cinemavistodame.com di Roberto Bernabò

Addio a Nonno Manfredi

Sono sempre i migliori che se ne vanno … Addio a Nonno Manfredi !!

Nino Manfredi

Potete anche non crederci ma io l’ho conosciuto veramente negli anni ’70.

Veniva a vlleggiare dove andavamo, con la mia famiglia, quando era ancora vivo mio padre.

Il posto era Marina di Minturno. Frazione di Scauri. Molto vicino a Formia e vicino ad uno dei tratti di mare più belli a ridosso del fiume Garigliano che separa il Lazio dalla Campania.

Ricordo che quando con la macchina, un 1.100 familiare colore grigio topo che abbiamo avuto per anni (siamo una famiglia numerosa), passavamo sul fiume, mio padre lasciava il volante e batteva le mani e noi con lui.

Mio fratello maggiore coniò anche l’onomatopeico termine “Garigliunfete”, che stava a significare il serio rischio che questa manovra comportava. Per tutta la famiglia e non solo.

Ma era una sorta di tradizione. E se ancora oggi passo sul nuovo ponte lo faccio anche io. E non è per questo che continuo a fare incidenti con la macchina:-))

Nonno Manfredi era una persona simpatica, alla mano. Ma simpatica davvero ed un gran bel po’. Faceva ridere tutti. Ma con semplicità. Aveva i tempi del comico per natura. E la mimica ed i tempi erano il suoi punti forti proprio perché gli venivano naturali.

Non amava fare autografi ma non perché si desse delle arie ma perché era in vacanza.

Però fermarsi a parlare quello si. E lo faceva con sincerità.Io lo conobbi in un campo da tennis. Gestito dal proprietario del Lido Mario. Chi ci è stato a Marina di Minturno ed ha conosciuto Salvatore Tartaglia, il proprietario del mitico lido potrà confermare.Erano i tempi di “tanto pe’ cantà”. Lui era famosissimo. Infatti ogni tanto venivano anche dei fotografi, ma pochi nel mio ricordo, il posto non era certo Capri !!

Per me da allora è stato sempre una persona di famiglia ed è così che lo voglio ricordare.

Credo che i miei genitori una sera andarono anche ad una cena dove c’era lui ed Alberto Sordi…

Ricordo che per andarlo a vedere passavo attraverso dei filari di uva separavano la Pineta Monte Argento dai campi.

Avevo si e no 14 anni, perché era il periodo in cui si cerca di imparare a guidare i motorini.

Io e mio fratello avevamo un Garelli Cross 50.

Ricordo ancora quegli odori, mescolati con l’idea di spiare un attore del cinema mentre giocava a tennis come uno di noi, con la figlia Roberta, e ci dava, anche se noi non sappevamo ancora che fossro tali, vere e proprie lezioni di vita per la sua assoluta mitezza.

Un ricordo che si unsice a quelli di quelle estati da giugno a settembre che, come lui, non ritornerranno mai più.

Zinkati da qualche parte pubblico volentieri quialche cenno della sua biografia.

Un po’ triste e malinconico vi saluto.

§§§

Breve biografia di Nino Manfredi

Nato il 22 marzo 1921 a Castro dei Volsci (Frosinone), Nino Manfredi si laurea in giurisprudenza a Roma e successivamente s’iscrive all’Accademia d’Arte Drammatica.

Esordisce in teatro al Piccolo di Roma, lavora con Eduardo De Filippo, recita pure con Orazio Costa, ch’egli considererà semrpe il suo maestro: nel 1956 compare in TV nello sceneggiato “L’alfiere” di Anton Giulio Majano, nel 1958 è con Delia Scala fra gli interpeti di “Un trapezio per Lisistrata”, l’anno successivo ottiene un clamoroso successo in “Canzonissima” (condotta assieme a Delia Scala ed a Paolo Panelli), con la celebre macchietta del barista di Ceccano.

Dopo inizi non esaltanti, s’impone pure al cinema, almeno da “L’impiegato” (1959) di Puccini in avanti: mentre trionfa in teatro, nel ‘63, con una straordinaria edizione del “Rugantino”, inanella infatti numerosi successi in celluloide, da “La ballata del boia” (1963) di L. G. Berlanga a “Questa volta parliamo di uomini” (1964) di Lina Wertmuller, da “Made in Italy” (1965) di Nanni Loy a ” Operazione San Gennaro” (1966) di , da “Il padre di famiglia” (1967) di Nanni Loy a “Straziami ma di baci saziami” (1968) di Dino Risi, da “Vedo nudo” (1969) di Dino Risi a “Nell’anno del Signore” (1969) di Luigi Magni.

Nel frattempo, ha debuttato dietro la macchina da presa con “L’avventura di un soldato”, episodio de “L’amore difficile” (1962), tratto dall’omonima novella di Italo Calvino, cui seguiranno “Per grazia ricevuta” (1971) e “Nudo di donna” (1981): come attore, avrà ancora modo di distinguersi in “Girolimoni” (1972) di Damiano Damiani, nel televisivo “Le avventure di Pinocchio” (1972) diLuigi Comencini, in “Brutti, sporchi e cattivi” (1976) di Ettore Scola, ne “La mazzetta” (1978) di Sergio Corbucci, “Il giocattolo” (1979) di Giuliano Montaldo, ” Spaghetti house” (1982) di Giulio Paradisi.

E’ tornato, in anni più recenti, al teatro, come autore-regista- interprete in “Viva gli sposi!” (1984) e “Gente di facili costumi” (1988): pel piccolo schermo, è stato infine protagonista del serial Tv “Un commissario a Roma” (1993) e del fortunato “Linda e il brigadiere” (1997), oggi giunto alla terza serie. Scompare a Roma il 4 giugno 2004.

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impulsiva
20 anni fa

Eccomi qui…un veloce passaggio..sono costantemente in ritardo : )

Buona giornata e a presto

myticmusicmylife
20 anni fa

Ciao Rob,fusse ca fusse la vorta bona,mi ricordo ancora questa frase,grande attore,ma Geppetto di Comencini mi è rimasto dentro,ecco perchè ho postato quell’immagine.

Hai ragione..per quanto riguarda i blog….una voce in più..la voce del cuore.

Note di myticmusic.

MartyTheBest
20 anni fa

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