cinemavistodame.com di Roberto Bernabò

I film in uscita dal 31 ottobre 2008

I film in uscita dal 31 ottobre 2008

  • Il passato è una terra straniera – di Daniele Vicari
  • La Banda Baader Meinhof –  di Uli Edel
  • Giù al nord –  di Dany Boon
  • Si può fare – di Giulio Manfredonia
  • Pride and Glory – Il prezzo dell’onore – di Gavin O’Connor
  • La terrazza sul lago – di Neil LaBute
  • High School Musical 3 – di Kenny Ortega
  • Donkey Xote – di José Pozo

L’anticipazione

locandina

Dal maestro della sceneggiatura non lineare e delle anacronie Guillermo Arriaga (Amores perros – 2000 di Alejandro González Iñárritu;   21 Grammi – Il peso dell’anima – 2003 di Alejandro González Iñárritu; Le tre sepolture – 2005 di Tommy Lee Jones; Babel – 2006 di  Alejandro González Iñárritu) che dalla scrittura della sceneggiatura passa, con questo film che ha diviso la critica all’ultimo festival di Venezia, anche alla regia, è in arrivo nelle sale italiane dal 7 novembre 2008The Burning Plain” – 2008.

Che dire se non, pur con le riserve di una pellicola che non ha un giudizio unanime, noi non possiamo non segnalarla alla vostra attenzione non fosse altro che per il ritorno di un mito generazionale come Kim Basinger (curioso ritorno nello stesso anno di Michael Rourke), e la presenza nel cast di un’ attrice bella e brava come Charlize Theron, nonché per l’aggiudicazione del Premio Marcello Mastroianni (Mostra d’Arte Cinematografica Internazionale di Venezia, 2008) migliore attrice emergente: a Jennifer Lawrence.

Nei cinema dal 31 ottobre 2008

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Il passato è una terra straniera

titolo originale: Il passato è una terra straniera
nazione: Italia
anno: 2007
regia: Daniele Vicari
genere: Drammatico
durata: 120 min.
distribuzione: 01 Distribution
cast: E. Germano (Giorgio) • M. Riondino (Francesco) • C. Caselli (Maria) • V. Lodovini (Antonia) • M. Baliani (Franco) • D. Poggi (Anna) • L. Indovina (Alessandra) • M. Jurado (Angelica) • R. Carrisi (Giulia)
sceneggiatura: G. Carofiglio • F. Carofoglio • M. Gaudioso • D. Vicari
fotografia: G. Gossi

Trama: Giorgio è uno studente modello, figlio di intellettuali borghesi, conduce una vita normale e un po’ noiosa. Fino a quando una sera conosce Francesco, coetaneo torbido e affascinante, e tra i due nasce subito una forte amicizia. Francesco si mantiene barando al gioco e Giorgio, attratto dalla personalità e dalla vita avventurosa del suo amico, diventa suo complice …

Evidenzio per primo questo film solo perché mi considero uno dei pochi blogger che conosce un po’ la sua opera. Il regista classe 1957 è infatti al suo terzo e pare più riuscito film.

Miei post su di lui sono qui e qui. La mia analisi al film è qui.

Su questo film non leggo in giro cose eccelse anche se ho visto il trailer al cinema e credo che l’opera di trasposizione dal letterario al filmico dell’omonimo romanzo di Gianrico Carofiglio, che è anche co-sceneggiatore, sia riuscita non male.

E poi diciamolo Elio Germano è uno degli attori più bravi ed anche più coerenti del cinema italiano che fa scelte non sempre dettate dai soldi ma più mi pare dalla qualità dei soggetti e scusate se è poco. Lo stesso dicasi per Chiara Caselli.

La storia mi sembra un atipica rispetto a quello che il cinema italiano ultimamente, ovviamente Matteo Garrone a parte, è solito mostrarci. Noi gli accreditiamo 3 stars che non sono moltissime ma la pool position in questo post non è male, dai. E che diventano 3,5 dopo la visione in sala.

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La Banda Baader Meinhof

titolo originale: Der Baader Meinhof Komplex
nazione: Germania
anno: 2008
regia: Uli Edel
genere: Drammatico
durata: 149 min.
distribuzione: Bim Distribuzione
cast: M. Bleibtreu (Andreas Baader) • B. Ganz (Horst Herold) • A. Maria Lara (Petra Schelm) • M. Gedeck (Ulrike Meinhof) • J. Wokalek (Gudrun Ensslin) • J. Liefers (Peter Homann) • H. Ferch (assistente di Horst Herold) • N. Uhl (Brigitte Mohnhaupt) • H. Herzsprung (Susanne Albrecht) • N. Schmidt (Jan Carl Raspe) • S. Erceg (Holger Meins) • D. Lommatszch (Christian Klar) • V. Kiefer (Peter-Jürgen Boock) • V. Bruch (Stefan) • B. Stegemann (Hanns Martin Schleyer) • S. Licht (Horst Mahler) • S. Blomberg (Rudi Dutschke)
sceneggiatura: B. Eichinger
musiche: F. Tessloff • P. Hinderthür
montaggio: A. Berner

