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Voci dal buio – di Giuseppe Carrisi

In uscita dal 7 – al 13 agosto 2009, in tutti i Warner Village italiani, il nuovo film di Giuseppe Carrisi

Giuseppe Carrisi: un amico, un giornalista, uno scrittore, un documentarista coraggioso ed altruista

L’Africa e la Campania che non conosciamo – a cura di Roberto Bernabò

Se cercavi l’analisi al film di Giuseppe Carrisi, dopo aver letto questo post, clikka qui.

Cronache sul film Voci dal buio

Giuseppe Carrisi è un mio caro amico.

L’ho conosciuto la sera di un anno fa.

A casa di amici avevano organizzato una proiezione privata del suo primo documentario sulla questione, molto poco conosciuta nei dettagli in verità, dei Bambini Soldato, che aveva appena riscosso un discreto successo al Giffoni Film Festival, Kidogò, un bambino soldato“, di cui, però, parleremo più approfonditamente, dopo.

Arriviamo subito, pertanto, al vero motivo di questo post, che in realtà lo sto scrivendo perché dal 7 al 13 agosto 2009 – in tutti i Warner Village italiani – uscirà un suo secondo documentario.

Voci dal buio

Voci dal buio

Regia: Giuseppe Carrisi
Co-sceneggiatura e collaborazione alla realizzazione del progetto: Franscesco Niccolini
Genere: Documentario
Durata: 41′
Data di uscita: 7 agosto 2009
Distributori: VID production
voto-4-stars

Altro grande successo al Giffoni Film Festival di quest’anno.

La trama è molto particolare.

Giuseppe cerca di farci capire che le brutture che ha conosciuto in Africa, esistono anche da noi.

Giuseppe Carrisi

Ancora una volta è la mia terra, la Campania, il teatro di queste assurdità.

Ragazzi di Camorra e Bambini Soldato – due poli estremi di un’infanzia rubata

Da Barra a Goma.

Dalla periferia di Napoli alla Repubblica Democratica del Congo.

Il documentario di Giuseppe Carrisi, “Voci dal buio”, racconta, incrociandole, storie di ragazzi della camorra e di bambini congolesi che vivono nella guerra, nella povertà, nella violenza.

Anche se geograficamente lontane, queste due realtà hanno un comune denominatore: i bambini sono vittime designate di una logica perversa che nega e calpesta sistematicamente i loro diritti. Da una parte la Repubblica Democratica del Congo, con il suo “esercito” di bambini soldato, di piccoli sfruttati nei lavori pesanti, abbandonati, vittime della fame e delle malattie; di bambine abusate, di minori accusati di atti di “stregoneria” o rinchiusi nelle carceri; dall’altra, un quartiere del capoluogo campano dove esiste un “esercitosimile, composto di piccoli soldati, anche se non è ugualmente visibile: quello delle giovani “leve” delle cosche criminali che dettano legge in tutta la zona.

Un destino segnato dalla necessità di sopravvivere in un paese marchiato da atroci conflitti, guerre, e dalla quotidiana lotta per la sopravvivenza dove i bambini sono costretti a combattere ogni giorno, da un lato, e, dall’altro un destino ugualmente marcato a fuoco dalla nascita, ma dove la scelta di “combattere” è molto diversa: si sceglie un “ideale“, uno “stile di vita” per raggiungere un potere ben preciso e stabilito dalla camorra: il miraggio della ricchezza, dei soldi facili. In Congo non c’è scelta, perché si viene arruolati e basta, si finisce in miniera, per strada, si è costretti a lottare per sopravvivere.

A Barra il contesto di disagio sociale e di disoccupazione strutturale presenta ai bambini un solo modello vincente: quello del camorrista. Un modello che li porta in una cella del carcere di Nisida – l’ahimè notissimo penitenziario minorile napoletano, cui già Nanni Loy, con il suo musical “Scugnizzi“, aveva dedicato sequenze memorabili – se non all’autodistruzione. In molti casi, i giovani di Barra non sanno di “appartenere” al sistema, credono di viverne i privilegi, i lussi, gli abiti firmati, i telefonini, la droga facile.

