cinemavistodame.com di Roberto Bernabò

Archivio della categoria ‘ festival del cinema di roma ’

L’uomo che verrà – di Giorgio Diritti

Italia – 2009

analisi di eventi, esistenti e linguaggio audiovisivo

“Il recupero di una identità e di una verità storica, attraverso una narrazione rigorosa, onesta, morale e poetica” – a cura di Roberto Bernabò

L’uomo che verrà – Scheda

titolo originale: L’uomo che verrà
nazione: Italia
anno: 2009
regia: Giorgio Diritti
genere: Drammatico
durata: 117 min.
distribuzione: Mikado Film
Sito Originale del film: http://www.uomocheverra.com/

Attori e Personaggi
Alba Rohrwacher: Beniamina
Maya Sansa: Lena
Claudio Casadio: Armando
Greta Zuccheri Montanari: Martina
Stefano “Vito” Bicocchi: Signor Buganelli
Eleonora Mazzoni: Signora Buganelli
Orfeo Orlando: Il mercante
Diego Pagotto: Pepe
Bernardo Bolognesi: Il partigiano Gianni
Stefano Croci: Dino
Zoello Gilli: Dante
Timo Jacobs: Ufficiale medico SS
Raffaele Zabban: Don Giovanni Fornasini

sceneggiatura: G. Diritti • G. Galavotti • T. Pedroni
musiche: Marco Biscarini • Daniele Furlati
fotografia: R. Cimatti
montaggio: G. Diritti • P. Marzoni

Sinossi: Inverno, 1943. Martina ha 8 anni, vive alle pendici di Monte Sole, non lontano da Bologna, è l’unica figlia di una famiglia di contadini che, come tante, fatica a sopravvivere. Anni prima ha perso un fratellino di pochi giorni e da allora ha smesso di parlare. Nel dicembre la mamma rimane nuovamente incinta. I mesi passano, il bambino cresce nella pancia della madre e Martina vive nell’attesa del bimbo che nascerà mentre la guerra man mano si avvicina e la vita diventa sempre più difficile. Nella notte tra il 28 e il 29 settembre 1944 il piccolo viene finalmente alla luce. Quasi contemporaneamente le SS scatenano nella zona un rastrellamento senza precedenti, che passerà alla storia come la strage di Marzabotto.

Monte Sole – cenni storici: Sulla fine del 1943, dopo l’armistizio firmato dal re e Badoglio con gli alleati, l’Italia è divisa in due, occupata a sud dall’esercito anglo-americano, al centro e al nord dai tedeschi, che hanno anche liberato Mussolini e lo hanno posto a capo di uno stato fantoccio, la cosiddetta Repubblica di Salò. È in questo periodo che nella zona di Monte Sole, compresa tra il torrente Setta e il fiume Reno, a una trentina di chilometri a sud di Bologna, comincia spontaneamente a formarsi una brigata partigiana, la Brigata Stella Rossa. I partigiani sono i figli e i fratelli dei contadini che abitano la zona e lavorano la terra a mezzadria per conto dei proprietari terrieri, che in genere stanno in pianura. Il territorio è boscoso, il terreno difficile da coltivare e i raccolti scarsi. Le famiglie, spesso numerose, fanno sempre più fatica perché il fascismo prima e la guerra poi le hanno rese ancora più povere di quanto non fossero già. I partigiani incarnano un atteggiamento di ribellione diffuso e nei mesi successivi con le loro azioni di guerriglia creano grossi problemi a tedeschi e fascisti, già incalzati dall’avanzata dell’esercito anglo-americano. Il 29 settembre del 1944 le SS scatenano nella zona una rappresaglia senza precedenti che prosegue nei giorni successivi, mettendo a ferro e fuoco il Monte Sole. Circa 770 persone, per lo più bambini, donne e anziani, vengono massacrate: un eccidio immane rimasto nella storia come “la strage di Marzabotto”, dal nome del comune a cui appartiene la maggior parte del territorio.

Riconoscimenti: La pellicola ha vinto il premio Marc’Aurelio d’Oro del pubblico al miglior film ed il Gran Premio della Giuria Marc’Aurelio d’Argento al Festival Internazionale del Film di Roma 2009.

Altre informazioni: Il film è stato girato nelle province di Siena e Bologna, con un budget di 3 milioni di euro, grazie, anche, al supporto di Rai Cinema, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, con quello del Programma MEDIA dell’Unione Europea, con la partecipazione di Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, con il sostegno di Regione Toscana e Toscana Film Commission, ed infine con il sostegno di Regione Emilia-Romagna e Cineteca di Bologna.
Nella versione originale il film è in dialetto bolognese con sottotitoli in italiano.

