cinemavistodame.com di Roberto Bernabò

“Across the universe” – di Julie Taymor

analisi di eventi, esistenti e linguaggio audiovisivo

Across the Universe – La beat generation nell’immagine psichedelica – a cura di Roberto Bernabo’

Titolo originale: Across the Universe
Nazione: U.S.A.
Anno: 2007
Genere: Drammatico, Musicale
Durata: 131′
Regia: Julie Taymor
Sito ufficiale: www.acrosstheuniverse.com
Sito italiano: http://www.across-the-universe.it/
Cast: Jim Sturgess, Evan Rachel Wood, Joe Anderson, Dana Fuchs, Cynthia Loebe, Martin Luther, T.V. Carpio, Heather Janneck, Eddie Izzard, Bono, Robert Clohessy
Produzione: Revolution Studios, Team Todd
Distribuzione: Sony Pictures Releasing
Data di uscita: Roma 2007
23 Novembre 2007 (cinema)

 



“All you need is love”


 

Introduzione

E’ difficile, ammettiamolo, non poter parlare bene di questo film perché l’esperienza della sua visione non è una cosa facilmente raccontabile senza la musica e senza la psichedelica interpretazione delle immagini che la regista ha saputo utilizzare. Tuttavia – proprio perché il film mi è piaciuto così tanto – mi cimenterò, ancora una volta, nell’ingrato compito di svolgere la mia solita analisi, anche perché ritengo di aver colto molti riferimenti che tenterò di restituire in questo post.

Buona lettura.

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Su IMDB troverete che la tagline di questo film è: “All you need is love“. Come non essere d’accordo?

Plot Outline: Ricerca del padre, viaggio, cultura on the road, amicizia, amore, conflitto di coppia, beat generation, scontro generazionale, pacifismo radicale, ’68, guerra nel Vietnam, pop art, immagine psichedelica, abbandono, perdita, morte, musica e testi dei Beatles, anni 60, alcol, droga, chitarra elettrica.
(Fonte: Roberto Bernabo’)

Plot Keywords: Female Nudity, Circus, 1960s, LSD, Psychedelic, Thanksgiving, Guitarist, Alcohol, Sexy Nurse, Princeton University, Bus, Art, Gig, Dead Child, Strawberry, Nudity, Breasts, Apple, New York City, No Opening Credits, Vietnam War, Bar, Bloody Nose, Bohemianism, Funeral, Premarital Sex, Female Rear Nudity, Male Nudity, Army, Priest, Pimp, Title Based On Song, Underwear, Detroit Michigan, Breakup, British, High School Dance, Golf, Statue Of Liberty, Interracial Relationship, Anti War, History, Male Rear Nudity, Hospital, The Beatles, Fight, Biological Father, Urination, Physical, Hippie, Cigarette Smoking, Protest, Marijuana, Riot, Bowling Alley, Death Of Loved One, Surreal, Lesbian, Depression, Liverpool England, Title Spoken By Character.
(Fonte: IMDB)

In questo post:

  1. Riferimenti ribaltati ad Hair ed a Moilin Rouge
  2. Lo specifico filmico dell’opera e sua intima relazione con l’immagine psichedelica – Cosa è la psichedelia?
  3. Intervista ad Alan Dammit sulla psichedelia
  4. Eventi ed esistenti e il linguaggio audiovisivo
  5. Curiosità cinephile
  6. Chi è Julie Taymor
  7. Links a Wikypedia su Hair e Moulin Rouge

1. Riferimenti ribaltati ad Hair ed a Moulin Rouge


Per chi, come me, ha assistito ad una proiezione del film di Milos Foreman “Hair“, tratto dal celeberrimo musical teatrale, proprio il giorno prima di partire per il servizio militare, non è possibile dimenticare nulla di quella pellicola e dei significanti che trasmetteva. E quindi.

E quindi non posso non avere notato, e come poteva essere altrimenti, delle significative analogie nelle trame dei due film. Anche se.

