cinemavistodame.com di Roberto Bernabò

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Stagione cinematografica 2008-2009

I migliori  film della stagione cinematografica 2008 – 2009

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Nel mio lavoro, quello vero (eh), cerco spesso di fare comprendere l’importanza di internet, e della piccola grande rivoluzione che sta innescando, anche nel mondo dell’informazione o, forse, come, probabilmente, sarebbe più corretto dire, della contro informazione cinematografica.

Cerco anche di fare capire che in rete ci sono risorse straordinarie, spesso messe on line da gente competente, guidata, prevalentemente, da interessi e passioni.

Si, insomma, che non ci guadagna un €uro, ma che non per questo non garantisce livelli di approfondimento, superiori, spesso, persino alle riviste specializzate su carta, redatte da giornalisti professionisti retribuiti.

Quello che voglio dire è che credo di più nella valorizzazione di questo nuovo vento, piuttosto che all’idea che il problema lo si risolva ponendo dieci domande (e perché non undici o venti o, ancora meglio, una sola?) al mondo autoreferenziale (quello si) del giornalismo italiano, attaccando poi, nel caso di specie, magari anche giustamente sul merito specifico, una delle poche testate giornalistiche (La Repubblica), che non ha certo bisogno della mia accorata difesa, che, in questo specifico momento storico, sta combattendo una battaglia, magari eccessivamente lunga e monotematica, ma legata ad un valore imprescindibile in ogni (vera) democrazia:

La libertà di stampa“.

Quella che consente ad Andrea Bruni di porre a Repubblica quelle 10 domande (cosa che, intendiamoci, e ci tengo a dirlo, in una democrazia, è, o quanto meno dovrebbe essere, una cosa assolutamente normale).

Conosco poi personalmente, peraltro, Andrea Bruni alias il Contenebbia, uno studioso ed un amante del cinema, molto competente e raffinato, che stimo in maniera considerevole, anche per il lavoro che fa sul suo blog, e comprendo, pertanto, assai bene il taglio della sua provocazione, anche se.

Anche se lo invito, sempre più, a credere nell’informazione on line, come mezzo alternativo ed altro, e, sopratutto, libero ed indipendente, rispetto a quello rappresentato dai giornali, che ritengo piuttosto utopistico e velleitario sperare di cambiare anche ponendo 10.000 domande.

Questa per dirne una.

Ma ritornando a noi, io che in questa cosa, la rete e la sua contro informazione, ci credo, devo, quindi, dimostrare che è vero.

Nel caso di specie trovo una quasi totale sintonia con le valutazioni de “Gli Spostati“.

Cioè … chi mi legge lo sa che avrei messo “Antichrist – di Lars von Trier” al primo posto, ma, per il resto, come si fa a non applaudire ad un lavoro così completo.

Mi era arrivato tramite le email di facebook (e ci sono ancora detrattori di questo social network), ma ero in vacanza.

Rimedio con piacere questa sera.

Che dire, se non:

bravi, bravi, bravi.

Anche questo blog sciopera contro il DDL Alfano

Diritto al Rete new

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Diritto alla Rete, clicca qui per saperne di più.

Il Mirto d’oro di Poggio Mirteto edizione 2009

18^ edizione della rassegna “Grande Cinema Italiano” – con consegna dei Mirti d’oro di Poggio Mirteto 2009

Massimo Iaboni e Sarah Maestri mentre consegnano i mirti d'oro 2009 a Poggio Mirteto

“La grande magia di un premio semplice
organizzato da persone semplici, ovvero l’
ovvio è quel che non si vede mai, finché qualcuno non lo esprime con la massima semplicità.

Roberto Bernabò & Gibran Kahlil Gibran

Poggio Mirteto – sabato 4 luglio 2009 - L’Italia è uno strano paese amici. Questo blog ho deciso di chiamarlo cinemavistodame per una serie di ragioni. La principale è che davvero se inizi a guardare al cinema con i tuoi occhi, scoprirai cose rare e belle come capita a me, da quando mi occupo, con impegno, e fatica, nella difficile opera inerente la diffusione della cultura dell’audiovisivo nel nostro paese.

Ma anche cose brutte assai, ed è con queste che desidero, ahimé, iniziare il mio tributo a questa rassegna.

In particolare, ad esempio, intendo riferirmi alla carente attenzione che viene destinata ad eventi molto local, ma che testimoniano, invece, quanto il cinema sia ancora, nonostante tutto, uno strumento irrinunciabile di trasmissione di valori, di denuncia e, perché no, anche di divertimento, alternativo al medium televisivo.

Grabde Cinema Italiano di POggio Mirteto 18° edizione - la locandina

Ora se c’è, quindi, una rassegna di cinema che meriterebbe le massime attenzioni, [e quando parlo di attenzioni sto invocando non solo quelle della stampa locale, che c'è e ci mancherebbe, ma anche, o dovrei dire soprattutto (?), quelle della RAI, di SKY, e di Radio a diffusione nazionale, con tutti gli annessi e connessi, etc.], è quella del “Grande Cinema Italiano di Poggio Mirteto”, quest’anno arrivata, niente di meno che, alla sua 18^ edizione.

Veniamo però ora alle cose belle.

In cosa consiste questa kermesse?

Molto semplice a dirsi, assai di meno a farsi, considerando l’entità del comune.

Detta in due parole si tratta di riuscire a fare vedere – come in tutte queste manifestazioni estive, intendiamoci – per diverse serate di seguito, quest’anno la rassegna è durata dal 22 giugno al 4 luglio, una selezione del migliore cinema italiano della stagione, agli abitanti di Poggio Mirteto e della Sabina tutta (a Poggio Mirteto non esiste neanche un cinema), addirittura riuscendo, anche, a fare intervenire alle proiezioni i registi, gli attori e molti personaggi che si muovono sul set.

Il programma dell'edizione 2009 della rassegna Grande Cinema Italiano 2009 di Poggio Mirteto

Come riesce il comune di Poggio Mirteto a fare una cosa del genere, vi chiederete, e giustamente, voi?

Molto semplice. Oltre ad un sindaco giovane e capace, Fabio Refrigeri, ed un assessore alla cultura ed allo sport, Fabrizio Montiroli, che oltre che bravissimo è anche un amico, hanno un altro segreto.

Un vero e proprio asso nella manica.

Il comune si avvale, da sempre, della competenza di un piccolo grande uomo di cinema.

Massimo Iaboni

Il mio carissimo amico Massimo Iaboni.

Un uomo semplice. Una persona, vi assicuro, dolce come la caciotta che ogni anno si preoccupa di fare avere a tutti i premiati con il mitico Mirto d’oro.

Il mirto d'oro di Poggio Mirteto 2009

Massimo, ogni anno, segue il cinema italiano.

Perché è stato, e rimarrà sempre, uno dei più grandi direttori di produzione che l’Italia abbia avuto la fortuna di avere. E perché insegna, ancora, e con passione, Direzione della produzione cinematografica, alla Scuola di Cinema di Cinecittà a Roma.