Ecco la cosa che ho capito … che molti vogliono ammazzare qualcun altro ma non ho capito perché
Martina

“Tutti noi siamo quello che ci hanno insegnato ad essere”
Ufficiale delle S.S.

1. Dedicato alla crisi del Cinema Italiano ed ai talenti nascosti

Continua a leggere “L’uomo che verrà – di Giorgio Diritti”

I film in uscita dal 5 febbraio 2010

Paranormal Concert an education?

Tre film di cui dirvi non so.

Anzi si e come ma sull’ultimo numero di cinemavistodame2.com.

Che lui sui film in uscita è una garanzia.

Oramai lo sapete no, che si attende il momento buono, di San Valentino.

Trovano spazio così pellicole che sono un po’ meteore in attesa di film migliori.

Ma anche no.

Mentre invece.

Dal 19 marzo 2010

Mentre invece noi qui siamo in trepidante attesa del film “Il Profeta” – di Jacques Audiard del 2009.

Con: Tahar Rahim, Niels Arestrup, Adel Bencherif, Gilles Cohen, Salem Kali, Reda Kateb, Sonia Hell, Jean-Philippe Ricci.

Prodotto in Francia.

Distribuito in Italia da Bim Distribuzione. In uscita nelle sale italiane il prossimo 26 febbraio ed in gara come Oscar per il Miglior Film Straniero.

Dopo il Gran Premio della Giuria al Festival di Cannes 2009 e dopo l’attribuzione dell’EFA (l’Oscar europeo) al protagonista Tahar Rahim, questo film è stato candidato in patria a ben 13 premi César, il più alto numero di nomination per il massimo riconoscimento francese.

Il Profeta, quando lo vederemo in sala, ci racconterà la storia di una vendetta, attraverso una sorta di romanzo di formazione, un’allegoria politica.

Ed il cui trailer, in esclusiva su questo blog, lo potete vedere qui.

George, l’uomo che verrà, e remake felliniani

“Tagliateste” premiati a Roma, cinema italiano di spessore, e remake americani di discutibili fattezze?



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On line ora e qui.

Cinemavistodame2.com è la controinformazione cinefila che ti aiuta ad orientarti nella giungla dei film in uscita nelle sale italiane.

Uomini seri, amici e spiriti natalizi in 3D

Anche questa settimana vi aiutiamo noi …

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michael-stuhlbarg-in-una-scena-del-film-a-serious-man
steve-evets-in-una-scena-de-il-mio-amico-eric

A districarvi tra film di autori notevoli, classici del cinema natalizi rivisitati in 3D, e bufale di varie fogge, dimensioni e nazionalità.

Fidatevi solo di cinemavistodame2.com.

L’unica e la vera contro-informazione cinefila libera ed indipendente.

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E ricorda che il cinema visto in sala è la più bella ed utile invenzione insieme a: il piroscafo, il sommergibile (specie se di colore giallo), il dirigibile (specie quello della Good Year), la mongolfiera, la nutella, il Subbuteo, ed il polistirolo espanso, dillo ai tuoi amici che lo guardano dal computer.

Colin, Francesca o Danis?

Dubbi, promozioni e bocciature per i 9 film in uscita questa settimana

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Il nuovo numero di cinemavistodame2.com?

Iconografico !!!

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Il grande John Dillinger e il mare piccolo

riusciranno i nostri eroi a catturare John Dillinger?

quanto è piccolo il mare che bagna Taranto?

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una-scena-del-film-marpiccolo-in-cartellone-al-festival-del-film-di-roma-2009

Le risposte su cinemavistodame2.

Nel nuovo numero on line qui.

trailer

E i trailer?

Apri l’area commenti.

Heath Ledger e gli altri

Tutti ma proprio tutti i film in uscita dal 23 ottobre 2009

Con tutti i trailer nell’area commenti

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una-scena-di-lebanon
bruno-sacha-baron-cohen-insieme-a-un-gruppo-di-volitive-soldatesse-irrompe-a-los-angeles-per-la-premiere-del-film
amy-adams-in-una-scena-del-film-julie-julia

In ritardo per via del Festival internazionale del Cinema di Roma eccovi le scelte di cinemavistodame2 per il weekend.

Il Vostro si è avventurato, anche questa settimana, nell’indistricabile, intorcigliato e rutilante mondo dei film in uscita, con i suoi modi spigliati, ed è andato a fondo a tutta una serie di situazioni a cui i più si sarebbero sottratti.

