cinemavistodame.com di Roberto Bernabò

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Stagione cinematografica 2008-2009

I migliori  film della stagione cinematografica 2008 – 2009

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Nel mio lavoro, quello vero (eh), cerco spesso di fare comprendere l’importanza di internet, e della piccola grande rivoluzione che sta innescando, anche nel mondo dell’informazione o, forse, come, probabilmente, sarebbe più corretto dire, della contro informazione cinematografica.

Cerco anche di fare capire che in rete ci sono risorse straordinarie, spesso messe on line da gente competente, guidata, prevalentemente, da interessi e passioni.

Si, insomma, che non ci guadagna un €uro, ma che non per questo non garantisce livelli di approfondimento, superiori, spesso, persino alle riviste specializzate su carta, redatte da giornalisti professionisti retribuiti.

Quello che voglio dire è che credo di più nella valorizzazione di questo nuovo vento, piuttosto che all’idea che il problema lo si risolva ponendo dieci domande (e perché non undici o venti o, ancora meglio, una sola?) al mondo autoreferenziale (quello si) del giornalismo italiano, attaccando poi, nel caso di specie, magari anche giustamente sul merito specifico, una delle poche testate giornalistiche (La Repubblica), che non ha certo bisogno della mia accorata difesa, che, in questo specifico momento storico, sta combattendo una battaglia, magari eccessivamente lunga e monotematica, ma legata ad un valore imprescindibile in ogni (vera) democrazia:

La libertà di stampa“.

Quella che consente ad Andrea Bruni di porre a Repubblica quelle 10 domande (cosa che, intendiamoci, e ci tengo a dirlo, in una democrazia, è, o quanto meno dovrebbe essere, una cosa assolutamente normale).

Conosco poi personalmente, peraltro, Andrea Bruni alias il Contenebbia, uno studioso ed un amante del cinema, molto competente e raffinato, che stimo in maniera considerevole, anche per il lavoro che fa sul suo blog, e comprendo, pertanto, assai bene il taglio della sua provocazione, anche se.

Anche se lo invito, sempre più, a credere nell’informazione on line, come mezzo alternativo ed altro, e, sopratutto, libero ed indipendente, rispetto a quello rappresentato dai giornali, che ritengo piuttosto utopistico e velleitario sperare di cambiare anche ponendo 10.000 domande.

Questa per dirne una.

Ma ritornando a noi, io che in questa cosa, la rete e la sua contro informazione, ci credo, devo, quindi, dimostrare che è vero.

Nel caso di specie trovo una quasi totale sintonia con le valutazioni de “Gli Spostati“.

Cioè … chi mi legge lo sa che avrei messo “Antichrist – di Lars von Trier” al primo posto, ma, per il resto, come si fa a non applaudire ad un lavoro così completo.

Mi era arrivato tramite le email di facebook (e ci sono ancora detrattori di questo social network), ma ero in vacanza.

Rimedio con piacere questa sera.

Che dire, se non:

bravi, bravi, bravi.

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Non è una paese per vecchi – la scommessa

Non è un paese per vecchi - di Ethan e Joel Coen

La scommessa

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Non è un paese per vecchi
   
titolo originale: No Country for Old Men
nazione: U.S.A.
anno: 2007
regia: Joel Coen • Ethan Coen
genere: Thriller
durata: 122 min.
distribuzione: United International Pictures
cast: J. Bardem (Chigurh) • J. Brolin (Moss) • T. Jones (Bell) • W. Harrelson (Wells) • K. Gwin (Molly) • K. MacDonald (Carla Jean)
sceneggiatura:     J. Coen • E. Coen
musiche:  C. Burwell
fotografia:  R. Deakins
montaggio: J. Coen • E. Coen

Trama: Tratto dal romanzo "Old Man" di Corman McCarthy. Texas, anni ’80. L’avventura di un uomo che, durante una battuta di caccia lungo il Rio Grande, incappa per caso sulla scena di un traffico di droga andato storto dove sono stati abbandonati alcuni cadaveri, un quantitativo di eroina e soprattutto una valigia con un’ingente somma di denaro. L’uomo decide di prendere con sé la borsa con il prezioso contenuto e inizia la sua fuga disperata per eludere la caccia all’uomo messa in atto da un assassino psicopatico, un ex agente delle forze speciali assoldato da un potente cartello e da uno sceriffo intenzionato a fermare i due inseguitori …

§§§


Una curiosità cinefila

Metà anno se n’è andato ed è tempo di bilanci di questo 2008.

