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I film in uscita dall’8 febbraio 2008

I film in uscita nelle sale cinema italiane dall’8 febbraio 2008

In questo post:

Un’anticipazione: Lo Scafandro e la Farfalla

I film in uscita nelle sale cinema italiane dall’8 febbraio 2008

1. Caos Calmo……………………………………………………………………………
2. L’innocenza del peccato…………………………………………………………
3. La guerra di Charlie Wilson……………………………………………………
4. Asterix alle olimpiadi…………………………………………………………….
5. Parole sante………………………………………………………………………….
6. Non c’è più niente da fare………………………………………………………
7. 30 giorni al buio……………………………………………………………………
8. Tutta la mia vita in prigione………………………………………………….

Un’anticipazione

locandina de Lo scafandro e la farfalla

Lo Scafandro e la Farfalla

Titolo originale: Le scaphandre et le papillon
Nazione: Francia, U.S.A.
Anno: 2007
Genere: Commedia
Durata: 112 min.
Regia: Julian Schnabel
Sito ufficiale: www.lescaphandre-lefilm.com
Cast: M. Almaric (Jean-Dominique Bauby), E. Seigner (Céline Desmoulins), M. Croze (Henriette Durand), H. Abbass (Betty), N. Arestrup (Roussin), F. Campanella (Céleste), J. Cassel (Padre Lucien), M. Von Sydow (Papinou)
Produzione: Pathé Renn Productions, The Kennedy/Marshall Company
Distribuzione: Bim Distribuzione

Trama: La storia vera di Jean-Dominique Bauby, ex caporedattore di “Elle France” che, rimasto completamente paralizzato a causa di un incidente automobilistico, riesce a dettare la sua autobiografia parola per parola con la palpebra dell’occhio sinistro. Dal pittore-regista Julian Schnabel un melò emozionante, dove il battito di ciglia scandisce la ragione di un’esistenza e detta i ritmi del montaggio.

Premio per la Miglior Regia al Festival di Cannes.

Candidato a bene 4 premi Oscar il film ha avuto premi e riconoscimenti ovunque.

Non posso pertanto esimermi dal compito di palesarla quale una delle più promettenti uscite del mese. Le candidature all’Oscar sono:

1. Best Achievement in Cinematography: Janusz Kaminski

2. Best Achievement in Directing: Julian Schnabel

3. Best Achievement in Editing: Juliette Welfling

4. Best Writing, Screenplay Based on Material Previously Produced or Published: Ronald Harwood

Cercate il video su You Tube si trova, merita.

Locandina Caos Calmo

Caos Calmo

Titolo originale: Caos Calmo
Nazione: Italia
Anno: 2007
Genere: Drammatico
Durata: n.d.
Regia: Antonello Grimaldi
Sceneggiatori: Sandro Veronesi (autore del romanzo) Nanni Moretti; Laura Paolucci;
Francesco Piccolo
Cast: Nanni Moretti, Valeria Golino, Isabella Ferrari, Hippolyte Girardot, Alessandro Gassman, Silvio Orlando, Manuela Morabito, Alba Rohrwacher, Kasia Smutniak, Roberto Nobile
Produzione: Fandango, Rai Cinema
Distribuzione: 01 Distribution

Trama: Tratto dal romanzo best seller di Sandro Veronesi. La vita di Pietro Paladini viene sconvolta dalla morte improvvisa della moglie Lara. Ad aggiungere sgomento al dolore per la scomparsa della donna amata è anche il fatto che al momento della tragedia Pietro stava salvando la vita di una sconosciuta e lui non sa come spiegarlo alla figlia Claudia, di soli dieci anni. Tuttavia, un’insolita calma lo porta ad osservare il mondo dal finestrino della sua auto, dove si rifugia, giorno dopo giorno, ad attendere sua figlia all’uscita di scuola. In questo suo stato di ‘caos calmo’, Pietro inizia a rendersi conto che chi gli sta accanto, invece di dargli consolazione, riversa su di lui angosce e problemi. Nonostante ciò è disposto a guidarli e ispirarli verso la salvezza finale per tutti, lui compreso.