Leggi perciò subito l’ultimissimo numero di cinemavistodame2.com.

Tieni diritto pure tu di conoscere il nostro parere.

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Roma Film Festival: vince “Brotherhood”

Il pubblico vota, invece, per “L’uomo che verrà”

Festival Internazionale del Film di Roma

Pronostici rispettati al Festival Internazionale del Cinema di Roma.

locandina del film Brotherhood di Nicolò Donato

E’ stato, infatti, il film “Brotherhood“, di Nicolò Donato, a vincere il “Marco Aurelio d’oro” della giuria come miglior pellicola.

locandina_l_uomo_che_verrà di Sergio Dritti

Il pubblico, invece, ha incoronato “L’uomo che verrà” di Giorgio Diritti.

I premi per gli attori sono stati assegnati a Sergio Castellitto per “Alza la testa” e Helen Mirren per “The Last Station” di Michael Hoffman.

Si spengono pertanto i riflettori sulla quarta edizione del Festival con il film del danese di origine italiana Nicolò Donato. il lungometraggio incentrato sulla passione gay che travolge un ex sergente (Thure Lindhardt), nuova “matricola” di un gruppo neonazista, e il suo mentore omofobo e razzista (David Dencik), ha battuto nella preferenze della giuria internazionale presieduta da Milos Forman e composta da Gabriele Muccino, Gae Aulenti, Jean-Loup Dabadie, Pavel Lungin, Senta Berger, gli altri favoriti della vigilia: “Dawson Isla 10” di Miguel Littin (che è anche il candidato cilena all’Oscar per il miglior film straniero) e “Up in the air“, diretto da Jason Reitman (che aveva vinto il “Marc’aurelio d’Oro” due anni fa con “Juno“) e interpretato da un bravissimo George Clooney.

Sergio Castellitto dopo aver firmato autografi lancia il pennarello tra il pubblico

Ma anche Clooney è rimasto al palo, superato da Sergio Castellitto che si è aggiudicato il “Marc’Aurelio d’Argentodella Giuria al migliore attore per l’interpretazione del protagonista di “Alza la testa” di Alessandro Angelini.

Helen Mirren

Il “Marc’Aurelio d’Argentodella Giuria alla migliore attrice è andato, confermando le aspettative della vigilia, a Helen Mirren per il ruolo di Sofya in “The Last Station” del tedesco Michael Hoffman. “Doppietta” di Giorgio Diritti che con “L’uomo che verrà“, in cui si racconta la strage di Marzabotto con gli occhi degli umili e dei sopravvissuti, si è aggiudicato sia il “Gran Premio della Giuria Marc’Aurelio d’Argento” che l’ambitissimo “Premio del Pubblico del Festival“.

Roma Film Festival – 15-23 ottobre 2009

Festival Intenazionale del Film di Roma

Roma Film Festival – 15-23 ottobre 2009

Appetizers 2009

Roma è un po’ declinata al femminile quest’anno. La quarta edizione del Roma Film Festival (15-23 ottobre) si annuncia un po’ come la versione cinematografica della Festa delle donne.

In realtà, a guardar bene, molteplici, invece, sono i temi:

dall’ambiente alla crisi economica, dai tormenti di spirito, a quelli di cuore, ma tant’é.

Gian Luigi Rondi

Le star al femminile

Si inizierà, come ha annunciato, il Presidente Gian Luigi Rondi, “con Margherita Buy, madrina e padrona di casa”, e si chiuderà, ha proseguito Piera Detassis, neo direttore della manifestazione, “con Meryl Streep, Marc’Aurelio d’Oro alla Carriera e protagonista della commedia culinaria Julie & Julia“.

Da non tacere è l’esordio alla regia di Stefania Sandrelli, Christine Cristina, e numerose dive da red carpet: “Avremo Helen Mirren (protagonista del film “The Last Station” di Michael Hoffman, in concorso”) e Margarethe Von Trotta (anche lei in concorso con “Vision“, ma ve la ricordate?) – conferma la Detassis – e ci saranno tante attrici italiane protagoniste di film ed incontri”.

Monica BellucciValeria Bruni Tedeschi

Attese al Festival le attrici: Valeria Bruni Tedeschi (ma dov’era finita?), Monica Bellucci (per accompagnare il documentario su Roma di Franco Zeffirelli, con Andrea Bocelli) e Asia Argento, che a noi ci piace proprio assai.

