cinemavistodame.com di Roberto Bernabò

Agora di Alejandro Amenábar

Il tempo stimato per la lettura di questo post è di 3 minuti e di 3 secondi

Il film che (forse) non vedremo mai in Italia

Agora di Alejandro Amenbar

Agora

titolo originale: Agora
nazione: Spagna
anno: 2009
regia: Alejandro Amenábar
genere: Avventura / Storico
durata: 128 min.
distribuzione: n.d.
cast: R. Weisz (Hypatia) • M. Minghella (Davus) • O. Isaac (Orestes) • A. Barhom (Ammonius) • M. Lonsdale (Theon) • R. Evans (Synesius)
sceneggiatura: A. Amenábar • M. Gil

Trama: “Agora” vuole raccontare l’antica civiltà egizia e la sua affascinante cultura. Ambientato ad Alessandria d’Egitto nel quarto secolo d.c., ripercorre la storia di Hypatia di Alessandria, leggendaria astronoma e filosofa, che cerca il segreto per poter conservare tutti i saperi della sua civiltà. La sua vita è strettamente legata a quella dello schiavo Davus, da sempre innamorato di lei che ora, però, è costretto a scegliere se restare schiavo ma vicino a lei, oppure conquistare la libertà, convertendosi al cristianesimo.

Come solo chi segue il Cinema sa, Alejandro Amenábar è il regista cileno spagnolo autore di capolavori come “Mare dentro” o come “The Others“.

Nel suo ultimo film, presentato all’ultima rassegna del Cinema di Cannes, Agora, il regista racconta la storia, finora misconosciuta di Hypatia di Alessandria.

Ipazia (in greco Hypatia, pron. Ipàzia) fu una grande scienziata e filosofa vissuta ad Alessandria tra il 4° e il 5° secolo d.C., forse la più importante figura per la cultura dell’epoca, oltre che – si racconta – bellissima donna.

Poiché ebbe l’ardire di opporsi alla barbarie del cristianesimo, che avrebbe di lì a poco precipitato l’occidente nel medioevo, fu trucidata e il suo corpo orrendamente straziato per ordine di Cirillo, vescovo di Alessandria. Da allora il suo nome è praticamente scomparso (non quello del suo uccisore, che fu fatto santo), e assieme a lei la sapienza della civiltà Alessandrina.

Oggi la Chiesa tenta, nuovamente, l’opera di cancellazione di questa figura scomoda.
 I testi su Hypatia in italiano sono quasi introvabili, e il nuovo film, un colossal dal cast internazionale presentato a Cannes 2009, ha trovato distribuzione in tutto il mondo tranne che in Italia.

Per impedire che un capolavoro del cinema come questo, non venga proiettato anche in Italia, come io personalmente ritengo giusto, è nata una petizione che chiede, infatti, che il film Agorà, di Alejandro Amenábar, venga distribuito in Italia. Firmiamola.

Per firmare la petizione

http://www.petitiononline.com/agorait/petition.html

La proposta per la divulgazione della notizia

La mia proposta è che tutti i blogger e cinebolgger, sensibili alla petizione, copino questo post nel loro blog o, magari, più semplicemente, linkino questo, così d’aumentare la visibilità di questa sconcertante notizia.

Trailer del film Agora di Alejandro Amenábar

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Per approfondire ulteriormente

margherita_hack6

Un autorevole articolo della notissima rivista di Repubblica: Micro Mega.

Scritto e firmato non da un nickname, ma, niente di meno che, da Margherita Hack?

Da cui traggo un estratto:

Ipazia era nata ad Alessandria d’Egitto intorno al 370 d.C., figlia del matematico Teone. Fu barbaramente assassinata nel marzo del 415, vittima del fondamentalismo religioso che vedeva in lei una nemica del cristianesimo, forse per la sua amicizia con il prefetto romano Oreste che era nemico politico di Cirillo, vescovo di Alessandria.

