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Se sei così, ti dico sì – di Eugenio Cappuccio – chat con il regista

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Il nuovo film di Eugenio Cappuccio, con Belen Rodriguez e Emilio Solfirzzi, nelle sale da domani!

Chat tra cinemavistodame.com ed il regista del film Eugenio Cappuccio



Titolo originale
: Se sei così, ti dico sì
Regia: Eugenio Cappuccio
Anno di produzione: 2011
Durata: 100′
Tipologia: lungometraggio
Genere: commedia/drammatico
Paese: ItaliaProduzione: Duea Film; in collaborazione con Medusa
FilmCamera: Canon T7 in Alta Definizione ed ottiche COOKE (aspetto molto importante ed innovativo)
Formato di proiezione: 35 mm e DCP (digital cinema projection), colore
Ufficio Stampa: Studio Morabito / Ufficio Stampa Medusa Film
Official web site del film: Web Site del film “Se sei così, ti dico sì”
Ambientazione: Roma / Puglia / Houston (USA) / Savelletri di Fasano (BR)
Periodo delle riprese: Dal 4 ottobre 2010 per 8 settimane
“Se sei così, ti dico sì” è stato sostenuto da: Apulia Film Commission
Cast: Emilio Solfrizzi, Belen Rodriguez, Iaia Forte, Fabrizio Buompastore, Carlo Conti, Totò Onnis, Gaetano D’Amore, Salvatore Marino, Roberto De Francesco, Francesca Faiella, Gianni Colajemma, Azzurra Martino, Pinuccio Sinisi, Eleonora Albrecht, Manuela Morabito

Sinossi: La storia racconta di Piero Cicala (Emilio Solfrizzi), che è riuscito ad avere il suo momento di successo negli anni ‘80… con una sola canzone, Io, te e il mare, un fuoco di paglia che però ha fruttato un milione di dischi venduti. Purtroppo il protagonista non ha saputo gestire la sfolgorante fortuna e se l’è vista svanire tra le mani, velocemente e irrevocabilmente. Piero, però, non è un depresso o uno che si butta giù più di tanto: ha carattere, lo stesso carattere forte e solare della Puglia, in cui ha fatto ritorno dopo il breve successo. Facendo i conti con tutti, naturalmente, perché nessuno può perdonarti il troppo successo e tanto meno l’inevitabile insuccesso che fisiologicamente segue a un grande successo. Nel paesino pugliese, Piero ha il suo giro essenziale di conoscenze e amici: lavora nel ristorante diretto dalla sua ex moglie (Iaia Forte) e passa il tempo con l’amico barbiere (Totò Onnis), ex musicista anche lui, con i suoi colleghi di lavoro, e con un polpo in una vasca col quale parla ogni tanto. Una vita modesta, insomma, che sembra in qualche modo pacificamente assestata. Ma sulla quale piomba la proposta di un’importante trasmissione tivù, che lo ripesca come gloria del passato, invitandolo a Roma. Naturalmente è necessaria una “ripulitina” per togliergli quell’inevitabile patina grigia che nel tempo si è depositata su di lui e sulla sua immagine. Nel paese, si danno tutti da fare per rimodernare (o rendere ridicolo?) il suo aspetto. Piero si trasforma davanti ai nostri occhi e davanti all’intero paesino, in una baraonda comica di illazioni e previsioni, auguri di cuore (pochi) e auguri di sventura (molti). Uno shock, per un uomo ormai tagliato fuori da decenni dai riflettori e che sta per avere un’avventura ben più sconvolgente ed esilarante.Nella capitale, infatti, incontrerà la famosissima Talita Cortès (Belén Rodríguez), giunta in città per il lancio di un nuovo prodotto, e al centro di tutte le telecamere della città e del mondo del gossip. I suoi fan circondano addirittura l’albergo che per caso condivide con Piero. Il loro avventuroso incontro, tra orde di fotografi e fan, li porterà addirittura a partire insieme con un aereo privato verso gli Stati Uniti.Uno scoppiettante susseguirsi di eventi comici e grotteschi, suscitati dal capriccio di una diva e dall’inadeguatezza apparente del nostro cantante pugliese, li sta portando verso una direzione inimmaginabile. Piero, sconvolto e come in preda a un sogno, si ritrova abbracciato con la donna più desiderata. Il suo amico barbiere e l’intero paesino in Puglia sono in fibrillazione continua per la loro bizzarra vicenda, seguita da tutti i media del mondo. Le luci americane lo accoglieranno in un modo inatteso, e l’avventura finirà con un sogno realizzato, perché a volte anche i sogni si realizzano.

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Chat con Eugenio Cappuccio

Non avendo ancora visto il film trascrivo una conversazione via google chat avuta qualche sera fa con il regista Eugenio Cappuccio. Napoletano. Che seguo dai tempi non sospetti del film “Il caricatore” – ovvero il primo film ispirato ad una sceneggiatura.

Eugenio: che idea ti sei fatta di questo mio film prima vi vederlo (se lo vedrai!)?
io: lo vedrò senza farmi una idea aprioristica
Eugenio: non ne avevo dubbi
io: ma lo sai che da te mi aspetto molto eh
Eugenio: ho fatto il possibile mi sono anche azzardato a girarlo con quelle macchine infernali!
io: ti seguo dai tempi de “Il caricatore” …
Eugenio: lo so, e sei uno dei tre … omissis … come ti va?
io: dimmi la verità, hai girato in digitale giusto?
Eugenio: peggio, con le Canon D7… ma lo rifarei … agli Avati quasi gli prende un colpo … ahahahar
io: che particolarità hanno, perdona la mia ignoranza, le Canon D7?
Eugenio: sono macchine fotografiche Canon normali, che però posseggono un sensore di altissima qualità full HD per registrare anche in video. Negli USA, in GB e nel resto del mondo, sia la D7, che la D5, sono oramai usate da tutti i cinematographer, senza problemi, qua in Italia siamo stati i primi … scontrandoci con l’arretratezza tecnologica dell’apparato post produttivo nazionale … e poi, trattandosi di macchine fotografiche, e non cineprese, vanno “accroccate” in maniera fantascientifica … ma visivamente sono spettacolari … su grande schermo non fanno una piega … dettagli dal sito eugeniocappuccio.it abbiamo creato sti “Droni” per fare il film…
io: Prometto un post al fulmicotone allora, sei un grande !!!
Eugenio: devi farti una idea … è il futuro … anche se adesso stanno arrivando dei nuovi mostri … tipo la ALEXA della Arriflex, la parola fine alla pellicola 35mm, DEFINITIVA: ALEXA della Arriflex.
io: mi piace questa tua ricerca verso il low budget … sei una sorta di pioniere …
Eugenio:  Arridigital. Altrimenti che senso fa fare cinema? Per me rischiare sempre.
io: non sai quanto sono d’accordo con te su questo ;-)
Eugenio: la locomotiva che ti viene contro o ce l’hai perennemente davanti … o ce l’hai perennemente di dietro, il cinema non perdona!
io: come le grandi aziende:



Eugenio
:  geniale Marenco …… speriamo di avere le attenuanti generiche anche stavolta …
io:  lo andrò a vedere, ma, ti prometto che, non fosse altro per queste cose che ci siamo detti stasera, sosterrò il tuo film!
Eugenio: spero non te ne pentirai ….. grazie! Ti abbraccio …. a presto … buon tutto e ci sentiamo dopo il 15 ….. ti mando il pressbook ciao!
io: grazie a te, si inviami tuto quello che può servire.

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