Il film ha avuto una discussione anticipata in rete per una pare scabrosa scena di sesso tra Isabella Ferrari e Nanni Moretti, una sequenza di 4 minuti in cui i due fanno di tutto, si vede anche il cxxo di Moretti.

A tali scandalistici particolari giustamente il Nanni nazionale ha opposto che si sarebbe forse anche e soprattutto dovuto parlare della selezione della pellicola per il 58° Festival Internazionale di Berlino.

Giusto, dico io, ma aggiungo che lui sa meglio di noi come vanno queste cose e non solo in Italia.

E poi, diciamolo, alla promozione del film ha fatto comodo a giudicare da certi servizi di certa stampa nazionale (non faccio nomi non si sa mai, hai visto mai che Silvio Muccino dovesse dire che parlo per sentito dire …).

Detto questo rivelo che.

Veronesi ha sostenuto in conferenza stampa che gli sceneggiatori sono stati bravi a scorgere il cinema nel romanzo. Operazione mai facile e chi mi legge conosce oramai la mia maniacale attenzione al tema della trasposizione dal letterario al filmico.

Sempre lo stesso Veronesi si è dichiarato ammirato dall’operazione di adattamento lodando la semplicità, si ha detto la semplicità, con cui la stessa è stata eseguita. Semplicità che lo ha molto stupito anche come sceneggiatore.

Che Nanni Moretti è all’interpretazione migliore della sua carriera.

Insomma Nanni, come un po’ il suo personaggio, sta facendo un’operazione di selezione di quello che deve essere lui come professionista nel panorama del cinema italiano.

E’ anche lui in una fase di Caos Calmo (beh magari calmo no conoscendolo), dopo la separazione dalla moglie, il compito di crescere un figlio, il suo successo come attore e come cineasta.

La direzione del Festival di Torino, ha rappresentato, a mio parere, uno dei punti di snodo di questo importante percorso di maturazione, di evoluzione, di cambiamento e di ulteriore presa di coscienza delle proprie potenzialità.

Noi, che quasi senza regioni precise, gli siamo da sempre sinceramente affezionati, e che frequentiamo il suo sempre molto attento cinema di Testaccio o Trastevere che dir si voglia, si insomma il Nuovo Sacher, incoraggiamo la visione di questo film con il beneficio, però, dell’inventario.

Eh già perché mi divertirei a titolare un post sul film “Gli estremi si toccano” alludendo, e neanche poco, alla sequenza di cui sopra, ed a quanto, solo pochi anni fa, mai avrei immaginato potesse accadere tra lui e la Ferrari, così come invece, impressionato nella pellicola.

Il segno dei tempi? O piuttosto la necessità di essere accreditati a sinistra dopo scelte professionali anche rigorose dell’attrice di “sapore di mare”? Magari di qualche anno fa.

La sala, pardon … le 300 sale in cui il film sarà in programmazione potranno dircelo.

Non passi sotto silenzio, sempre a favore del beneficio dell’inventario, e chiudo, il graduale sdoganamento delle finction televisive se è vero che sia l’attrice Isabella Ferrari in primis, che il regista del film Antonello Grimaldi sono, nei rispettivi ruoli, anche coinvolti nel serial televisivo “Distretto di Polizia” (stranamente di questo però nessuno ne parla, eh, furbacchioni …)

Tre stars virgola cinque Quattro stars virgola cinque dopo la visione in sala e pole position nel post …


locandina La fille coupée en deux

L’innocenza del peccato

titolo originale: La fille coupée en deux
nazione: Francia
anno: 2007
regia: Claude Chabrol
genere: Drammatico
durata: 115 min.
distribuzione: Mikado Film
cast: L. Sagnier (Gabrielle Deneige) • B. Magimel (Paul Gaudens) • F. Berleand (Charles Saint-Denis) • M. May (Capucine Jamet) • C. Sihol (Geneviève Gaudens) • M. Bunel (Marie Deneige) • V. Cavalli (Dona Saint-Denis) • E. Chicot (Denis Deneige)
sceneggiatura: C. Chabrol • C. Maistre
musiche: M. Chabrol
fotografia: E. Serra
montaggio: M. Fardoulis

Il ritorno sullo schermo di un grande maestro in un thriller intrigante e raffinato.

