cinemavistodame.com di Roberto Bernabò

I film in uscita dal 15 febbraio 2008

Benvenuti nel post numero 50 di questo blog.

Due anticipazioni per l’occasione:

Non è un paese per vecchi – in uscita dal 22 febbraio 2008
Persepolis – in uscita dal 22 febbraio 2008

I film in uscita nelle sale cinema dal 15 febbraio 2008

Parlami d’amore nei cinema dal 14 Febbraio 2008 (San Valentino, ma tu guarda)

  1. Il petroliere
  2. Lo scafandro e la farfalla
  3. Away from her – Lontano da lei
  4. Un uomo qualunque

Non è un paese per vecchi

titolo originale: No Country for Old Men
nazione: U.S.A.
anno: 2007
regia: Joel Coen • Ethan Coen
sceneggiatura: J. Coen • E. Coen
musiche: C. Burwell
fotografia: R. Deakins
montaggio: J. Coen • E. Coen
genere: Thriller
durata: 122 min.
distribuzione: United International Pictures
cast: J. Bardem (Chigurh) • J. Brolin (Moss) • T. Jones (Bell) • W. Harrelson (Wells) • K. Gwin (Molly) • K. MacDonald (Carla Jean)

Trama: Tratto dal romanzo “Old Man” di Corman McCarthy. Texas, anni ’80. L’avventura di un uomo che, durante una battuta di caccia lungo il Rio Grande, incappa per caso sulla scena di un traffico di droga andato storto dove sono stati abbandonati alcuni cadaveri, un quantitativo di eroina e soprattutto una valigia con un’ingente somma di denaro. L’uomo decide di prendere con sé la borsa con il prezioso contenuto e inizia la sua fuga disperata per eludere la caccia all’uomo messa in atto da un assassino psicopatico, un ex agente delle forze speciali assoldato da un potente cartello e da uno sceriffo intenzionato a fermare i due inseguitori …

I fratelli Joel ed Ethan Coen, i grandissimi fratelli Joel ed Ethan Coen tornano (finalmente) a trattare il noir.

Il film è, infatti, la trasposizione dal letterario al filmico dell’omonimo romanzo di Cormac McCarthy, ho detto bene il grandissimo Cormac McCarthy, considerato uno dei più abili narratori americani di questi tempi, chiamato addirittura lo “Shakespeare dell’Ovest”. Il romanzo ha venduto milioni di copie, una è a casa mia, e con la sua prosa asciutta e feroce ha catturato (non poteva che essere così, credetemi) anche l’attenzione dei due celebri cineasti, che lo hanno trasposto in pellicola.

I fratelli Coen tornano al noir ragazzi, e lo fanno con uno specifico filmico decisamente diverso dal solito e molto più vicino a quello del romanzo cui si sono ispirati.

Ed io già mi pregusto la visione in sala … non vedo l’ora.

Persepolis

Titolo originale: Persepolis
Nazione: Francia
Anno: 2007
Genere: Animazione
Durata: 95′
Regia: Vincent Paronnaud, Marjane Satrapi
Sito ufficiale: www.sonyclassics.com/persepolis
Sito italiano: www.persepolis-ilfilm.it
Cast (voci dei doppiatori): Catherine Deneuve, Danielle Darrieux, Simon Abkarian, Gena Rowlands, Chiara Mastroianni, Tilly Mandelbrot
Produzione: 2.4.7. Films, The Kennedy/Marshall Company, France 3 Cinéma
Distribuzione: BIM

L’ho visto in anteprima al cinema “Quattro fontane” di Roma. Il film merita perché è l’adattamento di una Graphic Novel molto ben realizzata da Marjane Satrapi, la stessa autrice della pellicola, che colpisce proprio per l’accuratezza del disegno anche in chiave filmica. Una storia che tange temi serissimi in modo leggero e senza eccessi di fondamentalismo.

Ci aiuta a comprendere molto le difficoltà di una donna che cerca di crescere in un paese come l’Iran, mentre intorno a lei avviene come come una sorta di progressiva caduta dei valori nei quali, da bambina, era stata educata tramite la loro strumentalizzazione nel nome di guerre, d’interessi ingannevoli e contraddittori, in cui persino la religione diventa strumento di divisione e di tirannia.

Una pellicola anche divertente che sfugge da qualunque catalogazione di genere e che arriva con la semplicità con cui è raccontata.

