numeri, sigle e acronimi che identificano tecnologie di ripresa, formati di proiezione, standard audio e video o particolari tecniche di produzione.
Di seguito sono riportati i principali.
2D
Sistema tradizionale di ripresa e proiezione cinematografica nel quale le immagini vengono percepite nelle due dimensioni (altezza e larghezza).
La quasi totalità della produzione cinematografica mondiale è realizzata in 2D.
Da non confondere con il 3D, che consente la percezione della profondità mediante tecniche stereoscopiche.
Voci correlate: 3D – IMAX – HFR
3D
Tecnologia cinematografica che permette allo spettatore di percepire la profondità delle immagini, creando l’illusione delle tre dimensioni.
L’effetto può essere ottenuto mediante riprese stereoscopiche oppure attraverso la conversione digitale di un film originariamente realizzato in 2D.
La visione richiede generalmente appositi occhiali stereoscopici.
Voci correlate: 2D – IMAX – VFX
ADR
Acronimo di Automated Dialogue Replacement.
Tecnica di post-produzione mediante la quale gli attori reincidono in studio alcuni dialoghi per migliorarne la qualità o sostituire l’audio originale.
Voci correlate: Doppiaggio – Colonna sonora – Tecnico del suono
CGI
Acronimo di Computer-Generated Imagery.
Tecnica che consente di creare immagini, personaggi e ambientazioni mediante la computer grafica.
Voci correlate: VFX – Motion Capture – Green Screen
HDR
Acronimo di High Dynamic Range.
Tecnologia video che amplia la gamma dinamica dell’immagine, migliorando luminosità, contrasto e fedeltà cromatica.
Voci correlate: Color Grading – VFX
HFR
Acronimo di High Frame Rate.
Tecnica di ripresa e proiezione che utilizza un numero di fotogrammi al secondo superiore ai tradizionali 24 fps del cinema.
Voci correlate: Frame Rate – Fotogramma
IMAX
Sistema di ripresa e proiezione cinematografica caratterizzato da schermi di grandi dimensioni, elevata risoluzione e audio immersivo.
Voci correlate: 2D – 3D – HDR
LUT
Acronimo di Look-Up Table.
File utilizzato durante il color grading per applicare rapidamente una determinata resa cromatica alle immagini.
Voci correlate: Color Grading
SFX
Acronimo di Special Effects.
Effetti speciali realizzati fisicamente durante le riprese, come esplosioni, protesi, animatronica ed effetti meccanici.
Voci correlate: VFX – Effetti Speciali
VFX
Acronimo di Visual Effects.
Effetti visivi realizzati o completati digitalmente in fase di post-produzione.
Voci correlate: CGI – SFX
🆕 NUOVA HOLLYWOOD
Con l’espressione Nuova Hollywood (New Hollywood) si indica il periodo di profondo rinnovamento del cinema americano compreso, indicativamente, tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Ottanta.
I registi della Nuova Hollywood ottennero una libertà creativa senza precedenti, affrontando temi più complessi e sperimentando nuovi linguaggi cinematografici.
Tra i protagonisti figurano:
- Martin Scorsese;
- Francis Ford Coppola;
- Steven Spielberg;
- George Lucas;
- Brian De Palma;
- William Friedkin.
La Nuova Hollywood ha contribuito alla nascita del cinema americano contemporaneo.
Voci correlate: Hollywood – Auteur – Regista
OPERATORE. Detto anche cameraman, è colui che manovra la macchina da presa seguendo le direttive del direttore della fotografia (quando le due persone non coincidono).
P
PANORAMICA
Movimento della macchina da presa ottenuto facendola ruotare sul proprio asse, senza spostarla dalla posizione in cui si trova.
La panoramica può essere:
- orizzontale;
- verticale;
- obliqua;
- circolare.
Può essere utilizzata per seguire un personaggio, esplorare uno spazio, rivelare gradualmente un elemento della scena oppure descrivere un ambiente.
A differenza della carrellata, nella panoramica la macchina da presa non si sposta realmente nello spazio.
Voci correlate: Movimento di macchina – Carrellata – Gru
🆕 PAN FOCUS (PROFONDITÀ DI CAMPO TOTALE)
Tecnica fotografica che permette di mantenere perfettamente nitidi tutti gli elementi dell’inquadratura, dal primo piano allo sfondo.
Fu ampiamente utilizzata da Gregg Toland nel film Quarto Potere di Orson Welles.
Questa tecnica consente allo spettatore di scegliere liberamente dove dirigere il proprio sguardo.
Voci correlate: Profondità di campo – Fuoco – Grandangolo
PARTICOLARE
Tipo di inquadratura molto ravvicinata che mostra una singola parte del corpo umano, come un occhio, una mano o una bocca.
Il particolare viene utilizzato per enfatizzare un gesto, un’espressione o un dettaglio significativo.
Da non confondere con il Dettaglio, che riguarda invece oggetti o elementi non appartenenti al corpo umano.
Voci correlate: Dettaglio – Primissimo Piano – Piano
PELLICOLA
Supporto fotosensibile sul quale, per oltre un secolo, sono state registrate le immagini cinematografiche.
Tradizionalmente realizzata in cellulosa e ricoperta da emulsioni fotografiche, la pellicola è disponibile in diversi formati, tra cui:
- 8 mm;
- Super 8;
- 16 mm;
- 35 mm;
- 65/70 mm.
Sebbene oggi il cinema utilizzi prevalentemente sistemi digitali, la pellicola continua a essere impiegata da alcuni registi per le sue peculiari caratteristiche estetiche.
Voci correlate: Fotogramma – Cinematografo – Camera
🆕 PERFORMANCE CAPTURE
Tecnologia evoluta della Motion Capture che registra non soltanto i movimenti del corpo, ma anche le espressioni del volto e, in alcuni casi, i movimenti degli occhi.
Consente di trasferire con grande fedeltà l’interpretazione dell’attore a un personaggio digitale.
Voci correlate: Motion Capture – CGI – VFX
PIANO
Nel linguaggio cinematografico il piano classifica l’inquadratura in funzione della dimensione della figura umana all’interno dell’immagine.