In Congo i fucili sono vere e proprie “armi da guerra“, a Barra una pistola può diventare un simbolo di potere per comandare, guadagnare, una possibilità di affermarsi nel mondo del consumismo sfrenato.

Insomma a Barra come a Goma, le vite dei bambini vengono buttate via come se non avessero alcun valore.

Gli anniversari sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e sul lavoro minorile

Obiettivo del progetto è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, alla vigilia della ricorrenza del 2o° Anniversario della Convenzione Internazionale, stipulata a New York il 20 novembre 1989, e del 10° Anniversario della Convenzione numero 182 dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro sulle forme peggiori di lavoro minorile.

Che, a giudicare dal film, rimangono ancora lettera morta nella loro concreta applicazione in molte latitudini del mondo compresa quella italiana.

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Giuseppe, oltre a questa ennesima fatica cinematografica e documentarista, non si è risparmiato ed ha scritto anche un libro. Sempre a testimonianza del suo impegno per la causa dei bambini africani.

tutto quello che dovresti sapere sull'Africa e che nessuno ti ha mai raccontato

Tutto quello che dovresti sapere sull’Africa e che nessuno ti ha mai raccontato

Newton Compton Editori

Fin da tempi più remoti l’Africa è stata terra di conquista, e gli interessi extra-continentali ne hanno impedito il consolidamento in Stati, seminando guerre, miseria e morte su tutto il suo enorme territorio.

Oggi, agli inizi del XXI secolo, il continente nero è un luogo indifeso che, dopo anni di promesse dell’Occidente, spesso tradite dai fatti, vive ancora i retaggi del passato coloniale a cui si aggiungono le grandi contraddizioni del presente.

Nonostante il suo illimitato potenziale, l’Africa, infatti, non è ancora riuscita a darsi un’unità politica ed economica, né ha realizzato un’equa redistribuzione delle risorse e un sistema difensivo che la metta al riparo dai potenziali razziatori delle materie prime. Inoltre, pur essendo diminuiti, i conflitti armati e i “golpe” continuano a essere la causa principale dell’instabilità politica e il terreno fertile per l’ingerenza straniera.

A questo si aggiungono nuove piaghe: dal terrorismo internazionale alla droga, dalla biopirateria all’emergenza climatica.

L’opera letteraria è uscita due mesi fa circa, ed ha già vinto il Premio Fregene, per la saggistica.

Da questo libro verrà tratto un nuovo spettacolo teatrale dal titolo “Abusi d’Africa“, nel quale Giuseppe sarà oltre, che autore, anche interprete principale sul palcoscenico.

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Ma l’impegno di Giuseppe verso la questione infantile africana è cosa risalente nel tempo.

Molta dell’ultima parte della sua vita è stata dedicata a questa causa.

Vi avevo accennato alla sua opera prima, Kidogò, un bambino soldato, eccovene un resoconto.

Kidogò, un bambino soldato

Kidogò, un bambino soldato

Regia: Angelo Longoni
Sceneggiatura: Giuseppe Carrisi
Genere: Documentario
Durata: 45′
Data di uscita: Giffoni Film Festival 2008
voto-4-stars

E’ un film molto particolare, che non ha avuto, come, purtroppo, troppo spesso accade in questi casi, una distribuzione nelle sale. Se si eccettua qualche proiezione all’Isola del Cinema, sull’isola tiberina a Roma dove Giuseppe, presentava i temi del film con una perfomance dal vivo.

l film racconta la storia di John Baptist Onama, un ex bambino soldato ugandese, oggi 42 enne, e quella di altri piccoli combattenti di oggi del Congo, della Sierra leone, dell’Uganda, del Sudan.