Anche se, a guardare bene, è come se Julie Taymor ne avesse ribaltato il senso in alcuni elementi fondamentali rispetto alla trama di Hair.

Prima di analizzare i ribaltamenti degli screenplay, verifichiamo un’altra analogia tra Hair e Across the universe.

E nel fare questo fermiamoci, per un momento, proprio sul termine Across.

Nelle sequenze iniziali di Hair il protagonista canta la celeberrima canzone “Manchester England England, across the Atlantic see”. Solo che lui partiva dall’Oklahoma sempre per raggiungere New York, e non da Liverpool (evidentissimo riferimento ai Beatles) come Jude.

Il termine Across annunzia un altro elemento fondante lo screenplay, il viaggio di Jude sarà svolto, insieme agli spettatori, Across the universe dei Beatles, i cui testi e le cui musiche saranno il fil rouge di un po’ tutti gli eventi della pellicola.

In questo il film si rifà ontologicamente ad un altro musical assai più recente: Moulin Rouge, dal quale si lascia ispirare per lo specifico filmico visionario, ed anche qui troviamo ribaltata la storia, che intendiamoci sempre di amore si tratta.

Ma analizziamo meglio, ora insieme i ribaltamenti.

Nel caso di Hair, e come in Across the universe, è l’amico del protagonista ed essere chiamato alle armi, anche lui brucerà la lettera pur essendo costretto lo stesso ad arruolarsi, ma sarà il protagonista a morire al posto del suo amico. Cosa che non accade nel film della Taymor dove l’amico parte lui per il Vietnam (primo ribaltamento), e riesce a salvarsi (secondo ribaltamento), e qui è straordinaria la sequenza della statua della libertà trascinata nella campagna melmosa del Vietnam.

Chiari, ed ulteriori, sono inoltre i riferimenti alle dorghe ed al mondo psichedelico che è un tema assai più sviluppato nel film della Taymor.

Nel caso di Moulin Rouge la protagonista Satine muore di tisi, nel film della Taymor la protagonista Lucy, potrebbe morire anche lei a causa del suo temporaneo infatuamento per la causa del pacifismo radicale, ma, invece, si salva (unico ribaltamento).

Insomma la Taymor vuole a tutti i costi l’happy end e l’ottiene con grande maestria e poesia.

Ma quello che maggiormente mi ha colpito in questo film non è solo la storia romantica, che è forse proprio la cosa meno riuscita, o il completo e perfetto adattarsi delle immagini alle musiche ed ai testi delle celeberrime canzoni dei Beatles (che intuizione geniale farne un musical), ma è principalmente la materia visiva con la quale la pellicola è girata, lo specifico filmico dell’opera, che personalmente ravvedo, con una straordinaria coerenza storica, nel copioso ricorso all’immagine psichedelica.

Cerchiamo meglio di capire cos’è.

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2. Lo specifico filmico dell’opera e sua intima relazione con l’immagine psichedelica – che cos’è la psichedelia

Psichedelia è un termine derivato dalle parole greche ψυχή (psichè, anima) e δήλος (delos, manifestare), nel senso di “allargamento della coscienza”.

Descrive una categoria di musica, arte visiva, moda, e cultura associata originariamente con gli 1960s, hippie, e i dintorni di Haight-Ashbury di San Francisco, California. Ebbe inizio nel 1966, ma un vero slancio lo raggiunse nel 1967 con la Summer of Love.

I suo inizi sono associati con San Francisco ma lo stile si espanse in tutto U.S.A., e mondialmente.

La contro-cultura degli anni sessanta ha avuto una grande influenza sulla cultura popolare degli inizi anni settanta, ed e anche ben riconosciuta da quelli naïve delle origini della psichedelia.

Uno dei maggiori esempi di psihedelia è sicuramente una delle più famose canzoni dei Beatles: “Lucy in the Sky with Diamonds“. (Ma tu guarda che combinazione);-)

Fu scritta dal cantante dei Beatles, che si ispirò a un disegno fatto dal figlio in cui era rappresentata una compagna di classe del bambino mentre volava in un cielo di diamanti.