Trama: Germania occidentale, anni ’70. Una serie di attacchi terroristici, dirottamenti aerei, rapimenti e assassinii sconvolgono il mondo politico e l’opinione pubblica tedesca. A rivendicare tali atti saranno i membri della RAF (Rote Armee Fraktion), movimento dell’estrema sinistra propugnatore della la lotta armata, fondato e guidato da Andreas Baader, Ulrike Meinhof e Gudrun Ensslin. Arrestati e incarcerati, i capi e alcuni membri del movimento moriranno in prigione nel 1977, apparentemente per suicidio, lasciando aperta una delle pagine più tragiche e misteriose della Germania post-nazista.

Trasposizione dal letterario al filmico del libro del giornalista televisivo  tedesco Stefan Aust (vincitore nel 2005 del Golden Camera per la categoria TV-Journalism) il film va ad accodarsi a questo filone del cinema tedesco post nazzista che ha iniziato ad interrogarsi non più finalmente solo del nazzismo ma anche di qualche cosa d’altro.

Ho visto il trailer al cinema e vi dico due cose questo film, in rassegna al Festival del Cinema di Roma merita per due ragioni.

La prima: l’accurata opera di ricerca svolta dal giornalista nel libro e dagli sceneggiatori nell’adattamento.

La seconda: il regista Uli (Ulrich) Edel quelli della mia generazione non possono non ricordarlo in quanto, antesignano di questo cinema tedesco, girò, nel 1981 un film cult: il drammatico Cristiana F. – Noi i ragazzi dello zoo di Berlino.

La critica, va detto, storce un po’ il naso.

La somiglianza degli attori ai veri protagonisti è impressionante.

E poi scusate Bruno Ganz dove lo mettiamo?

Tre stars virgola cinque e andare.

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Giù al nord

titolo originale: Bienvenue chez les Ch’tis
nazione: Francia
anno: 2008
regia: Dany Boon
genere: Commedia
durata: 106 min.
distribuzione: Medusa Film
cast: K. Merad (Philippe Abrams) • D. Boon (Antoine Bailleul) • Z. Félix (Julie Abrams) • P. Duquesne (Fabrice Canoli) • L. Renaud (M.me Bailleul) • M. Galabru (zio di Julie)
sceneggiatura: D. Boon • A. Charlot • F. Magnier
musiche: P. Rombi
fotografia: P. Aim
montaggio: L. Barnier • J. Delord

Trama: Un funzionario delle Poste viene trasferito in un piccolo villaggio del nord della Francia ed è costretto venire in contatto con le tradizioni locali e a interagire con i bizzarri abitanti del posto, gli Ch’tis.

Premesso che questo film in Francia ha sbancato al box office e che in quel paese la gente si è divertita assai, io se se fossi Antonio Albanese, farei causa ai titolisti italiani che andrebbero peraltro psicoanalizzati.

Ma si può prendere il titolo di uno spettacolo di cabaret teatrale del comico e riaffibbiarlo a questo film solo perché lo stesso narra di una persona che dal Sud della Francia si trasferisce al nord … e su  … e andiamo e perché l’attore peraltro assomiglia al nostro.

In Francia credo che il film diverti di più che in Italia da quello che ho letto in giro.

Io credo che si rida ma che ci si possa anche addormentare se non si è in empatia con certo modo di fare comicità dei francesi e per dirla tutta non stiamo dalle parti di La cena dei cretini di Francis Veber, nel qual caso non mi sarei perso questo film per nulla al mondo.

Diciamo due stars virgola cinque e siamo buoni.

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Si può fare

titolo originale: Si può fare
nazione: Italia
anno: 2008
regia: Giulio Manfredonia
genere: Commedia
durata: 111 min.
distribuzione: Warner Bros
cast: C. Bisio (Nello) • A. Caprioli (Sara) • G. Battiston (Dr. Federico Furlan) • G. Colangeli (Dr. Del Vecchio) • B. Storti (Padella) • A. Bosca (Gigio) • G. Calcagno (Luca) • M. De Virgilio (Nicky) • C. Gabardini (Goffredo) • A. Gattinoni (Roby)
sceneggiatura: F. Bonifacci • G. Manfredonia
musiche: Pivio • A. De Scalzi
fotografia: R. Forza

Trama: Nello, un imprenditore milanese che ha perso la propria posizione, si ritrova a dirigere una cooperativa di ex pazienti di ospedali psichiatrici dopo l’entrata in vigore della legge Basaglia. Credendo fortemente nella dignità del lavoro, Nello spinge ogni socio della cooperativa a imparare un mestiere per sottrarsi alle elemosine dell’assistenza, inventando per ciascuno un ruolo incredibilmente adatto alle sue capacità ma finendo per scontrarsi con inevitabili quanto umanissime e tragicomiche contraddizioni.