Nella versione italiana, è la versatile attrice Paola Cortellesi a prestare la propria la voce al personaggio di Marjane. Il doppiaggio italiano di “Persepolis” si è avvalso inoltre della partecipazione di altre voci illustri come Sergio Castellitto e Licia Maglietta, che hanno dato la loro ai genitori della giovane Marjane.

Visitate il blog del film in italiano è fatto davvero molto bene. Qui.

Parlami d’amore

titolo originale: Parlami d’amore
nazione: Italia
anno: 2007
genere: Commedia
regia: Silvio Muccino
sceneggiatura: S. Muccino • C. Vangelista
musiche: A. Guerra
fotografia: A. Catinari
montaggio: P. Marone
durata: 115 min.
distribuzione: 01 Distribution
cast: C. Crescentini (Benedetta) • A. Sánchez-Gijón (Nicole) • S. Muccino (Sasha) • G. Colangeli (Riccardo) • G. Chaplin (Amelie)

Trama: Tratto dal romanzo omonimo scritto da Silvio Muccino e Carla Vangelista. “Parlami d’amore” è la storia della nascita di Sasha e della rinascita di Nicole. È la storia di due esseri umani che si riconoscono subito ma che devono compiere tutto il tragitto che la vita ha ideato per ognuno di loro prima di accettare i propri sentimenti, prima di incontrarsi alla pari, prima di avere il coraggio di specchiarsi nell’altro. Prima di arrendersi. L’uno all’altra.

Premetto che tutto quello che dirò sul film non è la verità scritta su pietra e perdonate il tono un po’ sferzante dello stesso, ok. Roma è tappezzata di manifesti di questo film da settimane, e questo non è mai un buon segno credetemi. Il giovane Muccino è alla ricerca della sua felicità, poveri noi. Di recente ha attaccato i blog che, a suo dire, parlano per sentito dire. Bene, cavoli suoi allora, io senza sentire nessuno, non andrò a vedere questo film perché:

  • non ne sento alcun bisogno;
  • tratta un tema per certi versi scontato (dell’educazione sentimentale di Silvio Muccino e del suo personaggio, sinceramente, posso farne a meno per ora);
  • perché non ritengo giusto che in questo paese, soprattutto nel mondo del cinema con tanti talenti in attesa e bloccati, esistano invece certi privilegi.

Ognuno fa le scelte che può. Il giovane Silvio (che nome impegnativo in Italia) sfrutta l’ondata del momento … ed ha voglia a farsi pubblicare articoli in cui prende le distanze da Moccia e dal filone giovanilistico adolescenziale tanto di moda in questo periodo. Chi gli avrebbe mai prodotto un film se non tiravano al box office certi argomenti? Io no di certo.

Ma dico per citare filmicamente Kubrik devi essere o un genio assoluto che lo supera in linguaggio filmico … ehm una cosa del tipo “il nano sulle spalle del gigante” … o solo un gran presuntuoso, uno che si è, molto probabilmente, montato la testa, secondo voi quale dei due è il nostro?

Certo, mi si dirà, il film è nientemeno che la trasposizione dal letterario al filmico del suo bellissimo romanzo. Non c’è che dire siamo difronte ad un vero  e proprio enfant prodige.

Certo, però, è proprio vero che per certe persone l’America è in Italia. E considerando il romanzo dal quale è tratto il film dei fratelli Coen … magari fosse.

Ma che vogliamo scherzare davvero?

La verità è che la cosa più grave di questo film è la minaccia che lo stesso costituisce per noi misero sparuto pubblico cinefilo, nel caso in cui si avvererà quello che io temo. Il suo potenziale, cioè, successo al box office, quasi certo credetemi. E già perché in nome dello stesso, sicura sarà la nefasta influenza sulle decisioni dei nostri non certo più coraggiosi italici produttori, che partiranno subito, già me lo figuro, alla caccia di altri fratelli frustrati di giovani e più o meno birllanti registi nostrani. Ed allora il limite al peggio non sarà più governabile.

Io per ora gli concedo due stars e non per sentito dire.

Con stima e rispetto però eh Silvio, magari altri blogger, per sentito dire, ti loderanno.

