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Tony Manero di Pablo Larrain vince il Torino Film Festival

Per Nanni Moretti si parla di conferma, ma poi invece lascia ed entra Gianni Amelio

CINEMA: NANNI MORETTI PRESENTA TORINO FILM FESTIVAL da te.

(Via ANSA) – TORINO 29 NOV – Come da pronostico,’Tony Manero’ del regista cileno Pablo Larrain e’ stato premiato come miglior film della 26/a edizione del Torino Film Fetival. Il film narra la storia di un disoccupato innamorato di John Travolta nel film ‘La febbre del sabato del sera’ e che sogna di interpretarlo in un film prodotto in Cile.
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Premio speciale della giuria al film americano ‘Prince of Broadway‘; la pellicola racconta la storia di un ghanese che cerca di sopravvivere vendendo merce taroccata per le vie di New York.

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Ah comunque il nuovo direttore del Torino Film Festival sarà Gianni Amelio.

§§§

Pubblico anche qui quequello che avevo scritto di là, giacché il film è in uscita da venerdì.

Tony Manero

Tony Manero

titolo originale: Tony Manero
nazione: Cile / Brasile
anno: 2008
regia: Pablo Larrain
genere: Drammatico
durata: 98 min.
distribuzione: Ripley’s film
cast: P. Lattus • H. Morales • A. Noguera • E. Poblete • A. Castro (Raúl Peralta)
sceneggiatura: P. Larrain • M. Iribarren • A. Castro
fotografia: S. Armstrong
montaggio: A. Chigno

Trama: Santiago del Cile, 1979. Raùl Peralta è ossessionato da Tony Manero, il personaggio interpretato da John Travolta nel film ‘La febbre del sabato sera’, a cui ad ogni costo vuole assomigliare; mette in scena uno spettacolo di danza in un night-club di periferia e ogni sabato sera, imitando il suo idolo, dà libero sfogo alla sua passione per la disco-music…

Questo film mi lascia davvero interdetto.

Quando ho letto il plot non ci volevo credere.

Prendere in mano un personaggio quasi epico come Tony Manero da parte di una produzione cileno-brasiliana mi lascia, come dire, perplesso? Sembra più una burla che la verità, no?

Però poi.

Ti rendi conto che Pablo Larrain è un regista e sceneggiatore che si è già messo in luce per un altro film del 2006: “Fuga” che ha vinto qualche premio in giro per Festival ed anche quello che ho letto a proposito del film mi fa un po’ ricredere.

Questi latino americani sono strani, creativi, vanno a ricercare storie in ambiti particolari.

Rendo noto che anche che uno degli attori, Alfredo Castro, è tra i coautori della sceneggiatura, insieme ad un altro attore Mateo Iribarren, che ha recitato nel film “Fuga” sopracitato.

Tutte queste strane ragioni, alla quale si aggiunge il premio al festival torinese diretto dal Nanni nazionale, mi fanno propendere nella decisione di archiviare questa pellicola, drammatica, e sottolineo drammatica, come un film da non sottovalutare.

Tre stars virgola cinque.

Gli Oscar 2006 + il Caimano di Nanni Moretti

Post brevissimo, che sto a lavorà duro.

Tutti i vincitori degli Oscar 2006 sono qui.
Conferme per me per la sceneggiatura non originale di Larry McMurtry, Diana Ossana per il film I segreti di Brokeback Mountain, vista la mia proverbiale ossessione per le trasposizioni dal letterario al filmico.

E per la migliore regia ad Ang Lee.

Sono contento anche per George Clooney migliore attore non protagonista in Syriana.

Dovrò decidermi a vedere “Crash – Contatto fisico“.

Gli italiani per una volta esclusi a ragione, secondo me.

E’ forse il caso d’iniziare a riflettere meglio sui criteri di selezione delle nostre pellicole da inviare a rappresentarci, così per dire, no Cristina Comencini?

Oggi a Roma ho anche visto i primi manifesti del film “Il Caimano” di Nanni Moretti.

Si vede il viso di Silvio Orlando che affiora dall’acqua e una scritta in rosso.

Qui un articolo di Repubblica.

