cinemavistodame.com di Roberto Bernabò

Le pellicole in uscita nelle sale cinematografiche italiane dal 23 marzo 2007

 300 – di Zach Snyder ed altro

le pellicole in uscita nelle sale cinematografiche italiane dal 23 marzo 2007

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300 di Zach Snyder
Sito ufficiale:  www.300themovie.warnerbros.com
Sito italiano:  wwws.warnerbros.it/300

The ice harvest di Harold Ramisè uscito la settimana scorsa

Sito ufficiale

L’amore giovane di Ethan Hawke 

Sito Ufficiale: "Un c’è.

Bordertown di Gregory Nava

Sito ufficiale: http://www.bordertownmovie.com/ (non fidatevi troopo)

Il lupo di Stefano Calvagna 

Sito ufficiale:  www.illupofilm.com

La masseria delle allodole di Paolo e Vittorio Taviani

Sito ufficiale: Un c’è

Norbit di Brian Robbins

Sito ufficiale:  www.meetnorbit.com

Perché te lo dice mamma di Michael Lehmann

Sito ufficiale:  www.becauseisaidsomovie.com
Sito italiano:  www.perchetelodicemamma.it

Still life di Jia Zhang-Ke è il film che ha vinto il Leone d’Oro a Venezia nel 2006

Sito italiano:  www.luckyred.it/stilllife/

Il topolino Marty e la fabbrica di perle di Juan Pablo Buscarini

Sito ufficiale:  www.patagonik.com.ar/…
Sito italiano:  www.mediafilm.it/marty

Sito ufficiale

Hollywoodland di Allen Coulter

Sito ufficiale 


No è che io sono un po’ contrario a parlare di film che non ho visto.

Ma un tenativo di servizio ed di orientamento in questa giungla di uscite settiamanli bisogna pur darlo.

Ed allora io consiglio, e non poco, "300" di Zach Snyder il film sulla battaglia delle Termopili del 480 a.C. in cui Leonida e trecento soldati scelti della sua guardia personale, fronteggiarono per tre giorni l’immenso esercito persiano del Re Serse.

Ho assistito ad una proiezione del trailer el film al cinema sabato quando sono riuscito finalmente a vedermi Borat, pellicola che si è posizionata abbondantemente al di sopra delle mie più rosee aspettative (ehm sequenza dell’inseguimento dei due esistenti protagonisti nudi a parte, ovviamente).

Bene la pellicola in questione ha due differenti argomentazioni per meritare la mia unica menzione speciale del weekend.

La prima

l’ideatore della graphic novel è Frank Miller, lo stesso di Sin City, che che al di là di pregi e difetti, ha comunque imposto un nuovo modo di rapportare l’immagine cinematografica al fumetto.

Il film è di Zach Snyder è, come dire, la trasposizione dal fumetto o meglio dall’omonima "graphic novel" – termine intraducibile e certamente più alto del nostro "fumetto", spesso usato in senso ingiustamente dispregiativo, che viene usata come storyboard e guida per la resa visiva del film, dai personaggi ai costumi, dalle scenografie alle inquadrature – al filmico.

La seconda

L’altro merito indubbio della regia, è quello di avere lasciato intatto il sentiment della graphic novel di Frank Miller, cioè non raccontare fedelmente, dal punto di vista storico, le gesta di quella battaglia, quanto, piuttosto, tentare di evocare la forza trasfigurante e potenziante che può racchiudersi nella mente di un manipolo di uomini che si vota ad un impresa ritenuta praticamente impossibile. 

Senza considerare gli effetti speciali che necessitano di una visione in sala e sul grande schermo per sprigionare tutto il loro accattivante fascino.

Per completezza mi corre l’obbligo di menzionare il fatto che il film ha generato le proteste degli iraniani per la rappresentazione dell’esercito persiano quale bellicoso e spietato, ma, personalmente, le ritengo assolutamente fuori luogo, vista la genesi dell’opera.

Tutti questi aspetti – sia disgiuntamente che congiuntamente considerati, proteste iraniane comprese – me la fanno senz’altro preferire alle altre anche se vanno, doverosamente, annotate altre sei.

La prima è Still life, il film del regista cinese Jia Zhang-Ke, che magnanimamente la nostra giuria di Venezia 2006 ha indicato quale Leone d’oro come miglior film.

La seconda La masseria delle allodole dei fratelli Taviani che tornano sugli schermi dopo un’assenza di nove anni.

Ricordo che "Tu ridi" – dove veniva messa duramente alla prova l’arte attoriale di Antonio Albanese in coppia con una mai più così brava Sabrina Ferilli – lo vidi con molto gusto nel cinema Intrastevere di Roma.

Era il loro secondo adattamento delle Novelle per un anno di Pirandello dopo Kaos.

E ritengo, inoltre, "La notte di San Lorenzo" uno dei più bei film italiani di sempre.

Su questa pellicola però non ho letto, né sentito pareri entusiastici, ma mi riservo una mia personale annotazione solo dopo la visione.

Sulle altre pellicole lascio nel blog un diplomatico "no comment?"

E va bene va, integro il mio "no comment".