Personalmente ritengo, anche se il film è del 2007, che fino al momento il più bel film che ho visto, nel 2008, sia stato questo dei fratelli Coen.

Me c’è un dettaglio cinefilo che desidero riportare alla vostra attenzione, dopo che avrete visto il filmato.

In sala questa è stata una delle sequenze che mi ha colpito e, forse, impressionato di più. Esiste come una follia assoluta in Chigurh, l’esistente impersonato ed interpretato splendidamente, fino a fargli conquistare l’Oscar, da Javier Bardem, evocativa di significanti ancora più universali.

Avete fatto caso all’anno del conio della monetina lanciata da Chigurg?

Egli stesso lo cita nella sequenza è il 1958, e poi specifica che, la stessa, ha viaggiato per 22 anni per essere in quel momento lì. Da questo apparentemente insignificante dettaglio ne consegue che l’anno dell’azione del film non è un anno recente. E no, fedele al romanzo, questa scena riporta l’anno citato da Corman McCarthy in "Old Man" il 1958, dunque l’anno in questione, se aggiungiamo i 22 del viaggio che la moneta ha svolto, quello in cui è ambientata l’azione, è il 1980.

Perché, c’è da chiedersi Corman McCarthy prima, ed i fratelli Coen dopo, così attenti all’imbarbarimento della società americana, nel loro specifico filmico, focalizzano il 1980 come anno dello svolgimento degli eventi?

In verità la questione pone, forse, più interrogativi che risposte.

§§§


Il 1980: l’anno dell’elezione di Ronald Regan e della fine del sixty american dream kennediano

Ma una cosa è certa.

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Il 1980 è l’anno dell’elezione di Ronald Regan a Presidente degli Stati Uniti d’America.

E l’anno dell’elezione di Ronald Regan è da considerare come uno spartiacque nella storia degli USA.

E’ come se, con l’avvento dell’era dell’edonismo reganiano, [espressione dell'America di Reagan che, ricca ed orgogliosa, si specchia nel lago delle sue vanità, segnerebbe l'era dell'estetica e la fine della politica e dell'ideologia, ricevendo le motivazioni di un costume ed i simboli di un'epoca, è promosso a corrente di pensiero, filosofia di una condizione umana riconoscibile nei luoghi privilegiati dell'America soddisfatta di sé] gli Stati Uniti d’America perdessero, a partire proprio da quell’anno, e forse per sempre, l’illusione di vedere realizzato il mito dell’american dream di John Fitzgerald Kennedy.

Quello che probabilmente ispirò gli ideali stessi della beat generation, evocata da un altro bel film del 2008, "Across the Universe" di Julie Taymor, lo psichedelico musical ricavato dalle canzoni dei Beatles: l’illusione di creare un mondo senza guerre.

Una visione della più alta espressione del Partito Democratico americano forse di sempre.

A supporto di questa tesi, un’altra chicca, oltre all’ambientazione in Texas della storia, è il fatto che il benzinaio dice a Chigurg: "Ho visto che viene da Dallas" … e non fu proprio a Dallas in Texas, una delle province meno democratiche degli USA, che John Fitzgerald Kennedy fu assassinato?

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Traggo da Wikipedia:

« Ma che genere di pace intendo, e che genere di pace voglio: non certo una pax americana, imposta al mondo dalle armi americane.

… quello che fondamentalmente ci accomuna è che tutti abitiamo questo piccolo pianeta, respiriamo tutti la stessa aria, abbiamo tutti a cuore il futuro dei nostri figli, e siamo tutti mortali.