Malgrado l’amicizia con Sinesio, vescovo di Tolemaide, che seguiva le sue lezioni, i fondamentalisti temevano che la sua filosofia neoplatonica e la sua libertà di pensiero avessero un’influenza pagana sulla comunità cristiana di Alessandria.

L’assassinio di Ipazia è stato un altro atroce episodio di quel ripudio della cultura e della scienza che aveva causato molto tempo prima della sua nascita, nel III secolo dopo Cristo, la distruzione della straordinaria biblioteca alessandrina, che si dice contenesse qualcosa come 500.000 volumi, bruciata dai soldati romani e poi, successivamente, il saccheggio della biblioteca di Serapide. Dei suoi scritti non è rimasto niente; invece sono rimaste le lettere di Sinesio che la consultava a proposito della costruzione di un astrolabio e un idroscopio.

Il fondamentalismo non è morto. Ancora oggi si uccide e ci si fa uccidere in nome della religione. Anche nei nostri civili e materialistici paesi industrializzati avvengono assurde manifestazioni di oscurantismo, come in alcuni stati della civilissima America in cui si proibisce di insegnare nelle scuole la teoria dell’evoluzione di Darwin e si impone l’insegnamento del creazionismo. Su questa strada di ritorno al Medioevo si è messa anche la nostra ministra dell’Istruzione (o dovremmo dire della distruzione?) tentando di cancellare la teoria darwiniana dalle scuole elementari e medie. Perché? Per ignoranza?

Per accontentare una Chiesa cattolica che non mi sembra ingaggi più queste battaglie perse in partenza.

Altri link

qui, qui, qui, qui, e anche qui.

19 commenti

  1. […] del calibro di Alejandro Amenábar porta sul grande schermo la sua storia con Agorà: un duro atto d'accusa contro la religione fanatica e ottusa di fronte al progresso, un poetico […]

  2. Francesca-90 ha detto:

    ciao ho appena firmato la petizione, cosa a cui tengo tantissimo!!!!! grazie a te per aver pubblicato il link e l’articolo e ovviamente anche a Margherita Hack, una grandissima scienziata italiana che stimo moltissimo!!!!

  3. Elisa ha detto:

    Mi è piaciuto talmente tanto il suo articolo che ho creato su Facebook una nota, copiandolo in toto e riportanto ovviamente la fonte!
    http://www.facebook.com/note.php?saved&&suggest&note_id=267210303266#/notes/elisa-mancini/agora-il-film-che-forse-non-vedremo-mai-in-italia/267210303266
    Questo perchè spero che il maggior numero di persone venga a conoscenza dei fatti e possa firmare la petizione!
    Spero di non averla offesa.
    Elisa

    1. Roberto Bernabò ha detto:

      @Elisa Cara Elisa … grazie. Nessuna offesa, ci mancherebbe, anzi, devo dire che hai colto il senso di questo post.

      Quindi sono io che ti ringrazio della visibilità che hai offerto ai tuoi amici su facebook.

      Con stima.

      Rob.

  4. Oggi parto per il coordinamento nazionale delle donne delle comunità cristiane di base e di altre associazioni femminili/femministe al fine dell’organizzazione del convegno nazionale nel 2010 e dunque come non essere sensibile alla sorte di Ipazia (ho sentito una trasmissione dedicata a lei su radio tre), alla sua personalità, a tutto ciò che essa ha di simbolico . Da anni mi dedico con il gruppo donne della comunità di Oregina di Genova a letture e studi sul primo e secondo testamento letti con occhi di donna. La Bibbia delle donne (Torino, Claudiana,1996-98) è un esempio di studi, iniziati nel 1890 da Elizabeth Cady Stanton. Ipazia è attuale , poichè la gerarchia cattolica maschile impedisce la libera espressione del pensiero e della ricerca in relazione per esempio a quanto attiene agli argomenti trattati nella bioetica.

    1. Roberto Bernabò ha detto:

      @Maria Pia Fusco Grazie davvero per questo tuo impegno, e per questa davvero preziosa testimonianza.

