cinemavistodame.com di Roberto Bernabò

I film in uscita dal 4 aprile 2008

Come di consueto, cari lettori di questo blog, passiamo insieme in rassegna i film in uscita nei cinema dal 4 aprile 2008.

Come è tradizione di questo blog, vediamo anche un’anticipazione:

  • Interview – di Steve Buscemi

In questo post:

Nei Cinema dal 4 Aprile 2008

  • Juno – di Jason Reitman
  • Non pensarci – di Gianni Zannssi
  • La zona – di Rodrigo Plá
  • Gone Baby Gone – di Ben Affleck
  • The Eye – di David Moreau • Xavier Palud
  • Next – di Lee Tamahori
  • All’amore assente – di Andrea Adriatico
  • Amore, bugie e calcetto – di Luca Lucini
  • Jimmy della Collina Enrico Pau

Nei cinema dall’11 aprile 2008

Interview

titolo originale: Interview
nazione: U.S.A.
anno: 2007
regia: Steve Buscemi
genere: Drammatico
durata: 81 min.
distribuzione: Fandango
cast: S. Buscemi (Pierre Peters) • S. Miller (Katya) • J. Loo (Theo) • T. Elders (Maggie) • M. Buscemi (Robert Peders)sceneggiatura: S. Buscemi • D. Schechter
musiche: E. Lurie
fotografia: T. Kist
montaggio: K. Williams

Trama: “Tutto quello che dici può essere e verrà usato contro di te” … Dopo aver litigato con il suo editore, un giornalista politico al tramonto della sua carriera (Buscemi) è costretto ad intervistare la più famosa attrice americana di soap (Miller).

Steve Buscemi, che ha anche un fratello Micheal, è un noto attore, sceneggiatore e regista di Brooklin.

Qui, in questo film, ha curato praticamente tutto.

Una pellicola, come si dovrebbe dire, scritta, diretta ed interpretata da lui.

Che voglio dire sono cose.

Il film rappresenta il primo capitolo di una trilogia ispirata ai lavori dello scomparso regista olandese Theo van Gogh (gli altri due sono stati affidati a Stanley Tucci e BoB Balaban), io ne scrissi qui, quest’opera [e che altro non è se non il remake dell’omonima pellicola (questa) del regista olandese, crivellato di colpi sotto casa sua da un fondamentalista islamico] conferma il talento di Steve Buscemi non solo come attore ma anche come regista, dopo Lonesome Jim, toccante composizione generazionale della praticamente eterna “No mans land” americana, il regista si lascia contaminare da un universo urbano nel quale sia l’ambientazione che il discorso, ci narrano della falsità di certe relazioni che assomigliano più ad un gioco di specchi che ad una realtà lineare.

In bilico tra il saggio sociologico, la sophisticated commedy ed il kammerspiel, questo film è un unico atto che è, in realtà, basato, tutto o quasi, sulle complementari interpretazioni, spesso agite in un giuoco d’inversione di ruoli, sia di Buscemi stesso, che della bravissima e bellissima Sienna Miller.

Una storia che attinge dalle nevrosi vere di un mondo, quello del cinema e della televisione, che Buscemi conosce molto bene.

Ed allora, chissà, forse questa pellicola, che segnalo, ha anche un buon ranking negli USA, potrebbe essere un modo intelligente per avvicinarci al suo cinema.

E poi, last but not least, distribuisce Fandango, ulteriore e definitiva garanzia del prodotto.

Io gli accordo volentieri tre stars virgola cinque.

Nei cinema dal 4 aprile 2008

Juno

titolo originale: Juno
nazione: U.S.A.
anno: 2007
regia: Jason Reitman
genere: Drammatico
durata: 92 min.
distribuzione: 20th Century Fox
cast: E. Page (Juno MacGuff) • M. Cera (Paulie Bleeker) • J. Garner (Vanessa Loring) • J. Bateman (Mark Loring) • J. Simmons (Mac MacGuff) • O. Thirlby (Leah)sceneggiatura: D. Codymusiche: M. Messina • K. Dawson
fotografia: E. Steelberg
montaggio: D. Glauberman
Sito ufficiale: http://www.foxsearchlight.com/juno/