I principali piani sono:
- Primissimo Piano (PPP)
- Primo Piano (PP)
- Mezzo Primo Piano (MPP)
- Piano Americano (PA)
- Figura Intera (FI)
Il piano contribuisce a determinare il coinvolgimento emotivo dello spettatore.
In generale, più l’inquadratura è ravvicinata, maggiore sarà l’intensità psicologica.
Da non confondere con il Campo, che classifica invece la porzione di spazio visibile.
Voci correlate: Campo – Inquadratura – Particolare
PIANO AMERICANO
Inquadratura che mostra il personaggio approssimativamente dalle ginocchia alla testa.
Nacque nel cinema western per permettere di inquadrare contemporaneamente il volto dell’attore e la fondina della pistola.
Oggi è uno dei piani più utilizzati nei dialoghi.
Voci correlate: Piano – Figura Intera
🆕 PIANO D’ASCOLTO
Inquadratura dedicata al personaggio che ascolta durante un dialogo.
Alternata al campo-controcampo, permette allo spettatore di cogliere reazioni, emozioni e silenzi, spesso altrettanto significativi delle battute pronunciate.
Voci correlate: Campo/Controcampo – Primo Piano
PIANO SEQUENZA
Tecnica narrativa nella quale un’intera scena o una sequenza viene raccontata attraverso un’unica inquadratura continua, senza stacchi di montaggio.
Il piano sequenza richiede una complessa organizzazione di regia, fotografia, scenografia e recitazione.
Può comprendere numerosi movimenti di macchina e coinvolgere molti personaggi.
Viene spesso utilizzato per aumentare il realismo e l’immersione dello spettatore.
Da non confondere con il Long Take, che indica semplicemente un’inquadratura di lunga durata.
Voci correlate: Long Take – Montaggio – Movimento di macchina
🆕 PLOT
Con il termine inglese plot si indica la struttura narrativa degli eventi che compongono la storia.
Il plot non coincide con la semplice successione cronologica dei fatti, ma con il modo in cui essi vengono organizzati e raccontati allo spettatore.
È uno dei concetti fondamentali della sceneggiatura.
Voci correlate: Evento – Sceneggiatura – Climax
🆕 PLOT TWIST
Improvviso cambiamento della situazione narrativa che modifica radicalmente la percezione della storia da parte dello spettatore.
Un buon plot twist sorprende il pubblico ma, allo stesso tempo, risulta coerente con gli elementi precedentemente disseminati nel racconto.
Voci correlate: Foreshadowing – Chekhov’s Gun – Climax
🆕 POLITIQUE DES AUTEURS
Espressione francese (“Politica degli autori”) con la quale viene indicata la teoria critica sviluppata negli anni Cinquanta sulle pagine dei Cahiers du Cinéma.
Secondo questa concezione il regista non è un semplice esecutore della sceneggiatura, ma il vero autore dell’opera cinematografica, capace di imprimere ai propri film uno stile personale e riconoscibile.
La Politique des auteurs influenzò profondamente la nascita della Nouvelle Vague e modificò per sempre il modo di interpretare il ruolo del regista nella storia del cinema.
Voci correlate: Auteur – Mise en scène – Nouvelle Vague
🆕 POST-PRODUZIONE
Fase della lavorazione cinematografica successiva al termine delle riprese.
Comprende tutte le attività necessarie a completare il film, tra cui:
- montaggio;
- color grading;
- effetti visivi;
- doppiaggio;
- mixaggio;
- colonna sonora.
La post-produzione termina con la realizzazione della copia definitiva destinata alla distribuzione.
Voci correlate: Produzione – Riprese – Montaggio
PRODUZIONE
La produzione comprende l’insieme delle attività artistiche, organizzative, economiche e tecniche necessarie alla realizzazione di un film.
Tradizionalmente viene suddivisa in tre fasi:
- pre-produzione;
- produzione;
- post-produzione.
La società di produzione coordina il lavoro dell’intera troupe e gestisce le risorse economiche del progetto.
Voci correlate: Produttore – Post-Produzione
PRODUTTORE
Figura responsabile dell’organizzazione economica e produttiva del film.
Il produttore reperisce i finanziamenti, coordina la lavorazione e supervisiona tutte le fasi della produzione.
Collabora strettamente con il regista, pur mantenendo responsabilità prevalentemente organizzative e finanziarie.
Voci correlate: Produzione – Regista
🆕 PRODUCTION DESIGNER
Professionista responsabile della progettazione estetica dell’intero universo visivo del film.
Coordina il lavoro di scenografi, arredatori, costumisti e decoratori affinché tutti gli elementi della scena risultino coerenti con la visione del regista.
Voci correlate: Scenografia – Art Director – Regista
PROFILMICO
Con il termine profilmico si indica tutto ciò che si trova davanti alla macchina da presa prima e durante la ripresa e che viene quindi registrato nell’immagine cinematografica.
Fanno parte del profilmico:
- gli attori e la loro recitazione;
- le scenografie;
- gli ambienti naturali;
- gli arredi e gli oggetti di scena;
- i costumi;
- il trucco e le acconciature;
- l’illuminazione predisposta sul set.
Il profilmico rappresenta dunque la realtà materiale organizzata per essere filmata. Si distingue dagli elementi propriamente filmici, come l’inquadratura, i movimenti di macchina, il montaggio e gli interventi di post-produzione.
È uno degli elementi fondamentali della mise en scène, perché comprende tutto ciò che il regista dispone nello spazio prima che intervengano le scelte specifiche della ripresa.
Voci correlate: Mise en scène – Scenografia – Illuminazione – Inquadratura – Regista
🆕 PROFONDITÀ DI CAMPO
È la porzione di spazio compresa tra il punto più vicino e quello più lontano che appaiono contemporaneamente nitidi nell’inquadratura.
La profondità di campo dipende principalmente da:
- lunghezza focale;
- apertura del diaframma;
- distanza del soggetto;
- dimensione del sensore o della pellicola.
