cinemavistodame.com di Roberto Bernabò

Amabili resti – di Peter Jackson

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Recensione in anteprima

U.S.A. / Gran Bretagna / Nuova Zelanda – 2009

Breve analisi del film in forma di cocktail – a cura di Roberto Bernabò

Amabili resti

titolo originale: The Lovely Bones
nazione: U.S.A. / Gran Bretagna / Nuova Zelanda
anno: 2009
regia: Peter Jackson
genere: Drammatico
durata: 139 min.
distribuzione: Universal Pictures
official site italiano: http://www.lovelybones.com/intl/it/#home
cast: M. Wahlberg (Jack Salmon) • R. Weisz (Abigail Salmon) • S. Tucci (George Harvey) • S. Sarandon (nonna Lynn) • S. Ronan (Susie Salmon) • T. McCarthy (Caden) • R. Ritchie (Ray Singh) • N. SooHoo (Holly) • R. Malcolm (moglie caporeparto)
sceneggiatura: F. Walsh • P. Boyens • P. Jackson
musiche: Brian Eno e Peter Chilvers
fotografia: A. Lesnie
montaggio: J. Olssen

Sinossi: Tratto dal best-seller di Alice Sebold, “The Lovely Bones” (in italiano: “Amabili Resti“) racconta la storia della giovane adolescente Susie Salmon, barbaramente uccisa e che veglia dall’alto la sua famiglia e il suo assassino. La giovane dovrà tenere a freno il suo desiderio di vendetta per riuscire ad aiutare la famiglia a guarire dal dolore.

Introduzione – dedicato agli esercizi di stile

Mi dicono spesso che scrivo analisi troppo lunghe, e filologiche, e che non sempre si riesce a leggerle tutte.

Dal momento che ho visto il film in anteprima, in lingua originale, e che mi sento moralmente in dovere di fare uscire una recensione oggi, visto che il film è in uscita nella sale italiane domani, ho provato a realizzare una sorta di “esercizio di stile“.

Mi sono lasciato ispirare, cioè, dalla preparazione di un cocktail per descrivervi le eomozioni che mi ha provocato questa particolare opera, che mi ha lasciato alquanto perplesso, però, al termine della sua visione.

Infondo mi è piaciuto, ok, ma in un modo strano … proprio come questa breve, e, spero divertente, psudo-critica.

Buona lettura.

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Breve analisi in forma di cocktail

Premesso che Peter Jackson è il regista della saga de “Il signore degli anelli” e di altri film che non ricorderete, ma che potete leggere qui, vi posso dire che, poco più tardi dall’uscita del suo film King Kong (quello del 2005, eh), il progetto di questa trasposizione dal letterario al filmico, finì nelle sue mani, in quanto pare che lui già fosse più che intenzionato a dirigere ed a scrivere un lungometraggio, basanto sull’omonimo best seller di Alice Sebold.

Come per la trilogia de “Il signore degli Anelli” e “King Kong“, Jackson ha contribuito alla sceneggiatura, insieme a sua moglie. Il cast vede come interpreti principali Saoirse Ronan, Rachel Weisz, Susan Sarandon e Mark Wahlberg.

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Che dirvi.

Io personalmente l’ho visto in anteprima, a Roma, in lingua originale, cosa che consiglio.

E devo riconoscere che, dopo un certo scetticismo iniziale, alla fine ammetto, con un certo stupore, che mi è anche un po’ piaciucchiato. Ma giusto un po’, eh.

Però, ora, dovete seguirmi attentamente.

Immaginate un cocktail cinematografico così composto.

Una parte di dramma familiare autentico, reale.

Una parte, ultratossica, fate attenzione, di rapporto genitori-figli (padre vs figlia per lo più), e di crisi coniugale legata a lutto prematuro di figlia.

Una foglia di nonna sprint superflippata (una strepitosa, ammettiamolo, Susan Sarandon).

Una parte, forse anche due, di Edgar Lee Masters (si certo quello dell’Antologia di Spoon River, in salsa, però, adolescenzial-giovanilistica che fa tanto tendenza).

Una parte abbondante di trip psichedelico stile anni ’70.

Due, anche tre gocce di vendetta medianica.

Una spruzzata di horror, ma giusto quanto basta.

Aggiungete tanto Fantasy (ok, forse ve n’è caduto troppo, temo).

Non dimenticate le musiche rigenerative di Brian Eno e Peter Chilvers (già un cult sull’App Store di Apple).

Shakerate bene il tutto, a lungo, ma a lungo, lungo, lungo … lunghissimo.

Versate e sorbite in due ore.

Prima però chiudete gli occhi e cercate di ricordare l’emozione del primo bacio che avete dato … ed, anche, di tutte quelle cose che ancora non avete fatto nella vostra vita perchè pensate di avere ancora tempo, ed immaginate che quel tempo però, ahimè, è andato, svanito, evaporato, perduto per sempre.

E’ troppo?

Forse si, ma il retrogusto che vi lascia in bocca, ve lo assicuro, non è poi così male.

Aggiungo, in conclusione di questa brave analisi, che Saoirse Ronan alias Susie Salmon, è dolce e brava, ed a favore del premio Oscar Peter Jackson che non è mai facile vedere, in un romanzo, il cinema, tanto meno in una storia così particolare come quella narrata in quello di Alice Sebold.

E di cinema, in questo film, un pò se ne vede, su.

Si temeva peggio da queste parti, visto l’inizio.

Un po’ di materiali, sul mio profilo di You Tube, li trovate qui, in lingua originale.


Il film, ripeto, esce nelle sale italiane domani 12 febbraio 2010.

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Links

Il blog non ufficiale del film “Amabili resti” di Peter Jackson: qui.

Il sito ufficile italiano di Peter Jackson: qui.

Un commento

  1. […] Peter Jackson è il regista di film come “Amabili resti“. […]

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