cinemavistodame.com di Roberto Bernabò

Archivio della categoria ‘ armonie improvvise ’

About Elly – di Asghar Farhadi – analisi

Iran – 2009

analisi di eventi, esistenti e linguaggio audiovisivo

Produzione: Iran
Anno: 2009
Genere: Drammatico
durata: 119′
Interpreti: Golshifteh Farahani, Taraneh Alidoosti, Marila Zare’i, Rana Azadvar
Sceneggiatura: Asghar Farhadi
Fotografia: Hossein Djafarian
Montaggio: Haydeh Safi-Yari
Scenografia: Asghar Farhadi
Costumi: Asghar Farhadi
Colonna Sonora: Hassan Zahedi
Sala della visione: Sala 3 del Cinema Greenwich – via G.B. Bodoni 59 – 00153 – Roma

Sinossi: Iran, un gruppo di amici si ritrova in una villa sul Mar Caspio. Sepideh ha invitato anche Elly, la maestra del figlio. Ahmed, archiviato il matrimonio con una tedesca, è tornato nel paese. Questi si avvicinano, ma un evento scuote la riunione: mentre controlla due bimbi sulla riva, Elly scompare. E’ annegata in mare o si è allontanata volontariamente? Il gruppo si interroga, nessuno sembra conoscerla davvero.

Meglio una fine dolorosa, che un dolore senza fine

1. Introduzione – circa la narrazione allegorica e simbolica degli eventi

Vincitore dell’Orso d’Argento al Festival di Berlino (migliore regia), e del premio Best Narrative Feature al Tribeca di De Niro, About Elly è un film che mi ha molto colpito, un po’ perché sfugge agli stereotipi del cinema iraniano, ed un po’ perché ha il merito di descrivere, dentro una vicenda simbolica ed allegorica, lo “stato delle cose” dell’Iran sia come “situazione di fatto“, e sia come dimensione della sofferenza e del senso d’impotenza in cui versa, chi spera che qualcosa, in quel paese, cambi.

In questo post:

1. Introduzione – circa la narrazione allegorica e simbolica degli eventi

2. Il triplice cambio del point of concetnration dell’intreccio e la sequenza del “doppio incidente

2.1. Alireza, il vero fidanzato di Elly, ed il tema del tradimento

3. Il finale del film ed i riferimenti cinèphile al film “L’avventura” di Michelangelo Antonioni

4. Circa il possibile piano di lettura metaforico dell’opera

5. Conclusioni

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Addio a Dennis Hopper il ribelle

Con Easy Rider occupò un posto di primo piano ad Hollywood ma da ribelle non si profanò al successo economico

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Basilicata coast to coast – di Rocco Papaleo

Italia – 2010

analisi di eventi, esistenti e linguaggio audiovisivo

In direzione ostinata e contraria lucana – a cura di Roberto Bernabò

Basilicata coast to coast

titolo originale: Basilicata coast to coast
nazione: Italia
anno: 2010
regia: Rocco Papaleo
genere: Commedia / Musicale
durata: 105 min.
distribuzione: Eagle Pictures
cast: Rocco Papaleo (Nicola Palmieri) • Giovanna Mezzogiorno (Tropea Limongi) • Alessandro Gassman (Rocco Santamaria) • Paolo Briguglia (Salvatore Chiarelli) • Michela Andreozzi (Lucia) • Claudia Potenza (Maria Teresa) • Max Gazzè (Franco Cardillo)
sceneggiatura: Walter Lupo • Rocco Papaleo
fotografia: Fabio Olmi
montaggio: Christian Lombardi

Sinossi: “Basilicata coast to coast” è un viaggio denso di imprevisti e di incontri inaspettati che porta una combriccola di musicisti a mettersi in viaggio per partecipare al Festival del teatro-canzone di Scanzano Jonico, attraversando a piedi la Basilicata, dal Tirreno allo Ionio.