L’intento era quello di comporre qualcosa di poetico attinente alla psichedelia celando nel titolo l’acronimo di LSD (dietilamide-25 dell’acido lisergico), una delle più potenti sostanze stupefacenti allucinogene conosciute che è intimamente legata, appunto, alla cultura psichedelica.

Voci correlate

* Psichedelico
* Arte psichedelica
* Rock psichedelico
* Letteratura psichedelica
* Trance psichedelica
* Neo-psichedelia
* Tie-dye
* Contestazione
* Beat generation
* Hippie
* Psiche (psicologia)
* Sciamanesimo

(Fonte; Wikipedia)

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3. Intervista ad Alan Dammit sulla psichedelia

Ma leggiamo cosa pensa al riguardo della psichedelia Alan Dammit un celeberrimo compositore, polistrumentista e cantante.

Alan, cosa è la psichedelia?
Psichedelico significa al di sopra dell’identità.

Uno stato mentale caratterizzato da una intensificazione della percezione sensoriale, talvolta accompagnata da distorsione della realtà, allucinazioni, intensa sensazione di felicità o al contrario di disperazione.

Quale è la relazione tra arte e psichedelia?
Credo che tra le due cose esista una relazione fortissima. È strano ma la definizione di psichedelia suddetta è, a seconda di come la si vuole interpretare, piuttosto precisa o anche alquanto ambigua.

Per esempio cosa significa essere al di sopra dell’identità? Cosa è distorsione della realtà?

Ragionare così significa pretendere che anzitutto sia data una realtà oggettiva …?

A me viene spontaneo pensare che queste condizioni siano parte della vita di tutti noi e degli artisti in particolare. Una “intensificazione della percezione sensoriale” è una esperienza molto comune e si ha per esempio quando ridiamo o piangiamo o proviamo paura o sorpresa … insomma quando proviamo una forte emozione.

Un artista si trova in questa condizione ogni qualvolta ha una ispirazione che lo porta a creare a inventare.

A mio modo di vedere è una questione di accenti … forse è perché io non credo nella assoluta trascendenza. E penso che anche la trascendenza sia una cosa di questo mondo e non di un altro mondo.

E per quanto riguarda l’essere al di sopra dell’identità?
Il discorso non cambia di molto. L’amore universale ci pone sopra l’identità.

Il sentirsi esseri spirituali e non solo esseri materiali ci pone sopra l’identità.

L’ empatia ci pone sopra l’identità cosi come il senso di comunione.

Per me la cosa non è in riferimento al perdersi ma al legarsi. Chi si perde è al di sotto dell’identità non al di sopra. Si smarrisce. Per essere al di sopra dell’identità al contrario occorre conoscersi bene.

Per sentirsi tutt’uno con la natura occorre amare la Natura ma nemmeno questo basta. Occorre sentirsi un tutt’uno con essa. Dunque si torna al concetto del senso di comunione di unità. L’argomento è decisamente religioso e filosofico.

La psichedelia è in relazione al misticismo?
Mistico significa misterioso, occulto.

La figura del mistico si riferisce ad una persona che medita allo scopo di trascendere la ordinaria realtà umana.

Quindi la relazione c’è ed è abbastanza forte. Lo psichedelismo potrebbe essere definito come una forma di misticismo.

Anche qui però tornano le solite domande … cosa è misterioso? Cosa è occulto? Ed anzi cosa non è misterioso e cosa non è occulto? Conosciamo forse tutto? Nulla ci spaventa?

Per me l’esistenza stessa è misteriosa ed occulta. Pensa a quanto è difficile catturare una verità pura … scevra da opinioni ed interessi personali.

Il mondo naturale ci è per la maggior parte ignoto, per non parlare del destino e dello scopo di quello che definiamo genere umano.

Il mistico, se cerca di trascendere la ordinaria realtà umana, è evidentemente un indagatore.

Egli vuole sciogliere il mistero.

