cinemavistodame.com di Roberto Bernabò

I migliori film del 2011

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visti da me

alias il classificone di cinemavistodame.com

Avvertenze

La classifica è stata redatta in base alle uscite dei film nelle sale italiane, e non in base all’anno di produzione delle pellicole.

Classifica 2011

1.   Melancholia | di Lars von Trier
2.   The Tree of Life | di Terrence Malick
3.   Drive | di Nicolas Winding Refn
4.   Offside | di Jafar Panahi
5.   Una separazione | di Asghar Farhadi
6.   Il Cigno Nero | di Darren Aronofsky
7.   Miracolo a Le Havre | di Aki Kaurismäki
8.   Super 8 | di J.J. Abrams
9.   Il Grinta | di Joel & Ethan Coen
10. The Housemaid | di Im Sang-soo
11. Terraferma | di Emanuele Crialese
12. Non lasciarmi (Never Let Me Go) | di Mark Romanek
13. Poetry | di Lee Chang-dong
14. The Artist | di Michel Hazanavicius
15. This must be the place | di Paolo Sorrentino

Degni di nota (in ordine casuale)

Habemus Papam | di Nanni Moretti
Boris – Il Film | di Giacomo Ciarrapico
Il discorso del Re | di Tom Hooper
Another Year | di Mike Leigh
Rabbit Hole | di John Cameron Mitchell
Singolarità di una ragazza bionda | di Manoel de Oliveira
Tomboy | di Céline Sciamma
Carnage | di Roman Polanski
Midnight in Paris | di Woody Allen
Scialla | di Francesco Bruni
Arrietty – Il mondo segreto sotto il pavimento | di Hiromasa Yonebayashi
Io sono Li | di Andrea Seghe
Sorelle Mai | di Marco Bellocchio
Greenberg – Lo stravagante mondo di Greenberg | di Noah Baumbach
L’amore che resta | di Gus Van Sant

Avvertenze

La classifica è stata redatta in base alle uscite dei film nelle sale italiane, e non in base all’anno di produzione delle pellicole.

Avvertenze per i commenti

Non scrivetemi cose del tipo:

“Perché non hai inserito questo o quell’altro?”

Le classifiche – che io, com’è noto, non amo – seguono cosmogonie segrete, difficili da comprendere, persino per chi le redige.

Ma non ha recensito tutti i film? No, non l’ho fatto.

Va aggiunto che non ho visto tutti i film del 2012.

Tanti auguri a tutti, ci vede l’anno prossimo !!! (Vecchia mia battuta di fine anno). ;-)

Happy New Year Cinema!!

3 commenti

  1. Chimy ha detto:

    Assolutamente d’accordo con te e sì pensavo proprio a Bill Viola (devo ammettere che conosco pochi video-artisti) e ai suoi “Anthem” (per l’inquietudine che trasmettono quelle immagini fisse, o quasi, in maniera simile all’angoscia che si prova vedendo i film di von Trier) e “The Reflecting Pool” dove il modo in cui viene trattata la natura, amica-nemica, mi ha ricordato il lavoro fatto da von Trier nei suoi ultimi lavori (Antichrist in primis).

    Con stima più che ricambiata,

    Chimy

  2. Chimy ha detto:

    Ciao Rob, ti faccio qui i complimenti per la classifica, e per la perfetta analisi, che hai fatto di Melancholia.
    I riferimenti che hai citato in ordine alla pittura di Albrecht Dürer, mi sembrano molto appropriati, ma volevo sapere il tuo parere se, nel recente cinema di von Trier, hai riscontrato, anche, collegamenti con la videoarte, che personalmente, da diversi anni, associo al lavoro del regista danese, in particolare per quello che fa sulle immagini lente, che sembrano, quasi, fisse.

    Un caro saluto.

    Chimy

    p.s. 5 dei tuoi primi 6 film fanno parte anche della mia classifica, ed anche Offside, ho pensato, a lungo, se inserirlo o meno :)

    1. Roberto Bernabò ha detto:

      @Chimy innanzitutto grazie per l’apprezzamento alla mia personale classifica.

      Su “Offside di Jafar Panahi“, che dire, io l’ho inserito, e basta.

      Non amo, e si sa, redigere classifiche. Assomigliano a delle sabbie mobili. Appena tiri su un film, ti sembra che un’altro lo tiri giù. E viceversa.

      Forse, salvo rari casi come quello di “Melancholia“, uno dovrebbe limitarsi a dire i 10/15 film che mi sono piaciuti di più.

      Per esempio, più ripenso a “Drive“, più credo che meritasse di più ;)

      Ho trovato, invece, assai più interessanti le tue considerazioni sulle relazioni del Cinema di Lars von Trier, con la videoarte.

      Non si finisce mai di scoprire i possibili riferimenti, tutti ammissibili, quando parliamo di un genio assoluto come lui.

      Non ho idea se, ad esempio, Lars conosca le installazioni video, in slow motion, di Bill Viola (New York, 25 gennaio 1951), un artista statunitense, fra i più apprezzati, nell’ambito della Videoarte.

      http://www.cinemavistodame.com/2009/01/04/bill-viola-visioni-interiori/

      Immagino che tu ti riferisca, essenzialmente, a lui.

      Magari, se potessi essere più dettagliato, al riguardo, te ne sarei grato.

      In realtà, aldilà del fatto che la contaminazione possa esistere, ed è sicuramente uno spunto di notevole interesse, credo che, comunque, Lars, esattamente come nel rapporto tra significato e significante, dia la sua personale interpretazione di videoarte.

      E lo fa, con grande maestria, innestandola ed incastonandola, perfettamente, in un’opera cinematografica di rara bellezza, e capacità evocativa.

      Quello che intendo dire, è che la sua videoarte, non è fine a sé stessa, ma parte di un disegno drammaturgico assai più ampio, che è, ormai, parte inequivocabile, del suo “specifico filmico“, e della sua, assolutamente innovativa, e costantemente in evoluzione, espressione cinematografica.

      Con stima.

      Rob.

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