Il petroliere

titolo originale: There Will Be Blood
nazione: U.S.A.
anno: 2007
genere: Drammatico
regia: Paul Thomas Anderson
sceneggiatura: P. Anderson
musiche: J. Brion
fotografia: R. Elswit
montaggio: D. Tichenor • T. Riegel
durata: 158 min.
distribuzione: Buena Vista International
sito ufficiale: http://www.paramountvantage.com/blood/
sito italiano: http://www.bvimovies.com/it/twbb/index.html
cast: D. Day-Lewis (Plainview) • P. Dano (Eli Sunday) • K. O’Connor (Henry Brands)
• C. Hinds (Fletcher Hamilton) • R. Harvard (H.W. Ailman) • C. Foy (Mary Sunday)

Trama: Sull’incendiaria frontiera della California scoppia la febbre dell’oro nero. E anche un povero minatore d’argento texano Plainview riesce a diventare un petroliere … Una storia che tratta di famiglia, avidità, religione e petrolio, ambientata nel Texas dei primi anni del commercio.

Questo misero blog ne ha già parlato qualche settimana fa. Off Topic: “Ma voi li capite i titolisti italiani e le logiche delle loro spesso troppo arbitrarie traduzioni?”

Il film è nominato a ben 8 Oscar ed ha già vinto ben altri 33 premi e ricevute ben altre 31 nominations. Non male per un film solo non vi pare?

Paul Thomas Anderson è si il trentasettenne regista (e scneggiatore) di Mgnolia ma anche di:

# Blossoms & Blood (2003) (V) … aka Blossoms and Blood (USA: DVD title)
# Mattress Man Commercial (2003) (V)
# Couch (2003) (TV)
# Punch-Drunk Love (2002)
# Saturday Night Live: The Best of Molly Shannon (2001) (V) (“FANatic” spoof)
# SNL Fanatic (2000) (TV)
# “Saturday Night Live” (1 episode, 2000)
… aka NBC’s Saturday Night (USA: first season title)
… aka SNL (USA: informal title)
… aka SNL 25 (USA: alternative title)
… aka Saturday Night (USA: second season title)
… aka Saturday Night Live ’80 (USA: sixth season title)
– Ben Affleck/Fiona Apple (2000) TV episode (segment “Fanatic”)

Come dire il linguaggio audiovisivo negli USA attinge copiosamente anche dalla TV.

Tendenza che, come un vero prime mover, ha seguito in Italia anche il sempre attento Nanni Moretti, facendosi dirigere in Caos Calmo da un regista di finction televisiva (La squadra) quale Grimaldi.

Paul Thomas Anderson è al suo quinto film ed a soli trentasette anni con questo film si accredita come uno dei migliori registi al mondo. Il plot outline del film recita: Una storia sulla famiglia, l’avidità, la religione, ed il petrolio, centrato intorno alla fine del secolo passato nei primi giorni di business.

Religione e petrolio … uhm … ma non sono le ragioni vere e mistificate dell’11 settembre 2001?

Quando l’ambizione incontra la fede.

Ci sarà avidità. Non ci sarà vendetta.

Io dico da non perdere per nessuna ragione al mondo se vogliamo capire questo mondo. Ora.

E Johnny Greenwood dei Radiohead, altra curiosa analogia con Nanni Moretti e il suo film diretto da Grimaldi, non è un’ulteriore ottima ragione per assistere ad una proiezione di questo film in sala?

Quattro stars virgola cinque molto luminose. Una delle due migliori uscite del mese e della settimana.

Scommettiamo che porterà a casa qualche Oscar?

Lo scafandro e la farfalla

titolo originale: Le scaphandre et le papillon
nazione: Francia / U.S.A.
anno: 2007
genere: Biografico
regia: Julian Schnabel
sceneggiatura R. Harwood
fotografia J. Kaminski
montaggio J. Welfling
durata: 112 min.
distribuzione: Bim Distribuzione
Sito ufficiale:http://www.lescaphandre-lefilm.com/
cast: M. Almaric (Jean-Dominique Bauby) • E. Seigner (Céline Desmoulins) • M. Croze (Henriette Durand) • H. Abbass (Betty) • N. Arestrup (Roussin) • F. Campanella (Céleste) • J. Cassel (Padre Lucien) • M. Von Sydow (Papinou)

Trama: Nel 1995, a soli 43 anni, l’ex-caporedattore di Elle France, Jean-Dominique Bauby, a seguito di un incidente d’auto è rimasto completamente paralizzato. L’unica parte del corpo in grado di muovere era la palpebra dell’occhio sinistro. Impossibilitato a comunicare in altro modo, Bauby, attraverso l’uso della palpebra, è riuscito a dettare il romanzo in cui ha raccontato il suo mondo interiore, una sorta di diario del suo viaggio nell’immobilità.