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Le star al maschile

Di tutto rispetto, peraltro e va detto, anche le presenze declinate al sesso forte, che annoverano attori del calibro di George Clooney, in concorso con “Up in the Air” di Jason Reitman (che a Roma vinse due anni fa con “Juno“).

Heath Ledger

Richard Gere, fuori concorso con “Hachiko: A Dog’s Story” – di Lasse Hallström (che racconta di una incredibile e straordnaria forma d’amore, quella che lega un cane al suo padrone), Colin Farrell, protagonista di “Triage” di Danis Tanovíc (in concorso), Martin Scorsese, in competizione (Extra/Altro Cinema) con un documentario inedito del ‘78, “American Boy: A Profile of Steven Prince“, su un trentenne psicotico, e Terry Gilliam che porta “Parnassus” per l’evento speciale dedicato al mito di Heath Ledger (di cui sarannao presentati gli inediti in regia).

i fratelli Ethan Coen e Joel Coen

E ancora i fratelli Ethan Coen e Joel Coen, che presenteranno, fuori concorso, “A serious Man“, James Ivory che dirige in “The City of Your Final Destination” niente di meno che Anthony Hopkins e Laura Linney, e  ancora Carlos Saura, con “Io, Don Giovanni” e, pensate un po’, niente meno che Lech Walesa (il leader di Solidarnosc) che presenzierà al film Popieluszko sul cappellano proprio di Solidarnosc, torturato eucciso 25 anni fa.

Dovrebbero arrivare nella capitale anche i protagonisti del sequel di “Twilight” (bah), “New Moon“, di cui sarà proiettata una clip di 20 minuti.

Maya Sansa

Il Cinema italiano

Il cinema italiano sarà presente con ben 19 titoli 19, di cui tre in concorso: i già annunciati “Viola di mare” di Donatella Majorca, con Valeria Solarino e Isabella Ragonese, “Alza la testa” di Alessandro Angelini con l’inevitabile, ormai, Sergio Castellitto e “L’uomo che verrà” di Giorgio Diritti, con la lanciatissima e bravissima Alba Rohrwacher e guarda chi si rivede era un pezzo che ti aspettavano Maya Sansa.

Fuori gara, la commedia corale del sempre più bravo Luca LuciniOggi sposi“, con il suo ormai attore icona Luca Argentero.

I film in concorso nella Selezione Ufficiale verranno giudicati da una giuria internazionale presieduta da Milos Forman e composta da Assia Djebar, Gabriele Muccino, Gae Aulenti, Jean-Loup Dabadie, Pavel Lungin, Senta Berger.

Edoardo-Winspeare

Per i più piccoli, nella sezione “Alice nella città“, oltre alle grandi anteprime, segnaliamo il ritorno alla regia di Alessandro di Robilant con “Marpiccolo” e il documentario “Sotto il Celio azzurro” del regista salentino formatosi in Germania che tanto ci piace: Edoardo Winspeare.

Il Focus di quest’anno “Occhio sul mondo” si concentrerà, invece, sulla tematica ambientale con film e incontri dedicati a questa tematica molto attuale.

Tullio KezichLuigi Zampa e Sergio Leone

Omaggi, che ci fa piacere condividere, a Luigi Zampa, Tullio Kezich e Luciano Emmer, e mostre dedicate al maestro Sergio Leone e a Luciano Salce.

Infine il Festival cercherà di coinvolgere tutta la città con ben 25 luoghi diversi, oltre all’Auditorium Parco della Musica.

Anche quest’anno oltre 150 partner hanno dato il loro sostegno alla rassegna, molta attenzione al Mercato Internazionale del Film e agli Stati Generali del Cinema Italiano.

Il 13 ottobre gli Avion Travel saranno i protagonisti del concerto di pre-apertura presso l’Auditorium della Conciliazione, i biglietti per il pubblico saranno in vendita a partire dal 28 settembre.

E’ tutto.

Link

Per ulteriori dettagli sul programma 2009: clicca qui.

i film in uscita dal 14 novembre 2008

Cosa cambierete in questo fine-settimana?

un bambino in una culla, la storia delle Brigate Rosse, o la vostra idea sulla lirica di Fabrizio De André?

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Non andate al cinema senza avere bevuto un sorso dell’ultimo numero di cinemavistodame 2 che compie 1 anno … auguri.

candela da te.

La special edition è on line qui. Più comunista che mai.

1 anno con voi … e siamo solo all’inizio.

Clicca.