Il film è in uscita nelle sale italiane il 24 marzo 2006, ed io sono molto curioso di vederlo.

Tornerò, appena ne avrò il tempo, a parlarvi di Marco Turco e del suo film ispirato al libro introvabile di Alexander StilleIn un altro paese“. Perché il film merita e perché sono stato alla sua presentazione da parte del regista, che è stata fatta due venerdì fa alla libreria del cinema a Roma in via dei Fienaroli.

Un incontro molto istruttivo che mi ha trasferito altre interessanti chiavi di lettura della figura del documentarista e dello storico.

Forse anche della relazione tra questo film e la visione pasoliniana di entrambi questi ruoli.

Il Caimano – la ragioni di questo post

In realtà ho gia accennato, circa 51 giorni fa, su questo blog, del fatto che Nanni Moretti stesse girando un film su di un noto personaggio politico italiano.

Il titolo “il Caimano” non dovrebbe lasciare adito a dubbi circa il riferimento reale.

Ma in verità ciò che, in questa domenica di agosto, mi spinge a scrivere su questo argomento sono 2 riferimenti precisi.

  1. La scoperta del motore di ricerca: Technocrati Search un motore che ha rimandato, su questo blog, degli accessi legati ad una ricerca impostata proprio sul film, potete leggere i risultati qui.
  2. La scoperta grazie a questa ricerca di una bella e lunga interivsta di Nanni a l’Espresso, che è invece cliccabile qui.

Ora ho notato che, aldilà di quelli che potranno essere i contenuti artistico – politico – morali dell’opera di  Moretti, la discussione nei blog che hanno postato sul tema, è piuttosto riferita ad opportunità, meramente scaramantiche,  di proiettare, nell’intorno di marzo del 2006, ad un mese cioè dalle elezioni politiche in italia, un film di Nanni Moretti con tali obiettivi specifici.

Insomma si sosterrebbe che la cosa potrebbe portare sfiga, c’è di che riflettere, non vi pare …

Ultima cuiriosità è il fatto che, per la pirma volta, il bel Nanni non sarebbe, anzi non sarà il protagonista del film, delgando tale responsabilità all’evergreen Silvio Orlando.

La mia personale opinione è che il cinema (e soprattutto quello italiano) non possa eludere la politica, in quanto se mai il nostro cinema ha conosciuto pagine edificanti, è quando ha preso nettamente posizione contro certi fatti, (giacchè, come ho già detto il cinema documentaristico è necessariamente schierato dalla parte delle verità meno conosciute), nel momento in cui quei certi fatti accadevano.

Insomma ci troveremmo difronte ad un caso simile alla battaglia tra Micheal Moore e George Bush.

Secondo voi chi vincerà, o, volendo seguire l’ondata pessimistica, chi perderà?

P.S. Segnalo a titolo di curiosità che oggi 18 agosto 2005 questo post è segnalato su Libero Blog nella sezione spettcoli, … grazie ;-))

Deluso da Russel Crowe mi rifaccio con la rassegna da Cannes a Roma

Russel Crowe

Molto deluso dal colpo di telefono di Russel Crowe (piaciuta la battuta?), più che altro dispiaciuto per il telefono, e chi mi conosce può ben comprendere, mi sto rifacendo gli occhi con la rassegna “le vie del cinema da Cannes a Roma“.

locandina dell'evento

Ho già visto “The iron Island” (l’isola di ferro)

Mohammad Rasoulof

il bellissimo e suggestivo film del regista iraniano: Mohammad Rasoulof, non in concorso.

Un bravo al cinema Alcazar da sempre impegnato nella rassegna e nel rigore della programmazione artistica.

Alla proiezione l’altroieri sera eravamo in 5 … va beh lasciamo perdere che forse è meglio. Infondo eravamo solo al centro di Trastevere a Roma, non a Pollenatrocchia, con tutto, ovviamente, il dovuto il rispetto per gli abitanti di Pollena, che chissà come si chiamano, se qualcuno lo sa lo scriva nello spazio commenti.