Trama: Juno è una brillante adolescente del Minnesota. Un pomeriggio noioso come tanti si trasforma in qualcosa di diverso quando Juno decide di fare sesso con Bleeker, un ragazzo timido e riservato. Quando scopre di essere incinta escogita un piano per trovare una coppia di genitori per il bambino. Dopo qualche ricerca, si imbatte in Mark e Vanessa, una coppia benestante che sta cercando di avere un bambino in adozione. Per sua fortuna, Juno può contare sull’aiuto e il sostegno del padre e della matrigna. Ma quando sta per arrivare la fatidica data del parto, la vita apparentemente idilliaca di Mark e Vanessa comincia a mostrare qualche crepa.

La storia di questo film è più straordinaria del film stesso.

Immaginate Diablo Cody una ex prostituta che si stanca di questo mestiere.

Apre un blog, con un titolo che è tutto un programma The Pussy Ranch. Successivamente migrato su My Space ed esattamente qui.

Scrive una sceneggiatura.

Quest’ultima trova gente disposta a farla diventare un film vero.

Questo film diventa un caso di successo di critica e di pubblico.

Lei, Diablo Cody, finisce alla notte degli Oscar e vince la mitica statuetta per la migliore sceneggiatura.

Vi dico solo che questo film, oltre all’Oscar, ha già vinto 38 altri premi in giro per il mondo e si è aggiudicato ben 25 nominations.

Tra i quali come tacere il trionfo alla Festa del cinema di Roma.

Quasi mi dimenticavo…

Altra annotazione a margine è che Jason Reitman, il regista del film, è un figlio d’arte di Ivan Reitman il regista di “Ghostbuster”.

Una volta disse al padre: “Papà ma perché tu che fai il regista non vai mai alla notte degli Oscar?

Ed il padre di risposta disse: “Ma vedi, figliolo, non sono ancora stato nominato, e non mi sembra, pertanto carino andare dove non m’invitano“.

Ed allora il figlio rispose: “Beh papà, ma se un giorno inviteranno me, mi accompagnerai?

Il padre, comprendendo che il figlio faceva alquanto sul serio, rispose: “Certo figlio mio ci mancherebbe“.

Ed è così che è andata.

Il film, diretto da Jason Reitman, (si insomma il regista del film della foto su con in mano il “Marco Aurelio d’argento“, vinto dalla pellicola come miglior film alla seconda “Festa del cinema di Roma“) ha ricevuto la nomination ed il padre, Ivan Reitman, ha così potuto partecipare per davvero, per la prima volta, insieme al figlio, ad una notte degli Oscar.

E poi ti vengono a dire che non esiste più il sogno del mito americano … ma andiamo su …

Va anche detto, ad onor del vero, che il figlio aveva già fatto vedere le sue qualità con il pungente esordio di “Thank you for smoking”, irriverente e divertente commedia sul tema delle industrie di tabacco americane.

Questa volta il tema è diverso, certo, e per certi versi più canonico, ma il risultato non cambia: “Juno” è un piccolo film commerciale, ma indipendente, che ha come punto di forza la raffinata e brillante sceneggiatura di Diablo Cody, che sembra cucita addosso agli attori e che esalta l’interpretazione straordinaria della ventenne Ellen Page, attrice di cui si sentirà parlare ancora molto, anche dopo questo film, scommettiamo?

Insomma, per farvela breve, il film più commovente del 2008, e che ogni blogger dovrebbe vedere, approderà nelle sale italiane dal 4 aprile 2008.

Io vi dico solo una cosa: non perdetevelo per nessuna ragione al mondo.

Quattro stars virgola cinque solo perché per la sceneggiatrice è un’opera prima.

