cinemavistodame.com di Roberto Bernabò

Festival di Cannes 2007 – La palma d’oro vola in Romania

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Festival di Cannes 2007

La palma d’oro vola in Romania

Ci si domanda … ma in Italia, a Venezia come a Roma, ma quando mai potrà succedere che un film rumeno vinca qualcosa?
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Ci si risponde MAI.

Ed allora poi non lamentiamoci della crisi del cinema.

Comunque non è tutto oro quello che riluce neanche oltr’alpe.

In ogni caso vince il film choc sull’aborto clandestino.

Spero di vedere i film della rassegna a Roma … ma il problema è che proprio quando le proiezioni in genere hanno inizio a giugno a me toccherà di andare a Parigi per lavoro.

Si avete letto bene.

Mi scuso per la mia pseudo-latitanza dal blog … è che sto attraversando un periodo di grandi eventi e mutamenti.

Operai in casa dove, da qualche mese, vivo con M.

Lavoro molto serrato.

E dal giorno 11 giugno volerò per 5 giorni a Parigi.

Sempre meglio che un calcio nei denti.

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In ogni caso vi lascio un po’ di link su Cannes, qui.
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Presenze rumene al Festival di Cannes

Stando ad una recente ricerca, la Romania ha il minor numero di cinema e di spettatori di film dell’Europa.

Nonostante ciò, la nuova generazione di registi rumeni, molto talentuosi, che, a passi piccoli ma sicuri, sta rimpiazzando la vecchia generazione, vince premi internazionali molto importanti.

Particolari in merito, in una nota di Mihai Pelin.

La cinematografia rumena ha riportato nuovi successi.

Grazie alla “4 mesi, 3 settimane e 2 giorni” del regista Cristian Mungiu, il cinema rumeno si è aggiudicato il più prestigioso premi (La palma d’ro come miglio film) alla 60esima edizione del Festival di Cannes.

Mungiu è stato, infatti, in gara per il tanto ambito trofeo "la Palma d’Oro", vinto finora soltanto a due film rumeni: “Una breve storia” di Ion Popescu Gopo, nel 1957, e “Traffico”, di Catalin Mitulescu, nel 2004.

Il film “4 mesi, 3 settimane e 2 giorni”, descritto dal regista come “Una storia di due ragazze un sabato mattina” del 1987, è incluso nella serie “Ricordi dell’Epoca d’Oro”, e rappresenta un ritorno ai racconti diffusi durante il comunismo, filtrati dalla memoria personale del regista.

Cristian Mungiu, 39enne, ha già partecipato al festival di Cannes nel 2002, con il suo primo lungometraggio, "Occidente", entrato in gara nella sezione parallela Quinzaine des Realisateurs.

Anche "California Dreamin", il primo lungometraggio del compianto Cristian Nemescu, è stato selezionato per l’edizione del Festival di Cannes di quest’anno alla sezione “Un certain regard”.

Il film era nella fase di post-production al momento della tragica morte del regista, appena 27enne.

D’altronde, dello stesso Nemescu, il film “Marilena dal P7” aveva partecipato alla “Semaine de la critique”, una sezione parallela del Festival di Cannes.

Tornando al 2007, va ancora ricordato che tra i membri della giuria alla sezione “Un certain regard” di quest anno, c’è stato anche il regista rumeno Cristi Puiu, vincitore di questo premio nel 2005, per la pellicola “La morte del signor Lazarescu”.

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Leggo e rimango basito della delusione di Daniele Lucchetti per i mancati riconoscimenti a Cannes per "Mio fratello è figlio unico". Ma dal regista de "Il portaborse", probabilmente il più bel film sulla politica degli ultimi 20 anni in Italia, ci si doveva aspettare qualcosa di più.

Ed invece ecco una sceneggiatura che fa acqua da tutte le parti.

Il tema politico assolutamente semplificato / non colto.

Punti di snodo della narrazione completamente arraffazzonati.

Attori messi fuori gioco da parti scritte male.

Ma come si fa a far recitare male Anna Bonaiuto, affidandole un ruolo che più stereotipato davvero non si può, io non lo so.

Ma che fonti d’ispirazione sono state prese per la stesura dello screenplay?

Nulla-dico-nulla di quegli anni è riportato con un minimo di rigore se non le automobili che entrano nel campo delle inquadrature.

Mi dispiace per la sempre onesta Angela Finocchiaro che rimpiangiamo come attrice brillante, ma che fa sempre il suo eccellente lavoro anche in parti come quella di questo film davvero troppo drammatiche e politically uncorrct.

L’unica cosa convincente di quel film?

Riccardo Scamarcio? No, ovvio, Elio Germano.

Non scrivo la mia solita analisi di eventi ed esistenti perché, come sa chi legge questo blog, non amo le stroncature e sarei costretto, invece, ad incedere, e non poco, in tale direzione.

Off topic: Messaggio per Francesco V.:

Il prossimo post sarà quello per Maricò.

6 commenti

  1. utente anonimo ha detto:

    Sono rumena, sì, ma adesso dovrebbe essere chiaro: non tolsi neanche la tua ironia dal primo momento :)

    Il cortometraggio è interessante!…

    Per quanto riguarda il cinema italiano, potrei affermare di aver visto tanti film italiani molto belli. E vorrei vedere ancora i film dall’estremo oriente….