Per me è più che chiaro ciò che cerca. Per lui essere al di sopra dell’identità significa trovare la propria identità.

Il mistico lo fa magari attraverso l’ascesi, l’artista attraverso l’arte, l’uomo d’affari magari giocando in borsa, il gaudente cercando di godere più possibile. Quindi siamo tutti mistici … chi più chi meno.

Veniamo alla musica. Esiste una musica psichedelia oggi? Oppure è solo una tendenza retrò?
Stando a quanto abbiamo detto sinora: esiste e se non esiste può esistere tra un minuto.

Tutti flirtiamo col passato è carino farlo ma non bisogna confonderlo con qualcosa di banale. Domanda: si portano i fiori a morti perché sono morti oppure perché sentiamo che essi vivono ancora dentro di noi?

Se la morte esistesse nessuno entrerebbe nei cimiteri con un intento diverso da quello di scaricarvi altra merce ingombrante.

Per tornare alla musica, oggi certo nessuno pensa più – tranne forse qualche svitato di particolare rilievo – di far ricorso alle droghe allo scopo di ampliare le proprie percezioni e di estendere le proprie capacità creative.

Indubbiamente in passato molte canzoni sono state ispirate dalle droghe.
Si credeva di aver trovato una lente attraverso la quale vedere il mondo con una diversa ottica.

Oggi psichedelia è soprattutto una forma mentis e non solo lo strizzare l’occhio al passato.

Anzitutto c’è un riferimento ad un certo sistema di valori e di credenze artistiche ed extra artistiche.

Difficile elencarle o sommarizzarle. Certamente uno degli elementi più importanti è l’essere piuttosto controcorrente. Scettici verso ogni forma di oggettivismo e di realtà o di verità precostituita o preconfezionata.

La realtà è ciò che si crea … questa potrebbe essere una massima psichedelica …

Tutto sommato lo psichedelismo è abbastanza positivo pur nelle sue punte sarcastiche … in generale lo psichedelico crede nell’amore universale senza tuttavia esser preda di inutili romanticismi. Come si diceva prima è in fondo uno che cerca, un esploratore della realtà.

Il suo esser controcorrente si limita a non sopportare le briglie di chi vorrebbe tenerlo al riparo delle inaudite insidie esterne al piatto imborghesimento …

Nella musica è sempre questo esploratore: uno per cui l’originalità conta abbastanza ma per cui ancora di più conta forse trovare una relazione diversa tra le cose … oppure una formula che metta in relazione cose che paiono scollegate.

Il rischio per lo psichedelico è appunto il pretendere di trovare la formula della relatività generale che interpola l’intero universo.

Allora finisce per vivere delle idee altrui nel non avere più una idea sua propria né un suo percorso di ricerca, nello smarrirsi appunto.

4. Eventi ed esistenti e linguaggio audiovisivo

4.1. Lo sviluppo del conflitto

Gli esistenti sono costruiti con un buona attenzione al tema, a me caro, dello sviluppo del conflitto.

Essi sono in conflitto etico con la società, rappresentando la generazione del ’68, quella che maggiormente si oppose all’imperialismo americano e che fu in parte trucidata nel Vietnam, ed in parte attrice fondamentale di quello che dal ’68 scaturì in termini di arte, di musica, di politica e di movimenti rivoluzionari (non è un caso la citazione della canzone revolution).

Ma il conflitto si sviluppa anche tra Jude e Lucy, sul tema della causa pacifista, e tra Max e suo padre su un piano più di scontro generazionale.

Insomma l’impianto narrativo è molto bene progettato ed ideato.

4.2. Le rese attoriali

Le rese attoriali dei personaggi sono di una intensità notevole, soprattutto nei due esistenti protagonisti di Jude e Lucy che sono interpretati, direi in maniera impeccabile dai giovani attori Jim Sturgess, e Evan Rachel Wood bravissimi, ma anche tutti gli altri lo sono.

La storia potrà anche sembrare banale e fin troppo leziosa, ma non è la cosa sulla quale ha puntato la regista, a mio modo di vedere, che ha decisamente fatto lavorare la sua immaginazione sulle immagini e sulla musica.

