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Mostra di Venezia vs. Manoel de Olivera

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  Mostra di Venezia vs. Manoel de Olivera

 

Andrea Porporati con Il dolce e l’amaro, Paolo Franchi con Nessuna qualità agli eroi e Vincenzo Marra con L’ora di punta sono gli italiani in concorso alla 64ma Mostra del Cinema di Venezia.

Oltre ai nostri giovani moschettieri, il concorso ospiterà Brian De Palma con Redacted, Kenneth Branagh con Sleuth, Paul Haggis con In the Valley of Elah, Ken Loach con It’s a Free World…, Takashi Miike con Sukiyaki Western Django, interpretato da Quentin Tarantino.

E ancora Nikita Mikhalkov, Eric Rohmer, Peter Greenaway, Wes Anderson, Ang Lee e molti altri. Non bastasse, ci saranno George Clooney per Michael Clayton e Brad Pitt protagonista di The Assassination of Jesse James. Se son stelle brilleranno…

Finesettimana al cinema

SPECCHIO MAGICO
genere: drammatico
di Manoel de Oliveira
con Leonor Silveira, Ricardo Trepa
distrib. Mikado

Misterioso e seducente, Manoel de Oliveira porta sullo schermo il romanzo A Alma dos Ricos di Agustina Bessa-Luís. Un uomo, appena uscito di prigione per un crimine mai commesso, ricomincia una nuova vita lavorando nella tenuta della ricca possidente Alfreda, infelice perché profondamente desiderosa di poter assistere ad un’apparizione della Vergine Maria. In concorso a Venezia nel 2005.

Chi è Manoel de Oliveira

Manoel Candida Pinto de Oliveira, nato a Oporto il 12 dicembre 1908, terzo figlio di un industriale di passamanerie, è il più anziano regista cinematografico ancora in attività ed è considerato il più importante cineasta portoghese vivente, nonchè uno degli autori più significativi della storia del cinema europeo.

La sua attività è stata poco costante a causa delle difficoltà di trovare risorse economiche in un paese osteggiato dalla dittatura fascista. Dopo il cortometraggio Douro, faina fluvial (1930) e il lungometraggio a soggetto Aniki-Bobó (1941), produsse e curò da solo gli altri poemi e poemetti semidocumentari (O pintor e a cidade, 1956; O pâo, 1959; Acto da primavera, 1962) e il cortometraggio A caça (1963; La caccia), degno di Buñuel, cui O. si avvicinò anche nella commedia di costumi borghesi O passado e o presente (1971).

Ha poi realizzato la grande trilogia letteraria Benilde o la vergine-madre (1975), da un testo teatrale di J. Régio; Amor di perdizione (1978), da un romanzo popolare di C. Castelo Branco, e Francisca (1980), dal romanzo Fanny Owen di Agustina Bessa Luis.

Nel 1984 ha posto mano alla trasposizione cine-televisiva del poema drammatico di P. Claudel La scarpina di raso, di ambiente storico, presentata in anteprima nel 1985 al Festival di Cannes.

Dopo aver girato Mon Cas (1986), A Bandeira nacional (1987), Non, la vanagloria del comandare (1990), Oliveira ha realizzato l’opera forse più impegnativa e riuscita, A Divina Comoedia (1991), premiato alla Mostra del Cinema di Venezia.

Ampi consensi hanno ricevuto Vale Abraao, presentato al Festival di Cannes nel 1993 e La valle del peccato (1994).

Negli ultimi anni ha diretto I misteri del convento (1995), Party (1996) e Viaggio al principio del mondo (1997), che è stato l’ultimo film interpretato da Marcello Mastroianni, Parola e Utopia (2000). Oliveira è soprattutto uno sperimentatore, che ha cercato di realizzare lunghe inquadrature e piani fissi, sfruttando ritmi narrativi su tempi dilatati che permettessero un momento di pausa riflessiva nel pubblico.

Filmografia di Manoel de Oliveira – fonte Wikipedia

Morto Salazar torna definitivamente al suo paese d’origine e gira i suoi migliori film.

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In uscita inoltre questo fine sttimana:

BLADES OF GLORY
genere: commedia
di Will Speck, Josh Gordon
con Will Ferrell, Jon Heder
distrib. Universal

 

CRANK
genere: azione
di Mark Neveldine, Brian Taylor
con Jason Statham, Efrem Ramirez
distrib. 01 Distribution

Will Ferrell e Jon Heder (Napoleon Dynamite vi dice niente?…) coppia di stelle del pattinaggio artistico su ghiaccio. Prima acerrimi rivali, ora costretti ai duetti per ritrovare la gloria perduta. Campione d’incassi negli USA, un po’ "fuori stagione" – considerando il contesto – l’uscita italiana. Ma ci sarà da ridere. 

SWEET SWEET MARJA
genere: commedia
di Angelo Frezza
con Maria Grazia Cucinotta, Marco Messeri
distrib. Due P.T. Cinematografica

Produzione indipendente per l’esordio alla regia di Angelo Frezza, che "riporta" sulle scene Maria Grazia Cucinotta per un film a dir poco "stupefacente". Moglie sempre in crisi per un matrimonio che non regala grosse soddisfazioni e per le bollette infinite da pagare, Katia saprà (involontariamente) come conquistare i propri ospiti prendendoli per la gola: basterà scambiare per errore un ingriedente con la marijuana che il marito coltiva in giardino ed il gioco è fatto.

MAIAL ZOMBIE
genere: demenziale
di Mathias Dinter
con Tino Mewes, Thomas Schmieder
distrib. Mediafilm

"Anche i morti lo fanno", recita il quanto mai esplicativo sottotitolo di questo slasher movie d’annata (2004) di "origine (tedesca) incontrollata". Tre giovani nerds, bistrattati da tutto il liceo, si risvegliano in obitorio dopo un terribile incidente. E capiranno che forse, da zombie, la loro vita potrebbe essere meglio di quella precedente. Per intenditori. 

PAURA PRIMORDIALE (in quest’epoca di apzzi etc.)
genere: horror
di Michael Katleman
con Orlando Jones, Dominic Purcell
distrib. Buena Vista

Gruppo di reporter in trasferta. Nelle paludi del Burundi vive un enorme esemplare di alligatore, famelico e indomabile. In quanti ci rimetteranno la pelle? Debutto al lungometraggio per Michael Katleman, regista di innumerevoli serie tv americane, tra cui Smallville, Dark Angel e Dawson Creek.

FLICKA
genere: drammatico
di Michael Mayer
con Alison Cohan, Maria Bello 
distrib. 20th Century Fox

Ispirato al romanzo di Mary O’ Hara, di cui si ebbero due adattamenti televisivi, il film di Michael Mayer (Una casa alla fine del mondo) smussa le originarie influenze western per tratteggiare il profondo rapporto d’amicizia tra la ribelle, giovane protagonista (Alison Cohan) e un’apparentemente indomabile mustang nero. Maria Bello è la mamma della ragazza.

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