Analisi di eventi, esistenti e linguaggio audiovisivo
Il peso della scelta della libertà
Quando la coscienza diventa l’ultimo luogo in cui resistere
a cura di Roberto Bernabò
Scheda del film

Titolo italiano: L’Hangar Rosso
Titolo originale: Hangar Rojo
Anno: 2026
Paesi di produzione: Cile – Argentina – Italia
Durata: 83 minuti
Genere: Drammatico, storico, thriller politico
Regia: Juan Pablo Sallato
Opera prima: Sì (primo lungometraggio di finzione)
Soggetto e sceneggiatura
Sceneggiatura: Luis Emilio Guzmán
Tratto dal libro: Disparen a la Bandada. Crónica secreta de los crímenes en la FACH contra Bachelet y otros – di Fernando Villagrán.
Cast tecnico
Fotografia: Diego Pequeño
Montaggio: Valeria Hernández, Sebastián Brahm
Scenografia: Nicolás Grum
Costumi: Julia Rebottaro Pettinari
Musiche: Alberto Micheli, Matteo Marrella
Produzione
Case di produzione: Villano Producciones, Brava Cine, Rain Dogs, Caravan, Berta Film
Distribuzione italiana: I Wonder Pictures
Personaggi e interpreti
Nicolás Zárate: Capitano Jorge Silva
Marcial Tagle: Colonnello Jahn
Aron Hernández: Sergente Hernández
Boris Quercia: Soler
Catalina Stuardo: Rosa Silva
Francisco Carrasco: Juan Cano
Dati essenziali
Lingua originale: Spagnolo
Fotografia: Bianco e nero
Formato: 1,66:1
Anteprima mondiale: Berlinale 2026 – sezione Perspectives
Uscita italiana: 9 luglio 2026
Sinossi: Alle porte di Santiago del Cile, il capitano dell’Aeronautica Jorge Silva dirige un centro di addestramento destinato alla formazione dei futuri ufficiali. Ex paracadutista ricordato per il coraggio dimostrato in gioventù, Silva ha costruito la propria esistenza intorno ai valori della disciplina, della responsabilità e dell’esempio. I giovani cadetti lo osservano con rispetto, i superiori ne apprezzano il rigore e la base militare che dirige rappresenta, almeno fino a quel momento, un luogo dedicato alla formazione di uomini chiamati a servire il proprio Paese. La mattina dell’11 settembre 1973 tutto cambia. Il golpe militare contro il governo di Salvador Allende trasforma improvvisamente quella stessa base in un luogo di detenzione destinato ad accogliere gli oppositori del nuovo regime. Gli ordini ricevuti da Silva sono chiari. Aprire i cancelli. Collaborare. Favorire il funzionamento della macchina repressiva che si sta rapidamente mettendo in moto. È l’inizio di un conflitto che va ben oltre la dimensione politica. Tra le pressioni esercitate dal colonnello Jahn, l’ammirazione che il giovane sergente Hernández continua a nutrire nei suoi confronti e il destino di due prigionieri destinati a una morte già decisa da altri, Jorge Silva comprende progressivamente che la prova più difficile della propria vita non consisterà nel dimostrare coraggio. Consisterà nel decidere fino a che punto sia ancora disposto a obbedire.
«Posso anche non rispondere?»
— Comandante dell’Aeronautica cilena Jorge Silva
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