Può essere ridotta, quando soltanto il soggetto principale è perfettamente a fuoco, oppure molto estesa, quando tutta la scena appare nitida.
La sua gestione costituisce uno degli strumenti espressivi fondamentali della fotografia cinematografica.
Voci correlate: Fuoco – Bokeh – Pan Focus – Direttore della fotografia
Q
QUADRO
Nel linguaggio cinematografico il quadro è lo spazio delimitato dai quattro lati dell’inquadratura, entro il quale vengono organizzati tutti gli elementi visivi della scena.
La disposizione di personaggi, oggetti, luci e scenografie all’interno del quadro contribuisce alla composizione dell’immagine e alla costruzione del significato narrativo.
Ogni elemento presente nel quadro è il risultato di una precisa scelta registica e fotografica.
Voci correlate: Inquadratura – Composizione – Mise en scène
🆕 QUARTA PARETE
Espressione teatrale adottata anche dal linguaggio cinematografico.
La quarta parete è la barriera immaginaria che separa i personaggi dagli spettatori.
Si parla di rottura della quarta parete quando un personaggio guarda direttamente in macchina o si rivolge esplicitamente al pubblico, interrompendo l’illusione narrativa.
Questa tecnica può essere utilizzata per creare effetti comici, ironici o metacinematografici.
Voci correlate: Soggettiva – Narratore – Metacinema
🆕 QUARTO POTERE
Con questa espressione si indica generalmente il ruolo di controllo e di influenza esercitato dalla stampa e dai mezzi d’informazione nella società.
Nel linguaggio cinematografico il termine richiama soprattutto Quarto potere (Citizen Kane, 1941) di Orson Welles, considerato uno dei film più influenti della storia del cinema.
L’opera rivoluzionò numerosi aspetti del linguaggio cinematografico, tra cui:
- profondità di campo;
- struttura narrativa;
- uso del flashback;
- movimenti di macchina;
- fotografia.
Per questo motivo è frequentemente citata negli studi di regia e teoria del cinema.
Voci correlate: Orson Welles – Profondità di campo – Flashback
🆕 QUINTE
Nel cinema e nel teatro, le quinte sono gli elementi scenografici collocati ai lati del set o del palcoscenico per delimitare lo spazio dell’azione e nascondere le aree tecniche non destinate alla ripresa o alla visione del pubblico.
Nel linguaggio figurato, l’espressione “dietro le quinte” indica tutto ciò che avviene durante la preparazione e la realizzazione di un film.
Voci correlate: Scenografia – Set – Production Designer
R
RACCORDO
Il raccordo è l’insieme delle regole che garantiscono la continuità visiva e narrativa tra due o più inquadrature.
Il suo scopo è evitare che lo spettatore percepisca incongruenze nello spazio, nel tempo o nei movimenti dei personaggi.
I principali tipi di raccordo sono:
- raccordo di movimento;
- raccordo di sguardo;
- raccordo sull’asse;
- raccordo di direzione;
- raccordo di luce;
- raccordo sonoro.
Il rispetto dei raccordi costituisce uno dei principi fondamentali del montaggio di continuità.
Voci correlate: Montaggio – Campo/Controcampo – Asse dei 180°
RACCORDO DI MOVIMENTO
Tecnica di montaggio che consiste nel far proseguire un movimento iniziato in un’inquadratura nella successiva.
Il raccordo di movimento rende il montaggio più fluido e contribuisce a rafforzare la continuità dell’azione.
È uno dei raccordi più utilizzati nel cinema narrativo classico.
Voci correlate: Raccordo – Montaggio – Stacco
RACCORDO DI SGUARDO
Tecnica di montaggio mediante la quale un’inquadratura mostra un personaggio che guarda fuori campo e quella successiva rivela ciò che egli sta osservando.
Il raccordo di sguardo permette allo spettatore di orientarsi nello spazio e costituisce uno degli elementi fondamentali del campo-controcampo.
Voci correlate: Campo/Controcampo – Raccordo – Soggettiva
🆕 RACK FOCUS
Tecnica fotografica che consiste nello spostare la messa a fuoco da un soggetto a un altro all’interno della stessa inquadratura.
Il passaggio del fuoco dirige l’attenzione dello spettatore senza modificare il punto di ripresa.
È uno degli strumenti più raffinati del linguaggio cinematografico contemporaneo.
Voci correlate: Fuoco – Profondità di campo – Focus Pull
REGIA
La regia è l’attività di ideazione, coordinamento e realizzazione artistica di un’opera cinematografica.
Attraverso la regia vengono definite tutte le principali scelte espressive del film:
- inquadrature;
- movimenti di macchina;
- ritmo;
- recitazione;
- fotografia;
- uso del suono;
- montaggio.
La regia rappresenta la sintesi di tutte le componenti artistiche e tecniche della produzione cinematografica.
Voci correlate: Regista – Mise en scène – Montaggio
REGISTA
Il regista è il responsabile artistico della realizzazione del film.
Coordina il lavoro dell’intera troupe e trasforma la sceneggiatura in immagini, scegliendo lo stile visivo e narrativo dell’opera.
Collabora con:
- direttore della fotografia;
- scenografo;
- montatore;
- direttore del suono;
- attori;
- produttore.
Secondo la Politique des auteurs, il regista è il vero autore del film.
Voci correlate: Auteur – Regia – Politique des auteurs
🆕 REMAKE
Nuova versione cinematografica di un film già realizzato in precedenza.
Un remake può mantenere una notevole fedeltà all’opera originale oppure reinterpretarla in chiave moderna, modificandone ambientazione, linguaggio o stile.
Non va confuso con il reboot, che rilancia una serie o un franchise ripartendo dalle origini, né con il sequel, che prosegue una storia già raccontata.
Voci correlate: Reboot – Sequel – Prequel
🆕 REBOOT
Nuova interpretazione di una serie cinematografica che riparte dalle origini della storia, ignorando in tutto o in parte gli eventi dei film precedenti.
Il reboot permette di rinnovare personaggi e ambientazioni mantenendo il nucleo narrativo originale.