4.3. Il linguaggio audiovisivo: Il montaggio delle immagini e del sonoro

In questa prospettiva il montaggiosia delle immagini che del suono – è un altro elemento impressionante del film. Dire che sono perfetti entrambi è dire poco. Le scene in cui, ad esempio, gli esistenti si muovono in effetti speciali sia guidati dal computer e sia più artigianali (questi ultimi mi hanno ricondotto alla memoria quelli de “L’arte del sogno di Michael Gondry“, così come le sequenze sottomarine), sono perfette, così come lo sono tutte quelle in cui vi è il sottofondo musicale dei 33 brani dei Beatles, accuratamente selezionati per dare un senso filologico alla storia.

Insomma “Across the universe” è un film che, anche sotto il profilo squisitamente tecnico, rasenta la perfezione non c’è che dire.

Detto questo il post potrebbe essere concluso, in quanto chiarisce molto il senso di questa opera, ma vorrei parlare, ancora un po’, di questo film per sottolineare qualcosa con riferimento agli eventi, agli esistenti ed al linguaggio audiovisivo, sul quale abbiamo già detto molto attraverso il filtro della psichedelia.

4.4. Le riprese e la scelta delle location

Ma devo aggiungere che anche le riprese, oltre ai già citati effetti psichedelici, sono studiate e realizzate sia in maniera incredibilmente creativa, sia con un cura, quasi maniacale, del particolare, ammirevole.

Notevoli sono anche, in coerenza con la drammaturgia degli eventi, i cambi di ambientazione filmica, come le sequenze girate nei sobborghi di Liverpool, o quelle in cui Jude cammina nei pressi di un faro.

Ed, a questo proposito, come non citare le scelte delle locations che contribuiscono, e non poco, alla riuscita dell’opera.

Insomma Across the universe è un esperienza cinematografica che fonde in un unico melodramma, immagine psichedelica e arte visiva pop, con le più celeberrime canzoni dei Beatles, che sarà difficilmente eguagliata, e come non citare, proprio con riferimento ai Beatles, la lirica di Strawberry Fields Forever della quale lascio il testo in quanto la stessa locandina del film ha un esplicito riferimento a tale brano:

Let me take you down, ‘cause I’m going to Strawberry Fields.
Nothing is real and nothing to get hungabout.

Strawberry Fields forever.

Living is easy with eyes closed, misunderstanding all you see.
It’s getting hard to be someone but it all works out, it doesn’t matter much to me.

Let me take you down, ‘cause I’m going to Strawberry Fields.
Nothing is real and nothing to get hungabout.
Strawberry Fields forever.

No one I think is in my tree, I mean it must be high or low.
That is you can’t you know tune in but it’s all right, that is I think it’s not too bad.

Let me take you down, ‘cause I’m going to Strawberry Fields.
Nothing is real and nothing to get hungabout.
Strawberry Fields forever.

Always, no sometimes, think it’s me, but you know I know when it’s a dream.

I think I know I mean a ‘Yes’ but it’s all wrong, that is I think I disagree.

Let me take you down, ‘cause I’m going to Strawberry Fields.
Nothing is real and nothing to get hungabout.

Strawberry Fields forever

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5. Curiosità cinephile


Il film è costellato di celebri cameo come

Bono e Eddie Izzard, rispettivamente nei ruoli del Dr. Robert e di Mr. Kite, inoltre appaiono Joe Cocker e Salma Hayek, nel ruolo di una infermiera quintuplicata al computer.

Bono, per il personaggio del Dr. Robert, si è ispirato a Neal Cassady.

Tutti i brani dei Beatles che fanno parte della pellicola sono stati riarrangiati daElliot Goldenthal il compagno della regista, che li ha adattati ai generi più diversi, come anche il Gospel, ed eseguiti dai vari attori del film.

Il film è stato presentato al CINEMA. Festa Internazionale di Roma 2007, manifestazione scelta per l’anteprima europea.

