cinemavistodame.com di Roberto Bernabò

Soy Cuba – il film – di Mikhaïl Kalatozov

 Soy Cuba – il film – di Mikhaïl Kalatozov

le ragioni della rivoluzione castrista viste dall’URSS

Soy_Cuba locandina film

Cos’è uno spirito guida?

E’ qualcosa che ti accompagna verso il tuo destino, che ti aiuta a trovare la strada, che ti offre segnali ineludibili.

Bene direte voi ma che cosa c’entra questo con il film Soy Cuba?

C’entra.

Immaginate di utilizzare, per andare al cinema, un sito internet (di cui non dirò il nome), e che cerchiate di capire quale cinema proietti nella capitale il film.

Ovviamente il sito non riporta alcuna sala.

Decidete così di recarvi al cinema "Il Labirinto", in via Pompeo Magno, perché proietta l’altro film sudamenrcano presentato da Domenico Procacci che è "Salvador Allende".

Arrivati al cinema … sorpresa … nella sala più grande cosa proietta il cinema?

Soy Cuba, ovviamente.

Chiediamo informazioni … quali altre sale lo proiettano allora?

Nessun’altra, quella è l’unica di tutta Roma che lo fa. 

E come faccio a non pensare allo spirito guida?

Tralasceremo, in questo post, le evidenti ragioni della distribuzione di certo cinema in Italia …

Ed allora è il momento di parlarvi più diffusamente di questo film.

Titolo: Soy Cuba = Capolavoro!

Urss – Cuba – 1964

Pellicola: bianco nero

Durata: 140 minuti

Regia: Mikhaïl Kalatozov

Sceneggiatura: Enrique Pineda Barnet, ed il poeta Evgueni Evtouchenko

Interpreti e personaggi: Luiz Maria Collaso (Maria, Betty), José Gallardo (Pedro), Raul Garcia (Enrique), Sergio Corrieri (Alberto), Jean Bouise (Jim), Celia Rodriguez (Gloria), Roberto Garcia York (L’attivista americano) ? Luisa Maeia Jimenez (Teresa), Mario Gonzalez Broche (Pablo), Raquel Revuelta (La voce fuori campo) Nina Nikitina (testo russo), Gueorguï Epifantsev (testo russo)

Fotogafia: Sergueï Ouroussevski

Musica: Carlos Farinas

Suono: Vladlène Charoune

Produzione: ICAIC / Mosfilm 

Bianco e nero, versione russa: 14 bobine, 3906m, 143 minuti

Il film venne girato nel 1964, da una troupe dell’avanguardia cinematografica russa e lentamente dimenticato. Probabilmente, anzi sicuramente, a casua delle progressive incomprensioni tra Fidel Castro ed il regime russo.

Il suo recupero lo si deve a Martin Scorsese ed a Francis Ford Coppola che ne riapprezzarono le validità formali già all’inizio degli anni ’90, sostenendone il restauro ed organizzando visioni del film.

Yo Soy Cuba è stato proiettato nella rassegna cinematografica di Cannes del 2003 e dal 7 ottobre è uscito (ovviamente si fa per dire) nelle sale italiane insieme ad un altro film:

Titolo Originale: SOY CUBA – O MAMUTE SIBERIANO

Opera del regista cubano: Vincente Ferraz

Un documentario che, grazie ai racconti dei protagonisti e della troupe del film, rivive le fasi di produzione del film di propaganda "Soy Cuba", atto di denuncia contro il capitalismo, messo al bando dalle autorità cubane e sovietiche.

Questo secondo film Soy Cuba – il mammuth siberiano esplora le ragioni di una grande incomprensione all’ombra della Guerra Fredda e dell’ideologia dei blocchi contrapposti. Intramezzato dalle immagini emozionanti dell’originale di Kalatozishvili, questo documentario è un viaggio entusiasmante alla scoperta di una storia straordinaria, simbolo non solo di un’epoca, ma del senso stesso di fare del cinema.

Soy Cuba – analisi di eventi ed esistenti e considerazioni sulle scelte formali.

Il film è costruito molto bene.

Una voce fuori campo femminile dichiara all’inizio della proiezione: Yo Soy Cuba e tale dichiarazione – che si reitererà nel corso dell’opera, sempre arricchita da ulteriori provocazioni legate al contrasto tra la bellezza dell’isola e la disperazione dei suoi abitanti – risolve il punto di vista narrativo in questa singolare prospettiva.

Un’isola si racconterà agli spettatori.

Le immagini ci sveleranno non quello che appare, e quello che all’epoca delle riprese era conosciuto di Cuba, ma ciò che si cela dietro l’apparente ricchezza. 

Scelta precisa, dunque, sicuramente riconducibile alle necessità documentaristiche del film.

Siamo, infatti, nella Cuba dell’epopea della dittatura del regime Batista.

La pellicola, forse anche con non poca retorica, tenta di argomentare con una progressione narrativa di buon pregio, le ragioni della rivoluzione armata portata da Fidel Castro nei 2 anni di lotta nella Sierra Madre.

Dopo un’introduzione nella quale entriamo nell’isola con riprese aeree che ce ne fanno apprezzare la primitiva bellezza, ci addentiramo nei locali notturni dell’Avana, ed iniziamo ad intraprendere il percorso gnostico verso le profonde contaddizioni del regime batista.

Già in queste prime sequenze, girate prevalentemente in piano sequenza, ci rendiamo subito conto del linguaggio assolutamente ricco dell’avanguardia russa.

Le sequenze del night sono estremamente significative e c’introducono al tema della prostituzione.

Poi è la volta dello sfruttamento dei lavoratori della terra.  

Ed infine di una famiglia che tenta di tenersi al di fuori della lotta armata.