L’uomo che ama di Maria Sole Tognazzi

L’uomo che ama - di Maria Sole Tognazzi (2008)

breve analisi di eventi esistenti e linguaggio audiovisivo

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L’uomo che ama

titolo originale: L’uomo che ama
nazione: Italia
anno: 2008
regia: Maria Sole Tognazzi
genere: Sentimentale
durata: 102 min.
distribuzione: Medusa Film
cast: P. Favino (Roberto) • M. Bellucci (Alba) • X. Rappoport (Sara) • P. Degli Esposti (Giulia) • M. Alhaique (Carlo) • M. Paredes (Dr.ssa Campo) • F. Sciarappa (dottore) • A. Ninchi (Vittorio) • G. Blackhall (Yuri)
sceneggiatura: M. Tognazzi • I. Cotroneo
musiche: C. Consoli
montaggio: W. Fasano

Trama: Una pellicola adulta sull’amore. Un film che racconta la grande passione di un uomo per una donna dal punto di vista maschile. L’uomo che ama è un uomo normale che in due storie diverse vive situazioni opposte: abbandona e viene abbandonato, diventa carnefice e poi vittima.


A parte che se avessi dato io il titolo a questo film lo avrei chiamato "L’uomo che si strugge e si distrugge", la cosa che mi ha colpito … anzi le cose che mi hanno colpito sono tre.


1. La prima – le ancronie usate in modo a-tipico

Sicuramente la qualità migliore del film risiede nel tentativo di definire una struttura narrativa filmica atipica.


Vi ho già tediato abbastanza con le lezioni di Geradrd Genette sulle anacronie. Ma come si dice repetita iuvant.

1.1 Portata e ampiezza delle anacronie

Gerard Genette

Genette distingue tra la "portata" di un’anacronia e la sua "ampiezza". 

La portata è l’intervallo di tempo tra l’adesso, anticipato o retrospettivo, e l’inizio dell’anacronia, l’ampiezza è invece la durata dell’anacronia stessa. Vi sono, inoltre, mezzi differenti per congiungere l’anacronia con la storia che procede. Mezzi "interni", mezzi "esterni" e mezzi "misti".

In un anacronia "esterna", inizio e fine si verificano prima dell’adesso, una anacronia "interna" inizia dopo l’adesso, ed infine un’anacronia "mista" inizia prima e finisce dopo l’adesso.

Le anacronie interne possono, inoltre, distinguersi in quelle che non interferiscono con la storia interrotta ("etereodiegetiche") e quelle che invece interferiscono ("omodiegetiche"). In questo ultimo caso si può distinguere tra anacronie "completive" e "iterative"

Le anacronie "completive" riempiono lacune passate o future. Quelle future possono essere, a loro volta, ellissi dirette o "frontali", o ellissi "laterali" o paraellissi, in cui le omissioni non riguardano gli eventi che si verificano, ma piuttosto gli elementi di una situazione di fatto.

Le anacronie "iterative", viceversa, ripetono quanto è già stato detto, in quanto il racconto torna apertamente ed esplicitamente sui propri passi, sebbene con un diverso modo di vedere gli eventi. Espediente che è divenuto familiare nel cinema dopo Ejzenststejn.

Infine la terza possibile categoria di relazione è quella che Genette definisce ellissi o figura parallela. La stessa non concede alcuna relazione crono-logica (anche inversa) tra storia e discorso. L’associazione è o casuale o basata su principi di organizzazione appropriata ad altri tipi di testi – vicinanza spaziale, logica, discorsiva, tematica.

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Nel film di Maria Sole Tognazzi la regista azzarda un linguaggio anacronico che mentre conduce in avanti nel tempo la narrazione per lo spettatore, intende, al contrario, condurre, nello stesso tempo, all’indietro la narrazione degli eventi, come mi piace, con buona pace di chi mi critica, definire la storia.

La cosa di per se, intendiamoci, non è né è nuova né, quindi, originale.

Ci sono pellicole come "Memento di Christopher Nolan" – (2000), ad esempio, in cui la giustificazione drammaturgica di tale accorgimento era abbondantemente assai più giustificata, dalla particolare malattia di amnesie di cui soffriva Guy Pearce  …  Leonard Shelby. Ricorderete la frase "Non riesco a ricordarmi che ti devo dimenticare" [Leonard Shelby].

Ma diciamo che, sotto il profilo della storia e del discorso, altrimenti eccessivamente melenso sotto ogni punto di vista, questo vezzo, che tende peraltro, a nostro avviso, più a dimostrare l’idea di possedere cognizioni di screenplay, piuttosto che di provare di saperle applicarle con adeguata maestria, lo possiamo segnalare come elemento degno di nota.