Una giovane e ambiziosa conduttrice televisiva viene sedotta e manipolata da un maturo ed egocentrico scrittore sposato, che ne fa un’amante esperta e la introduce ai giochi viziosi del jet set parigino. Abbandonata dall’anziano amante, la ragazza si consola tra le braccia di un giovane miliardario psicologicamente instabile, da tempo innamorato di lei, e arriva addirittura a sposarlo. Ma il giovane non resiste alla gelosia e il triangolo amoroso avrà conseguenze imprevedibili …

Insomma io ho amato moltissimo questo regista. Ma ultimamente mi sembra un po’ troppo ossessionato dal suo tema centrale che è la gelosia. Non credo che avrò la forza di sottopormi a questa ennesima opera. Lascio ad altri il compito abbastanza volentieri.

Anche se guardando il trailer non saprei. Nel dubbio ve lo lascio.


locandina La guerra di Charlie Wilson

La guerra di Charlie Wilson

titolo originale: Charlie Wilson’s War
nazione: U.S.A.
anno: 2008
regia: Mike Nichols
genere: Drammatico
durata: 97 min.
cast: Tom Hanks (Charlie Wilson) • Julia Roberts (Joanne Herring) • Philip Seymour Hoffman (Gust Avrakotos ) • Amy Adams (Bonnie), Rachel Nichols, Shiri Appleby, Ned Beatty, Emily Blunt, John Slattery, Erick Avari, Shaun Toub, Om Puri
sceneggiatura: A. Sorkin
musiche: J. Newton Howard
fotografia: S. Goldblatt
montaggio: J. Bloom
Produzione: Universal Pictures, Playtone, Participant Productions, Relativity Media
Distribuzione: Universal Pictures

Trama: Charlie Wilson è un abile e carismatico imprenditore del Texas che entrando in politica, viene eletto al Congresso come esponente del partito dei Liberali. Mettendosi in affari con un agente influente della CIA, Wilson arriva con il suo aiuto a manipolare sia il Congresso che la stessa CIA. In questo modo riesce a far promuovere una serie di operazioni segrete per combattere i sovietici in Afghanistan, assistendo ed addestrando i ribelli nella guerriglia. Wilson guadagna così una fortuna, procurando al tempo stesso numerosi vantaggi anche per gli Purtroppo molti dei Talebani che contribuisce ad armare ed addestrare saranno poi destinati a diventare terroristi al seguito di Osama Bin Laden.

Nonostante i ben due premi Oscar Tom Hanks … Rep. Charlie Wilson e Julia Roberts … Joanne Herring, … ehm quasi mi dimenticavo il terzo premio Oscar il regista Mike Nichols (The Graduate – 1967, nonché nominato per Silkwood – 1983 e per Working Girl – 1988) credo che sia Philip Seymour Hoffman … Gust Avrakotos a dovere essere sengalato per la migliore intereptazione quale attore non protagonista se è vero, come è vero, che è il suo anno, e che è lui il candidato all’Oscar di quest’anno.

Basato incredibilmente, a giudicare dai trailer, su un storia vera.

La guerra di Charlie Wilson è infatti la vera storia di una delle più importanti operazioni segrete della storia, condotta da un deputato di Houston amante della bella vita e delle buone cause, e da un coraggioso agente della CIA esperto di dure battaglie. Charlie Wilson (Hanks) è un deputato del Texas la cui gioviale personalità maschera in realtà una sagace mente politica, un forte sentimento patriottico e una profonda compassione per i più sfortunati.