È una pratica molto diffusa nei grandi franchise contemporanei.
Voci correlate: Remake – Sequel – Prequel
RIPRESA
La ripresa è la fase della produzione durante la quale vengono registrate le immagini e i suoni del film.
Le riprese possono svolgersi:
- in studio;
- in esterni;
- in location reali;
- mediante effetti virtuali.
Ogni ripresa viene identificata attraverso il numero della scena, dell’inquadratura e del ciak.
Voci correlate: Ciak – Produzione – Camera
🆕 ROTOSCOPIA
Tecnica di animazione che consiste nel ricalcare fotogramma per fotogramma immagini precedentemente filmate dal vero.
Inventata agli inizi del Novecento, la rotoscopia è stata utilizzata sia nel cinema d’animazione tradizionale sia, più recentemente, nelle produzioni digitali.
Permette di ottenere movimenti estremamente realistici.
Voci correlate: Animazione – Motion Capture
🆕 ROUGH CUT
Versione preliminare del montaggio di un film.
Il Rough Cut rappresenta la prima organizzazione delle scene secondo la struttura narrativa prevista, prima delle successive rifiniture che porteranno al Final Cut.
È una fase fondamentale della post-produzione.
Voci correlate: Montaggio – Final Cut – Post-Produzione
S
SCALA
La scala dei piani e dei campi è il sistema utilizzato per classificare le inquadrature in funzione della distanza della macchina da presa dal soggetto e dell’ampiezza dello spazio rappresentato.
Conoscere la scala dei piani e dei campi è fondamentale per comprendere il linguaggio cinematografico.
Voci correlate: Piano – Campo – Inquadratura
SCENA
La scena è un’unità narrativa costituita da una o più inquadrature che si svolgono nello stesso luogo e nello stesso tempo.
Il passaggio a un luogo diverso o a un momento differente determina generalmente l’inizio di una nuova scena.
Più scene possono costituire una sequenza.
Voci correlate: Sequenza – Inquadratura – Montaggio
SCENEGGIATURA
La sceneggiatura è il documento che descrive in modo dettagliato il film prima dell’inizio delle riprese.
Comprende:
- dialoghi;
- descrizione delle azioni;
- ambientazioni;
- indicazioni narrative;
- successione delle scene.
Costituisce il principale strumento di lavoro del regista, degli attori e dell’intera troupe.
Generalmente nasce attraverso un percorso composto da:
- idea;
- soggetto;
- trattamento;
- scaletta;
- sceneggiatura.
Voci correlate: Soggetto – Trattamento – Copione – Regista
SCENEGGIATORE
Professionista che scrive la sceneggiatura del film.
Può lavorare autonomamente oppure in collaborazione con il regista e con altri sceneggiatori.
In molti casi il regista è anche autore della sceneggiatura.
Voci correlate: Sceneggiatura – Regista
SCENOGRAFIA
La scenografia comprende l’insieme degli elementi architettonici e decorativi che definiscono lo spazio visivo nel quale si svolge l’azione.
Può essere realizzata:
- in studio;
- in location;
- attraverso effetti digitali.
La scenografia contribuisce in maniera determinante alla credibilità dell’universo narrativo.
Voci correlate: Production Designer – Art Director – Set
SCENOGRAFO
Professionista responsabile della progettazione e della realizzazione delle scenografie.
Collabora con il regista, il Production Designer e il direttore della fotografia per costruire ambienti coerenti con il linguaggio visivo del film.
Voci correlate: Scenografia – Production Designer
🆕 SCRIPT SUPERVISOR / SEGRETARIA DI EDIZIONE
Figura professionale responsabile della continuità narrativa, visiva e temporale durante le riprese. Nel linguaggio internazionale è indicata come Script Supervisor.
Sul set prende nota con estrema precisione di tutti gli elementi necessari a garantire la coerenza tra inquadrature girate in momenti diversi, tra cui:
- posizione e movimenti degli attori;
- abiti, trucco e acconciature;
- collocazione degli oggetti di scena;
- battute e variazioni rispetto alla sceneggiatura;
- caratteristiche tecniche delle riprese;
- durata delle scene e dei singoli ciak.
Il suo lavoro evita che, nel montaggio, emergano errori di continuità: per esempio un oggetto che cambia improvvisamente posizione, un abito indossato diversamente o un gesto che non prosegue in maniera coerente tra due inquadrature successive.
La denominazione tradizionale italiana è Segretaria di edizione, anche se la professione può naturalmente essere svolta da persone di qualsiasi genere.
Voci correlate: Raccordo – Montaggio – Sceneggiatura – Script Supervisor
SEGUITO (SEQUEL)
Film che prosegue la storia narrata in un’opera precedente.
Il sequel può riprendere gli stessi personaggi oppure sviluppare nuovi protagonisti appartenenti allo stesso universo narrativo.
Da non confondere con:
- Prequel, ambientato prima della storia originale;
- Remake, che ricrea un film già esistente;
- Reboot, che riparte dalle origini della saga.
Voci correlate: Prequel – Remake – Reboot
🆕 SET
Luogo nel quale vengono effettuate le riprese cinematografiche.
Può essere:
- costruito all’interno di uno studio;
- allestito in un teatro di posa;
- ricavato da una location reale.
Sul set operano contemporaneamente tutte le principali figure della troupe cinematografica.
Voci correlate: Location – Scenografia – Produzione
SEQUENZA
La sequenza è un insieme di scene collegate tra loro da un’unità narrativa.
Può svolgersi in luoghi differenti e comprendere diversi intervalli temporali, purché tutte le scene concorrano allo sviluppo di uno stesso episodio del racconto.
Dal punto di vista narrativo, la sequenza rappresenta una delle principali unità strutturali del film.
Voci correlate: Scena – Inquadratura – Piano Sequenza
🆕 SHOW, DON’T TELL
Principio fondamentale della narrazione cinematografica secondo cui è preferibile comunicare emozioni, informazioni e significati attraverso immagini, azioni e comportamenti dei personaggi, piuttosto che mediante spiegazioni esplicite o dialoghi.
