cinemavistodame.com di Roberto Bernabò

Le pellicole in uscita nelle sale cinematografiche italiane dal 4 maggio 2007

 La vie en rose – di Olivier Dahan ed altro

le pellicole in uscita nelle sale cinematografiche italiane dal 4 maggio 2007

"La sua voce è come l’aria di Parigi. Lei mi ha fatto viaggiare, lei mi ha fatto piangere".

E’ sempre il tempo per una biopic direbbe Nanni Moretti (?). 

Al riguardo mi corre l’obbligo di segnalare l’opera che ha aperto lo scorso Festival di Berlino, e che approda domani nelle sale cinemtografiche italiane: "La vie en rose" del francese Olivier Dahan: l’omaggio è naturalmente all’indimeticabile quanto immortale Edith Piaf che, grazie all’interpretazione pare notevole di Marion Cotillard, rivive e torna ad esibirsi per la gioia degli suoi amanti ed estimatori.

Proprio come Cronaca di una fugaBuenos Aires ’77, che si fonda su fatti realmente avvenuti,  riportando alla mente gli orrori dell’Argentina di Videla, attraveso il racconto dell’incredibile vicenda di Claudio Tamburrini, ex calciatore rapito e torturato da una milizia del governo, poi fuggito miracolosamente.

Ancora in evidenza il "nuovo" cinema tedesco, nelle sale italiane con il drammatico "Quattro minuti" di Chris Kraus.

Quattro le pellicole italiane nel weekend cinematografico: dal thriller in coproduzione internazionale di Lamberto Bava, "Ghost Son".

I "piccoli" e auto-distribuiti, che noi non possiamo non approggiare idealmente, "Le ferie di Licu" di Vittorio Moroni.

"L’estate di mio fratello" di Pietro Reggiani, passando per il controverso "7 km da Gerusalemme" di Claudio Malaponti basato sul romanzo di Pino Farinotti.

"Doppia ipotesi per un delitto", in conclusione di questo brevissimo excurxus delle uscite (chiedo scusa ma abbiamo gli operai in casa e sto lavorando molto), è il thriller USA della settimana, con Ray Liotta e LL Cool J.

A bientot.

3 commenti

  1. Nonostantetutto ha detto:

    gentile (si fa per dire) utente anonimo,

    non credo che esistano delle relazioni di alcun tipo tra il mio blog, non sito please, e quello di Kekkoz con tutto il rispetto per te (che vigliaccamente rimani anonimo e non capisco perché un giorno mi deciderò a cancellare tutti i commenti anonimi) e per Kekkoz che, tra l’altro, stimo molto.

    Molti blog parlano dei film in uscita e ti comunico che, per quel che riguarda me, questo esercizio mi assicura di non perdere di vista tutta l’offerta in circolazione, quanto meno quella italiana, ti può stare bene oppure devo chiederti il consesno su quello che decido di pubblicare su uno spazio che pago io?

    Entrando nello specifico della tua, quanto meno avventata, esternazione, mi sa che tu non leggi con attenzione né il mio né quello di Kekkoz, in quanto è palese che ciscuno ha le sue fonti ed esprime le sue opinioni su tali uscite, spesso molto diverse dunque …

    Va aggiunto in conclusione e valga come ulteriore argomentazione a confutazione della tua superficalità, che mentre nel format di post slle uscite nessuno copia nessuno in quanto si esprimono solo sensazioni non ancorate alla visione, nelle mie analisi dei film (di quelli che ho visto intendo), viceversa, io mantengo il mio stile che ritengo sicuramente assai diverso, per struttura e non solo, da quello di kekkoz, ne converrai credo visto che tu stesso lo invochi a quanto pare …

    Quindi sinceramente non so proprio perché tu dica certe cose, fermo restando che nelle ultime 2 settiamane, lo ripeto (ma li lggi i post o cosa?) ho avuto gli operai in casa e non ho proprio curato il blog …

    Credo che chiunque tu sia abbia perso una buona occasione per tacere.

    D’altra parte da chi non ha il coraggio di scrivere non dico un nome ma almeno un nikname, che cosa ti vuoi aspettare …

    Disgusting …

    Rob.

  2. utente anonimo ha detto:

    io mi chiedo perkè hai ridotto il tuo sito ad una copia di quello di kekkoz……

  3. skizofrenic ha detto:

    la vie en rose: visto e apprezzato, menzione d’onore a truccatori e parrucchieri, premio coraggio per la protagonista a rischio lapidazione per l’interpretazione di un’icona nazionale. fedele, non edulcorato e non eccessivamente drammatico, prescinde gradevolmente l’ordine cronologico e di certo soddisfa gli estimatori. film solo per chi è interessato alla vita della suddetta ovvio.

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