Non pensarci

titolo originale: Non pensarci
nazione: Italia
anno: 2007
regia: Gianni Zanasi
genere: Commedia
durata: 110 min.
distribuzione: 01 Distribution
cast: V. Mastandrea (Stefano Nardini) • A. Caprioli (Michela Nardini) • G. Battiston (Alberto Nardini) • C. Murino (Nadine) • P. Briguglia (Paolo Guidi)
sceneggiatura: G. Zanasi • M. Pellegrini
musiche: A. Dog • L. Fauves • M. Monroe
fotografia: G. Pietromarchi

Trama: Un chitarrista rock di 35 anni, trasferitosi a Roma per sfondare, sbarca il lunario tra un concerto e l’altro sognando di incidere un disco. Ma i finanziamenti non arrivano e la crisi creativa incombe. La scoperta del tradimento della fidanzata è la goccia che fa traboccare il vaso e lo convince a prendersi una pausa di riflessione. Quale luogo migliore della natìa Rimini, da dove manca da quattro anni? Accolto a braccia aperte dagli apprensivi genitori, il nostro si imbatte però in un quadretto familiare tutt’altro che idilliaco: il padre, in pensione a forza per problemi di salute, non pensa ad altro che al golf lasciando all’esaurito primogenito la gestione dell’azienda di famiglia, che produce ciliegie sciroppate; la madre aggira la depressione frequentando discutibili corsi di autostima e fiducia nel prossimo; la sorella molla l’università per lavorare nel delfinario. Ma tra crisi di nervi, liti, frustrazioni e rivelazioni scottanti, la solidarietà familiare può ancora riservare qualche sorpresa.

Nella débâcle del cinema italiano in concorso all’ultima rassegna cinematografica di Venezia al lido, c’è stato, però, un film bassissimo budget italiano, che il pubblico prima, e la critica poi hanno molto apprezzato.

E’ il nuovo film di Gianni Zanasi: “Non pensarci” che esce a ben ad otto anni di distanza dal suo ultimo.

Una produzione ai margini dell’indipendente, con la collaborazione di La7; un cast di primissimo piano, con Valerio Mastandrea nei panni di un trentaseienne che torna nel paesino dove abita tutto il resto della famiglia (i fratelli sono Giuseppe Battiston e Anita Caprioli).

Tra paure e bugie, la famiglia si rivela un nucleo di persone che si conoscono poco tra di loro, ma che scoprono di avere bisogno l’una dell’altra.

Una commedia e, come direbbe Nanni Moretti, è sempre il tempo per una commedia.

Holliwood Party gli ha dedicato una puntata. Cinemavistodame e cinemavistodame 2 ne caldeggiano la visione in sala.

L’intelligenza, l’idea cinematografica, la ricerca di un linguaggio audiovisivo divertente ed innovativo non sempre ha bisogno di budget.

La segnalo come l’uscita italiana più interessante del weekend che punta, lo ribadisco, su due attori italiani che stimo tantissimo: Valerio Mastandrea e Giuseppe Battiston.

Quattro stars d’incoraggiamento.

La zona

titolo originale: La zona
nazione: Spagna / Messico
anno: 2007
regia: Rodrigo Plágenere: Drammatico
durata: 95 min.
distribuzione: Sacher Distribuzione
cast: D. Gimenez Cacho (Daniel) • M. Verdú (Mariana) • D. Tovar (Alejandro) • C. Bardem (Gerardo) • M. de Tavira (Andrea) • M. Zaragoza (Comandante Rigoberto) • A. Chàvez (Miguel)
sceneggiatura: L. Santullo
musiche: F. Velázquez
fotografia: E. Villanueva
montaggio: B. Vilaplana • A. Garcia

Trama: Alejandro è un adolescente privilegiato che vive nella “Zona”, quartiere benestante nel centro di Città del Messico, protetto da guardie private e circondato da alte mura. Oltre i confini ed il filo spinato c’è la miseria più nera. Il giorno del suo compleanno, tre ragazzi delle favelas riescono a penetrare nella Zona e ad introdursi in una delle case. La rapina finisce male e un’anziana donna muore. Due dei giovani rapinatori vengono uccisi mentre tentano la fuga. Il terzo, Miguel, riesce a fuggire ma non a lasciare la Zona …

Furbescamente distribuito dalla Sacher Film, si certo amici l’eminenza grigia del cinema italiano, quella gestita da Nanni Moretti che sempre più assomiglia a Berlusconi, l’uomo che combatte per i suoi conflitti d’interesse …, dai Nanni stacci che si scherza.