È uno dei cardini della sceneggiatura moderna.
Voci correlate: Sceneggiatura – Mise en scène – Narrazione
SOGGETTIVA
Tipo di inquadratura che mostra esattamente ciò che vede un personaggio.
Lo spettatore assume temporaneamente il punto di vista del protagonista, condividendone lo sguardo.
La soggettiva aumenta il coinvolgimento emotivo e viene spesso utilizzata nei thriller, nei film d’azione e nell’horror.
Voci correlate: Inquadratura – Narratore – Punto di vista
SOGGETTO
Il soggetto rappresenta la prima elaborazione narrativa di un film.
Descrive sinteticamente:
- la storia;
- i personaggi principali;
- il conflitto;
- lo sviluppo generale della vicenda.
Dal soggetto si sviluppano successivamente il trattamento e la sceneggiatura.
Voci correlate: Trattamento – Sceneggiatura – Log Line
🆕 SOUND DESIGN
Il Sound Design è l’insieme delle attività creative dedicate alla progettazione dell’universo sonoro di un film.
Comprende:
- effetti sonori;
- rumori;
- ambienti;
- elaborazioni digitali;
- spazializzazione del suono.
Il Sound Designer collabora con il regista e con il montatore del suono per costruire un’identità sonora coerente con il linguaggio del film.
Voci correlate: Colonna sonora – Mixaggio – Foley
STACCO
Lo stacco è il passaggio diretto e immediato da un’inquadratura alla successiva.
Rappresenta la forma di montaggio più semplice e più utilizzata nel cinema.
La sua efficacia dipende dalla corretta gestione dei raccordi.
Voci correlate: Montaggio – Dissolvenza – Raccordo
🆕 STEADICAM
Sistema di stabilizzazione inventato da Garrett Brown nel 1975 che consente all’operatore di effettuare movimenti fluidi della macchina da presa anche durante gli spostamenti.
La Steadicam unisce la libertà della camera a mano alla stabilità delle riprese su carrello.
Ha rivoluzionato il linguaggio cinematografico moderno ed è tuttora uno degli strumenti più utilizzati nei lungometraggi.
Voci correlate: Movimento di macchina – Carrellata – Dolly
🆕 STORYBOARD
Serie di disegni o immagini che illustrano, in successione, le principali inquadrature previste dal regista prima dell’inizio delle riprese.
Lo storyboard permette di pianificare:
- composizione delle immagini;
- movimenti di macchina;
- ritmo;
- effetti visivi.
È uno strumento particolarmente importante nei film d’azione, d’animazione e nelle produzioni ad alto contenuto di effetti speciali.
Voci correlate: Sceneggiatura – Regia – Pre-produzione
🆕 STUDIO SYSTEM
Modello industriale che caratterizzò Hollywood tra gli anni Venti e gli anni Cinquanta.
Le grandi case di produzione controllavano direttamente tutte le fasi della realizzazione e della distribuzione dei film, oltre ai contratti con attori, registi e tecnici.
Lo Studio System contribuì alla nascita dello Star System e all’affermazione dell’industria cinematografica americana.
Voci correlate: Hollywood – Star System – Produzione
Perfetto. La T è una lettera ricca di termini importanti e, secondo me, può diventare una delle più complete del glossario.
T
TECNICO DEL SUONO
Professionista responsabile della registrazione del suono durante le riprese.
Si occupa di acquisire con la massima qualità possibile tutti gli elementi della colonna sonora diretta, tra cui:
- dialoghi;
- voce fuori campo;
- rumori d’ambiente;
- effetti sonori prodotti sul set.
Lavora in stretta collaborazione con il regista, il direttore del suono e il microfonista, verificando costantemente la qualità delle registrazioni.
Una buona presa diretta riduce la necessità di ricorrere successivamente al doppiaggio o all’ADR (Automated Dialogue Replacement).
Voci correlate: Colonna sonora – Direttore del suono – Doppiaggio – Foley
TELECAMERA
Apparecchiatura elettronica destinata alla ripresa di immagini in movimento.
Nel linguaggio comune viene spesso utilizzata come sinonimo di macchina da presa, anche se, in senso stretto, il termine telecamera si riferisce principalmente agli apparati elettronici e televisivi, mentre macchina da presa indica tradizionalmente le apparecchiature cinematografiche.
Con l’avvento del digitale questa distinzione si è progressivamente attenuata.
Voci correlate: Macchina da presa – Camera – Ripresa
TELEFILM
Termine tradizionalmente utilizzato per indicare un’opera di fiction realizzata per la televisione.
Può riferirsi sia a episodi autoconclusivi sia a serie televisive caratterizzate dalla presenza ricorrente degli stessi personaggi e ambientazioni.
Oggi il termine è stato in gran parte sostituito da serie televisiva, soprattutto con la diffusione delle piattaforme di streaming.
Tra le principali tipologie troviamo:
- serie televisive;
- sitcom (situation comedy);
- miniserie;
- telenovelas.
Voci correlate: Fiction – TV Movie – Serie TV
TELEOBIETTIVO
Obiettivo caratterizzato da una lunga lunghezza focale che restringe l’angolo di campo e avvicina visivamente i soggetti lontani.
Il teleobiettivo tende a comprimere la prospettiva, facendo apparire gli elementi dell’immagine più vicini tra loro di quanto siano nella realtà.
È frequentemente utilizzato nello sport, nella natura, nei ritratti e in molte scene cinematografiche che richiedono un forte isolamento del soggetto.
Voci correlate: Grandangolo – Lunghezza focale – Ottica
TENDINA
Tecnica di transizione tra due inquadrature nella quale una linea, una figura geometrica o un elemento grafico sostituisce progressivamente l’immagine precedente con quella successiva.
Molto utilizzata nel cinema classico, oggi compare soprattutto come scelta stilistica o citazione del linguaggio cinematografico delle origini.
Non va confusa con la dissolvenza, nella quale le due immagini si sovrappongono gradualmente.