“La Basilicata esiste, è un po’ come il concetto di Dio, ci credi o non ci credi.”
Nicola Palmieri
“Eseguiremo ora un pezzo del mio amico Nicola Palmieri: Alba barra tramonto.”
Rocco Santamaria

1. Introduzione – dedicata al recupero del cinema commedia brillante all’italiana, d’evasione, musicale e di contenuto

In questo film di esordio di Rocco Papaleo – un attore che seguo da tempo con un certo interesse, forse proprio perché, nelle sue interpretazioni, spesso sopra le righe, almeno quanto contro corrente, intravedo qualcosa di me – ho trovato conferma a molte delle cose che penso, e che sostengo, in questo blog, da anni.

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About Elly – di Asghar Farhadi

il sorprendente film iraniano, vincitore dell’Orso d’oro al 59 Filmfestspiele Berlin e trionfatore del Tribeca Film Festival – dal 18 giugno nelle sale italiane

Iran – 2009

Titolo originale: Darbareye Elly

Cast artistico

Golshifteh Farahani: Sephideh
Taraneh Alidousti: Elly
Mani Haghighi: Amir
Shahab Hossein: Ahmad
Merila Zarei: Shohreh
Peyman Moadi: Peyman
Rana Azadivar: Nassi
Ahmad Mehranfar: Manouchehr
Saber Abar: Alireza

Cast tecnico

REGIA: Asghar Farhadi
SCENEGGIATURA: Asghar Farhadi
FOTOGRAFIA: Hossein Jafarian
MONTAGGIO: Hayedeh Safiyari
SUONO: Hassan Zahedi
MISSAGGIO DEL SUONO: Mohammad-Reza Delpak
SCENOGRAFIE: Asghar Farhadi
COSTUMI: Asghar Farhadi
MAKEUP: Mehrdad Mirkiani
PRODUTTORE: Asghar Farhadi

Sinossi

Dopo aver vissuto per molti anni in Germania, Ahmad fa ritorno in Iran. I suoi vecchi compagni di università colgono l’occasione per organizzare una rimpatriata in una villa sul Mar Caspio. Una delle donne del gruppo, la vitale Sepideh, all’insaputa dei compagni, ha invitato Elly, l’insegnante di sua figlia.

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Donne senza uomini – di Shirin Neshat

Il film di Shirin Neshat nelle sale italiane dal 12 marzo 2010

Breve recensione in anteprima per una pellicola che questo blog già ama

Donne senza uomini

titolo originale: Zanan-e Bedun-e Mardan
nazione: Germania
anno: 2009
regia: Shirin Neshat
genere: Drammatico
durata: 95 min.
distribuzione: Bim Distribuzione
cast: O. Tóth (Zarin) • A. Shahrzad (Fakhri) • S. Toloui (Munis) • P. Ferydoni (Faezeh)
sceneggiatura: S. Azari • S. Neshat
musiche: R. Sakamoto
fotografia: M. Gschlacht
montaggio: G. Cragg • J. Rabinowitz • J. Wiedwald

Sinossi: Iran, 1953: sullo sfondo tumultuoso del colpo di stato, tramato dalla CIA, i destini di quattro donne convergono in un bellissimo giardino di orchidee dove troveranno indipendenza, conforto e amicizia. Incisiva riflessione di un momento cruciale della storia che ebbe come conseguenza la Rivoluzione islamica e che portò l’Iran a essere come oggi lo conosciamo.

Shirin Neshat – Donne senza uomini from Laura Croce on Vimeo.

“Facciamo la pace tra Iran e Israele.
Noi siamo ambasciatori dei due paesi;
per questo dico No alla guerra e Sì alla Pace”

Shirin Neshat

Donne senza uomini è il film dell’artista e regista iraniana Shirin Neshat che ha vinto il Leone d’Argento alla Mostra del Cinema di Venezia del 2009.

La sceneggiatura è la trasposizione dal letterario al filmico, ortodossa e fedele, dell’omonimo romanzo di Parsipur Shahrnush.

La regista ha concepito questo suo nuovo lungometraggio come una sorta di utopico messaggio, (noi speriamo di no, ovviamente), per tutti gli iraniani che non vogliono perdere la speranza:

Facciamo la pace tra Iran e Israele. Noi siamo ambasciatori dei due paesi; per questo dico No alla guerra e Sì alla Pace“.

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