Eccovi un film spagnolo di un regista, Rodrigo Plá, che tra i tanti premi vinti si è aggiudicato, all’ultimo Festival Di Venezia, niente di meno che l’award per la migliore regia, ma si l’ambitissimo premio intestato a Luigi de Laurentis.

Pellicola dunque degna di nota? Io direi di si. Si presenta a noi oltre che con l’ambito Leone, anche con un discreto ranking cinefilo, che sicuramente mi corre l’obbligo di segnalare come uscita interessante, diciamo tre stars virgola cinque perché, infondo, il Nanni nazionale non si muove mai a ragion non veduta … ricordate “Guida per riconoscere i tuoi santi” di Dito Montiel, no?

Gone Baby Gone

titolo originale: Gone Baby Gonen
azione:U.S.A.
anno: 2007regia: Ben Affleck
genere: Drammatico
durata: 114 min.
Sito ufficiale: www.gonebabygone-themovie.com
Sito italiano: www.gonebabygone.it
distribuzione: Buena Vista International
cast: C. Affleck (Patrick Kenzie) • M. Freeman (Jack Doyle) • M. Monaghan (Angela ‘Angie’ Gennaro) • E. Harris (Detective Remy Broussard) • A. Ryan (Helene McCready)
sceneggiatura: B. Affleck • A. Stockard
musiche: H. Gregson-Williams
fotografia: J. Toll
montaggio: W. Goldenberg

Trama: Basato sul romanzo di Dennis Lehane. A Dorchester, un quartiere di Boston, le strade sono pericolose. Quando Amanda, una bambina di quattro anni sparisce, la polizia non riesce a trovare nessuna pista. I disperati zii della bambina si rivolgono allora ad una coppia di investigatori privati Patrick Kenzie e Angie Genarro per occuparsi del caso.

Qui siamo di fronte alla premiata ditta Affleck. Ben l’attore e regista della pellicola, fratello maggiore dell’attore rivelazione del 2007: Casey Affleck. Che noi abbiamo amato quanto voi anche nel film più discusso, quello che ha consegnato, tra le mille polemiche, il Leone d’oro del Festival di Venezia a Bradd Pitt.

Il film in questione è “L’assassino di Jesse James per mano del codardo Robert Ford” – di Andrew Dominik per il quale il giovane Casey Affleck si è aggiuicato una bella nomination agli Oscar 2008, però.

In questo film Ben Affleck, anche lui eccellente attore, si sposta e passa dietro la macchina da presa e lo fa scegliendo un soggetto molto difficile da trattare, la violenza sui bambini, proponendo la trasposizione dal letterario al filmico del “La Casa Buia” di Dennis Lehane (già autore di Mystic river), che oltre ad essere l’autore e scrittore del romanzo è anche lui è un attore, ed anche produttore cinematografico.

Ben, insieme, ad Aaron Stockard, ha curato la stesura della sceneggiatura non originale.

Protagonisti della pellicola sono due detective privati Patrick ed Angie a cui viene chiesto di indagare sulla scomparsa di Amanda, una bambina di 4 anni con una madre tossicodipendente.

La vicenda si svolge in un quartiere malfamato di Boston (la città usata da Martin Scorsese nella rielaborazione di “Infernal Affairs” di Andrew Lau e Alan Mak – Hong Kong 2002, diventato, nelle sue mani, il premio Oscar “The Departed” n.d.r.), ben conosciuto dai due investigatori che lì sono cresciuti e che conoscono tutti ed è proprio il quartiere, la sua vita e le facce dei suoi abitanti uno degli aspetti più interessanti e ben costruiti del film.

Ben Affleck si rivela un attento conoscitore di quella zona e delle sue miserie, il degrado morale e materiale viene mostrato con sapienza, (forse un inconscio riferimento al maestro Martin) e la mdp si muove sicura su quei volti lontani che presentano distanze siderali dalle belle facce imberbi di Hollywood.

La faccia da bravo ragazzo di Casey Affleck si rivela, ma tu guarda, vincente, ottimo attore, riesce a rendere le tante sfumature del suo personaggio.