Ma Massimo, aldilà dei titoli, è una persona speciale, ma speciale davvero.

Lui sa sempre chi sta girando qualcosa in Italia.

Nulla sfugge al suo occhio di esperto, e se lui ti dice, sornione, che quel film, quel lavoro, quel regista … sono da sostenere, bisognerebbe sempre dargli retta.

Se io fossi un produttore cinematografico, mi accaparrerei, subito, la competenza di questo vero e proprio signore del cinema italiano.

§§§

Massimo Iaboni e Marco Risi – un aneddoto di sabato 4 luglio 2009

Per dirne una. L’altra sera, sul palco di Poggio Mirteto, sale, tra i tanti premiati, anche il regista Marco Risi, amico di Massimo, che ha lavorato ed è stato amico del padre Dino.

Marco, persona colta e simpaticissima, ha raccontato un aneddoto.

Molti anni prima, su di un set, lui e Massimo, si trovavano a collaborare per un film.

Alla fine della ripresa di una sequenza, Marco dice che forse la scena andava rifatta.

Massimo, ha raccontato il regista, a quel punto, tra il serio ed il faceto, gli fece:

Ma sta scena, dottò, sta nel primo o nel secondo tempo?

Il regista ha raccontato che gli rispose: “Nel secondo, perché?

E Massimo: “E’ inutile che la giramo, dottò, tanto, ar secondo tempo, er pubblico è già annato via“.

Marco Risi ha in pratica ammesso che quel film incassò pochissimo, ed ha implicitamente e pubblicamente riconosciuto, come cerco, da anni, di fare capire, anche io, da questo blog, che Iaboni è uno che ci vede lungo.

Ovviamente un aneddoto.

Ma Massimo è fatto così, come ti riconosce i meriti di film che nemmanco sono arrivati nelle sale, così sa spararti a zero, con competenza e cognizione di causa, su un opera in corso di realizzazione, ed, in entrambi i casi, senza guardare in faccia a nessuno.

Perché lui il cinema lo fa così da sempre, con rigore, onestà, ma senza peli sulla lingua, come è giusto che sia, perchè non ha bisogno che qualcuno gli spieghi né i perché e nemmeno i per come.

Ci mancherebbe, semmai il contrario.

§§§

Le attenzioni di Massino Iaboni nelle selezioni dei film della rassegna

Massimo Iaboni, quindi, ogni anno, insieme allo staff del comune di Poggio Mirteto, procede alla selezione dei film da premiare, con grande attenzione, sempre, oltre ai film di grido ma sempre validi, ad opere che hanno avuto scarsa diffusione.

Non solo, per organizzare la selezione ed assicurarsi che la premiazione si farà, si da da fare per cercare sponsor e finanziamenti, e con le sue tante amicizie e l’affetto che tutti provano verso di lui (me compreso), riesce, ogni anno, a convincere tanti attori, tanti registi e tanti uomini di cinema, a vario titolo, che questa manifestazione è una manifestazione da non disertare, ma, anzi, da sostenere.

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L’abolizione del Fondo Unico per il cinema italiano

E ciò, va detto, in un momento di grandi tagli all’opera cinematografica, come la gravissima abolizione del Fondo Unico per il Cinema, notizia data, con grande onestà intellettuale, lo devo pubblicamente riconoscere, dal sempre preparato ed attento sindaco di Poggio Mirteto, Fabio Refrigeri, appena riconfermato, che ha speso parole toccanti in favore dell’importanza, invece, della salvaguardia del cinema italiano. Bravo Fabio, grazie, e continua così. Di uomini come te ce ne vorrebbe uno ad ogni angolo di strada in questo paese.

§§§

Lo stoicismo di Sarah Maestri

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Come non ricordare, di questa serata, l’abnegazione di una presentatrice che è già ormai una fedelissima della rassegna: la giovane e bellissima attrice Sarah Maestri, che nonostante una vistosa ingessatura ad una gamba, ha saputo dare un tocco di grazia ulteriore, alla splendida magia che circonda la serata della consegna dei Mirti d’oro di Poggio Mirteto, che, anche quest’anno, hanno raggiunto registi ed attori che si sono messi in luce in una stagione che, come ha ricordato Carlo Verdone nel filmato inviato alla serata, non ha raggiunto gli incassi dell’anno magico di “Gomorra” e di “Il Divo”.

§§§

I mirti d’oro di Poggio Mirteto consegnati sabato 4 luglio 2009

Anche se di film di spessore ce ne sono stati, come l’indimenticabile “Fortapàsc” di Marco Risi, sulla vicenda mai così bene indagata, dell’omicidio del giovane giornalista de “Il Mattino” di Napoli, Giancarlo Siani per mano della Camorra nel 1985. La mia analisi al film è qui. Applausi sono andati sia proprio a lui, il regista Marco Risi che con questa pellicola si è appena aggiudicato, tra l’altro e scusate se è poco, il “Globo d’oro” per la miglior regia, meritatissimo secondo noi, sia al suo cast, da Ernesto Maieux, sempre all’altezza della situazione (è una battuta rubata a Massimo, Ernesto, non ti piglià collera), a Massimiliano Gallo.

Insomma Massimo Iaboni, anche stavolta, è riuscito a radunare, nell’ormai storico parterre del Parco San Paolo di Poggio Mirteto, tra mille avversità,  più di  quaranta ospiti, tra attori e registi, dopo quelli che avevano già fatto visita alla rassegna mirtense, durante le serate delle proiezioni.

La serata è iniziata con un video che ha portato ai presenti il saluto del regista ed attore Carlo Verdone, intervistato, ovviamente, sempre da Massimo Iaboni, padrino artistico (Carlo non Massimo, che semmai è il deus ex machina del premio), della rassegna che quest’anno non ha potuto essere fisicamente a Poggio Mirteto, in quanto impegnato all’estero nelle riprese del suo nuovo film.

Poi la consueta, informale, consegna dei premi agli ospiti tutti rigorosamente chiamati a ritirare il Mirto d’oro. E la oramai celeberrima spesa (caciotta, olio, ed altre prelibatezze della Sabina).

Massimo, l’anno prossimo, ne voglio una anche io, eh, sei avvisato ;)

Il primo film premiato è stato “Italians”, il Mirto d’oro andato al regista Giovanni Veronesi, all’attrice Valeria Solarino ed all’attore Dario Bandiera, il quale si è fatto notare per la solita comicità surreale.

Poi il regista Giuseppe Piccioni per “Giulia non esce la sera”.

Due partite” – il film di Enzo Monteleone con Margherita Buy, Isabella Ferrari, Isabella Fogliazza, Marina Massironi, Paola Cortellesi, Valeria Milillo, e Carolina Crescentini.

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Il Mirto d’oro è andato alle attrici Paola Cortellesi (sempre bella, brava e di gran presenza di spirito … e si a noi ci piace assai), Carolina Crescentini e Valeria Milillo.

Applausi sono andati di cuore al regista Riccardo Milani per l’impegno che sta dedicando alla causa dell’Abruzzo colpito dal terremoto. Bravo Riccardo sono cose importanti in questo momento.