2. La seconda – la recitazione di Pierfrancesco Favino

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Sotto il profilo della resa attoriale, mentre registriamo un netto calo di un’attrice che ci era piaciuta al suo esordio, la russa proveniente dalla ella scuola teatrale, Xenia Rappoport (sarà che gli errori di definizione di un esistente si ripercuotono anche nella capacità degli attori di saperli rendere), la mai convincente Monica Bellucci, checché ne pensino altri famosi cinebloggers, quello che, nonostante la visione stereotipata e troppo femminea (a nostro modo di vedere nel senso di troppo espressione di un uomo così come nell’immaginario femminile della regista), nonché alcune situazioni drammaturgiche sul bilico del peggio del peggio che un uomo possa dare in circostanze analoghe, (figurasi poi se lo stesso è un farmacista bello come l’attore che lo interpreta) diciamo che il potenziale recitativo di Pierfrancesco Favino è una di quelle cose che ha impedito di accordare ancora meno stars al film, soprattutto in considerazione che lo stesso ha aperto il Roma Film Festival 2008. Quasi ad avvalorare la mia idea del cinema italiano come una casta, ecco. Ma non c’erano pellicole e registi che lo meritavano di più, per dire?

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La terza – le musiche di Carmen Consoli

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Ok lo ammetto è un fake, ma avrei tanto voluto dire che era vero e che avevamo trovato un nuovo talento da affiancare a Nicola Piovani e ad Ennio Morricone, o al forse meno noto Giovanni Venosta ma non è così.
Due su tre accontentavevi così.

Per il resto archiviate pure la pellicola come film da dimenticare sia per gli uomini che per le donne. senza considerare e chiudo il fastidio quasi fisico ed ideologico che provo nel prendere sempre più atto, che in questo paese, certo cinema per potere essere deve essere quasi come dettato, nei temi centrali, da una sinistra che non sa e non riesce più osare nella politica, e che cerca subdolamente di costringere certi registi, che peraltro allegramente si prestano pur di rimanere tra quelli del giro, a portare avanti battaglie come quella dei gay che devono infarcire, quasi come una marchetta, queste storie.

pierfrancesco-favino-e-michele-alhaique-in-una-scena-del-film-l-uomo-che-ama-91128 da te.

Faccenda veramente triste a pensarci seriamente, che a me fa sempre più ribollire il sangiue nelle vene.

E non ho più davvero nient’altro da aggiungere sull’argomento come diceva Forrest Gump.

I film in uscita dal 7 novembre 2008

Questa settimana brucia

il sole e la pianura
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romacinemafest08_03570 da te.
 
Ma quante belle ragazze su cinemavistodame 2.

Il nuovo episodio con tanto cinema italiano è on line qui e ora.

Noi ti diciamo sempre e solo la verità e ti diamo sempre un po’ di più.

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I premi assegnati al Roma Film Festival – 2008

Resolution 819, Donatella Finocchiaro, Galantuomini, Edoardo Winspeare e Gina Lollobrigida

i premi assegnati al Roma Film Festival – 2008


Festival Internazionale del Film di Roma. Photocall premiati. da te.

Il premio assegnato dal pubblico

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Premio Marc’Aurelio d’Oro del pubblico al miglior film è andato a:

"Resolution 819" – di Giacomo Battiato

Il premio di 75,000 euro è offerto da BNL – Gruppo BNP PARIBAS
    
Resolution 819

titolo originale: Resolution 819
nazione: Francia / Polonia / Italia
anno: 2008
regia: Giacomo Battiato
genere: Storico / Epico
durata: 92 min.
distribuzione: n.d.

cast: B. Magimel (Jacques Calvez) • H. Girardot (Lherbeir) • K. Gruszka (Klara) • H. Shopov (Momcilo Draganovic) • T. Kramer (ufficiale americano) • R. James (ufficiale inglese) • E. Muftic (Hediba) • D. Ilic (Ratko Mladic) • N. Rosuljas (Amina) • C. Puglisi (Jan Novak) • H. Tenorio (Miguel de la Jara)

sceneggiatura: T. Jonquet • G. Battiato
musiche: E. Morricone
fotografia: I. Luther
montaggio: D. Logan

Trama: La Risoluzione delle Nazioni Unite 819 è quella presa dal Consiglio di Sicurezza dell’ONU per accertare e condannare i crimini contro l’umanità perpetrati durante la guerra nei Balcani all’indomani dell’indipendenza della Bosnia Herzegovina. Con questo mandato l’Alta Corte di Giustizia de L’Aja invia volontario a Srebrenica il poliziotto francese Jacques Calvez per trovare le prove del genocidio compiuto dai Serbi di Bosnia. Sei anni di ricerche con un team internazionale ad affiancarlo e mille ostacoli da superare, condussero Calvez a istruire il processo che oggi vede imputati Karadzic e Mladic.  