Patrick non è solo il protagonista della vicenda … è, come dire, il perno morale ed etico attorno al quale gira tutta la storia, saranno le sue scelte a porre le domande più difficili e spinose.

Qui il bene e il male (altro esplicito riferimento a Martin Scorsese) non sono definiti in modo monolitico e nessuno si può definire innocente o giusto, tranne ovviamente i bambini.

Pur considerano il buon ranking USA e stimando la coppia Ben e Casey non credo siamo dalle parti di “The Departed” ma la pellicola m’incuriosisce lo stesso.

Quattro stars luminose e molto Affleck.

The Eye (2008)

titolo originale: The Eye (2008)
nazione: U.S.A.
anno: 2008
regia: David Moreau • Xavier Palud
genere: Horror
durata: 97 min.
Sito ufficiale: www.theeyethefilm.com
distribuzione: Mediafilm
cast: J. Alba (Sydney Wells) • P. Posey (Helen Wells) • R. Serbedzija (Simon McCullough) • A. Nivola (Dr. Paul Faulkner)
sceneggiatura: S. Gutierrez
musiche: M. Beltrami
fotografia: J. Jur
montaggio: P. Lussier

Trama: Sydney Wells è una violinista famosa a Los Angeles. Intelligente, molto dotata, e fortemente indipendente; è cieca, il risultato di una tragedia che le è capitata durante l’infanzia. Sydney si sta per sottoporre ad un doppio trapianto di cornea che le ridarà la vista dopo più di due decenni di cecità. Dopo l’intervento, il neurologo Dr. Paul Faulkner è incaricato di aiutare Sydney ad affrontare il difficoltoso adattamento che seguirà al riacquistare la vista e a dare un senso a ciò che comincia a vedere. Con il supporto della sorella maggiore, Helen, il mondo di Sydney lentamente comincia a venire messo a fuoco. Ma la felicità di Sydney ha vita breve. Inspiegabili, strane e spaventose immagini iniziano a perseguitarla …

Una persona cieca si opera e vede cose che gli altri non vedono. Un accorgimento classico del cinema di genere. Partendo da Stanley Kubrick con Shining, ed arrivando a chissà quante altre pellicole.

Io mi sono operato più volte agli occhi e vi dico che sono attratto da questa pellicola per motivi personali. Ma credetemi, ho visto il trailer, e siamo di fronte al classico film che unisce da un lato un imprinting chiaramente horror, alle solite trovate come audio alzato all’improvviso.

Insomma trucchetti di bassa lega.

Infatti ranking bassissimo per un film a cui concedo 2 stars. Ed è grasso che cola. Io alla vista al cinema ci tengo … perchè il cinema è l’arte della visione, ed è spesso proprio quello il problema.

Next

titolo originale: Next
nazione: U.S.A.
anno: 2007
regia: Lee Tamahori
genere: Azione / Avventura
durata: 96 min.
distribuzione: Medusa Film
cast: N. Cage (Cris Johnson) • J. Moore (Callie Ferris) • N. Pajon (Sig. Green) • P. Rae (Flagman) • J. Biel (Liz) • P. Falk (Irv) • T. Kretschmann (Sig. Smith) • E. Cilenti (Sig. Jones)
sceneggiatura: G. Goldman
musiche: M. Ishamfotografia: D. Tattersall
montaggio: C. Wagner

Trama: Cris Johnson ha uno straordinario potere: riesce a vedere, anche se per pochi minuti, cosa succederà nel futuro. Stanco di essere sottoposto a continui controlli e visite mediche da parte del governo e degli scienziati che vogliono saperne di più sulle sue facoltà paranormali, Cris decide di trasferirsi a Las Vegas dove, nascosto dietro un falso nome, si mantiene esibendosi come mago e giocando d’azzardo. Sulle sue tracce si mette l’agente del governo Callie Ferris, decisa a convincerlo a collaborare per sventare un pericoloso attacco terroristico …

Questo film sarebbe archiviabile come un film scadente che non andrei a vedere in sala anche per ragioni personali. Non amo Nikolas Cage.

Va aggiunto che, a parte un premio vinto per la direzione della fotografia conferito a Liz Matthews al California on Location Awards, non mi sembra che questa pellicola meriti menzioni particolari.