Citerò The ice harvest di Harold Ramisè, uscito la settimana scorsa, perché adoro le rese attoriali di Billy Bob Thorthon.

Citerò anche Bordertown di Gregory Nava perchè questa estate ho visto il film  "Il vento del perdono" di Lasse Hallström e devo riconoscere che Jennifer Lopez non era proprio così da buttare via.

Sul film difficile di Stefano Calvagna "Il Lupo" su Liboni e la fine di un bandito, lascio la parola a "Repubblica.it".

Dovrei, in effetti, dopo i sagaci commenti di Delirio Cinefilo a questo post, parlarvi anche, ed allora lo faccio ma si, di "L’amore giovane" giacché, come nel caso di Dito Montiel per "Guida per riconoscere i tuoi santi", la storia è la trasposizione dal letterario al filmico dell’omonimo romanzo dello scrittore/attore Ethan Hawke che, pare, si sia dimostrato di talento anche nella regia. Ed è nota ai lettori di questo blog la mia personale maniacale fascinazione per le ibridazioni tra romanzo e cinema.

The Hottest State, è una doppia allusione al Texas delle sue origini ed allo stato psicofisico dell’innamoramento in cui protagonista è la parabola di una coppia, dettagliatamente ritratta in tutte le fasi che portano alla disperazione ed al distacco.

L’amore descritto da Ethan Hawke – che è anche, ripeto, un attore cinematografico al suo secondo film come regista – è quello dei vent’anni, quando in pratica tutte le esperienze sono, in qualche misura, dolorosamente formative. Poi non dite che non vi avevo avvisato.

La pellicola ha preso parte all’ultima Mostra internazionale del Cinema di Venezia.

A bientot.

14 commenti

  1. Nonostantetutto ha detto:

    @didolasplendida Su L’amore giovane prendo nota, sul cinema di Wong Kar-wai – regista di Shanghai che ha girato/prodotto:

    2046 (regista, sceneggiatore) 2004

    Eros (regista, sceneggiatore) Michelangelo Antonioni, Steven Soderbergh, 2004

    Chinese Odyssey (produzione) Jeff Lau 2003

    In the mood for love (regista, sceneggiatore) 1999

    Happy Together (regista) 1997

    Hong Kong Express (regista) 1994

    Angeli perduti (regista) 1985

    non posso che che concordare con te. Nel mio blog se non erro scrissi la recensione a 2046.

    Su “Lezioni di volo” temevo la caduta della Archibugi e tu mi addolori assai confermandomela.

    E’ sempre un piacere leggere i tuoi competenti commenti.

    Un saluto.

    Rob.

  2. didolasplendida ha detto:

    l’amore giovane è veramente un bel film, ben interpretato e ben diretto e bella musica, still life lo vidi a Venezia e tutti ci chiedevamo perchè avesse vinto il leone d’oro, leggendo poi qua e là le motivazioni sono più di carattere socio politiche e il cinema serve anche a questo.

    Ho visto due film di Wang Kar wai nell’ambito di una rassegna all’Astra:Happy together del 1997, e Hong Kong Express del 1994, una vera goduria, ma come sono bravi questi cinesi e questi orientali in genere.

    ciao Robè

    Ho visto anche Lezione di volo

    stendo un velo pietoso

    se ssò spiaccicati al suolo

  3. Nonostantetutto ha detto:

    @minstrel Mentre invece consodero più incalzanti e corrette le critiche tue Mauro, perché credo che questo film come dire sia di un etica un po’ approssimativa. Così come immagino semplificato lo screenplay.

    Ma oserei dire che è quasi un’esigenza di genere.

    Non certo paragonabile al genio creativo di David Lynch e del suo Inlind Empire.

    Su non mi moritficare così sul campo cinematografico. E non confondiamo mai la lana con la seta.

    ;-)

    Un saluto.

    Rob.

  4. Nonostantetutto ha detto:

    @souffle Premetto non ho ancora visto il film.

    Però se Sparta era così organizzata (e probabilmente lo era) non è il caso di strumentalizzare troppo la cosa.

    Personalmente sono antifascista per definizione e perché mio nonno fu un grande antifascista ma questo non mi ha impedito di vedere film sull’olocausto con grande interesse.

    Le masse sono un concetto arcaico.

    Spesso le si sottovaluta.

    Se vedo un’opera scorretta sotto qualche punto di vista non è che non ho i mezzi per riconoscerla come tale.

    Le società così primitive erano violente ed è così che sono rappresentate. Non è né giusto né sbagliato. E’ solo un dato di fatto. E arrivo a dire, sotto un certo profilo è anche giusto farlo.

    Capire la violenza di società arcaiche e primitive può farci riflettere sulla dose ancora altrettanto primitiva di violenza che esiste amche ai nostri giorni.

    In ogni caso mi è chiara la tua posizione e credimi, aldilà delle cose che ho commentato, la condivido in toto, anche se.

    Anche se il genere wuxiaplan a me piace. Che ci posso fare?

    Eppure non sono un cinico.

    Comunque grazie del tuo passaggio.

    Rob.

