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Circa la visione dei film in sala

argomentazioni a favore

a cura di Roberto Bernabò

Il cinema nasce per il grande schermo.

La testa di un uomo, in cinemascope, inquadrata in primo piano, può raggiungere fino ai tre metri.

In pratica, una parte [consistente] della magia del cinema, che conduce lo spettatore in una dimensione molto prossima all’ipnosi, si basa proprio sulla sproporzione tra questi, e gli esistenti cinematografici raffigurati sullo schermo.

Andrebbe anche spesa qualche parola, peraltro, sul fascio di luce che proietta il film, tramite pellicola, dal cineproiettore, direttamente sullo schermo.

Nelle visioni casalinghe, per non citare quelle su Personal Computer, o device come smartphone, e tablet, qualcosa, ed anche più di qualcosa, non solo si perde, ma, addirittura, s’inverte.

È lo spettatore ad essere molto più grande dell’esistente cinematografico.

Questo, irrimediabilmente, modifica parte del linguaggio.

L’archivio più bello che possiamo creare, è quello delle emozioni che proviamo assistendo ad una proiezione.

Nessuna tecnologia sarà mai in grado né di archiviarle, né di riprodurle.

Con buona pace del pear to pear, dello straming video, delle pay TV, e dei siti di condivisione di pellicole in formato digitale.

Il film, Birdman (o l’imprevedibile virtù dell’ignoranza) – di Alejandro González Iñárritu, ad esempio, andrebbe visto in sala, per gli effetti speciali, e per l’universo, quello dei supereroi, che molto allegoricamente evoca, per la straordinaria riflessione sul ruolo dell’attore, per le consistenti implicazioni sulle ibridazioni tra cinema e teatro, e per la riflessione metalinguistica e cross-mediale, a cui allude, circa la nostra dimensione privata, e la nostra dimensione pubblica, o, come sarebbe più corretto dire oggi, Social.

Non ha nulla a che vedere con i precedenti lavori del regista, che, in questo film, peraltro, fa un grande ricorso al pianosequenza.

Un vero e proprio capolavoro, in ogni dimensione specifica del linguaggio audiovisivo.

Dalla sceneggiatura, alle mise en scene, alla recitazione, alla fotografia, alla colonna sonora e persino agli effetti speciali.

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