Due stars virgola cinque. Vi consiglio di spendere meglio i vostri soldi sopratutto se non vivete a Roma dove c’è l’iniziativa Cin Cin Cinema.

All’amore assente

titolo originale: All’amore assente
nazione: Italia
anno: 2008
regia: Andrea Adriatico
genere: Drammatico
durata: 98 min.
distribuzione: Vitagraph
Sito ufficiale: www.nextmovie.com
cast: M. Poggio (Investigatore) • M. Vukotic (Magda) • F. D’Aloja (Iris) • M. Patella (Edoardo)
sceneggiatura: A. Adriatico • S. Casi • M. Mancassola
musiche: R. Passuti
fotografia: A. Locatelli
montaggio: R. Passuti

Trama: Una campagna elettorale dei nostri tempi, dove la parola conta più del suo contenuto, dove sedurre vale più di convincere. Sono parole di seduzione quelle pronunciate dal politico emergente Massimo Arati nei suoi discorsi. Suoi… diciamo pure che sono scritti da un ghost-writer. Cosa c’è di male? Ormai tutti i politici hanno qualcuno che scrive i loro discorsi: dietro ogni politico si nasconde un ghost-writer, un fantasma che scrive perché “deve esserci senza esserci”. E dietro ogni ghost-writer c’è uno staff che cura l’immagine e la comunicazione, agenzie nate per “chiunque abbia qualcosa da dire… o voglia fingere di averlo”, come sottolinea la potente comunicatrice Iris.

Andrea Adriatico è un regista con un certo talento che mi sembra si sia messo in luce con opere particolari sia come regista che come sceneggiatore: “Il Vento di sera“(2004), un premio al regista ed una nomination, “Pugni e su di me si chiude un cielo” (2003) “L’auto del silenzio” (2002), nel quale annotiamo un’interpretazione di Eva Robins.

Insomma, non è affatto il film italiano da deridere, e magari neanche il capolavoro che attendiamo di scoprire, ma questo è uno di quei registi che verrà, temo, stritolato dalle implacabili leggi di un mercato troppo disattento ad un cinema, invece di qualità, anche se di non immediata comprensione.

Anche se.

Anche se è con pochi virtuosismi tecnici, mai usati a sproposito, che Adriatico racconta una coinvolgente vicenda a metà strada tra il giallo e il dramma esistenziale, costruita su lenti ritmi di narrazione immersi in una triste e per certi aspetti inquietante atmosfera fortemente pessimista, impreziosita non solo dalla contrastata fotografia da noir di Andrea Locatelli (“Incantesimo napoletano”), ma anche da un’ossessiva presenza della pioggia.

Tre stars virgola cinque d’incoraggiamento sperando che qualcosa cambi. Ed è già tanto che lo faccino uscire, se non ci fosse stata la campagna elettorale i nostri geni del marketing cinematografico italiano … dubito che avrebbero osato.

Amore, bugie e calcetto

titolo originale: Amore, bugie e calcetto
nazione: Italia
anno: 2007
regia: Luca Lucini
genere: Commedia
durata: 115 min.
distribuzione: Warner Bros
Sito ufficiale: www.amorebugieecalcetto.it
cast: C. Bisio (Vittorio) • A. Finocchiaro (Diana) • C. Pandolfi (Silvia) • F. Nigro (Lele) • G. Battiston (Mina) • C. Mastalli (Viola) • P. Sermonti (Filippo) • A. De Rosa (Piero)
sceneggiatura: F. Bonifacci
musiche: G. Taviani
fotografia: M. Archinto
montaggio: F. Rossetti

Trama: Le vicende sentimentali di un gruppo di amici che per nulla al mondo rinuncerebbe alla partita del giovedì. In campo come nella vita: “dimmi come giochi e ti dirò chi sei”. Ma non sempre è facile trovare il proprio ruolo e ne sanno qualcosa le rispettive mogli, ex mogli, amanti e fidanzate …

Se le generazioni dei trentenni e dei cinquantenni desiderano rivedersi in una sorta di specchio … magari anche divertente … possono andare a vedere questo film.