Aldilà delle oscure trame rivelate agli americani ed al mondo di come i politici possano fare cose inaudite come quelle narrate nella pellicola, credo che il film sia degno di nota più che altro per l’ibridazione del genere “rivelazione di una storia vera e scabrosa” che tristemente se non c’è dietro o un Oliver Stone o un Micheal Moore non frega ahimè quasi più niente a nessuno, con il genere commedia.

Non credo sia l’intento antinazionalista a guidare il regista quanto piuttosto il divertimento di giocare su un personaggio che fu atipico nel confondere un certo impegno politico la capacità di fare un po’ come cavolo gli pareva a lui.

Un film in pratica che alterna due piani di narrazione seri e faceti per cercare di descrivere il personaggio reso assai bene dal sempre eclettico Tom Hanks e spalleggiato ancor meglio da Philip Seymour Hoffman e Julia Roberts. Dialoghi scritti bene e tutto quanto.

Non avendo l’opzione del dubbio amletico mi limito a tre stars virgola cinque perché non mi fido, anche se la sceneggiatura pare sia un capolavoro (stento a crederlo) perché non leggo reazioni così entusiaste da parte del pubblico americano.


locandina Asterix alle olimpiadi

Asterix alle olimpiadi

titolo originale: Astérix aux jeux olympiques
nazione: Francia / Germania / Spagna
anno: 2007
regia: Frédéric Forestier • Thomas Langmann
genere: Azione / Avventura
durata: 117 min.
cast: C. Cornillac (Astérix) • G. Depardieu (Obelix) • A. Delon (Giulio Cesare) • S. Rousseau (Alafolix) • V. Hessler (Principessa Irina) • J. Cassel (Panoramix)
sceneggiatura: O. Dazat • T. Langmann • F. Magnier • René Goscinny (comic book) • Albert Uderzo (comic book)
Sito ufficiale: www.asterixauxjeuxolympiques.com
Sito italiano: www.asterixalleolimpiadi.it
musiche: F. Talgorn
fotografia: T. Arbogast
montaggio: V. Tabaillon
Produzione: La Petite Reine, Canal+, Pathé, Motion Investment Group, Sorolla Films
Distribuzione: Warner Bros

Trama: riusciranno le olimpiadi di Asterix a oscurare quelle di Pechino? Asterix e Obelix sono a Roma per partecipare ai Giochi olimpici, riuscire a fare sposare il giovane Alafolix alla principessa Irina e lottare contro Bruto, che vuol rappresentare Roma ai Giochi e sbarazzarsi di suo padre, Giulio Cesare. Il più ricco e costoso della serie (80 milioni di euro di budget); Clovis Cornillac è il nuovo Asterix e Alain Delon è Giulio Cesare.

Insomma della serie che in Francia magari pure pure visto che fin da piccolo il papà del fumetto Albert Uderzo sognava di portare sullo schermo Asterix.

Cosa che non sarebbe mai avvenuta se non grazie e Thomas Langmann che organizzò un incontro tra suo padre – il cineasta Claude Zidi – e lui, ponendo così le basi per il primo episodio. Del terzo capitolo, Langmann è alfine co-sceneggiatore (a qualche seduta ha partecipato lo stesso Uderzo) e co-regista.

Budget plurimilionario, effetti speciali come se piovesse.

Ma io sono cresciuto con il fumetto e per me Obelix non è Gerard Depardieu mi dispiace.

Se avessi dei figli non esisterei a prtarli al cinema anche se li porterei più convinto all’uscita di Persepolis.

Che dire.

Tre stars e vive la France, ma dovrei teneremi più basso temo … e comunque io passo, eh.