Va detto ad ogni buon conto che la storia non è certamente la cosa per cui questo film dovrà essere ricordato.

Sia gli eventi abbastanza scontati, come la progressiva presa di coscienza di Enrique, che alla fine abbraccerà, con eroismo, la causa della lotta armata, sia le storie della prostutita e del contadino, sembrano sin troppo leziose.

Una visione accademica e, forse, troppo poco passionale della rivoluzione.

Ma credo che, anche tali aspetti, possano rientrare nelle scelte del liguaggio formale russo

Il film, ripeto, fu diretto da uno dei più grandi cineasti russi Mikheil Kalatozishvili (autore – in seguito – de La tenda rossa), co autore della sceneggiatura era stato il poeta Eugenji Evtushenko, come direttore della fotografia – aveva avuto il grande Sergei Urusevsky.

Nonostante una produzione durata oltre due anni il film fu un vero e proprio disastro. I cubani lo considerarono inadatto a raccontare la nascita della rivoluzione castrista, mentre i russi non ne compresero fino in fondo il senso.

Dopo solo qualche proiezione Soy Cuba, che doveva segnare l’alleanza tra URSS e Cuba anche dal punto di vista cinematografico, finì nel dimenticatoio. Qualche decennio più tardi fu visto casualmente da Martin Scorsese e Francis Ford Coppola che, dopo averlo fatto restaurare, iniziarono a mostrarlo in giro promuovendolo a capolavoro del cinema.   

Le parti di film che ci arrivano, pertanto, come più vere, sono proprio quelle della voce fuori campo, dove la lingua parlata a Cuba emerge, unitamente alle immagini di tale, solo fonico, personaggio cornice, in tutta la sua delicata e struggente diperazione.

E’ in effetti poprio, e voglio usare ancora questi termini, nelle scelte formali, che il film raggiunge una bellezza assoluta.

La macchina da presa esegue, con maestria, tutti i più sofisticati movimenti di macchina che hanno, nel tempo, definito il linguaggio audiovisivo.

Dagli interminabili iniziali piano sequanza, alle carellate, alle panoramiche orizzontali e persino alle complesse panoramiche verticali ed alle riprese aeree con improvvisi zoom.

Molte altre cose si potrebbero dire con riferimento all’espressività dei primi piani sia maschili, ma, soprattutto, di quelli femminili.

Un suggello alla prospettiva femminea del punto di vista narrativo.

In quei volti Mikhaïl Kalatozo riesce ad imprimere una mescolanza di contraddittoria espressività tale, da raggiungere una coerenza simbolica assoluta con i messaggi verso l’alto della tramacome solo la mano di un grande maestro può fare.

Incredibilmente bella è, e concludo, la sequenza girata dall’alto, quando la macchina da presa si affaccia da un balcone e pare quasi librarsi nel cielo cubano dell’Avana, seguendo, dall’alto la folla, metafora quasi angelica del sogno dell’utopia socialista.

Quella ripresa, insieme a quelle della natura dell’isola, mi rimarrannno impresse, per sempre, nella mente e nel cuore.

Un’eccellente risorsa in rete, in lingua francese, è qui, da dove è anche possibile visionare molte immagini delle sequenze più significative.

Che altro dirvi se non che la visione di questo film è un atto di amore verso il cinema, aldilà della condivisione della causa cubana e di Fidel Castro.

13 commenti

  1. Nonostantetutto ha detto:

    Ma non vorrei urtare la suscettibilità di Manuele.

    In genere si arrabbia se postiamo film che non sono distribuiti.

    Gli scriverò.

    Grazie della visita.

    Die non ci sono più riuscito a caricarla.

    Magari con il tuo aiuto …

    Rob.

  2. claudioossani ha detto:

    fai la scheda in connection, questo non può mancare

  3. dieBouleversant ha detto:

    Roberto,

    sei la mia insonnia.

    Ma non hai cambiato l’immagine?

    tu sei quello che dici di me :)

    …straordinariamente folle, anche coi capelli tagliati.

    A proposito se stasera sei on line, ma non troppo tardi, contattami su msn ho due cose da chiederti.

    Prima andrò ovviamente al cinema a vedere colui che a te non fa esultare molto.

    :-)*

  4. Nonostantetutto ha detto:

    oh finalmente ci sono riuscito a cambiare questo sfondo ;-)

    Rob.

  5. Nonostantetutto ha detto:

    neanche io da te ;-)

    Rob.

  6. dieBouleversant ha detto:

    non smetterò mai d’imparare con te.

    merci.

  7. Nonostantetutto ha detto:

    io sono tra quelli …

    Massimo resterà sempre dentro di me.

    La sua comicità non si può dimenticare ;-)

    Grazie.

    Rob.

  8. NoodlesD ha detto:

    molta gente è uscita col desiderio di vedere il documentario originario…

    bello il ricordo di massimo qui accanto…

  9. Nonostantetutto ha detto:

    Il film di Burton on lo ancora visto, rukert ;-)

    Si desordre non so se riesci a trovare all in one come sul dirsi si tratta di due operazini distinte.

    Comunque il DVD dovrebbe esserci.

    Un saluto.

    Rob.

  10. ruckert ha detto:

    Le immagini che accompagnano il post sono motivo di ulteriore rammarico dinanzi alla constatazione che non vedrò mai questo film al cinema, mi potrò ritenere fortunato se riuscirò a trovarlo su dvd … (post scriptum fuori tema: il film di tim burton come ti è sembrato?) ciao

  11. utente anonimo ha detto:

    creedo che il film soy cuba sia disponibile solo in due copie nei cinema italiani: una a MI e l’altra a Roma.. credo proprio che lovedro’ in dvd, spero in una bella edzione che contenga anche il documentario..

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