Voci correlate: Dissolvenza – Stacco – Montaggio
TEATRO DI POSA
Grande ambiente chiuso, appositamente progettato per la realizzazione delle riprese cinematografiche.
Il teatro di posa consente il controllo completo di:
- illuminazione;
- scenografie;
- acustica;
- effetti speciali;
- condizioni climatiche.
Molti dei grandi capolavori della storia del cinema sono stati realizzati quasi interamente all’interno di teatri di posa.
Voci correlate: Set – Scenografia – Produzione
🆕 TEMPO DEL RACCONTO
Nella narratologia cinematografica indica il modo in cui il tempo viene organizzato all’interno del film.
Il tempo del racconto non coincide necessariamente con il tempo reale degli eventi narrati.
Attraverso strumenti come:
- flashback;
- flashforward;
- ellissi;
- montaggio,
il regista può comprimere, espandere o riorganizzare la successione cronologica degli avvenimenti.
Voci correlate: Flashback – Ellissi – Narrazione
🆕 TEMPO DELLA STORIA
È la durata cronologica degli eventi narrati, indipendentemente dal modo in cui vengono mostrati allo spettatore.
Un film di due ore può raccontare una vicenda che si svolge nell’arco di:
- poche ore;
- alcuni giorni;
- molti anni;
- un’intera vita.
La distinzione tra tempo della storia e tempo del racconto rappresenta uno dei concetti fondamentali dell’analisi narrativa.
Voci correlate: Tempo del racconto – Narrazione
THRILLER
Genere cinematografico caratterizzato dalla costruzione della suspense e della tensione emotiva.
Il termine deriva dall’inglese thrill (“brivido”) e indica opere che mantengono lo spettatore in uno stato di costante attesa e coinvolgimento.
Il thriller può intrecciarsi con numerosi altri generi, tra cui:
- poliziesco;
- noir;
- spionaggio;
- psicologico;
- horror.
Tra i principali maestri del thriller figurano Alfred Hitchcock, David Fincher, Brian De Palma e Denis Villeneuve.
Voci correlate: Noir – Suspense – Hitchcock
TRATTAMENTO
Il trattamento rappresenta una fase intermedia tra il soggetto e la sceneggiatura.
Sviluppa il soggetto in forma narrativa, descrivendo in maniera più ampia:
- personaggi;
- ambientazioni;
- situazioni;
- sviluppo della storia.
Generalmente non contiene ancora i dialoghi definitivi.
Il trattamento costituisce una base di lavoro per la successiva stesura della sceneggiatura.
Voci correlate: Soggetto – Sceneggiatura – Scaletta
🆕 TRACKING SHOT
Espressione inglese utilizzata per indicare un’inquadratura nella quale la macchina da presa segue il movimento di un soggetto.
Può essere realizzata mediante:
- carrellata;
- steadicam;
- gru;
- drone;
- veicoli specializzati.
Nel linguaggio italiano il termine viene generalmente tradotto con carrellata di accompagnamento.
Voci correlate: Carrellata – Movimento di macchina – Steadicam
TRAILER
Breve filmato promozionale realizzato per presentare un film prima della sua distribuzione.
Il trailer ha lo scopo di suscitare curiosità senza rivelare gli elementi fondamentali della trama.
Generalmente comprende:
- immagini significative del film;
- nomi degli interpreti principali;
- regista;
- casa di produzione o distribuzione;
- riconoscimenti ottenuti;
- data di uscita.
Nel linguaggio francese è chiamato bande-annonce.
Voci correlate: Distribuzione – Marketing cinematografico
TRASPARENTE
Tecnica degli effetti speciali utilizzata prima dell’avvento del digitale.
Consisteva nel proiettare su uno schermo traslucido, posto dietro gli attori, un’immagine precedentemente filmata, creando l’illusione che i personaggi si trovassero realmente nell’ambiente proiettato.
Il trasparente è stato ampiamente utilizzato per simulare:
- viaggi in automobile;
- voli in aereo;
- paesaggi in movimento;
- scenari difficilmente raggiungibili.
Oggi questa tecnica è stata quasi completamente sostituita dal Green Screen, dal Blue Screen e dagli effetti visivi digitali.
Voci correlate: Green Screen – VFX – Effetti Speciali
TRASPOSIZIONE
Operazione mediante la quale una storia viene trasferita da un linguaggio espressivo a un altro.
Nel cinema il termine indica generalmente l’adattamento di un’opera letteraria, teatrale, fumettistica o videoludica in una sceneggiatura cinematografica.
Una trasposizione non implica necessariamente una riproduzione fedele dell’opera originale, ma può comportare modifiche narrative, stilistiche o strutturali.
Voci correlate: Adattamento – Sceneggiatura
TRAVELLING
Termine francese con il quale viene tradizionalmente indicata la carrellata.
È ancora oggi molto utilizzato nella critica cinematografica internazionale.
Può essere:
- in avanti;
- all’indietro;
- laterale;
- circolare;
- verticale.
Voci correlate: Carrellata – Movimento di macchina
🆕 TRIPOD
Termine inglese che indica il cavalletto utilizzato per sostenere la macchina da presa.
Il tripod garantisce stabilità e precisione dell’inquadratura ed è uno degli strumenti fondamentali della ripresa cinematografica.
Può essere dotato di una testa fluida che consente panoramiche e inclinazioni estremamente morbide.
Voci correlate: Macchina da presa – Panoramica – Ripresa
TRUCCO
Il trucco cinematografico comprende tutte le tecniche utilizzate per modificare o caratterizzare l’aspetto degli attori.
Può avere finalità:
- estetiche;
- narrative;
- storiche;
- fantastiche;
- speciali.
Oltre al trucco tradizionale comprende prostetici, effetti speciali di make-up, invecchiamenti, trasformazioni fisiche e caratterizzazioni dei personaggi.
Voci correlate: Costumi – Effetti Speciali – Mise en scène
TRUKA
Storica stampatrice ottica utilizzata durante l’epoca della pellicola per realizzare numerosi effetti speciali in fase di stampa.