Poi la chicca, fortemente sostenuta da Massimo Iaboni. Una pellicola sul bullismo, già molto apprezzata durante la rassegna, che incontra ancora grandi problemi per la distribuzione nelle sale.

Ne ho parlato a cena con il regista Angelo Antonucci, che mi ha raccontato che tutto è partito da un vero suicidio di una giovane studentessa, accaduto ad Ischia. Una denuncia sentita, dunque, e sincera, che veicoliamo, con convinzione, alla vostra attenzione.

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Si tratta della pellicola è “Nient’alto che noi” del regista Angelo Antonucci premiato con gli attori Claudio Botosso, Antonella Ponziani e l’intramontabile Philippe Leroy.

Massimo Iaboni, Fabrizio Montiroli premiano con il Mirto d'oro Philippe Leroy

L’attore francese, con charme e discrezione, ha mostrato tutto il suo infinito stile, riuscendo a catalizzare l’attenzione del pubblico, senza, tuttavia, togliere la scena ai colleghi.

Timido, dolce ed amabile, quando ha dichiarato con assoluto candore: “Sono il francese vagabondo del cinema italiano da 45 anni, con la sua erre moscia, felice che adesso tutti lo chiamate Philippe”.

Mirto d’oro dopo il Globo d’oro per la migliore opera prima anche per Umberto Carteni regista del film “Diverso da chi ?”, sul palco di Massimo Iaboni e Sarah Maestri con l’attore reatino Paolo Fosso.

Mirti d’oro anche alla bravissima Chiara Noschese per “Questione di cuore” di Francesca Archibugi.

Martina Pinto per “Ex” di Fausto Brizzi. Qui la nostra analisi al film.

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Valentina Lodovini, da noi molto apprezzata sia perché è stata l’unica a ringraziare per l’organizzazione della serata, e sia per la toccante interpretazione nel ruolo di fidanzata di Libero de Rienzo alias Giancarlo Siani nel film di Marco Risi: Fortapaàsc, e Alessandro Tiberi per “Generazione 1000 euro” di Massimo Venier, (dove recita anche Carolina Crescentini).

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Riconoscimenti, infine, agli attori Massimo Bonetti che ha annunciato il suo primo film da regista, Andrea De Rosa che ne è lo sceneggiatore.

Francesco Scali

Francesco Scali, simpaticissimo e scatenatissimo, per la fiction “Don Matteo”. Lo vogliamo presto su un set cinematografico.

Al regista de “La SquadraGianni Leacche, regista anche di “Pietralata“, un film proiettato l’anno scorso alla rassegna, e che speriamo prima o poi di riuscire a vedere anche noi.

Dulcis in fundo – alcuni (ulteriori e doverosi) ringraziamenti

PRIARONE

Massimo Iaboni ha consegnato un «Mirto d’oro» a Cristina Priarone, della Roma e Lazio Film Commission, e noi sosteniamo questo premio e sollecitiamo, ulteriormente, l’impegno di persone così competenti, e così affini a noi.

Il gradito invito alla serata della consegna dei premi

Lo ribadiamo ancora una volta, un grazie grande ed affettuoso agli oramai amici Massimo Iaboni, Fabrizio Montiroli, Fabio Refrigeri e Bruno Sciarra, che ogni anno si sacrificano in mille modi per la diffusione della cultura del linguaggio audiovisivo, senza avere grandi aiuti dalle strutture competenti, in eventi come questo che, e mi ripeto, costituiscono il segnale più autentico e tangibile di quanto sia ancora importante proiettare e premiare il cinema italiano.

Un grazie speciale a Giuseppe Rinaldi, assessore alla cultura della Provincia di Rieti, che si è da sempre, anche da Sindaco di Poggio Mirteto fino a quando lo è stato, battuto per questa rassegna.

Ed uno conclusivo a Patrizia Renzetti, che tanto fa per la diffusione della conoscenza degli eventi della Sabina, un esempio: qui.

Grazie, amici, ci vediamo l’anno prossimo.

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I film in concorso a Venezia 65

I film in concorso a Venezia 65


considerazioni a margine sul cinema italiano e la stasi culturale del nostro paese

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Biennale Cinema – 65 ^ Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica – Venezia 65 – Film in concorso

Darren Aronofsky The Wrestler – Usa, 105‘

Mickey Rourke, Marisa Tomei, Evan Rachel Wood

Guillermo Arriaga The Burning Plain – Usa, 147’

Charlize Theron, Kim Basinger, Joaquim de Almeida

Pupi Avati Il papà di Giovanna – Italia, 104’

Silvio Orlando, Alba Rohrwacher, Francesca Neri, Ezio Greggio, Serena Grandi

Marco Bechis BirdWatchers – La terra degli uomini rossi – Italia / Brasile, 108’

Claudio Santamaria, Alicélia Batista Cabreira, Chiara Caselli, Abrisio Da Silva Pedro

Patrick Mario Bernard, Pierre Trividic L’Autre – Francia, 97’

Dominique Blanc, Cyril Gueï, Peter Bonke, Christèle Tual

Kathryn Bigelow The Hurt Locker – Usa, 131’

Jeremy Renner, Anthony Mackie, Brian Geraghty

Pappi Corsicato Il seme della discordia – Italia, 85’

Caterina Murino, Alessandro Gassman, Martina Stella, Michele Venitucci, Isabella Ferrari

Jonathan Demme Rachel Getting Married – Usa, 116‘

Anne Hathaway, Debra Winger, Rosemarie Dewitt, Bill Irwin, Tunde Adebimpe

Haile Gerima Teza – Etiopia / Germania / Francia, 140’

Aron Arefe, Abiye Tedla, Takelech Beyene

Aleksey German Jr. Bumažnyj soldat (Paper Soldier) – Russia, 116’

Chulpan Khamatova, Merab Ninidze, Anastasya Shevelyova

Semih Kaplanoglu Süt – Turchia / Francia / Germania, 102‘

Melih Selcuk, Basak Koklukaya

Takeshi Kitano Akires to kame (Achilles and the Tortoise) – Giappone, 119’

Beat Takeshi, Kanako Higuchi, Yurei Yanagi, Kumiko Aso

Hayao Miyazaki Gake no ue no Ponyo (Ponyo on Cliff by the Sea) – Giappone, 101’

animazione

Amir Naderi Vegas: Based on a True Story – Usa, 102‘

Mark Greenfield, Nancy La Scala, Zach Thomas

Mamoru Oshii The Sky Crawlers – Giappone, 122’

animazione

Ferzan Özpetek Un giorno perfetto – Italia, 95’

Isabella Ferrari, Valerio Mastandrea, Valerio Binasco, Nicole Grimaudo, Stefania Sandrelli

Christian Petzold Jerichow – Germania, 93’

Nina Hoss, Benno Fürmann, Hilmi Sözer

Barbet Schroeder Inju, la Bête dans l’ombre – Francia, 105’

Magimel Benoît, Minamoto Lika, Shun Sugata, Maurice Bénichou, Ryo Ishibashi

Werner Schroeter Nuit de chien – Francia / Germania / Portogallo, 110’

Pascal Greggory, Bruno Todeschini, Amira Casar, Jean-François Stevenin

Tariq Teguia Gabbla (Inland) – Algeria / Francia, 140’

Kader Affak, Ines Rose Djakou, Ahmed Benaïssa, Fethi Ghares, Kouider Medjahed, Djalila Kadi-Hanifi

YU Lik-wai Dangkou (Plastic City) – Brasile / Cina / Hong Kong/Cina / Giappone, 118’

Joe Odagiri, Anthony Wong, Huang Yi, Jeff Chen


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1) Made in USA

Molto felice per il ritorno di Debra Winger e Mickey Rourke.