    Ciao

    Maria

  2. Nonostantetutto ha detto:

    @Maria di Bucarest Carissima Maria,

    non vorrei tu avessi equivocato.

    Non ce l’ho con il cinema rumeno, anzi so per certo che questo film del regista prematuramente scomparso in un incidente di auto è, non degno, ma degnissimo di vincere qualcosa.

    Il je’ accuse è rivolto al limaccioso mondo del cinema italiano che vive chiuso in una bolla e che non si accorge di come, in altre nazioni come la tua ma anche come la Germania, si stiano, invece, affermando nuove leve che sono, anche, il frutto di una diversa visione dell’incentivo verso i nuovi talenti.

    Insomma un discorso tutto italiano ahimé.

    Io auguro a questo film ed a tutto il cinema rumeno di avanguardia di essere presto conosciuto in tutto il mondo come esempio di fermento di nuove idee.

    Grazie dei link, non mancherò di visionare i materiali.

    Benvenuta qui e a presto allora.

    E complimenti per il tuo italiano ma sei rumena?

    Un saluto.

    Rob.

  3. utente anonimo ha detto:

    Il mio nome è Maria e sono di Bucarest. Per quanto riguarda “il film choc sull’aborto clandestino”, io mi sono curata dei pregiudizi: ho fame di vedere questo film (dopo aver visto un’altro film dello stesso regista, ‘Occidente’, commovente ed intelligente). Il film sarà anche a Parigi, e probabilmente quasi ovunque nel mondo. Se lo vedi forse indovinerai come si risponde alla domanda ‘quando mai potrà succedere che un film rumeno vinca qualcosa?’ ;)

    Nel frattempo ti lascio questi link ad un cortmetraggio di Cristian Nemescu del 2003 – il suo California Dreamin’ tra l’altro mi ha colpita, vedilo!!…

    http://www.youtube.com/watch?v=N3SB4rBElyE

    http://www.youtube.com/watch?v=CXCi7JUKgE0

  4. Nonostantetutto ha detto:

    @palmarola Grazie per le belle cose che mi dice.

    @utente anonimo Ehm … allora quando è per questo integro il post con ulteriori news:

    Presenze rumene al Festival di Cannes

    Stando ad una recente ricerca, la Romania ha il minor numero di cinema e di spettatori di film dell’Europa.

    Nonostante ciò, la nuova generazione di registi rumeni, molto talentuosi, che, a passi piccoli ma sicuri, sta rimpiazzando la vecchia generazione, vince premi internazionali molto importanti.

    Particolari in merito, in una nota di Mihai Pelin.

    La cinematografia rumena ha riportato nuovi successi.

    Grazie alla “4 mesi, 3 settimane e 2 giorni” del regista Cristian Mungiu, il cinema rumeno si è aggiudicato il più prestigioso premi (La palma d’ro come miglio film) alla 60esima edizione del Festival di Cannes.

    Mungiu è stato, infatti, in gara per il tanto ambito trofeo “la Palma d’Oro”, vinto finora soltanto a due film rumeni: “Una breve storia” di Ion Popescu Gopo, nel 1957, e “Traffico”, di Catalin Mitulescu, nel 2004.

    Il film “4 mesi, 3 settimane e 2 giorni”, descritto dal regista come “Una storia di due ragazze un sabato mattina” del 1987, è incluso nella serie “Ricordi dell’Epoca d’Oro”, e rappresenta un ritorno ai racconti diffusi durante il comunismo, filtrati dalla memoria personale del regista.

    Cristian Mungiu, 39enne, ha già partecipato al festival di Cannes nel 2002, con il suo primo lungometraggio, “Occidente”, entrato in gara nella sezione parallela Quinzaine des Realisateurs.

    Anche “California Dreamin”, il primo lungometraggio del compianto Cristian Nemescu, è stato selezionato per l’edizione del Festival di Cannes di quest’anno alla sezione “Un certain regard”.

    Il film era nella fase di post-production al momento della tragica morte del regista, appena 27enne.

    D’altronde, dello stesso Nemescu, il film “Marilena dal P7” aveva partecipato alla “Semaine de la critique”, una sezione parallela del Festival di Cannes.

    Tornando al 2007, va ancora ricordato che tra i membri della giuria alla sezione “Un certain regard” di quest anno, c’è stato anche il regista rumeno Cristi Puiu, vincitore di questo premio nel 2005, per la pellicola “La morte del signor Lazarescu”.

    Va meglio così?

    In ogni caso sappia che non amo molto i commenti anonimi.

    Un saluto.

    Rob.

  5. utente anonimo ha detto:

    I rumeni hanno già vinto due Palme d’or a Cannes nel passato: con il capolavoro di Ion Popescu Gopo, il cortmetraggio “Una breve storia”, nel 1957, e con “Traffico” di Catalin Mitulescu nel 2004.

  6. palmarola ha detto:

    Concordo su Elio Germano veramente bravo, il film so end so

    Mi ha colpito del tuo blog che ho visto per la prima volta adesso l’omaggio al mio mito assoluto (sia come cineasta ma anche come scrittore) con la scena finale dei 400 colpi; il fermo immagine finale con lo sguardo irrequieto penso sia, almeno lo è per me, l’immagine più intensa/bella che abbia mai visto al cinema.

    Anch’io amo da sempre l’elemento cinema

    Ciao

    Salutami Parigi dove i miei hanno casa…

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