Parole sante (ma esce?)

titolo originale: Parole sante
nazione: Italia
anno: 2007
regia: Ascanio Celestini
genere: Documentario
durata: 75 min.
distribuzione: Fandango
sceneggiatura: A. Celestini
musiche: R. Boarini • M. D’Agostino • G. Casadei • A. Celestini
fotografia: G. Gossi
montaggio: A. Pantano

Trama: Cinecittà è un pezzo di Roma a ridosso del Grande Raccordo Anulare. Accanto a uno dei primi centri commerciali della capitale quattromila lavoratori precari attraversano ventiquattro ore al giorno il portone di un’anonima palazzina, una fabbrica di occupazione a tempo determinato che sembra un condominio qualunque. Tra loro alcuni operatori telefonici hanno organizzato scioperi, manifestazioni, scritto un giornale e presentato un esposto all’Ufficio Provinciale del Lavoro. Si sono autorganizzati, hanno rischiato e sono stati licenziati. Qualcuno poteva salvarsi e accettare un lavoro pagato 550 euro al mese, ma “noi non siamo mica il Titanic – mi dicono – non affonderemo cantando”.

Parole sante! Rispondo io.

Il titolo di questo commento potrebbe essere “Pronto sono Ascanio in che cosa posso esservi utile?

Il film è stato presentato al recente Roma Film Festa ed è, non ispirato, ma strettamente basato su quanto accaduto realmente nelle società Atesia di Roma.

Il tema è il precariato nei call center che sono l’altro vero grande interesse della mia vita.

Il mondo dei call center inizia ad essere molto indagato dal cinema impegnato della sinistra.

Perché a torto od a ragione sono considerati gli ambienti organizzativi più stressanti dell’attuale panorama lavorativo mondiale. Stanno, di fatto, al mercato del lavoro attuale, come i reparti di verniciatura delle fabbriche automobilistiche lo furono negli anni ‘60 e ‘70.

Sono le nuove fabbriche.

Gli operatori sono spesso assoggettati a condizioni di lavoro molto impegnative, a turni non sempre agevoli, svolgono un lavoro molto ripetitivo ed alienante, a condizioni contrattuali e salariali non sempre allettanti, a sistemi d’incentivazione che contribuiscono, spesso, ulteriormente, a complicargli la vita. Ne so qualcosa, credetemi.

Molto in verità si è fatto in Italia per migliorare le condizioni di questi lavoratori. Sotto diversi profili, ma molto resta da fare. Le realtà sono molto diverse e lo spettro delle condizioni è molto variegato.

Le stesse tendono a cambiare, talvolta molto, ad esempio, se il call center è integrato nell’azienda e nei suoi processi di customer care, o se è, invece, affidato in outsourcing.

E se è vero che molto è ancora possibile fare, anche il cinema può contribuire allo sviluppo di questa forte attenzione che nel 2008 verrà data, e non credo solo dal cinema, a questo emergente, anche se consolidato, paradigma lavorativo.

Ascanio Celestini ha un grande background teatrale (e televisivo), è bravo, è sagace, è istrionico.

Non lo snobbate questo film, vi prego, io lo saluto con simpatia ed affetto.

Tre stars virgola cinque per tutti gli sfruttati, i frustati ed i malpagati di Rinogaetiana memoria.

Parole sante!!!


Locandina di Non c'è più niente da fare

Non c’è più niente da fare

titolo originale: Non c’è più niente da fare
nazione: Italia
anno: 2007
regia: Emanuele Barresi
genere: Commedia
durata: 92 min.
distribuzione: Eagle Pictures
cast: R. Papaleo (Avvocato Massimo Lupi) • A. Rohrwacher (Letizia) • P. Ruffini (Ivan) • C. Cirilli (Chiara) • S. Filippi (Enrico) • I. Cecchi (Marta) • F. Brandi (Daniele) • R. Pisu (Otello) • V. Valeri (Aldina) • A. Buscemi (Baciocchi)
sceneggiatura: F. Bruni • E. Barresi
fotografia: M. Lupi
montaggio: C. Fontana
Distribuzione: Eagle Pictures

Trama: I Perseveranti (compagnia teatrale composta da una commessa della COOP, un avvocato, due pensionati, un disoccupato, un’impiegata postale, una proprietaria di tintoria, uno studente e un falegname artigiano) sono afflitti durante il giorno da mille affanni e solo la sera, nel loro teatrino, sono felici. Il padrone del teatrino dove i nostri provano, decide di sfrattarli e di impiantare nella vecchia struttura una nuova e più redditizia attività. I Perseveranti sono disposti a tutto pur di non rinunciare ad un luogo che per loro è importantissimo. Un cavillo legale permetterebbe loro di spuntarla, ma c’è una condizione: devono mettere in scena lo spettacolo che stanno provando. Vita reale e finzione scenica si accavallano, si intrecciano, si aggrovigliano e tutto si complica …

Ho visto il trailer … lascio a voi giudicare.