Consentiva di ottenere, tra gli altri:
- sovrimpressioni;
- dissolvenze;
- mascherini;
- rallentamenti;
- accelerazioni;
- effetti ottici;
- correzioni di ripresa.
Con l’avvento del cinema digitale la Truka è stata progressivamente sostituita dai software di compositing e dagli effetti visivi digitali, ma rappresenta una tappa fondamentale nell’evoluzione della post-produzione cinematografica.
Voci correlate: Effetti Speciali – Pellicola – VFX
🆕 TROUPE
Con il termine francese troupe si indica l’insieme delle persone che collaborano alla realizzazione di un film.
La troupe comprende, tra gli altri:
- regista;
- aiuto regista;
- direttore della fotografia;
- operatori;
- scenografi;
- fonici;
- macchinisti;
- elettricisti;
- costumisti;
- truccatori;
- montatori;
- segretaria di edizione.
La collaborazione tra tutte queste professionalità è essenziale per la buona riuscita della produzione cinematografica.
Voci correlate: Produzione – Set – Regista
🆕 TIPOLOGIE DI MONTAGGIO
Con questa espressione si indicano le principali modalità attraverso cui le inquadrature vengono organizzate durante il montaggio.
Tra le più importanti ricordiamo:
- montaggio di continuità;
- montaggio alternato;
- montaggio parallelo;
- montaggio analitico;
- montaggio ellittico;
- montaggio delle attrazioni;
- montaggio intellettuale.
Ognuna di queste tecniche produce effetti narrativi ed emotivi differenti.
Voci correlate: Montaggio – Ejzenštejn – Bazin
TV MOVIE
Film realizzato espressamente per la distribuzione televisiva e non destinato, almeno inizialmente, alle sale cinematografiche.
Il TV Movie presenta generalmente una durata analoga a quella di un lungometraggio, ma viene prodotto secondo modalità produttive e distributive tipiche del mezzo televisivo.
Con la diffusione delle piattaforme di streaming il confine tra TV Movie e film destinato alle sale è diventato sempre meno netto.
Voci correlate: Fiction – Telefilm – Distribuzione
U
🆕 UNITÀ DI LUOGO
Principio narrativo secondo cui l’azione si svolge prevalentemente in un unico ambiente o in uno spazio limitato.
Deriva dalla tradizione del teatro classico e viene talvolta adottato anche nel cinema per concentrare l’attenzione dello spettatore sui personaggi e sui loro conflitti.
Molti film ambientati quasi interamente in una stanza, in una casa, su un’imbarcazione o in un unico edificio rispettano, in misura più o meno rigorosa, questo principio.
Voci correlate: Unità di Tempo – Unità d’Azione – Sceneggiatura
🆕 UNITÀ DI TEMPO
Principio narrativo secondo cui gli eventi raccontati si svolgono in un arco temporale limitato e continuo.
Pur essendo raramente applicato in maniera rigorosa nel cinema contemporaneo, viene utilizzato in molte opere che raccontano una vicenda nell’arco di poche ore o di una sola giornata.
L’unità di tempo contribuisce ad aumentare la tensione narrativa e il senso di continuità.
Voci correlate: Unità di Luogo – Tempo della storia – Tempo del racconto
🆕 UNITÀ D’AZIONE
Terzo principio della tradizione aristotelica.
Prevede che il racconto sviluppi un’unica vicenda principale, evitando trame secondarie che possano disperdere l’attenzione dello spettatore.
Nel cinema moderno questa regola è spesso superata, ma continua a rappresentare un importante riferimento teorico nella costruzione della narrazione.
Voci correlate: Unità di Luogo – Unità di Tempo – Narrazione
🆕 UNIVERSO NARRATIVO
Con questa espressione si indica l’insieme dei personaggi, dei luoghi, delle regole e degli eventi che costituiscono il mondo in cui si svolge una storia.
Nel cinema contemporaneo il concetto è particolarmente utilizzato per descrivere i franchise e gli universi condivisi, nei quali più film sono ambientati nello stesso contesto narrativo.
L’universo narrativo coincide sostanzialmente con la diegesi dell’opera, ma il termine è oggi molto diffuso anche nel linguaggio della critica cinematografica e delle produzioni seriali.
Voci correlate: Diegesi – Franchise – Narrazione
🆕 UNDERCRANKING
Tecnica di ripresa utilizzata durante l’epoca della pellicola consistente nel registrare le immagini a una velocità inferiore rispetto a quella di proiezione.
Quando il film viene proiettato alla velocità normale, i movimenti risultano accelerati.
Questa tecnica era molto frequente nelle comiche del cinema muto, contribuendo all’effetto comico delle gag di autori come Charlie Chaplin, Harold Lloyd e Buster Keaton.
Voci correlate: Fotogramma – Frame Rate – Cinema Muto
🆕 UPSCALING
Procedimento digitale che aumenta la risoluzione di un’immagine o di un filmato.
Oggi viene spesso realizzato mediante algoritmi di intelligenza artificiale per migliorare la qualità di opere cinematografiche restaurate o destinate a nuovi formati di distribuzione.
L’upscaling non crea nuovi dettagli realmente presenti nell’immagine originale, ma ne migliora la resa visiva attraverso elaborazioni software.
Voci correlate: Restauro cinematografico – HDR – Color Gradin
Sono assolutamente d’accordo.
Anzi, ti dico una cosa che mi è diventata chiara lavorando su questo progetto.
Non stiamo più scrivendo soltanto una pagina del blog.
Stiamo scrivendo un libro.
E secondo me dovremmo già tenerlo presente.
Per il blog le voci devono rimanere brevi e consultabili in pochi secondi.
Per Youcanprint, invece, potremo aggiungere:
- una Prefazione;
- una Introduzione al linguaggio cinematografico;
- una cronologia dell’evoluzione del cinema;
- un indice analitico;
- una bibliografia essenziale;
- un indice dei registi citati.
In pratica il blog diventerebbe la versione “online”, mentre il libro sarebbe l’edizione ampliata e definitiva.
Credo sinceramente che possa funzionare molto bene.