  5. souffle ha detto:

    io ho espresso invece un forte pregiudizio (tipo: non lo ho visto e non mi piace) perchè il film lo trovo pericolosissimo.

    Specie in quanto successo di massa.

    Fascista in quanto impone una visione della vita (e della morte) univoca e incontestabile.

    Chi è bello (e non effeminato) vive, chi è brutto (e frocio) muore.

    Una vera eugenetica.

    Si suggerisce che solo una società virile, patriottica e che usa la violenza come fine e non come mezzo sopravvive o quantomeno è eroica.

    Tutti punti di vista inaccettabili.

    Infine, il lato estetico e quindi esaltante della violenza che molti ammirano in questi film e nei film orientali…

    Evidentemente non hanno idea della violenza, quella vera, reale.

  6. minstrel ha detto:

    Mi conosci carissimo. Sono sempre aperto alle novità, ma odio la retorica vuota.

    io il film non l’ho visto ancora e pare che visivamente sia una splendida esperienza, ma piovono critiche circa il valore in sé della sceneggiatura e di alcuni dialoghi (non parliamo del doppiaggio).

    Come ti dicevo sospendo la critica, ma credo che se dovessi cercare un’interesse cinefilo in un film d’autore ammmericano che ricerca una novità grafica mi riguarderei alla nausea “inland empire”.

    Ma ripeto: è pregiudizio e come tale è assolutamente sbagliato.

    L’hai visto dunque? Ti sei divertito? Ti è piaciuto?

    ^__^

    Yours

    MAURO

    PS: il pepe lo metto quando serve Rob. Perdona se però negli ultimi commenti mancava la verve necessaria. I tuoi post sono sempre ricchi e il tempo che ho è contato. Ce ne vorrebbe altro… sigh… ;)

  7. Nonostantetutto ha detto:

    @deliriocinefilo ;)

  8. utente anonimo ha detto:

    figurati…avevo pensato parlassi di quello. ciao

    deliriocinefilo

  9. Nonostantetutto ha detto:

    deliriocinefilo ho letto il tuo commento di fretta questa mattina prima di uscire per recarmi al lavoro ed ero convinto di avere letto che citavi The ice harvest di Harold Ramisè dove inceve Bill Bob visto che siamo in tema di rettifiche, c’è.

    ;-)

    E’ notorio che ho prblemi con gli occhi … e mi ha probabilmente tratto in inganno, nella fretta, il fatto che hai citato il titolo originale e non quello in italiano citato da me nel post.

    Tutto qui.

    Grazie.

    Rob.

  10. deliriocinefilo ha detto:

    in the hottest state (l’amore giovane) non c’è billy…

  11. Nonostantetutto ha detto:

    @minstrel Oh finalmente un po’ di pepe in un tuo commento.

    Intendiamoci non sono un esegeta di Miller.

    Ma credo che le sprimentazioni di nuovi codici cinematografici sono operazioni da guardare sempre con interesse cinefilo.

    E’ vero che certe esaltazioni non sono sempre realizzabili al cinema, ma è pur vero che non bisogna essere sempre reazionari in tema di linguaggio audiovisivo.

    Ammericanata?

    Può darsi.

    Però si può prescindere dal cinema americano?

    Soprattutto in casi in cui la visione (non il contenuto intrensco degli eventi e degli esistenti), ma la semplice visione di una pellicola diventa qualcosa che ha un valore formale in se?

    Io stasera credo proprio che andrò a divertirmi nel vedere il film.

    E che domenica magari ne parlerò nel blog.

    Voglio vivere il mio tempo e contaminarmi con tutte le cose anche ammericane che mi offre.

    Quanto ai messaggi politici, sono d’accordo, lascerei perdere.

    Un saluto.

    Rob.

  12. minstrel ha detto:

    Mah, anche io sono davvero restio su questo 300… Miller ha sempre scritto sopra le righe e al cinema spesso questo non fa bene.

    Difatti ogni volta che ascolto “stasera ceneremo all’inferno” mi viene da entrare nella testa di uno di quei 300 e gridargli “mavaffanculovah!”.

    Vuoi la verità carissimo? A me sembra la solita ammmericanata. E lo dice uno che rilegge “il cavaliere oscuro” da 10 anni!

    Non voglio arrivare a dire (come fa la wikipedia) che 300 ha dei messaggi politici. Se ne avesse avrebbe almeno qualche merito. No, qui temo sia semplicemente una somma continua di luoghi comuni e retorica.

    Esatto, più o meno come questo mio PREgiudizio. Sospengo pertanto ogni parola in attesa della visione.

    O di una tua recensione ;)

    yours

    MAURO

  13. Nonostantetutto ha detto:

    deliriocinefilo io quello lo vedrei solo per Billy Bon Thorton …

    Un saluto.

    Rob.

  14. deliriocinefilo ha detto:

    mha, io non sarei così entusiasta di “300” però staremo a vedere. (sin city non mi era piaciuto). Still life mi sa che ha avuto una distribuzione centellinata, sto fra due provincie e nè di qui e nè di là è uscito. peccato.

    the hottest state di ethan hawke invece lo vedo volentieri perchè sono affezionato al suo libro.

    saluti.

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