I premi assegnati dalla giuria dei critici

La giuria dei critici era composta da: Edoardo Bruno, Michel Ciment, Tahar Ben Jelloun, Emanuel Levy e Roman Gutek assegna il Premio Marc’Aurelio della critica a tre differenti categorie.

Festa internazionale del cinema di Roma da te.

Premio Marc’Aurelio d’Oro al miglior film

Opium War di Siddiq Barmak

opium-war-vincitore da te.

  

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Premio Marc’Aurelio d’Argento alla migliore interprete femminile

Donatella Finocchiaro

Festa internazionale del cinema di Roma da te.


per il film "Galantuomini" di Edoardo Winspeare (un riconoscimento per il quale siamo particolarmente felici sia per la bella brava ed intensa attrice, che per il bravo regista salentino formatosi alla scuola di cinematografia tedesca).

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Sinossi
Lecce, anni ‘90. Ignazio è uno stimato giudice da poco rientrato in città dopo aver lavorato per molti anni al Nord. Rivede Lucia, la donna di cui è sempre stato segretamente innamorato. La donna, che ha avuto un figlio da Infantino uno dei più attivi spacciatori della zona, lavora come rappresentante di profumi, ma è solo una copertura. In realtà Lucia è diventata il braccio destro del boss Carmine Zà, uno dei capi della Sacra Corona Unita, la nuova organizzazione criminale che in quegli anni raggiunge il suo apice di potenza e ferocia. Inedito incrocio di mèlo e cinema d’inchiesta, che trova il suo punto di forza nella figura poco raccontata della donna capoclan.

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Scheda film   

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Galantuomini

titolo originale: Galantuomini
nazione: Italia
anno: 2007
regia: Edoardo Winspeare
genere: Drammatico
durata: 100 min.
distribuzione: 01 Distribution
cast: D. Finocchiaro (Lucia) • F. Gifuni (Ignazio) • B. Fiorello (Infantino) • G. Colangeli (Carmine Za’) • G. Spaziani (Laura) • M. Prayer (Barabba) • L. Probo (Fabio) • A. Carluccio (Donato) • F. Ponzo (Rocco) • A. Perrotta (Claudio) • C. Giangreco (Pino) • L. Nicolì (Biagio)
sceneggiatura: E. Winspeare • A. Piva • A. Valenti
musiche: G. Rampino
fotografia: P. Carnera
montaggio: L. Benedetti

Trama: Ignazio e Ada si conoscono sin dall’infanzia. Sono cresciuti insieme, ma la loro diversa estrazione sociale nel tempo li ha divisi. Lui, figlio dell’alta borghesia dei ‘galantuomini’, è diventato magistrato; lei, figlia di contadini, si è data alla malavita ed è ora a capo di una organizzazione criminale. Una serie di eventi porterà Ignazio e Ada ad un forzato riavvicinamento …

Winspeare0003 piccola da te.

Il Regista
Edoardo Winspeare è nato nel Salento. Ha studiato Lettere all’Università di Firenze per poi seguire i corsi della Munich Film Academy. Ha esordito alla regia, grazie ai finanziamenti raccolti tramite amici e conoscenti che credevano in lui, con il lungometraggio "Pizzicata", che ha riscosso un buon successo in numerosi festival internazionali. Grazie al produttore Tore Sansonetti, ha realizzato "Sangue vivo", sempre ambientato in Puglia, ed "Il miracolo", pellicola ambientata nella magica città di Taranto, quest’ultimo presentato alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2003. Con la Saietta Film, ha prodotto i due film collettivi "Sale" (2002) e "A Levante" (2003), del quale abbiamo già segnalato qui.