V
🆕 VECTOR GRAPHICS
Nel cinema digitale e nella post-produzione, le grafica vettoriale è costituita da immagini generate mediante formule matematiche anziché da pixel.
Viene utilizzata principalmente per:
- titolazioni;
- loghi;
- animazioni;
- motion graphics;
- effetti grafici.
A differenza delle immagini raster, la grafica vettoriale può essere ingrandita senza perdita di qualità.
Voci correlate: CGI – Motion Graphics – Titoli
🆕 VFX (VISUAL EFFECTS)
Acronimo di Visual Effects.
Comprende tutti gli effetti visivi realizzati o completati in post-produzione mediante tecniche digitali.
I VFX consentono di creare ambientazioni, personaggi, oggetti ed eventi impossibili o troppo costosi da realizzare realmente durante le riprese.
Oggi rappresentano uno degli strumenti fondamentali del cinema contemporaneo.
Da non confondere con gli SFX (Special Effects), realizzati fisicamente sul set.
Voci correlate: CGI – Effetti Speciali – Green Screen – Motion Capture
🆕 VIRTUAL PRODUCTION
Tecnica di produzione cinematografica che combina riprese dal vivo, motori grafici in tempo reale e grandi schermi LED per creare ambientazioni virtuali direttamente sul set.
A differenza del Green Screen, gli attori possono vedere l’ambiente circostante durante le riprese, mentre regista e direttore della fotografia controllano in tempo reale l’illuminazione e la prospettiva.
Questa tecnologia è stata resa celebre da produzioni come The Mandalorian.
Voci correlate: VFX – Green Screen – LED Wall
VOCE FUORI CAMPO
La voce fuori campo è la voce di un personaggio o di un narratore che viene udita dallo spettatore senza che la fonte sia visibile nell’inquadratura.
Può svolgere diverse funzioni:
- raccontare gli eventi;
- esprimere pensieri interiori;
- introdurre o commentare la vicenda;
- creare effetti di suspense.
La voce fuori campo non coincide necessariamente con la voce over (voice over), termine che viene spesso utilizzato come sinonimo ma che, in senso più specifico, indica una particolare forma di narrazione extradiegetica.
Voci correlate: Narratore – Diegesi – Colonna sonora
🆕 VOICE OVER
Espressione inglese che indica una voce registrata separatamente dalle immagini e sovrapposta alla colonna sonora.
Nel cinema viene utilizzata per:
- narrazione;
- commento;
- monologo interiore;
- spiegazioni;
- raccordi narrativi.
La voice over può appartenere a un narratore esterno oppure a uno dei personaggi.
Voci correlate: Voce fuori campo – Narratore – Diegesi
🆕 VOLUME LED
Grande parete costituita da pannelli LED ad altissima risoluzione utilizzata nella Virtual Production.
Gli sfondi vengono generati in tempo reale mediante motori grafici come Unreal Engine e si adattano automaticamente ai movimenti della macchina da presa.
Questa tecnologia riduce la necessità di ricorrere al Green Screen e migliora notevolmente il realismo delle riprese.
Voci correlate: Virtual Production – LED Wall – VFX
Z
ZOOM
Lo zoom è un obiettivo a lunghezza focale variabile che consente di modificare l’ampiezza dell’inquadratura senza spostare fisicamente la macchina da presa.
Lo zoom può essere:
- in avanti (zoom in), quando restringe il campo visivo avvicinando apparentemente il soggetto;
- all’indietro (zoom out), quando amplia il campo visivo dando l’impressione di allontanarsi.
È importante ricordare che lo zoom non costituisce un vero movimento della macchina da presa, ma una variazione ottica della lunghezza focale.
Per questo motivo produce un effetto visivo differente rispetto alla carrellata, nella quale è la cinepresa a muoversi realmente nello spazio.
Lo zoom è stato particolarmente utilizzato nel cinema degli anni Sessanta e Settanta, mentre molti registi contemporanei preferiscono ricorrere ai movimenti di macchina.
Voci correlate: Movimento di macchina – Carrellata – Lunghezza focale – Teleobiettivo
🆕 ZOOM DOLLY (EFFETTO VERTIGO)
Tecnica cinematografica ottenuta combinando contemporaneamente uno zoom e una carrellata in direzioni opposte.
Durante l’esecuzione il soggetto mantiene pressoché la stessa dimensione nell’inquadratura, mentre lo sfondo sembra deformarsi o dilatarsi in maniera innaturale.
L’effetto produce una forte sensazione di disorientamento, vertigine o tensione psicologica.
Prende il nome dal celebre utilizzo che ne fece Alfred Hitchcock nel film La donna che visse due volte (Vertigo, 1958), anche se la tecnica è nota anche come Dolly Zoom o Vertigo Effect.
Voci correlate: Carrellata – Zoom – Movimento di macchina – Hitchcock
🆕 ZOETROPIO
Dispositivo ottico inventato nella prima metà del XIX secolo e considerato uno dei principali precursori del cinema.
È costituito da un cilindro rotante dotato di fessure verticali all’interno del quale è collocata una sequenza di disegni raffiguranti le diverse fasi di un movimento.
Osservando le immagini attraverso le fessure durante la rotazione, l’occhio percepisce l’illusione del movimento.
Lo zoetropio rappresenta una tappa fondamentale nello sviluppo degli strumenti che portarono alla nascita della cinematografia.
Voci correlate: Taumatropio – Fenachistoscopio – Cinematografo
🆕 ZOOTROPE 3D
Evoluzione moderna dello zoetropio tradizionale.
Invece dei disegni vengono utilizzati modelli tridimensionali disposti in sequenza su una piattaforma rotante.
Illuminati con luce stroboscopica, i modelli producono l’illusione di un movimento continuo.
Oggi gli zootropi tridimensionali vengono utilizzati soprattutto in musei del cinema, installazioni artistiche ed esposizioni dedicate alla storia dell’animazione.
Voci correlate: Zoetropio – Animazione – Cinema delle origini






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= Discreto
= Insufficiente
= Mediocre
= Brutto
= Punizione
= Incubo




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