Claudio Bisio, Anita Capiroli (sospiro), Giuspeppe Battiston sono nomi che già danno un imprinting a questo film che tra serio e faceto ci conduce in mezzo a problemi veri e seri.

Certo “Si può fare” è uno slogan copiato da Walter Veltroni a Barak Obama e non è che a lui abbia portato molto bene.

Il film è in rassegna al Festival del cinema di Roma ed è tratto da una storia vera che mescola l’impegno di un ex sindacalista con quello del metodo con cui venivano curati i malati di mente, gli psicofarmaci e quella roba lì.

La segnalo come pellicola insolita nel nostro panorama di cinema italiano sempre meno coraggioso nei soggetti.

E gli accordiamo volentieri tre stars.

Vedetevi il trailer sul sito del film e leggetevi anche la sinossi … il link è qui.

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Pride and Glory – Il prezzo dell’onore

titolo originale: Pride and Glory
nazione: U.S.A.
anno: 2008
regia: Gavin O’Connor
genere: Drammatico
durata: 125 min.
distribuzione: Eagle Pictures
cast: E. Norton (Ray Tierney) • C. Farrell (Jimmy Egan) • J. Voight (Francis Tierney Senior) • N. Emmerich (Francis Tierney Jr.) • J. Ehle (Abby Tierney) • J. Ortiz (Ruben Santiago) • S. Whigham (Kenny Dugan) • F. Grillo (Eddy Carbone) • L. Bell (Megan Egan)
sceneggiatura: J. Carnahan • G. O’Connor
musiche: M. Isham
fotografia: D. Quinn
montaggio: L. Churgin • J. Gilroy

Trama: Quattro agenti della polizia di New York sono rimasti uccisi in un agguato. Il Capo dei Detective di Manhattan, Francis Tierney Senior, chiede a suo figlio, il Detective Ray Tierney, di condurre le indagini. Apparentemente sembrerebbe trattarsi del solito sequestro di droga finito tragicamente, ma col procedere delle indagini Ray comincia a rendersi conto che qualcuno deve aver informato gli spacciatori dell’imminente arrivo della polizia …

Joe Carnahan non è ceto l’ultimo degli sceneggiatori americani. E Gavin O’Connor me lo ricordo premiato al Sundance Film Festival nel 1999 con il film Tumbleweeds pellicola della quale era sceneggiatore e regista. Esattamente come in questo.

Adesso questo è l’ennesimo film in uscita questa settimana in concorso al Festival del cinema di Roma.

Edward Norton (nei panni di un poliziotto) e Colin Farrell non è che uno li può vedere al cinema tutti i giorni.

Da queste esaltanti promesse vi aspettereste che urlassi “al capolavoro”? No non lo farò, diciamo tre stars più che oneste ma non di più, eh.

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La terrazza sul lago

titolo originale: Lakeview Terrace
nazione: U.S.A.
anno: 2008
regia: Neil LaBute
genere: Thriller
durata: 110 min.
distribuzione: Sony Pictures
cast: S. Jackson (Abel Turner) • P. Wilson (Chris Mattson) • K. Washington (Lisa Mattson) • R. Nehy (Celia Turner) • J. Fisher (Marcus Turner) • J. Hernandez (Javier Villareal) • R. Glass (Harold Perreau) • J. Chambers (Donnie Eaton) • R. Pine (Cap. Wentworth) • K. Loneker (Clarence Darlington)
sceneggiatura: D. Loughery • H. Korder
musiche: J. Danna • M. Danna
fotografia: R. Stoffers
montaggio: J. Plotch

Trama: In “Lakeview Terrace”, una giovane coppia si è appena trasferita in California nella casa dei propri sogni quando diventa oggetto di persecuzione da parte del vicino di casa, il quale disapprova il loro rapporto interrazziale. Padre single e severo, questo impenetrabile ufficiale di polizia del Dipartimento di Los Angeles, si è nominato guardiano del quartiere. Il suo pattugliamento notturno e i suoi occhi estremamente vigili rassicurano alcuni dei vicini, ma diventa sempre più molesto nei confronti dei giovani sposi. Quando la coppia cercherà di reagire ai soprusi l’ostilità diventerà fatale.

Nell’anno che segna la svolta tra TV e cinema due sceneggiatori televisivi come David Loughery e Howard Korder approdano anche loro al grande schermo.

