
Molto deluso dal colpo di telefono di Russel Crowe (piaciuta la battuta?), più che altro dispiaciuto per il telefono, e chi mi conosce può ben comprendere, mi sto rifacendo gli occhi con la rassegna “le vie del cinema da Cannes a Roma“.

Ho già visto “The iron Island” (l’isola di ferro)

il bellissimo e suggestivo film del regista iraniano: Mohammad Rasoulof, non in concorso.
Un bravo al cinema Alcazar da sempre impegnato nella rassegna e nel rigore della programmazione artistica.
Alla proiezione l’altroieri sera eravamo in 5 … va beh lasciamo perdere che forse è meglio. Infondo eravamo solo al centro di Trastevere a Roma, non a Pollenatrocchia, con tutto, ovviamente, il dovuto il rispetto per gli abitanti di Pollena, che chissà come si chiamano, se qualcuno lo sa lo scriva nello spazio commenti.
E lo pseudo film western di Wim Wenders, ieri presente in sala: Don’t come knocking (Non bussare alla mia porta), scritto insieme a Sam Shepard. Anche attore protagonista, nonché vero compagno di Jessica Lange, secondo quanto riferitomi dal sempre informatissimo Marco Catola, a cui auguro una pronta e completa guarigione nonché un grosso in bocca al lupo per la rassegna di Capalbio sui corti. Spero di ricevere l’invito come promesso.
A proposito della strana struttura data ad eventi ed esistenti del film, sarei tentato di ribattezzarlo: “Sei personaggi in cerca di Howard“, più che “Il fantasma del west“ come suggerito, in sala, dalla casa distributrice, a mo’ di battuta, dal momento che tale secondo titolo sembra più il titolo di una canzone di Mal, che non quello di un film di Wenders, con tutto il rispetto per Mal ;-)
Non so con quale titolo uscirà in Italia, e manco me ne frega poi molto avendolo già visto. In genere non vado a rivedere film che ho visto in lingua originale.
Del film parlerò meglio nei prossimi giorni, a chiusura della rassegna, cercando di fare un resoconto complessivo.

Nanni Moretti ieri ha introdotto la serata al cinema Nuovo Sacher, spiegando che Wim Wenders è stato un regista fondamentale per la sua generazione di registi, ha citato quasi tutta la sua filmografia esprimendo, su molti dei film del regista (Falso Movimento, L’amico americano, Lo stato delle cose, Paris Texas, ma anche i più recenti: Fino alla fine del mondo – con una bellissima collonna sonora (?) e La terra dell’abbondanza), giudizi cinefili molto veloci, nel tentativo di perdere i quasi 10 minuti di ritardo che Wenders ha fatto registrare (e poi si dice i tedeschi…) rispetto all’appuntamento.
Diciamo che non hanno aggiunto molto a quanto già conoscevamo o non conoscevamo di quei film.
Peraltro non ha citato due film che a me sono piaciuti molto quali “il cielo sopra Berlino” e “Lisbon story“, io forse avrei citato anche “Buena vista Social Club” e “The Milion Dollar Hotel“, magari, ma lascerei perdere.
Un’altra cosa è emersa evidente: Nanni Moretti non spiaccica una parola d’ingelse. Così giusto per la cronaca.
Scherzi a parte, trovo comunque molto lodevole l’impegno di Nanni che finalmente, dopo 9 anni, si è accoroto anche lui dell’importanza di questa rassegna che, anche grazie a lui, sta avendo maggiore risalto negli organi di stampa.

Che dire, Wim Wenders ha detto poche, ma significative, parole:
“Sono contento di non essere a Cannes ma di essere a Roma, questa sera, e di essere con voi (e ci credo avevamo quasi tutti pagato il biglietto n.d.r.). Io giro film da circa 30 anni ma questo è il film che ho sempre sognato di fare. Ho sempre, infatti, sognato di girare un film western, ho sempre sognato di girare un film con Jessica Lange, ho sempre sognato di girare un film che parlasse dei cowboy”.
La vera domanda era “ma allora perché hai girato questo film?” ma la stessa si è palesata tale, nella nostra mente, solo alla fine della proiezione …
Vedere Wim Wenders da vicino è stato comunque un bellissimo regalo di compleanno.
Un paio di cose sul film di Wenders le voglio dire subito: Jessica Lange è bravissima ed anche Sam Shepard, è piuttosto qualcosa nello screenplay che lascia perplessi, soprattutto nelle fasi iniziali, ho intravisto anche, peraltro, nello scorrere degli eventi e nell’esistente del protagonista Howard, alcune analogie con la trama di Paris Texas, ma non aggiungo altro per ora.
Saluto con molta simpatia le due ragazze che erano vicino a me, e le invito a scrivermi in privato, dopo il film sono dovuto letteralemente scappare. Erano molto carine e simpatiche ;-))
Spero che abbiano trovato tutti i DVD che cercavano, torneremo sull’argomento con qualche altra informazione.
Qualche link utile:
I film del festival di Cannes
Il programma della rassegna “le vie del cinema da Cannes a Roma”
Il link con l’AGIS / ANEC sezione regionale Lazio organizzatrici della rassegna.