Ne ho già segnalato l’uscita e non posso pertanto che ripetermi.

Premio per la Miglior Regia al Festival di Cannes.

Candidato a bene 4 premi Oscar il film ha avuto premi e riconoscimenti ovunque.

Non posso pertanto esimermi dal compito di palesarla quale una delle più promettenti uscite del mese. Le candidature all’Oscar sono:

1. Best Achievement in Cinematography: Janusz Kaminski

2. Best Achievement in Directing: Julian Schnabel

3. Best Achievement in Editing: Juliette Welfling

4. Best Writing, Screenplay Based on Material Previously Produced or Published: Ronald Harwood

Cercate il video su You Tube si trova, merita.

Opera terza del regista di Brooklyn, New York, USA Julian Schnabel è un film che a parte il tema un po’ tosto promette molto bene.

Ah tra l’altro The Million Dollar Hotel è uno dei film di Wim Wendres che ho amato molto. Per dire. Quattro stars 4. Ma si.

Away from her – Lontano da lei

titolo originale: Away from her
nazione: Canada
anno: 2006
genere: Drammatico
regia: Sarah Polley
sceneggiatura: S. Polley
musiche: J. Goldsmith
fotografia: L. Montpellier
montaggio: D. Wharnsby
durata: 110 min.
distribuzione: Videa CDE
sito ufficilale: http://www.caprifilms.com/awayfromher/index.html
cast: J. Christie (Fiona) • G. Pinsent (Grant) • O. Dukakis (Marian) • K. Thomson (Kristy) • W. Crewson (Madeleine) • A. Watson (Dottor Fischer) • T. Hauff (William Hart) • M. Murphy (Aubrey)

Trama: Il ritratto è quello di una coppia di due anziani coniugi, sposati da più di 40 anni, che trascorrono le loro giornate nella tranquillità di in un cottage di montagna immerso nella neve. Fiona e Grant si amano e si stimano a vicenda ma, tra tenerezze e ironia, l’ombra di un passato doloroso trapela e fa vacillare a tratti la loro relazione. Sono però solo piccoli ricordi che non riescono a minare le basi salde di un rapporto che saprà resistere anche agli ostacoli dolorosi che causerà una malattia incurabile. Grant, soffrendo alla vista del triste destino riservato alla moglie, scoprirà che forse amare non è ricordare.

Sarah Polley è una regista che viene dal mondo dei serial TV americani. Altra ulteriore conferma del trend. Il film è del 2006. La regista è al suo esordio con il 35 mm. E questo film è candidato per ben 2 Oscar:

  1. Best Performance by an Actress in a Leading Role: Julie Christie;
  2. Best Writing, Screenplay Based on Material Previously Produced or Published: Sarah Polley;

ne ha vinti altri 28 ed è stato in nominations per altri 25. Mica da tutti eh?

Il film è la trasposizione dal letterario al filmico dell’acclamato racconto “The bear came over the mountain” di Alice Munro, nel quale di ricorre alla tematica del Morbo di Alzheimer quale metafora finalizzata a spiegare l’importanza dei ricordi in un duraturo rapporto di coppia. Esperienza per me alquanto improbabile, e, quindi, interessante per certi versi.

E poi ragazzi Julie Christie no dico ma vi rendete conto di chi è Julie Christie?

Io andrei a vedere questo film solo per lei.

Sono un po’ abboccato, però, sul dubbio amletico e mi tengo su tre stars vigola cinque … farò bene?

A cura di cinemavistodame.

6 commenti

  1. Roberto Bernabo' ha detto:

    @Mapi Carissima Mapi, ti ho scritto al tuo indirizzo email ;)

  2. Mapi ha detto:

    Ho un problema tecnico (con la piattaforma wordpress) e vorrei chiederti un consiglio. Mi lasci l’e-mail cortesemente o mi scrivi -in un ritaglio di tempo) all’indirizzo mpina.c@tiscali.it?
    Mapi :-)

  3. gahan ha detto:

    Parole sante, quelle su Muccino. Parole sante.

  4. Mapi ha detto:

    Vado a guradarmi il sito di Persepolis, che mi incuriosisce molto.
    Un abbraccio Mapi :-)

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