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2) Made in Italy

Sul Cinema Italiano in concorso la mia sconsolata annotazione è che i nomi poi, se vai a leggere tra le righe, sono sempre quelli.

Casting Aperti

Da Pappi Corsicato, ad esempio, mi attendevo qualche attore nuovo, ma registro che nessuno, e sottolineo nessuno, osa parlare del cinema italiano come una sorta di casta dove entrare è difficilissimo … uscire praticamente impossibile.

Viva la faccia di Matteo Garrone che almeno, da questo punto di vista, ha osato di più.

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3) Riferimento vintage: Monicelli versus Moretti

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Ricordo un botta e risposta tra Nanni Moretti e Mario Monicelli all’epoca di "Io sono un autarchico", nel quale, l’allora giovanissimo regista romano, sosteneva la necessità di un ricambio degli attori italiani e del limite del cinema dell’epoca di usare solo nomi arcinoti e strapagati, e che alla sollecitazione del regista toscano che gli obiettava: "E quando poi sarai famoso che farai non ti userai più o ti farai pagare di meno?", rispondeva: "Intanto penso a diventare famoso, poi vederemo". In verità il discorso era più complesso e riguardava anche i budget dei film, ma fermiamoci all’aspetto interpretativo.

Il programma, per completezza di citazione delle fonti, era Match condotto da Alberto Arbasino, la cui prima puntata andò in onda il 24 novembre 1977. Il format rappresentò il primo esempio di dibattito televisivo fuori dalle confessioni di Maurizio Costanzo. Il primo duello ebbe per tema il teatro, e vide di fronte Giorgio Albertazzi e Memé Perlini, che non disdegneranno di prendersi a male parole. Tra gli storici incontri di quella stagione, Mario Monicelli vs. Nanni Moretti, Edoardo Sanguinetti vs. Alberto Moravia, Francesco Forte vs. Romano Prodi.

Peraltro, ovviamente, da persone intelligenti quali sono, Monicelli e Moretti hanno poi ripianato i loro dissapori, anche se solo dopo l’uscita de "Il Caimano" di Nanni Moretti, facendo, peraltro, scomparire i video su You Tube che ancora oggi compaiono nei link di Google con chiavi di ricerca legate a tale trasmissione. Ma su questo, da garante del diritto, do ragione sia ai contendenti, che alla piattaforma di You Tube.

Va dato atto, peraltro, a Nanni Moretti, di avere sempre (o quasi) dato opportunità a nuovi volti. Anche se, se vengono cancellati suoi video da You Tube (magari per rivendicazioni della RAI, magari dalla piattaforma, magari da  richieste dei due soggetti ripresi), non è che forse sarà anche un po’ colpa sua se non esiste (o degrada) l’opinione pubblica in Italia?

Ma, sia chiaro, non voglio polemizzare con lui, su questo tema specifico, anche se pure un maestro come lui dovrebbe prendere atto della complessità dei nuovi media.

E poi la questione principale di questo post non è questa (anche se …).

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4) La funzione del cinema nei paesi democratici

La vera questione è: "Perché, invece, nessuno osa più, nemmeno per i film in concorso?"

Forse perché in Italia, alla fine, manca una scuola e quindi poi ci si ritrova a fare i conti sempre con quei pochi nomi?

Secondo me non è così.

Valgono altre ragioni, legate ad altre motivazioni che non mi va di approfondire in questo post, ma che sono, in parte, uno degli aspetti dell’enorme stasi culturale che il nostro paese vive oramai da decenni, bloccato da logiche, troppo spesso ineludibili, di appartenenza, che non rendono al dunque libero, nella piena accezione del termine, un mezzo, invece, così necessario alla vita democratica della nazione come il cinema, la cui indipendenza dovrebbe al contrario rappresentare una garanzia inprenscindibile rispetto alla sua capacità di leggere, anche criticamente, e ancor più di rispecchiare (nel senso di mostrare come in uno specchio) la realtà contemporanea.

Tutto fuoriesce, ahimè, come sotto il controllo alchemico di forze oscure, che omologano un prodotto che sa di stereotipato, che non coglie le opportunità, che non scuote la coscienze quanto dovrebbe, che non ricerca, o peggio, non valorizza i talenti, che non alza alcun grido di opposizione ad un momento, invece, così buio della vita democratica del nostro belpaese.

Insomma la situazione del nostro cinema, anche se in ripresa dopo pellicole come "Gomorra" ed "Il Divo", non è buona, credetemi.

Anche se, sia chiaro, conservo il massimo rispetto per chi si adopera alla selezione dei film in concorso a Venezia, e che questo mio sfogo va molto aldilà delle pellicole scelte quest’anno che, invece, registrano il recupero di un regista come Pappi Corsicato che è stato allievo di uno dei cineasti spagnoli che maggiormente hanno interpretato quel senso di libertà a cui alludo in questo post: Pedro Almodovar, uno dei padri della Movida. So che anche Antonio Capuano è nuovamente al lavoro ed attendo con ansia il suo ritorno sugli schermi.

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E sono infinitamente grato alla mostra per il recupero di materiale inedito del maestro Pier Paolo Pasolini (la sua rabbia vista da sinistra tratta dal film che il produttore lo costrinse a condividere Giovannino Guareschi per avere un composit della rabbia vista dalle due ali estreme ed opposte della sinistra e della destra italiana, immagini proprio per questo inedite perché tagliate dal cineasta per fare spazio al materiale di Guareschi e che in qualche modo sono parte dell’incipit di questo blog).

Pasolini rimane, ancora oggi, un genio assoluto, e non solo del cinema, troppo ancora colpevolmente dimenticato e sulla cui fine fitti sono ancora i misteri. Ma anche di questo nessuno osa più parlare. Nemmeno a sinistra.

E la chiamiamo ancora democrazia.