Noi sappiamo, ve lo devo proprio dire in questo post, molto poco di certe realtà, e, ancora meno, del coraggio di certe persone come Giuseppe, che indagano, più per amore della verità, che per desiderio di visibilità, in posti molto scomodi, delle realtà che sono ancora più scomode. Perché contrastano, ahimé, con i desiderata, assai poco noti, della politica economica internazionale, di molte delle “democrazie” dell’universo cosiddetto occidentale, con gli USA, ovviamente, in prima fila, nonché con gli interessi economici delle multinazionali.

Insomma il solito discorso che, però, peccato, nessuno degli organi d’informazione a maggiore audience di questo blog, faccia mai.

Di quel film, montato con molte immagini “sporche“, come si dice in gergo, mi sono rimasti molto impressi i volti dei bambini.

Giueppe Carrisi con i suoi bambini africani

Quei volti e quegli sguardi, se li incontrate anche solo una volta, non li dimenticate più.

Giuseppe ha scritto anche un libro su quella vicenda, da lui vissuta con un coinvolgimento emotivo ed affettivo unici, che consiglio a tutti.

Kalami va alla guerra - di Giuseppe Carrisi

Kalami va alla guerra – il libro

L’opera affronta la terribile piaga costituita dall’incremento dell’utilizzo dei minori in contesti di guerra. E’ un testo aggiornato, completo di tabelle informative, fortemente improntato su interviste e testimonianze inedite, dal taglio giornalistico. L’opera analizza aspetti del fenomeno poco esplorati (la sorte delle “bambine soldato“, ancora peggiore di quella dei loro “colleghi” maschi) o del tutto originali nella trattazione classiche del tema (i bambini-kamikaze utilizzati dai terroristi islamisti).

La denuncia di Giuseppe

Bambini, ragazzini, ragazzi, rapiti, picchiati, terrorizzati. Costretti a imbracciare un fucile o un machete e a prendere parte alla guerra. Trasfigurati dall’orrore, da vittime a carnefici spietati, terrore dei loro stessi villaggi, delle loro stesse famiglie che essi stentano a riconoscere sotto l’effetto della droga che viene loro somministrata e che li rende ancora più feroci. Genitori, parenti, piccoli amici massacrati da bambini-combattenti, come esercizio coatto di fedeltà all’esercito che li ha arruolati e non da scelta. Altrimenti: torture, amputazioni, morte.

È accaduto, accade nelle tante zone calde dell’Africa: Sudan, Ruanda, Uganda, Sierra Leone, Congo lacerate da guerre tra eserciti e fazioni rivali.

Ragazzi usati, abusati per inermità e inconsapevolezza, allevati nell’ignoranza dell’indottrinamento e immolati al sacrificio della guerra (santa), vestiti di bombe, o mandati con l’inganno a testare la presenza di mine nei campi, mentre all’orizzonte, un attore mercenario inscena il profeta che chiama in paradiso i suoi piccoli eletti. Correndo, nell’entusiasmo della visione, centinaia di vite in sboccio sono esplose in aria. È accaduto, accade in Medioriente, Iran, Afghanistan.

Giueppe Carrisi e due bambini africani

Bambine, ragazzine, ragazze, vendute in cambio di qualche spicciolo, ridotte in schiavitù e avviate forzatamente alla prostituzione. Una pratica che dall’Estremo Oriente arriva fino all’Europa balcanica. “Mogli” di interi nuclei combattenti dell’Africa, ingravidate e poi abbandonate perché “l’ingombro” rallenta la marcia. Altrove, invece, costrette a gestire fino al parto il seme del loro stupratore. Matrici e incubatrici forzate di una razza diversa ed ostile alla propria, sorvegliate a vista per impedire che si tolgano la vita. Lo spettro di una tragedia che ancora aleggia sull’altra sponda dell’Adriatico. Una delle tante spietatezze della guerra in Bosnia-Erzegovina.

