cinemavistodame.com di Roberto Bernabò

Esce oggi “Il Divo” – di Paolo Sorrentino (2008)

In 340 sale distribuito dalla Lucky Red



Il regista: “Ho gia’ ascoltato dietrologie di bassa lega”.

Il Divo di Paolo Sorrentino, fresco vincitore del premio della giuria a Cannes, esce oggi in Italia in 340 copie, distribuito da Lucky Red.

Il regista definisce la sua opera un film per i giovani e oggi l’ha presentata a Roma dicendo di aver gia’ ascoltato “dietrologie di bassa lega”, che non è un movimento politico del Sud Italia (ho fatto la battuta), su un film che sarebbe, a seconda dei casi, troppo duro o troppo morbido.

“Siccome ho fatto un film anche sul teatrino della politica – ha detto il regista partenopeo – spero che il teatrino non si ripeta anche nei commenti sul Divo”.

Il Divo

titolo originale: Il Divo
nazione: Italia
anno: 2008
regia: Paolo Sorrentino
genere: Biograpic
durata: 110 min.
distribuzione: Lucky Red Distribuzione
cast: T. Servillo (Giulio Andreotti) • A. Bonaiuto (Livia Andreotti) • G. Bosetti (Eugenio Scalfari) • F. Bucci (Franco Evangelisti) • P. Graziosi (Aldo Moro) • C. Buccirosso (Paolo Cirino Pomicino) • G. Colangeli (Salvo Lima) • A. Ralli (Giuseppe Ciarrapico) • M. Popolizio (Vittorio Sbardella) • G. Imparato (Vincenzo Scotti) • G. Vettorazzo (Magistrato Scarpinato)
sceneggiatura: P. Sorrentino
musiche: T. Teardo
fotografia: L. Bigazzi
montaggio: C. Travagliolo

Sinossi: A Roma, all’alba, quando tutti dormono, c’è un uomo che non dorme. Quell’uomo si chiama Giulio Andreotti. Non dorme perché deve lavorare, scrivere libri, fare vita mondana e, in ultima analisi, pregare. Pacato, sornione, imperscrutabile, Andreotti è il potere in Italia da quattro decenni. Agli inizi degli anni novanta, senza arroganza e senza umiltà, immobile e sussurrante, ambiguo e rassicurante, avanza inarrestabile verso il settimo mandato come Presidente del Consiglio. Alla soglia dei settant’anni, Andreotti è un gerontocrate che, equipaggiato come Dio, non teme nessuno e non sa cosa sia il timore reverenziale.

Commento prima della visione: Ok, non faccio fatica ad ammetterlo. Attendo con ansia questo film che in concorso al Festival di Cannes, si è aggiudicato il gran premio della giuria che voglio dire sono cose. Un po’ perché Paolo Sorrentino è un regista napoletano, come me, che mi sembra quasi più essere un amico di famiglia, mi si perdoni la citazione involontaria della sua opera, che un regista di talento qual è, un po’ perché in questo film una mia cugina, Marcella Libonati, gli ha fatto d’assistente alla regia, ed un po’ perché è da tempo che seguo le vicende di questo film. La prova è qui.

In una intervista a “La venticinquesima ora” Paolo ha confessato che una delle ragioni per cui da sempre ha avuto l’intenzione di girare un film su Giulio Andreotti (prova ne sia, tra mito e leggenda metropolitana, che uno dei suoi primi soggetti mai realizzati per un cortometraggio era incentrato proprio sul politico italiano più discusso sotto più profili, e che la causa principale di tale mancata realizzazione consisté nel non riuscire a ricreare le orecchie del senatore a vita) è il fatto che una sua parente, pare, gli assomigliasse così tanto che tutte le volte che si recavano in visita da lei, nella sua famiglia si dissertasse poi a lungo, una volta tornati a casa, di quanto incredibilmente questa zia gli somigliasse.

La verità però è (anche) un’altra, aldilà delle fascinazioni adolescenziali del regista.

Ed è che Guilio Andreotti, forse più di molti altri politici italiani, ha rappresentato un’icona della gestione del potere nel nostro paese per oltre quarant’anni. Eh Silvio, ne devi magiare di biada…

Ad interpretare il Divo Andreotti il recente Premio David di Donatello Tony Servillo, che ritorna a svolgere la sua collaborazione, assai proficua, con il regista, e che è d’annoverare tra gli attori anche dell’altro film italiano in concorso e premiato a Cannes: Gomorra di Matteo Garrone, trasposizione dal letterario al filmico dell’omonimo libro shock di Roberto Saviano, che ha anche collaborato alla sceneggiatura.

Tornando al Divo ho visto qualche foto sul sito ufficiale e del film e credo che Servillo, un attore che personalmente amo molto, si sia davvero superato in quanto ad immedesimazione nel personaggio.

Insomma, per ora, quattro stars aprioristiche, curiose ed impazienti.

Entro stasera su cinemavistodame2 le altre uscite del fine settimana.

Poi partenza per Cernobbio dove rimarrò fino a venerdì.

Lascia un commento