      Con stima.

      Rob.

  5. cinemasema ha detto:

    Mi spiace per il ritardo. Ho seguito la polemica tramite Alicedazero e ovviamente sono dalla tua parte. Troppo facile per i debunker… più facile nascondere e rifugiarsi dietro l’omertà che prendersi la responsabilità di denunciare. Firmo la petizione. A presto :)

    (è il secondo invio perché non appare il primo, se fosse in moderazione cancella pure, grazie!)

    1. Roberto Bernabo' ha detto:

      @cinemasema Sai, ci sono persone che mentre tu indichi la luna … loro si fissano a guardare, e con una certa ostinazione, peraltro, il dito ;)

      Grazie per il sostegno al film.

      Questo post intende essere a favore della proiezione di una pellicola proiettata al Festival di Cannes, non contro il Vaticano, ma, sai, ognuno legge ciò che vuole, strumentalmente, vedere ;)

      Ma, infondo, il mondo è bello anche per questo.

      Con stima.

      Rob.

  6. […] qual è il problema? Il problema è che a sentire Roberto sembra che in Italia questo film è destinato a non essere distribuito causa le sempre oscure […]

  7. mario cirillo ha detto:

    Grazie Roberto di aver pubblicato e arricchito l'appello par Agorà! Se l'obiettivo latente di questi "censori" benpensanti era quello di non far conoscere il personaggio di Ipazia in Italia, hanno ottenuto esattamente il risultato opposto, grazie a persone come te!

    1. Roberto Bernabo' ha detto:

      @Mario Cirillo … non ho fatto altro che dare visibilità alla vostra iniziativa ed invitare altri a farlo, ed il tradeback di Vita di un IO dimostra che la rete c'è.
      E' il Vaticano che ha troppo potere in Italia … questa è la verità.
      Spero che il film, alla fine, venga distribuito e che prevalga il buonsenso.
      Se così dovesse accadere tutto questo rumore potrebbe fare pubblicità, e convincere qualche distributore, peraltro, speriamo in bene.
      Con stima.
      Rob.

  8. pilloledicinema ha detto:

    Ho appena firmato la petizione, speriamo di riuscire a smuovere qualche cosa.
    In ogni caso appena riesco a riconfigurare il mio router scrivo un post su questa storia.
    Ciao e grazie per la segnalazione

    1. Roberto Bernabo' ha detto:

      @pilloledicinema … Grazie ;-) Rob.

  9. filomeno ha detto:

    En el film interviene, también, Juan Luis Galiardo

    1. Roberto Bernabo' ha detto:

      @filomeno … Gracias por el aviso.

      Para aquellos que no saben quién es Juan Luis Galiardo visite la página de Wikipedia:

      http://es.wikipedia.org/wiki/Juan_Luis_Galiardo

      Gracias. Rob.

      @filomeno … Grazie della segnalazione.

      Per chi non sapesse chi è Juan Luis Galiardo visitare la pagina di wikipedia:

      http://es.wikipedia.org/wiki/Juan_Luis_Galiardo

      Grazie.

      Rob.

  10. Alessandra ha detto:

    Ho visto oggi il film, mi trovo in Spagna per studiare ma sono cittadina italiana.. Spero che venga proiettato nele sale italiane perchè vale la pena di vederlo e perchè può essere uno spunto in più per riflettere sulla bestialità della natura umana e di come questa soffochi quel barlume di luce ancora viva in poche menti umane..una storia vera

    1. Roberto Bernabo' ha detto:

      @Alessandra … Anche io spero alla fine il buon senso prevalga. Grazie della tua testimonianza.

      Rob.

  11. Chimy ha detto:

    Ho appena diffuso sul Muro del pianto… speriamo di ricevere presto buone notizie:

    http://therewillbeblood.splinder.com/post/2148034

    1. Roberto Bernabo' ha detto:

      @Chimi … che dire, se non, molto semplicemente, … grazie. ;-)

      Rob.

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