Lettera agli spettatori del cinema da parte dei 100 autori

Una questione importante

Guarda questo video: LETTERA AGLI SPETTATORI



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In aggiunta alle considerazioni del video che, peraltro, meriterebbero ben altro spezio di quello del mio blog, e che risale a ben otto mesi fa, segnalo, inoltre, che il Festival di Venezia ed anche tutti gli altri Festival del cinema italiano, rischiano di dover rinunciare ai film di produzione italiana, se le decisioni in atto a livello governativo, sulla possibilità di concedere sgravi fiscali alla produzione del cinema realizzato in Italia – un provvedimento che esiste in molte delle democrazie dove la cultura ha un ruolo importante, compresa quella degli Stati Uniti d’America, già vigente ed oggetto di abrogazione, nonostante gli impegni assunti anche dall’attuale ministro in carica Bondi – verranno attuate.
 
Artefici della decisione, le associazioni industriali che fanno capo alla settima arte: Anica, Agis e Api. Furiose con la decisione del governo di abolire il tax credit, ovvero il credito d’imposta, per il settore.

“Deve essere chiaro a tutti – si legge in una loro nota congiunta – che il governo, venendo meno a impegni precisi, ha deciso di infliggere un colpo mortale al cinema italiano nel momento in cui dimostra appieno, anche a livello internazionale, la sua vitalità artistica e industriale. Ulteriori azioni saranno decise al più presto”.

E ancora: “Le rappresentanze dell’industria cinematografica italiana, Anica, Api, Agis sono unite nel manifestare lo sgomento per l’eliminazione delle misure di incentivo fiscale per il cinema decisa dal governo, in incomprensibile contraddizione con la dichiarata volontà di abbandonare le politiche assistenzialistiche del passato per dar vita a un circolo virtuoso di nuovi investimenti, nuova occupazione, nuovi film”. Un’abolizione del tax credit, proseguono, che avviene “nonostante le più ampie rassicurazioni al riguardo fornite dal Ministro Bondi”.

Dunque, “viene abrogata una legge decisiva per il futuro del nostro cinema. E’ incredibile che tale abrogazione passi attraverso il divieto di presentazione di emendamenti di parlamentari della maggioranza stessa che, tra l’altro, avevano individuato con precisione l’adeguata copertura finanziaria. Tutto il cinema italiano è mobilitato contro questo atto devastante”. Peraltro si scopre che tali sgravi sarebbero negati si alle produzioni italiane, ma non, ad esempio, a quelle americane realizzate in Italia … della serie facciamoci ancora più del male. Vedremo se, e come, il governo risponderà.

Vorrei chiarire che non consentire, nel nostro paese, l’applicazione di tale istituto, significa, di fatto, impedire di liberare le energie dei finanziamenti privati per la realizzazione di opere cinematografiche create da produzioni italiane.

Pur consapevoli dei problemi in atto nel nostro paese, delle tante questioni delicate che sembrerebbero, solo ad una lettura superficiale, avere altre priorità, noi sosteniamo la battaglia del cinema italiano per riuscire ad ottenere un provvedimento giusto, che in questo momento di grande attenzione, intendiamo ripeterlo, anche internazionale, alla nostra opera cinematografica, sarebbe assurdo abrogare, in quanto ciò penalizzerebbe ingiustamente, in uno scenario sempre più competitivo, il nostro cinema rispetto a quello prodotto in stati dove istituti del genere esistono, creando, di fatto, una situazione sperequata e d’ingiusto squilibrio a nostro sfavore.

Per completezza d’informazione devo dire che le repliche del ministro Bondi ci sono state … ma si limitano, per il momento, al mero auspicio di una reintroduzione della misura tramite il Senato … forse ancora troppo poco per tutelare la cultura cinematografica italiana.

Invito tutti i cinebblogger e le persone sensibili a questo appello di copiare il post e di farlo circolare in rete.

Banner dell’iniziativa – prelevate il codice

Festa internazionale del cinema di Roma

 Festa internazionale del cinema di Roma

Veltroni: bel programma

Fonte (ANSA) – ROMA, 27 SETWalter Veltroni ha aperto all’ Auditorium Parco della Musica, la presentazione della 2/a edizione della Festa internazionale del Cinema.

La manifestazione si terra’ a Roma dal 18 al 27 ottobre.

"E’ un programma molto bello, lo dico da appassionato, non da sindaco.

Sara’ sempre di piu’ festa della citta’, della Provincia e della Regione – ha dichiarato Veltroni, sottolineando che la Festa porta in dote il successo dello scorso anno testimoniato dalle 480 mila persone che l’hanno frequentata".

Commento alla news

Non c’è dubbio che la Festa internazionale del Cinema di Roma sia sempre più un evento importante nel contesto delle rassegne del cinema italiano e mondiale.

Questo presenzialismo di Veltroni, costante, sulla notizia, però, credo inizi ad essere un po’ eccessivo, bisognerebe dare risalto di più a chi davvero ha operato nella selezione delle pellicole, ad esempio.

Insomma per noi cinefili è importante di più avere contezza anche di loro.

Guarda caso questi nomi sono di difficile reperimento sul sito ufficiale (vi sfido a trovarli) mentre sono evidentissimi in Wikipedia. Di cui pubblico, di seguito, un estratto.

La manifestazione è stata fortemente voluta e sponsorizzata dal sindaco di Roma Walter Veltroni, grande appassionato di cinema, ed è organizzata dalla Fondazione Musica per Roma.

Veltroni è presidente del Comitato di Fondazione di CINEMA. Festa Internazionale di Roma, mentre il presidente della Fondazione, Goffredo Bettini, è stato nominato a capo del consiglio direttivo, cui fanno capo il "Comitato Scientifico", di cui è coordinatore Mario Sesti (responsabile anche per la sezione Il lavoro dell’Attore), il direttore generale Giorgio Gosetti, Maria Teresa Cavina (responsabile internazionale), Piera Detassis (responsabile della sezione Première) e Gianluca Giannelli (responsabile della sezione Alice nella città).

La manifestazione è promossa, oltre che dal Comune di Roma e dalla Camera di Commercio di Roma, dalla Regione Lazio, dalla Provincia di Roma, dalla Banca Nazionale del Lavoro (BNL) e da partner tecnici e sponsor di settore.

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Ma di questi tempi non si butta via niente.

Me attenderei qualche replica di Storace sugli sprechi … o qualche strale di Grillo ed allora il quadro dello sqaullore italico sarebbe completo.

Links

Programma Festa Internazionale del Cinema di Roma (vai)

Sito Festa Internazionale del Cinema di Roma (vai)

Wikipedia su Festa Internazionale del Cinema di Roma (vai)

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Informazioni poco utili.

Da domani fino a domenica sarò a Barcellona (vai) anzi (vado) ;-)

Ipocrisie italiane sulla mafia

 Ipocrisie italiane sulla mafia

Oggi 21 marzoGiornata della memoria, la Calabria ricorda le vittime delle mafie –

Valutate voi il profondo conflitto etico tra queste due notizie.

Notizia 1 (buona … insomma)

Fonte (ANSA) POLISTENA (REGGIO CALABRIA) – Sono già migliaia le persone giunte a Polistena per partecipare alla Giornata della memoria organizzata da Libera. All’iniziativa non parteciperà, per impegni istituzionali, il presidente della Camera dei deputati, Fausto Bertinotti, che ha inviato un messaggio a don Luigi Ciotti. A Polistena sono giunti migliaia di giovani provenienti da tutta Italia che si stanno organizzando per partecipare alla manifestazione.