Saluto nostalgico Raffaele Pisu che Paolo Sorrentino tentò di riscattare ne “Le conseguenze dell’amore”, pensando che non deve essere una vita facile per lui.

Sorrido ad Alba Rohrwacher che ho moderatamente apprezzato in “Giorni e Nuvole” di Silvio Soldini.

Sorrido a “Rocco Papaleo” pensando se riuscirà mai a sembrare solo un attore.

E penso al cinema italiano. Ci penso sempre in questi casi.

Ma non vi dico esattamente cosa penso però.

Lo esprimo in stars dai: due virgola cinque. Ed è grasso che cola.

Non mi fate aggiungere altro del resto … in questo blog lo dico a chiare lettere “tutt’altro che la verità” troverete. Accetto il crucifige.

Mi viene in mente Beningni all’inizio del Papocchio di Renzo Arbore.

Renzo Arbore al telefono con Beningni: “Indoivina chi mi ha telefonato … un persona importante (era il Papa n.d.r.).

Roberto Benigni: “Bobby Solo“.

Renzo Arbore: “No più importante“.

Roberto Benigni: “Più importante di Bobby Solo? … Non ne conosco”.

Ci vuole coraggio.

locandina di 30 giorni al buio

30 giorni di buio

Titolo originale: 30 Days of Night
Nazione: U.S.A., Nuova Zelanda
Anno: 2007
Genere: Horror, Thriller
Durata: 110′
Regia: David Slade
Sito ufficiale: www.30daysofnight.com
Cast: Manu Bennett, Melissa George, Josh Hartnett, Ben Foster, Kate O’Rourke, Craig Hall, Joel Tobeck, Ben Fransham, Megan Franich, Camille Keenan
Produzione: Ghost House Pictures, Columbia Pictures, Dark Horse Entertainment, Ghost House Pictures
Distribuzione: Medusa

Trama: La piccola cittadina dell’Alaska chiamata Barrow ha una particolarità, durante l’inverno per trenta lunghissimi giorni, non si vede il sole. Quella che per molti sarebbe una situazione di disaggio, é una vera e propria fortuna per un gruppo di vampiri, che approfitta del buio che si crea per tutto quel periodo, per seminare il panico tra gli abitanti della cittadina …

Diciamolo è il momento delle Graphic Novel.

Dal punto di vista cinefilo sono operazioni molto curate sotto il profilo formale.

Penso a pellicole come Sin City basata su quella celeberrima di Frank Miller, che fu un po’ la capostitpite, ma anche a 300 di Zack Snyder, dello scorso anno, sulle Termopli e Sparta.

Questa sui vampiri potrebbe essere una chicca sia per gli estimatori del genere Graphic Novel e sia per quelli delle storie de vampiri.

I detrattori delle Graphic Novel sovente argomentano motivazioni del tipo che ci si focalizza troppo sulla forma e meno sulla sostanza, cosa che nel caso di specie potrebbe anche essere anche se.

Anche se, nel caso di specie, la Graphic Novel è basata su un fumetto tratto da una miniserie di Steve Niles e Ben Templesmith ed il produttore è un certo Sam Raimi.

Insomma va detto e chiudo, che le metacompetenze necessarie a questo genere di film dovrebbero sempre fondersi per dare vita ad un prodotto di qualità.

Noto che, invece, il gradimento del pubblico americano è tarato appena sulla sufficeinza.