E, ovunque siamo, dobbiamo tutti, nella vita di ogni giorno, essere all’altezza dell’antichissimo credo secondo cui pace e libertà vanno di pari passo. »
   

(John F. Kennedy, dal discorso all’American University di Washington, 10 giugno 1963)

Con l’elezione di Ronald Regan e l’avvento dell’edonismo, qualcosa forse muore per sempre.

Regan, infatti, fu un americano ambiguo che passò dal partito Democratico a quello Repubblicano.

La sua politica economica, basata sull’offerta (supply-side economics o anche Reaganomics), fu caratterizzata dal taglio del 25% dell’imposta sul reddito, dalla riduzione dei tassi d’interesse, dall’aumento delle spese militari e anche del deficit e del debito pubblico.

Dopo una recessione nel biennio tra il 1981 e il 1982, l’economia statunitese iniziò una rapida ripresa nel 1983.

Reagan venne rieletto in maniera trionfale nel 1984, vincendo in 49 stati.

In altri argomenti di politica interna, non riuscì a cambiare in maniera significativa le politiche riguardanti l’assistenza pubblica e l’aborto.

Dal punto di vista degli affari internazionali rialzò il livello della sfida tecnologica e militare all’Unione Sovietica. Simbolo della volontà di vincere la contrapposizione con il tradizionale avversario della Guerra Fredda fu la Strategic Defense Initiative (spesso indicata col termine di Guerre Stellari, in riferimento alla celebre saga cinematografica di fantascienza).

Nella seconda metà degli anni ’80, Reagan negoziò con il nuovo segretario generale del PCUS Mikhail Gorbačëv grandi riduzioni degli armamenti atomici, inaugurando quella che parve essere una nuova era di pace nel mondo.

A partire dal 1989, pochi mesi dopo l’insediamento alla Presidenza del successore George H. W. Bush – già vicepresidente con Reagan – l’impero sovietico iniziò a collassare e l’ex presidente fu salutato come un eroe in molti paesi dell’Europa Orientale.

Gli Stati Uniti rimasero così l’unica superpotenza mondiale. Tra gli storici, peraltro, esistono varie scuole di pensiero: qualcuno di loro considera Reagan uno dei maggiori attori nel causare il collasso dell’Unione Sovietica nel 1991, mentre, per altri il crollo sovietico era inevitabile e Reagan lo avrebbe solo anticipato.

Ad ogni modo, l’approccio di Reagan alla politica estera, pur molto controverso durante gli anni della sua presidenza, a posteriori contribuì a ristabilire il ruolo primario degli Stati Uniti nel mondo.

Spostò comunque a destra l’asse del sistema giudiziario federale, nominando giudici conservatori alla Corte Suprema e alle corti inferiori.

§§§


Ecco io ritengo che la sequenza de "la scommessa" sia il suggello alla fine di un era, quella dell’America immaginata da Kennedy, che, forse, se attuata, avrebbe potuto cambiare la storia degli Stati Uniti, ed attraverso di lei, quella dell’intero pianeta, ma sappiamo che non è andata così, noi,
a differenza del benzinaio della sequenza del film dei Coen, non possiamo più scegliere.

Chissà che non sia proprio questo il vero messaggio verso l’alto della pellicola.

Buon secondo semestre 2008 cinefilo a tutti.

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L’iPhone 3G è una realtà dall’11 luglio 2008

L’iPhone 3G è una realtà dall’11 luglio 2008

Immagine presa dal sito della Apple Italiano.

Quali nuovi scenari aprirà nel mercato europeo ed in quello italiano?

Lo standard DVB-H (Digital Video BroadcastingHandheld) riuscirà ad innescare una rivoluzione dei paradigmi di internet mobile?

Vederemo mai un film sull’iPhone?

O seguiremo le mappe del navigatore satellitare GPS incorporato?

Vedremo i video di You Tube sul cellulare?

Potremo mai utilizzare il device per indirizzare contenuti formativi, che ne so, a degli operatori di call center, residenti  anche all’estero why not, che magari li potranno fruire in maniera asincrona quando e dove vorranno?