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Premio Marc’Aurelio d’Argento al miglior interprete maschile:

Bohdan Stupka per il film "Serce na dloni" (With a Warm Heart / Il cuore in mano) di Krzysztof Zanussi

Scheda film

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A Warm Heart               

titolo originale: Serce na Dloni
nazione: Polonia / Ucraina
anno: 2008
regia: Krzysztof Zanussi
genere: Commedia
durata: 96 min.
distribuzione: n.d.
cast: B. Stupka (Konstanty) • S. Bobrowski (Angelo) • M. Kudelko (Stefan) • M. Zmuda (Malgorzata) • B. Szyc (avvocato) • M. Zakoscielny (assistente) • N. Andrycz (madre di Konstanty) • T. Sapryk (dottore) • S. Celinska (ex moglie) • D. Rabczewska (cantante) • K. Kowalewski • A. Dygant
sceneggiatura: K. Zanussi
musiche: W. Kilar
fotografia: A. Bajerski
montaggio: W. Zeman

Trama: Un rappresentante dell’oligarchia polacca, corrotto dal potere e dalla ricchezza, scopre di soffrire di una seria malattia al cuore. La salvezza può consistere solo nell’immediato trapianto. Per puro caso incontra in ospedale un giovane che non ha più voglia di vivere a causa di una delusione d’amore e della perdita del lavoro. Il potenziale suicida è dunque il donatore ideale, basta solamente aiutarlo a passare ad altra vita …

Menzioni speciali:

A corte do Norte (Northern Land / La tenuta al nord) di João Botelho.
Aide toi, le ciel t’aidera (With a Little Help from Myself) di François Dupeyron.

I premi alla carriera:

al pacino SPLIT PERSON SPLASH da te.


Premio Marc’Aurelio d’Oro alla carriera all’Actors Studio. Ha ritirato il premio Al Pacino.

Gina Lollobrigida da te.


Premio Marc’Aurelio d’Oro alla carriera a Gina Lollobrigida.


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Premio Alice nella città (8 – 12 anni)

Magique! di Philippe Muyl

Premio Alice nella città (13 – 17 anni)

Summer di Kenneth Glenaan

I film in uscita dal 31 ottobre 2008

Italia e Germania battono gli Stati Uniti?

elio-germano-e-sabino-bartoli-in-una-scena-del-film-il-passato-e-una-terra-straniera-90693 da te.

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E dove?

Ma solo su cinemavistodame2 naturalmente.

Cinemavistodame 2 questa settimana on line con un giorno di anticipo.

Perché, Perché, Perché … sono fatti miei. (E’ che devo partire).

Il nuovo numero è qui.

I film in uscita dal 9 maggio 2008

   Condottiero o Dio?

Meglio tardi che mai.

Cinemavistodame 2 l’unico blog che ti dice tutta la verità sui film in uscita qui … e da mercoledì .. L’analisi di eventi esistenti e linguaggio audiovisivo del film:


Il treno per il Darjeeling

titolo originale: The Darjeeling Limited
nazione: U.S.A.
anno: 2007
regia: Wes Anderson
genere: Commedia
durata: 91 min.
distribuzione: 20th Century Fox
cast: O. Wilson (Francis Whitman) • A. Brody (Peter Whitman) • J. Schwartzman (Jack Whitman) • A. Huston (Patricia Whitman, la madre) • N. Portman (Ex fidanzata di Jack)
sceneggiatura: W. Anderson • R. Coppola • J. Schwartzman
fotografia: R. Yeoman
montaggio: A. Weisblum


Trama: India. Un malinconico uomo di mezza età scende frettolosamente da un taxi e insegue un treno in partenza. Durante la corsa si accosta a lui un individuo allampanato, più giovane, che gli lancia un’occhiata fugace e lo supera riuscendo a salire al volo sul treno. Da questa pittoresca corsa al ralenti inizia il viaggio del “Darjeeling Limited”, lo sgangherato convoglio che ospita i tre fratelli Whitman durante il loro tragicomico viaggio indiano. Dopo uno sguardo di rammarico verso l’uomo rimasto a terra, Peter, fuggito di casa un mese prima della nascita di suo figlio, raggiunge infatti i due fratelli in un colorato scompartimento, dopo un anno di silenzio seguito alla morte del padre: Francis, il maggiore, è la mente che ha ideato il viaggio dopo un brutto ma illuminante incidente stradale di cui porta ancora i segni sul corpo (in particolare sul viso, perennemente avvolto da bende), mentre Jack, il minore, è un buffo aspirante scrittore col cuore a pezzi, di ritorno da un prolungato, ozioso soggiorno parigino in un hotel di lusso (l’Hotel Chevalier che dà il titolo al cortometraggio con Natalie Portman, ideale prologo del film).

In attesa del film di Saviano il film del quasi premio Oscar Wes Anderson (per: “The Royal Tenenbaums” (2001) insieme a Owen Wilson) è probabilmente l’uscita migliore della settimana scorsa, credetemi.

Fidatevi delle mie tre stars virgola cinque, virtualmente quattro, e basta.