GIORDANO, LOTTARE PER LA RINASCITA DEL SUD
"Senza lotta alle mafie non è possibile pensare ad una rinascita del Mezzogiorno". Lo ha detto il segretario nazionale del Prc Franco Giordano, che sta partecipando alla Giornata della Memoria in corso a Polistena. "Servono – ha aggiunto Giordano – interventi repressivi e preventivi. E’ necessario prosciugare l’ acqua dove la mafia si alimenta. Penso anche al valore della giustizia sociale che è decisiva per l’ autonomia dei soggetti. La mafia infatti prospera dove questa autonomia non c’ è".

DON CIOTTI, BASTA VITTIME DELLA CRIMINALITA’
"Oggi è il giorno di dire basta con le vittime della criminalità organizzata. L’unica parola di oggi è il dire basta a questa carneficina". Lo ha detto il presidente di Libera don Luigi Ciotti che è in testa ad uno dei due cortei che si stanno muovendo per le vie di Polistena. Nella cittadina del Reggino sono giunti centinaia di delegazioni di Comuni con i gonfaloni. E’ arrivato anche il presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, ed il presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Bova. Alla manifestazione stanno partecipando anche il presidente della Commissione parlamentare antimafia Francesco Forgione, alcuni parlamentari ed il procuratore Giancarlo Caselli. "Non è possibile – ha aggiunto don Ciotti – in un Paese civile come l’Italia continuare ad avere tante vittime della criminalità. Abbiamo sentito il racconto di tanti familiari delle vittime molti dei quali vivono una condizione di solitudine. Ognuno di noi deve farsi partecipe di interventi concreti. La manifestazione di oggi non è né il punto di arrivo né di partenza perché Libera è impegnata quotidianamente contro la criminalità organizzata. Vorremmo che ci fosse anche una maggiore attenzione e provvedimenti per la confisca dei beni ai mafiosi".

Notizia 2 (cattiva … assolutamente)

Fonte (ANSA) – PALERMO, 20 MAR – ‘Non comprendo il motivo di questo gesto’. Rita Borsellino lamenta il ritiro del patrocinio per il film ‘Un’altra storia’.

Il sostegno dell’ambasciata italiana a Londra e dell’istituto della Cultura al documentario sull’ultima campagna elettorale siciliana e sul percorso della leader dell’Unione in Sicilia, e’ stato ritenuto inappropriato. (?) 

"Ritirare il patrocinio al festival ‘Conversation in film’ – ha dichiarato la sorella del magistrato siciliano – dimostra la tesi che di mafia meno si parla meglio e’" 


 Conclusioni (pessime … quasi senza speranza)

Io non so davvero più cosa pensare.

Certo è che la risultante di queste due notizie ha un solo nome:

Ipocirsia, ipocrisia ed ancora ipocrisia.

Dobbiamo prenderne atto, il nostro è una paese ipocrita quando sostiene di volere combattere il fenomeno Mafia.

In effetti il rendiconto completo di quello che è il mio mafia pensiero è tutto racchiuso nel mio post sul film "In un altro paese" di Marco Turco (che sottotitolai "Il cielo sopra PalermoIo purtroppo vedo") e che mi sembra doveroso linkare oggi in memoria di chi come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino s’impegnarono nel contrasto alla mafia contro tutto e contro tutti, sacrificando (è proprio il caso di dirlo) le loro vite.

Il post è qui.

Buona lettura.

Carlo Ponti

 Carlo Ponti - riflessioni sul cinema italiano 

Carlo Ponti e Sofia Loren

Se ne è andato ieri, all’età di 94 anni, il celebre produttore Carlo Ponti.

Con lui scopmpare una figura tra le più rilevanti del cinema italiano.

Già perché si pensa sempre che il cinema sia un fatto d’immagini, di sequenze, di regia, di recitazione, di montaggio.

No il cinema, quello che si vede nelle sale, è essenzialmente un fatto di soldi.

D’imprenditori disposti a finanziare progetti. Di gente capace di bilanciare politiche d’investimento, per crearsi i fondi necessari a poter sostenere non solo iniziative commerciali, ma, anche, artistiche e culturali.

Proprio come seppe fare, e molto bene, Carlo Ponti e come ha sempre fatto Dino De Laurentis. Del resto lavorarono, per molto tempo, insieme.

E’ questa prospettiva del doppio passo che è oggi assai carente in Italia.

Certo Aurelio De Laurentis sostiene che le sale non sono più piene come negli anni ‘60.

Certo l’offerta televisiva è orami enorme.

Certo si sono sviluppati mercati paralleli al cinema come il DVD.

Certo oggi è possibile scaricarsi i film da internet.

Ok, ok, ok, ok.

Ma il problema del coraggio dei produttori rimane, in tutta la sua drammatica rilevanza.

Io sostengo da tempo che è un po’ come il cane che si morde la coda.

Non si finanziano film culturalmente interessanti, la gente non viene da questi stimolata, si finanziano, invece, film prevalentemente commerciali, la gente vede solo questi ultimi e non affina il gusto.

Insomma una spirale perversa ed involutiva in cui il cinema viene sempre più concepito come un grosso contenitore d’intrattenimento e sempre meno, anche, un veicolo culturale. Questo spiega, in parte, anche il dilagare del fenomeno DVD a scapito delle sale.

Si aggiunga poi la latitaza della RAI che non dedica al cinema trasmissioni di livello (se si fa eccezione per Cinematografo di Gigi Marzullo) che va in onda la domenica dopo l’una di notte, quando basterebbe migrare 1/10 delle ore di programmazione dedicate al calcio ad esempio. Ed il ragionamento, si badi, vale pe Mediaset.

Ed ha ragione Lina Wertmuller quando sostiene che il cinema ha rappresentato, e non solo per l’Italia, la letteratura del ‘900, e quando afferma che certi film andrebbero proiettati ed insegnati nelle scuole, al pari delle opere letterarie.

Si magari questa è davvero una buona idea.

Bisogna fare rinascere dal basso una cultura di conoscenza del cinema affinché gli spettatori si riavvicinino al fascino delle sale. E magari tornino a pretendere qualcosa di più dall’offerta cinematografica italiana.

In questo momento di così forte stasi culturale, questa dovrebbe essere una priorità da sostenere anche a livello di finanziaria, e non un bell’argomento da sciorinare in occasione della commemeorazione di un produttore capace, sensibile, intelligente come Carlo Ponti.

Ieri sera ho visto la deludente trasmissione della Rai condotta dal celebre giornalista di cui non faccio il nome.

Per carità, meglio quello di niente, ma insomma. Tante testimonianze e poco dibattito vero. Mi hanno colpito solo Dino De Laurentis, e Tonino Guerra, che mi è parso meno ottimista del solito. 

Ma è mai possibile che di cinema, in Rai, debbano occuparsene solo Gigi Marzullo o Bruno Vespa quando qualche personaggio degno della sua trasmissione serale (o dovrei dire notturna), decide di tirare le cuoia?