Questa infanzia oltraggiata è il cuore, ferito, del libro di Giuseppe Carrisi. Una denuncia delle violenze sui minori nelle zone di guerra, un’inchiesta, un dossier che fa il giro del globo e invita la coscienza collettiva a tenere alta la guardia su atrocità intollerabili, eppure perpetrate, nonostante risoluzioni e sanzioni internazionali; atrocità dietro cui ci sono troppo spesso interessi politico-economici che smascherano la complicità indiretta di paesi civili e industrializzati. Bambini di cui il libro si fa portavoce per ricordare alla società civile e alle istituzioni che in varie parti del mondo centinaia di migliaia di Kalami sono in guerra e da soli non possono uscirne. Neppure gli sforzi delle organizzazioni non governative, delle missioni religiose, da soli, possono far fronte all’immensità della tragedia.

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Cuore Buio

Da questo libro Giuseppe, un po’ come Roberto Saviano ha fatto per Gomorra, oltre al libro ed al film, ha anche realizzato un adattamento teatrale dal titolo “Cuore buio” che  tratta, anche questo, dei bambini soldato.

John Baptist Onama

Lo spettacolo ha già debuttato nel 2008, ed è interpretato da John Baptist Onama.

Intensa e ricca di pathos la rappresentazione teatrale che denuncia l’orribile condizione di bambini soldato in Africa.

Lo spettacolo, nato da un’idea di Giuseppe Carrisi, ha preso forma grazie alla regia di Fabrizio CassanelliFrancesco Niccolini.

La storia è basata sul racconto dell’ex bambino soldato ugandese, Onama John Baptist, oggi docente della Facoltà di Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Padova.

La scenografia è essenziale ma dinamica, ben articolata tra tavole e tubature il legno. Tutto ricorda il colore della terra africana, la sabbia, il sole caldo.

La maestrale interpretazione delle due attrici, Letizia Pardi e Francesca Pompeo, è così intensa da coinvolgere totalmente il pubblico, in una tragica storia di infanzia rubata. I dialoghi tra i personaggi di Lazzaro e Marabù, sono alternati dalla narrazione, sempre tracciata dalle interpreti. Uno struggente viaggio che evidenzia, come in un clima di povertà i bambini sono costretti ad arruolarsi tra le file dell’esercito, e costretti ad uccidere.

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Chi è Giuseppe Carrisi

Giuseppe Carrisi è un giornalista di RAI International. Collabora, come volontario, a progetti di recupero per bambini soldato, dando vita a eventi di sensibilizzazione e raccolta fondi e coordinando le attività in loco, soprattutto nell’area centroafricana. E’ presidente della onlusPizzicarms“, che si occupa di sensibilizzare sulle tematiche dei bambini soldato, del traffico di armi e dello sfruttamento delle materie prime nei Paesi in via di sviluppo, attraverso incontri nelle scuole, dibattiti, conferenze, eventi culturali e/o musicali.

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Due citazioni doverose

Chiudo con due citazioni doverose.

Tutti i sui progetti teatrali di Giuseppe Carrisi, nonché il progetto cinematografico Voci dal buio“, va detto, sono stati finanziati dalla provincia di Pisa, cui va il nostro plauso.

Gli spettacoli teatrali, Abusi d’Africa e Cuore Buio, sono entrambi allestiti dalla “Città del teatro – Sipario Toscana di Cascina, in provincia di Pisa.

E’ tutto, per ora, dopo la visione in sala del film attendetevi una mia analisi.

Links

Se cercavi l’analisi al film di Giuseppe Carrisi, dopo aver letto questo post, clikka qui.

Vai alla pagina del film sul sito Warner Village Cinemas, cliccando qui.

Guarda il video dell’ultimo libro di Giuseppe CarrisiTutto quello che dovresti sapere sull’Africa e che nessuno ti ha mai raccontato” sul sito di IBS.it – internet bookshop: qui.

Official Site di Francesco Niccolini: qui.

Sito dell’Associazione onlus Pizzicarms qui.

Un commento

  1. […] serale ha presentato film sui diritti dell’infanzia o sulle esperienze di clownterapia (Voci dal buio; Clownin’ Kabul; All the invisible children), ogni giorno si sono tenuti workshop e […]

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