cinemavistodame.com di Roberto Bernabò

Roberto Saviano da Fabio Fazio ancora contro la camorra

Niente. Solo per dire che alle volte esistono momenti così intensi che descriverli con le parole diventa insopportabilmente superfluo.

Lo studio di "Che tempo che fa" di Fabio Fazio

Persino demagogico arrivo a dire.

Eppure, mentre scrivo, Roberto Saviano è ancora ospite di Fabio Fazio.

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E dopo una sorta di spettacolo basato solo sui titoli dei giornali locali, che, volutamente fuorviano l’informazione, dando enfasi ai camorristi, e mettendo in secondo piano i tantissimi eroi che, in quelle terre, si battono e s’impegnano per contrastare eticamente e civilmente le logiche terroristiche di quel modo tutto, ahimè, campano e meridionale, di gestire il potere, si è lasciato intervistare da Fabio Fazio.

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Il succo è il solito.

Don Peppino Diana vergognosamente calunniato

Don Peppino Diana vergognosamente calunniato

L’arma della camorra, e quindi della stampa locale, è quella di delegittimare con la calunnia, personaggi del calibro morale di Don Peppino Diana, di cui, proprio l’altra sera, parlavo con una mia amica, campana anche lei.

Integro il post con le parole che mi ha scritto Lidia questa mattina:

Si, Peppino Diana era un grande!

Sai come?

Era un sacerdote che con la famosa “Chiesa” non centrava davvero nulla … era un amico, un uomo a cui potevi fare riferimento sempre! Sorridente, gentile, forte, divertente anche :)

Una persona davvero speciale … sai di quelle che hanno un fuoco, un’energia diversa dentro, di cui non puoi fare a meno di accorgerti e di apprezzarla.

E quando, appena morto, dissero quelle schifezze su di lui, per me che lo conoscevo bene, fu come se lo ammazzassero una seconda volta!

(Lidia: sono più o meno le stesse parole che ha detto Roberto Saviano, grazie per avermele scritte anche tu.)

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Un avviso dunque.

Se vi dovesse capitare di ascoltare, o assistere a trasmissioni radiofoniche, o televisive, o di leggere un titolo di un giornale, o semplicemente di sentir da qualcuno dire che Roberto Saviano è un buffone, che infondo se l’è cercata, che poteva restarsene zitto, che è solo in cerca di un successo personale, … beh diffidate di quelle trasmissioni, di quei giornali, e prendete seriamente le distanze da quelle persone.

Sono parte di un disegno, o peggio di un sordido ingranaggio (di cui sono le prime vittime) che intende zittire, per sempre, come è già accaduto troppe, troppe, troppe volte, una voce che si limita solo a denunciare una verità.

Un disegno tanto crudele e spietato, quanto inutile.

Inutile.

Inutile.

Inutile.

Giancarlo Siani

libero-de-rienzo-è-il-giornalista-Giancarlo-Siani-nel-film-fortapasc-di Marco Risi

Come spero non sia stata, invece, la morte di Giancarlo Siani, il giornalista ventiseienne de “Il Mattino” di Napoli che fu ucciso, barbaramente, dalla camorra di Torre Annunziata nel 1985, sulla quale indagava come inviato, sulla cui vicenda uscirà venerdì il film di Marco RisiFortapasc.

Andatelo a vedere.

Scusatemi ma sono fortemente scosso, questo post finisce qui.

Qui il mio impegno per Roberto quando nessuno ancora s’interessava per fargli avere una scorta.

P.S. Le foto sono fatte con il mio iPhone scuserete la bassa qualità, le ho scattate mentre andava in onda la trasmissione.

Guarda il video su You Tubequi.

A cura di cinemavistodame.com

Un commento

  1. iFLUK ha detto:

    Condivido e sottoscrivo.

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