E lo pseudo film western di Wim Wenders, ieri presente in sala: Don’t come knocking (Non bussare alla mia porta), scritto insieme a Sam Shepard. Anche attore protagonista, nonché vero compagno di Jessica Lange, secondo quanto riferitomi dal sempre informatissimo Marco Catola, a cui auguro una pronta e completa guarigione nonché un grosso in bocca al lupo per la rassegna di Capalbio sui corti. Spero di ricevere l’invito come promesso.

A proposito della strana struttura data ad eventi ed esistenti del film, sarei tentato di ribattezzarlo:Sei personaggi in cerca di Howard, più che Il fantasma del west come suggerito, in sala, dalla casa distributrice, a mo’ di battuta, dal momento che tale secondo titolo sembra più il titolo di una canzone di Mal, che non quello di un film di Wenders, con tutto il rispetto per Mal ;-)

Non so con quale titolo uscirà in Italia, e manco me ne frega poi molto avendolo già visto. In genere non vado a rivedere film che ho visto in lingua originale.

Del film parlerò meglio nei prossimi giorni, a chiusura della rassegna, cercando di fare un resoconto complessivo.

Nanni Moretti

Nanni Moretti ieri ha introdotto la serata al cinema Nuovo Sacher, spiegando che Wim Wenders è stato un regista fondamentale per la sua generazione di registi, ha citato quasi tutta la sua filmografia esprimendo, su molti dei film del regista (Falso Movimento, L’amico americano, Lo stato delle cose, Paris Texas, ma anche i più recenti: Fino alla fine del mondo – con una bellissima collonna sonora (?) e La terra dell’abbondanza), giudizi cinefili molto veloci, nel tentativo di perdere i quasi 10 minuti di ritardo che Wenders ha fatto registrare (e poi si dice i tedeschi…) rispetto all’appuntamento.

Diciamo che non hanno aggiunto molto a quanto già conoscevamo o non conoscevamo di quei film.

Peraltro non ha citato due film che a me sono piaciuti molto quali “il cielo sopra Berlino” e Lisbon story“, io forse avrei citato anche “Buena vista Social Club” e “The Milion Dollar Hotel“, magari, ma lascerei perdere.

Un’altra cosa è emersa evidente: Nanni Moretti non spiaccica una parola d’ingelse. Così giusto per la cronaca.

Scherzi a parte, trovo comunque molto lodevole l’impegno di Nanni che finalmente, dopo 9 anni, si è accoroto anche lui dell’importanza di questa rassegna che, anche grazie a lui, sta avendo maggiore risalto negli organi di stampa.

Wim Wenders

Che dire, Wim Wenders ha detto poche, ma significative, parole:

“Sono contento di non essere a Cannes ma di essere a Roma, questa sera, e di essere con voi (e ci credo avevamo quasi tutti pagato il biglietto n.d.r.). Io giro film da circa 30 anni ma questo è il film che ho sempre sognato di fare. Ho sempre, infatti, sognato di girare un film western, ho sempre sognato di girare un film con Jessica Lange, ho sempre sognato di girare un film che parlasse dei cowboy”.

La vera domanda era “ma allora perché hai girato questo film?” ma la stessa si è palesata tale, nella nostra mente, solo alla fine della proiezione …

Vedere Wim Wenders da vicino è stato comunque un bellissimo regalo di compleanno.

Un paio di cose sul film di Wenders le voglio dire subito: Jessica Lange è bravissima ed anche Sam Shepard, è piuttosto qualcosa nello screenplay che lascia perplessi, soprattutto nelle fasi iniziali, ho intravisto anche, peraltro, nello scorrere degli eventi e nell’esistente del protagonista Howard, alcune analogie con la trama di Paris Texas, ma non aggiungo altro per ora.

Saluto con molta simpatia le due ragazze che erano vicino a me, e le invito a scrivermi in privato, dopo il film sono dovuto letteralemente scappare. Erano molto carine e simpatiche ;-))

Spero che abbiano trovato tutti i DVD che cercavano, torneremo sull’argomento con qualche altra informazione.

Qualche link utile:

I film del festival di Cannes

Il programma della rassegna “le vie del cinema da Cannes a Roma”

Il link con l’AGIS / ANEC sezione regionale Lazio organizzatrici della rassegna.