Insomma io più di tre stars non concendo.

locandina di

Tutta la mia vita in prigione

Titolo originale: In prison my whole life
Nazione: U.S.A., Regno Unito
Anno: 2007
Genere: Documentario
Durata: 94′
Regia: Marc Evans
Sito ufficiale: http://www.myspace.com/inprisonmywholelifeilfilm
Cast: William Francome, Mumia Abu Jamal, Snoop Dogg, Mos Def, Steve Earle, Alice Walker, Angela Davies, Noam Chomsky
Produzione: Fandango, Nana
Distribuzione: Fandango
Data di uscita: Roma 2007

Trama: Mumia Abu Jamal, giornalista ed ex membro delle Pantere Nere, nel 1982 viene condannato a morte per l’omicidio di un poliziotto. L’uomo sostiene di essere estraneo al fatto, ma nonostante l’interessamento di diverse organizzazioni umanitarie é ancora in attesa della sua esecuzione. Lo stesso anno della condanna a morte di Jamal, nasce William Francome, ora ventiquattrenne con una forte passione politica e con la consapevolezza che ogni minuto della sua vita un altro uomo é rinchiuso in isolamento ed aspetta di morire …

Marc Ewans è un regista (Snow Cake) ma anche uno sceneggiatore di questo film ma anche di Beautiful Mistake (2000).

La Fandango co-produce questo film. Se alla Fandango co-producono qualcosa è perché credono non solo nel regista ma anche nelle storia, fidatevi.

Ora il dilemma è come mai negli USA il ranking del film supera appena la sufficienza. O non capiscono niente loro o è la Fandango. Uhm …

L’altro dilemma è la data di uscita del film che non sembra una cosa univocamente accertata in rete. Ed anche questo non è un buon segno.

La storia è di quelle toste, ammettiamolo. Un uomo, quasi sicuramente innocente, che si batte per la sua libertà. Così tosto da che anche da dietro le sbarre continua a non tacere, basti pensare che il primo dei cinque libri da lui scritti è stato un best seller a New York – ed ha ricevuto il sostegno niente di meno che di Nelson Mandela, di Human Rights Watch, del Parlamento Europeo, della città di Parigi (cittadinanza onoraria ed una strada intitolata) e di Amnesty International, che ha chiesto addirittura la celebrazione di un nuovo processo (un uomo ha confessato all’avvocato di Jamal di essere il colpevole, ma la testimonianza non è stata presa in considerazione) e patrocinato il documentario (è la prima volta che una cosa del genere accade).

Insomma questo film è, probabilmente, un atto politico, un segno che esiste ancora un senso di giustizia, senso che il nostro paese, invece, sembra avere smarrito.

Penso a tante cose mentre rifletto su questo plot, ed immagino l’orrore che può celarsi dietro una vicenda come questa.

Ma non so farmi un’idea della resa filmica di tutto questo.

Comprendo un po’ di più, però, l’impegno della Fandango … anche se questo non risolve la questione dello specifico filmico.

Mi tengo sulle tre stars per rispetto ad una questione morale che, in casi come questi, è più importante di quella cinefila. Assolutomente cavoli.

FINE

A cura di cinemavistodame.

5 commenti

  1. maria pina ciancio ha detto:

    Mi è piaciuto molto Moretti in questo film, meno nevrotico e meno avvitato su se stesso, decisamente più sciolto, più maturo direi.

    Bella pellicola comunque, condivido a pieno il tuo giudizio.

    Notte Mapi

  2. Roberto Bernabo' ha detto:

    Caos Calmo merita ha stupito anche me.

    Ben venuto qui delirio.

    Rob.

  3. bricolageisterico ha detto:

    a questo punto vedrò caos calmo che avevo malauguratamente pensato di tralasciare.
    grazie delle importanti anticipazioni

  4. Roberto Bernabo' ha detto:

    Grazie Mapi,

    è bello ritrovarsi anche qui. ;-)

    Rob.

  5. maria pina ciancio ha detto:

    Ho segnalato anche questo blog che non conoscevo, così non ti perdo più…
    Un abbraccio e grazie delle “dritte”.
    Mapi

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