Tristezza.

Links

Carlo Ponti wikipedia qui.

Carlo Ponti filmografia completa su IMDB qui.

I diversi

 I diversi

piccola riflessione autocritica sul mio blog

“I diversi”

Lo temi, lo odi, non lo comprendi. E’ buono o è cattivo? Non lo sai, non ti interessa di saperlo. E ti rivolti contro di lui con tutte le tue forze. Perchè lui? Lui chi? E’ diverso …

“Io non sono mai stato un giornalista professionista, che vende la sua penna a chi gliela paga meglio e deve continuamente mentire, perchè la menzogna entra nella qualifica professionale. Sono stato giornalista liberissimo, sempre di una sola opinione, e non ho mai dovuto nascondere le mie profonde convinzioni per far piacere a dei padroni o dei manutengoli.”

Antonio Gramsci

Io non sono un critico cinematografico, non lo sono mai stato, né ho alcuna velleità di diventarlo.

Solo solo una persona visceralmente attratta dalle immagini, e dalle storie raccontate per il loro tramite.

Siate pertanto indulgenti sulla lungaggine delle mie analisi, io non scrivo necessarimente per essere letto, ma, piuttosto, per tentare di capire meglio quello che vedo.

Non pensiate pertanto che intenda proporre verità assolute, al contrario, brancolo nel buio più assoluto dei miei personali punti di vista, tutti opinabilissimi.

Tenetene sempre conto leggendo questo blog.

Game Over.

Il Tuffo e Maurizio Fiume – pamphlet corsaro sul cinema italiano

 Il Tuffo e Maurizio Fiume

pamphlet corsaro sul cinema italiano

E’ la seconda volta che mi capita.

Sono stato contattato da uno degli autori di un film.

Questa volta si tratta de "Il Tuffo di Massimo Martella".

Chi mi scrive è Maurizio Fiume uno dei cosceneggiatori.

Pubblico il suo commento a questo post per svolgere alcune riflessioni.

Salve,

ho trovato per caso questo blog. Sono, con Massimo Martella e Roberto De Framcesco, l’autore della sceneggiatura de "Il Tuffo".

Volevo ringraziarti per aver segnalato il film.

Spero presto di riuscire a rimetterlo in circolazione sulle pay-tv e in DVD.

Il mio amico Massimo Martella, dopo il suo secondo film, "La prima volta" (1999) e dopo aver co-sceneggiato:

"L’ultima lezione", è stato sceneggiatore e story-editor di alcune serie televisive come "La squadra".

Ora lavora alla Taodue Film di Pietro Valsecchi e Camilla Nesbitt (quelli di Distretto di Polizia).

Da anni cerca di fare un nuovo film ma, i tempi sono cambiati (in peggio!) ed ora nessuno produce film come "Il Tuffo".

Buona vita.
Maurizio Fiume

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Che dire.

Se non le solite cose, ma a rischio di essere noioso e pedante lo farò. Mi piace dire quello che penso, pensando a quello che dico, a differenza del mio amico Francesco Valente, che spesso si limita solo a dire o, peggio, a fare intuire, quello che pensa, che per carità è comunque una scelta, anche se io non la condivido, quanto meno non sempre. Questioni di stile.

Dunque dicevamo: "Nessuno produce film come Il Tuffo".

Beh è un peccato, secondo me, perché questo costringe molti a fare scelte diverse.

Tipo accettare di diventare story-editor di finction televisive (che quando si chiamavano sceneggiati, se originali, o romanzi sceneggiati, se adattamenti, erano una cosa degnissima).

Tipo costringere attori come Vincenzo Salemme ad accettare di girare un film con Massimo Boldi e Carlo Vanzina, con tutto il dovuto rispetto per entrambi.

Produttori vs. Distributori

Se avessimo dei produttori un attimino più votati al rischio imprenditoraile, che considerassero il Cinema parte integrante della cultura del nostro paese, sono sicuro che molti soggetti ne avrebbero un beneficio.

Lo avrebbe innanzitutto e sicuramente il cinema italiano, che sta andando meglio certo, ma si potrebbe potrebbe fare sicuramente di più.

Invece basta un lieve calo al box office ed un autore in Italia è spacciato.

Va aggiunto che le classifiche del box office riportano sempre e solo valori assoluti sugli incassi, senza minimamanete preoccuparsi di mettere questi in relazione al numero delle sale ed ai giorni di programmazione.

Ora, tanto per ripetermi sul tema, facciamo un esempio.

Le classifiche di questa settimana riportano "The departed – il bene e il male" di Martin Scorsese al primo posto con incassi da capogiro.

Io capisco che il film è costato 80 milioni di dollari.

E che si vuole, forse addirittura si deve, pertanto, spingerlo quello che serve per realizzare gli utili che un investimento del genere esige. Sono anche queste le dure leggi del mercato.

Ma questo, però, non può non generare impatti distorsivi sull’equità della programmazione.

Basterà, al riguardo, dire che nel cinema Giulio Cesare di Roma, il film di Scorsese è proiettato in 2 sale su 3. Questo per farvi capire come il dato del box office, nel caso di specie, non riesce poi a stupirmi più di tanto.

Ora è evidente che se andassimo ad analizzare in: 

  • quante sale,
  • con quanti posti,
  • per quanti giorni,
  • in quali,
  • e quante città,
proiettarono "Il tuffo", non ci dovremmo poi meravigliare che il film incassò poco (ed è chiaro che un analogo discorso è ovviamente rapportabile a tante altre pellicole che non basterebbero 100 blog per evidenziarle tutte).

Di chi sono le responsabilità?

Solo dei produttori?

Sicuramente si, ma direi anche dei distributori. E la concentrazione della distribuzione in sempre meno mani, è un tema che andrebbe, in qualche modo, affrontato.

E’ anche questa, lascitemi dire, una questione di conflitto d’interessi, o, come direbbe Paolo Guzzanti imitando Rutelli, di soli interessi, perché di conflitti in materia di soldi non se ne può più parlare ormai in Italia.

Tutelare il cinema italiano

Ma quali potrebbero essere i correttivi a questo, per certi versi desolante, stato delle cose?

Insomma, io dico, abbiamo un governo di centro-sinistra ed io mi aspetterei che a Palazzo Chigi, oltre a discutere di questa cavolo di finanziaria, si analizzasse anche, con serietà, la situazione e la questione del Cinema Italiano.

Riservare ore di programmazione obbligatorie

Io avrei l’idea, ad esempio, di riservare per legge, come fanno in Francia, delle ore di programmazione obbligatorie da destinare al Cinema Italiano.

Un provvedimento del genere, ben calibrato, sono sicuro che:

  • aiuterebbe il coraggio dei produttori
  • aumenterebbe le opportunità per gli attori ed i registi nostrani
  • creerebbe un indotto sicuro alla nostra industria di cinema

Rigore e trasparenza nell’assegnazione di denaro pubblico al cinema

Un’altra cosa che chiederei è, anche, un rigore ed una trasparenza maggiori nel riconoscimento di fondi statali, da destinare alla produzione di Cinema Italiano.