Ora anche qui una menzione ed un invito agli psichiatri di analizzare il cervello dei titolisti che dopo il successo del film italiano “La ragazza del lago” decidono di ribattezzare questo film “La terrazza sul lago“. Beh complimenti non c’è che dire ma non siamo proprio tutti così rincoglioniti come voi, eh.

Per il resto il film in questione credo che mantenga meno di quello che prometta.

Noi lo liquidiamo con due stars virgola cinque e siamo generosi.

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High School Musical 3

titolo originale: High School Musical 3: Senior Year
nazione: U.S.A.
anno: 2008
regia: Kenny Ortega
genere: Musicale
durata: 100 min.
distribuzione: Buena Vista International
cast: Z. Efron (Troy Bolton) • V. Hudgens (Gabriella Montez) • A. Tisdale (Sharpay Evans) • L. Grabeel (Ryan Evans) • C. Bleu (Chad Danforth) • M. Coleman (Taylor McKessie) • B. Johnson (allenatore) • O. Rulin (Kelsi Nielsen) • R. Sanborn (Jason Cross) • K. Stroh (Martha Cox)
sceneggiatura: P. Barsocchini
musiche: D. Lawrence • S. Vincent
fotografia: D. Aranyó
montaggio: S. Flaum • D. Brochu

Trama: Sei giovani della East School, prossimi al diploma, inscenano per il musical di primavera le vicende che hanno caratterizzato questo ultimo anno nei banchi del college, tra amori, amicizie, paure e aspirazioni. Tutti, in modo diverso, si ritrovano a fare dover scegliere per il proprio futuro. Troy e Gabriella, innamorati in preda alla difficile possibilità di una separazione; Sharpay sempre a correre dietro al divismo che ha costruito intorno a sé; Chad che sogna di continuare la sua carriera sportiva nel basket …

Non è che siccome abbiamo questo blog dobbiamo parlare necessariamente di tutti i film, eh. E poi i titolisti italiani non ci hanno nemmeno provato più di tanto a salvare le apparenze di questo genere così becero del cinema made in USA … si vede che tira già così che tristezza …

Il genere ed il titolo e qualche breve ricerca mi danno l’autorizzazione di liquidarlo con una stars e mi sono tenuto alto.

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Donkey Xote

titolo originale: Donkey Xote
nazione: Spagna / Italia
anno: 2007
regia: José Pozo
genere: Animazione
durata: 90 min.
distribuzione: Revolver
sceneggiatura: A. Pariente
musiche: A. Guerra
montaggio: F. Bueno


Trama
: L’asinello Rucio ci narra la vera storia di Don Chisciotte, un uomo intelligente, coraggioso e appassionato che con il suo fedele amico Sancho Panza e il cavallo Ronzinante gira la Spagna in lungo e in largo alla ricerca della sua amata Dulcinea …

Chi legge questo blog sa che non sono un amante del genere cinema di animazione ma anche se lo fossi non credo che amerei questo film più di tanto.

C’ ancora in giro Wall-E e sa proprio uno deve magari si va a vedere quello e non l’asinello Rucio, con tutto il rispetto eh. E si che Don Chisciotte è uno di quegli eroi che meriterebbe e che amo. Ma la sua rielaborazione in questo film, dopo avere visto il trailer, non lascia molte speranze. Diciamo due stars.

Brutta settimana ragazzi.

Speriamo in meglio la prossima.

A cura di cinemavistodame.

4 commenti

  1. Roberto Bernabo' ha detto:

    @fb23 Caro Fabrizio, innanzitutto grazie per l’apprezzamento della grafica che è una cosa sulla quale mi sono molto impegnato in effetti ;)
    Sul film Si può fare di Giulio Manfredonia sono d’accordo con te Bisio è bravo, la parte gli si s’addice, ed il film credo che meriti se pensi che è ispirato ad una storia vera.
    Verrò anche sul tuo blog e spero di rileggerti presto.
    Buona serata,

    Rob.

  2. fb23 ha detto:

    Un paio di considerazioni.
    1. Bellissimo Blog, sia graficamente che come contenuti, essendo un grandissimo appassionato di Cinema. (soprattutto italiano ;))
    2. Per questa settimana spero di andare a fare un salto al Cinema per vedere Si può fare, penso che Bisio faccia una bellissima parte.

    A presto. Ti seguirò spesso.:D

    Fai un salto nel mio Blog.
    Fabrì

  3. Roberto Bernabo' ha detto:

    @tessapurna Ehm … il film di questa settimana è senza dubbio Il passato è una terra straniera di Daniele Vicari secondo me ;)

    Grazie del passaggio.

    Rob.

  4. tessapurna ha detto:

    boh. certo che ‘la terrazza sul lago’ è un titolo bellissimo. e pure la trama, con uno psicopatico mi potrebbe piacere….
    non so.

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