Migliorerà la nostra vita questa integrazione convergente di tecnologia utile tanto per il business quanto per il tempo libero?

Avere gli istant messenging, gli sms, e le email in un unico terminale, ci semplificherà o ci complicherà la vita?

Riusciremo ad ascoltare la nostra playlist, come se davvero fosse solo un iPod?


Ah già, quasi mi dimenticavo, ci ricorderemo di fare qualche telefonata o, perché no, qualche video chiamata?

Non lo so, ma davvero credetemi, il futuro, anche prossimo, è sempre difficile da immaginare. Gaber diceva che è come un uccello che non ha memoria, non sa immaginare da che parte va.

Una cosa però la so. Quest’oggetto di culto, che quasi ripropone l’ormai vintage concetto dello status symbol, sarà mio al più presto.

Vittima della globalizzazione? Elettore di sinistra del mercato dei telefoni cellulari di terza generazione? Forse … ma forse anche no. Qui sotto tutte le novità in 60 secondi, resta il mistero del prezzo italiano, molto più alto di quello annunciato da Steve Jobs di 199 dollari in tutto il mondo …
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Classifica Intrattenimento/Cinema Radio TV

Strani record

Il mio blog a soli 4 posti da Siviomuccino.it … c’è qualcosa che non va. E invece è tutto vero dalla classifica ShinyStat.
Classifica Intrattenimento/Cinema Radio TV del giorno 26/01/2008
Posizione Sito ShinyStat Rank
46 www.lafigliadielisa.mediaset.it/
Fiction

18/50
47 www.roswellitalia.org
Roswell, tutto quello che cercate sulla serie televisiva

17/50
48 www.archiviokubrick.it
L’archivio definitivo su Stanley Kubrick.

17/50
49 polaroid.blogspot.com/
blog

17/50
50 avanguard.splinder.com
Stracult

17/50
51 www.ornellamuti.it
Ornella Muti

18/50
52 www.fusoradio.net
radio

17/50
53 freeforumzone.leonardo.it/viewforum.aspx?f=64625
Forum dedicato al talent show Amici di Maria de Filippi

16/50
54 www.enjoytelevision.com
enjoytelevision

17/50
55 xoomer.alice.it/sub4all/
Sottotitoli lingua italiana

16/50
56 www.silviomuccino.it
sito ufficiale dell’attore silvio muccino

16/50
57 uominiedonnethebest.iobloggo.com
uomini e donne la trasmissione televisiva piu’bella

17/50
58 www.magris.it
Magris Maniago – Telefonia video HiFi Sat Concerti

17/50
59 www.luxroma.it/
Cinema LUX

15/50
60 cinemavistodame.splinder.com/
Il cinema visto dalla parte dalla cinepresa a cura di Roberto Bernabo’

15/50


Buonanotte.

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I film in uscita nelle sale italiane dal 21 settembre 2007

Per chi suona Kim?

I film in uscita nelle sale italiane dal 21 settembre 2007
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"Volevo dare credibilità alla persona, prima che al personaggio".

Così Kim Rossi Stuart nell’interpretare sullo schermo il jazzista Luca Flores in Piano, solo di Riccardo Milani. Tratto dalla biografia Il disco del mondo – Vita breve di Luca Flores, musicista firmata da Walter Veltroni, Piano, solo vede il ritorno di Milani al cinema dopo Il posto dell’anima (2003), con la parabola umana e professionale di un musicista arrivato a suonare con Chet Baker.

E per l’ottimo Kim, a 14 anni da Senza pelle (di Massimo d’Alatri un film che mi piacque molto), un altro confronto con la malattia mentale.

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Dopo l’apertura in grande stile a Venezia64 arriva nelle sale italiane la pellicola "Espiazione" del regista Joe Wright, trsposizione dal letterario al filmico del romanzo di Ian McEwan, (che ho letto e che ho trovato un po’ come dire, non esattamente nelle mie corde, anche se molto bello) interpretato da Keira Knightley, James McAvoy, Saoirse Ronan e Vanessa Redgrave.

L’altro film italiano sugli schermi, oltre a 

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