Io sono moderatamente favorevole ad interventi delllo Stato nel Cinema, ma in ogni caso la condizione di base di provvedimenti del genere deve necessariamente basarsi sulla trasparenza nei criteri di assegnazione.

Mi piacerebbe che non ci fossero solo le solite lobby, ma che giovani ed anche meno giovani talenti, come sono stati Massimo Martella, Maurizio Fiume & C, non fossero poi scoraggiati da una cattiva organizzazione del nostro cinema, e costretti a lavorare in produzioni di minore spessore artistico. Senza nulla togliere al genere finction.

Domande senza risposte precise

Voi lo sapete quanto tempo ci vuole, mediamente, ad esempio, in Italia, per fare un film?

Voi lo sapete quanto cinema italiano è ancora nelle menti degli autori, in progetti mai realizzati, da anni, e nessuno riesce a trovare gli strumenti per farlo arrivare alle destinazioni che merita?

Insomma è mai possibile che a Natale ci dobbiamo sorbire, sempre, invece, come l’olio di ricino, un film di Carlo Vanzina senza poter protestare?

Polemiche inspiegabili

E’ mai possibile che sulla Festa del Cinema di Roma, invece di plaudire Walter Veltroni, si debbano innescare polemiche da quattro soldi sulle presunte rivalità con altre rassegne? E tutte le maggiori testate italiane hanno dato eco ad una stronzata, pardon volevo dire polemica, del genere.

Io credo, ma veramente, che le rassegne per il Cinema d’autore non siano mai abbastanza.

Ed ascoltare affermazioni del tipo: "A Roma sono arrivati gli scarti di Venezia" a me fanno veramente male.

Come se davvero, in una sola rassegna, si potesse avere la possibiltà (o dovrei dire la pretesa), di catturare solo il meglio, ma andiamo. Escono film ogni settimana … valutate voi.

Affermazioni del genere, date in maniera scriteriata, risultano, inoltre, profondamente offensive verso tutti gli addetti ai lavori che il cinema lo fanno … e non che solo si limitano a selezionarlo per un Film Festival, qualunque esso sia. Che è un’operazione, intenidamoci  nobile assai, ma che per la quale valgono le considerazioni che svolgeva mio nonno relativamente all’acquisto di un libro.

Pari pari a come egli stesso me le confidò un’estate: "Roberto ricordati che ogni libro è una scelta e una rinuncia".

Va, peraltro, aggiunto che quando in queste operazioni di selezione si scommette sul Cinema Itlaiano, come ha fatto, ad esempio, Felice Laudadio al Taormina Film Fest, puntando proprio su questa produzione, i riscontri ed i ritorni positivi poi arrivano.

E allora?

Allora io pubblico il commento di Maurizio Fiume è posto questo je accuse de noantri, che quanto meno mi restituisce la soddisfazione di mettere in evidenza le contraddizioni di questo paese.

Ma lo vogliamo capire che il Cinema è uno dei più importanti veicoli culturali che trasportano l’immagine del nostro paese nel mondo?

Una politica per il Cinema Italiano

Bisognerebbe, e concludo, iniziare a porre le basi, in questa scalcagnata Italia, per una politica del Cinema che coniughi, in un disegno armonico, le tante belle energie ancora non sfruttate appieno, (o dovrei dire affatto?)

Walter Veltroni, se un giorno fosse chiamato a maggiori responsabilità in seno a questo governo durante questa legislatura, potrebbe essere l’uomo giusto.

Si parla tanto di rilancio …

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 Infernal Affairs di Andrew Lau Wai-Keung e Alan Mak

Tema avulso dal je accuse è questo di Infernal Affairs.

Mi è appena arrivato il DVD del film di Andrew Lau Wai-Keung e Alan Mak Siu-Fai che ha dato l’ispirazione a Martin Scorsese per girare uno dei suoi film più riusciti: "The Departed – il bene è il male".

E’ evidente che la tentazione di un’analisi di eventi ed esistenti comparata è grande.

Siete avvisati.

Intanto leggetevi questa di Kekkoz che a me è molto piaciuta. Onseta, asciutta. Giusta. Io la condivido in pieno.

 L’amico di famiglia di Paolo Sorrentino

A proposito di cinema italiano … da domani nelle sale italiane il film di Paolo Sorrentino, il giovane talento partenopeo:

"L’amico di famiglia". Come dire la quadratura del cerchio di questo post. Godetevi il trailer.

Non vedo l’ora di rivedere Fabrizio Bentivoglio in azione e le sapienti riprese del regista.

A bientot.

nessun titolo

 Sliding Doors

pamphlet contro le strumentalizzazioni politiche delle tragedie  umane

Oggi, anzi ieri, qualcuno, una donna di 33 anni, a Roma, è morta in una metropolitana della città Capitale d’Italia mentre si recava al proprio lavoro, nella stazione di Piazza Vittorio.

Sempre ieri, alla Camera dei deputati, più di qualcuno, pagato con i soldi di tutti gli italiani, ha strumentalizzato politicamente una tragedia, accusando la distrazione di risorse dedicate alla Festa internazionale del Cinema e alle Notti Bianche nella Capitale, quali principali responsabili e danti causa di questa ingiusta morte e della disgrazia, che ha coinvolto più di cento cittadini.

Trovo semplicemente ed assolutamente criminale chi specula, attraverso la strumentalizzazione politica, sulle tragedie umane e sul dolore vero delle famiglie.

Chiedo più rispetto per la morte.

Chiedo più rispetto per la verità.

E per il tempo di cui, la stessa, ha bisogno.

In ogni caso credo che nessuno possa ergersi giudice in terra, del bene e del male, ritenendosi l’unico detentore della verità.

E chiarisco che condannerei questo comportamento da qualunque parte, e non solo politica, venisse.

Il mio pensiero va, piuttosto, al destino di chi, compiendo solo il proprio dovere, ha pagato con la vita la semplice e banale preferenza accordata ad un posto qualunque scelto nel convoglio.

Non posso non provare amore questa persona e non inginocchiarmi in preghiera per Lei.

La mia ragione, tanto assurda quanto cinefila, non riesce a non andare al film citato nel titolo del post. Perdonatemi questo vezzo.

Mi raccolgo, con la mia silente vicinanza, nel mistero del destino, e nel disprezzo assoluto per qualunque speculazione strumentale ad altri fini di accadimenti del genere.

Sono nauseato.

Valga, come rivalsa, l’assai più costruttivo "spirito di servizio" degli addetti ai lavori, in cui mi riconosco, che ritengono queste tragiche vicende, occasioni di studio e d’apprendimento per trasformare le conoscenze che da queste derivano, in concrete opportunità di miglioramento.

Il resto … è solo cicaleccio di chi ritiene la propria sussistenza in vita nel sistema (con la s minuscola), più importante della vita di una pendolare.

Buona notte e buona fortuna.