Giudico positiva la presenza di attori intelligenti come Claudio Bisio o Angela Fonocchiaro, storco un po’ il naso su Claudia Pandolfi, un’attrice che prometteva di più, ma, che non ha mantenuto, al momento, le mie aspettative.

Divertente la metafora visiva in cui tutti ci riconosciamo, ma si dai, il calcetto è lo sport più praticato in Italia.

Potrebbe però anche essere il film italiano da deridere della settimana.

Poi però consideriamo che c’è Guseppe Battiston nel cast, ed anche la mia amica ed il mio amico, attrice ed attore promettenti Chiara Mastalli ed Andrea De Rosa, (si si, quelli di “Notte prima degli esami” e “Notte prima degli esami oggi“, la foto è scattata da me, e allora?)

Poi però consideriamo che Fabio Bonifacci è lo sceneggiatore di Lezioni di Cioccolato e co-sceneggiatore di Notturno Bus e di Ravanello Pallido ed allora diciamo che questo film lo segnaliamo come un miscuglio di commedia brillante ma di quel brillante non banale che ha anche il coraggio di aiutare nuovi talenti (Chiara Mastalli e Andrea De Rosa, fidatevi), ad uscire fuori dagli stereotipi e dai cliché che il cinema italiano, più di altri, tende ad affibbiare con troppa faciloneria.

Vorrei dare quattro stars ma mi riservo almeno una visione in sala per ora tre stars virgola cinque.

Jimmy della Collina

Titolo originale: Jimmy della Collina
Nazione: Italia
Anno: 2006
Genere: Drammatico
Durata: 90′
Regia: Enrico Pau
Sito ufficiale: www.jimmydellacollina.com
Cast: Nicola Adamo; Valentina Carnelutti; Francesco Origo; Massimiliano Medda; Giovanni Carroni; Gisella Vacca; Caterina Silva;
Produzione: X Film, Fondazione OPE
Distribuzione: Aranciafilm

Trama: Sarroch (Sardegna sud-occidentale) sonnecchia tra le montagne, il mare e il profilo delle alte ciminiere di una raffineria petrolchimica. Jimmy ci vive da quasi diciotto anni con la sua famiglia di operai. La totale assenza di alternative concrete per i giovani come lui, possono portare a delle scelte che rischiano di rovinare per sempre l’esistenza, infatti, dopo un tentativo di rapina, Jimmy finisce nel carcere minorile. Le cose sembrano poter migliorare quando entra nella comunità di recupero “La Collina”, dove conosce Claudia, una delle ragazze che aiutano padre Ettore a portare avanti la comunità. Ma la via del riscatto sociale é difficile da portare a termine e gli ostacoli si presentano in ogni momento.

Recuperato in zona cesarini, vi presento il secondo film del regista sardo Enrico Pau.

La pellicola cha, dalla proiezione al Fesival di Locarno nel 2006, attendeva, ancora oggi, di uscire nelle sale.

L’opera cinematografica è la trasposizione dal letterario al filmico dell’omonimo romanzo di Massimo Carlotto. Ed Enrico Pau ne il è co-sceneggiatore insieme ad Antonia Iaccarino.

I soliti misteri della mafia della distribuzione del cinema itaiano che è una lobbie che soffoca i talenti.

Sul sito ufficiale del film potete rendervi conto, anche senza il mio accreditamento, che la pellicola ha un belllissimo trailer, una discreta direzione della fotografia, un cast finalmente nuovo, ed anche la sinossi non sembra male.

Il colmo qual’è, motivo del rirardo della segnalazione su questo blog?

Per adesso esce solo nella provincia di Cagliari. In quattro sale, però. Minchia che sforzi. E che Coraggio !!

Comodo no? Quasi quasi parto con il traghetto, sabato me lo vedo e domenica posto dall’altra parte. Roba da chiodi. Tre stars virgola cinque aprioristiche e v.f.n.c..

A cura di cinemavistodame.

Un commento

  1. claudio ha detto:

    qualcuno sa quando esce il film Young people fucking,è un film canadese penso,ho sentito che dovrebbe uscire aprile 2008,questo mese,ma nn trovo nulla

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