Il nome di ogni personaggio è preso da un brano dei Beatles:

     

  • Jude – Hey Jude
  • Max – Maxwell’s Silver Hammer
  • Sadie – Sexy Sadie
  • Jojo – Get Back
  • Prudence – Dear Prudence
  • Dr. Robert – Doctor Robert
  • Mr. Kite – Being for the Benefit of Mr. Kite

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6. Chi è Julie Taymor

Julie Taymor (Newton, Massachusetts, 15 dicembre 1952) è una regista statunitense.

Biografia

Nata nel Massachusetts, figlia di un ginecologo e di una insegnante di scienze politiche, ha origini ebree. Dopo gli studi inizia ha lavorare in teatro, la sua prima regia teatrale risale al 1992 con Edipo re di Igor Stravinskij, in seguito porta in scena Il flauto magico e Il Re Leone, adattamento in musical de Il Re Leone della Disney, per il quale riceve molti riconoscimenti tra cui due Tony Awards.

Dopo una serie di regie televisive, il suo debutto cinematografico è l’adattamento per il grande schermo del Tito Andronico di William Shakespeare (che aveva già rappresentato a teatro), intitolato Titus, con Anthony Hopkins.

Nel 2002 porta sul grande schermo la tormenta storia della pittrice Frida Kahlo, dirigendo Salma Hayek in Frida tratto dal romanzo Frida: A Biography of Frida Kahlo. Nel 2007 realizza Across the Universe, visionaria opera rock basata sui celebri brani dei Beatles, che vede come protagonisti Jim Sturgess ed Evan Rachel Wood.

Tra i prossimi progetti della Taymor, vi è un adattamento in musical di Spider-Man, su musiche di Bono e The Edge, che hanno già collaborato alla musiche di Across the Universe.

La regista risiede a New York con il compagno Elliot Goldenthal.

Filmografia

* The Tempest (1986) (TV)
* Fool’s Fire (1992) (TV)
* Oedipus Rex (1993) (TV)
* Titus (1999)
* Frida (2002)
* Across the Universe (2007)

(Fonte: Wikipedia)

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Fidatevi di me e se non lo avete ancora vista correte al cinema.

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7. Links

Hair su Wikipedia (qui)
Moulin Rouge su Wikipedia (qui)

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7 commenti

  1. utente anonimo ha detto:

    In un post così ben scritto ed organizzato, non posso far altro che entrare in punta di piedi. Comunque, ci tengo a segnalarti che è online il blog ufficiale di Across The Universe, dove sono presenti spezzoni tratti dal film, scene tagliate, videointerviste e curiosità sui protagonisti.

    Il blog, inoltre, sta accompagnando l’uscita in home video del film, che ora è disponibile in DVD e in Blu-Ray Disc.

    Il link al blog è: acrosstheuniverse-dvd-bluray.blogspot.com

    Ciao!

  2. Nonostantetutto ha detto:

    @Nokao Grazie ;)

    Un saluto.

    Rob.

  3. utente anonimo ha detto:

    Complimenti, davvero un bel lavoro.

    Nokao

  4. Nonostantetutto ha detto:

    @EddieValiant ehm … hai ragione cavoli … scusatemi ;)

    Rob.

  5. EddieValiant ha detto:

    mi piacerebbe leggere tutto, ha dato un’occhiata veloce, soprattutto sui cambiamenti/fils rouges con Hair, trovandoli più che azzeccati.

    ps:Meduse su cinebloggers…già c’era il topic ed anche il tuo voto ;-)

  6. Nonostantetutto ha detto:

    @FulviaLeopardi I miei non sono post … sono analisi. ;-)

    Se le spezzassi chi le leggerebbe?

    In ogni caso, adesso ne aggiungo una copia stampabile in pdf.

    Grazie.

    Rob.

  7. FulviaLeopardi ha detto:

    te scrivi post belli ma chilometrici, dovresti spezzarli

    per ora l’unico Universe che guardo è un documentario su History Channel

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