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Ipocrisie italiane sulla mafia

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 Ipocrisie italiane sulla mafia

Oggi 21 marzoGiornata della memoria, la Calabria ricorda le vittime delle mafie –

Valutate voi il profondo conflitto etico tra queste due notizie.

Notizia 1 (buona … insomma)

Fonte (ANSA) POLISTENA (REGGIO CALABRIA) – Sono già migliaia le persone giunte a Polistena per partecipare alla Giornata della memoria organizzata da Libera. All’iniziativa non parteciperà, per impegni istituzionali, il presidente della Camera dei deputati, Fausto Bertinotti, che ha inviato un messaggio a don Luigi Ciotti. A Polistena sono giunti migliaia di giovani provenienti da tutta Italia che si stanno organizzando per partecipare alla manifestazione.

GIORDANO, LOTTARE PER LA RINASCITA DEL SUD
"Senza lotta alle mafie non è possibile pensare ad una rinascita del Mezzogiorno". Lo ha detto il segretario nazionale del Prc Franco Giordano, che sta partecipando alla Giornata della Memoria in corso a Polistena. "Servono – ha aggiunto Giordano – interventi repressivi e preventivi. E’ necessario prosciugare l’ acqua dove la mafia si alimenta. Penso anche al valore della giustizia sociale che è decisiva per l’ autonomia dei soggetti. La mafia infatti prospera dove questa autonomia non c’ è".

DON CIOTTI, BASTA VITTIME DELLA CRIMINALITA’
"Oggi è il giorno di dire basta con le vittime della criminalità organizzata. L’unica parola di oggi è il dire basta a questa carneficina". Lo ha detto il presidente di Libera don Luigi Ciotti che è in testa ad uno dei due cortei che si stanno muovendo per le vie di Polistena. Nella cittadina del Reggino sono giunti centinaia di delegazioni di Comuni con i gonfaloni. E’ arrivato anche il presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, ed il presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Bova. Alla manifestazione stanno partecipando anche il presidente della Commissione parlamentare antimafia Francesco Forgione, alcuni parlamentari ed il procuratore Giancarlo Caselli. "Non è possibile – ha aggiunto don Ciotti – in un Paese civile come l’Italia continuare ad avere tante vittime della criminalità. Abbiamo sentito il racconto di tanti familiari delle vittime molti dei quali vivono una condizione di solitudine. Ognuno di noi deve farsi partecipe di interventi concreti. La manifestazione di oggi non è né il punto di arrivo né di partenza perché Libera è impegnata quotidianamente contro la criminalità organizzata. Vorremmo che ci fosse anche una maggiore attenzione e provvedimenti per la confisca dei beni ai mafiosi".

Notizia 2 (cattiva … assolutamente)

Fonte (ANSA) – PALERMO, 20 MAR – ‘Non comprendo il motivo di questo gesto’. Rita Borsellino lamenta il ritiro del patrocinio per il film ‘Un’altra storia’.

Il sostegno dell’ambasciata italiana a Londra e dell’istituto della Cultura al documentario sull’ultima campagna elettorale siciliana e sul percorso della leader dell’Unione in Sicilia, e’ stato ritenuto inappropriato. (?) 

"Ritirare il patrocinio al festival ‘Conversation in film’ – ha dichiarato la sorella del magistrato siciliano – dimostra la tesi che di mafia meno si parla meglio e’" 


 Conclusioni (pessime … quasi senza speranza)

Io non so davvero più cosa pensare.

Certo è che la risultante di queste due notizie ha un solo nome:

Ipocirsia, ipocrisia ed ancora ipocrisia.

Dobbiamo prenderne atto, il nostro è una paese ipocrita quando sostiene di volere combattere il fenomeno Mafia.

In effetti il rendiconto completo di quello che è il mio mafia pensiero è tutto racchiuso nel mio post sul film "In un altro paese" di Marco Turco (che sottotitolai "Il cielo sopra PalermoIo purtroppo vedo") e che mi sembra doveroso linkare oggi in memoria di chi come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino s’impegnarono nel contrasto alla mafia contro tutto e contro tutti, sacrificando (è proprio il caso di dirlo) le loro vite.

Il post è qui.

Buona lettura.

2 commenti

  1. Nonostantetutto ha detto:

    @ruckert io mi limito a registrare le contraddizioni fra certe notizie. ;-)

    Un saluto.

    Rob.

  2. ruckert ha detto:

    Hai ragione rob, purtroppo l’ipocrisia è un fattore quasi genetico del dna politico e non solo di questo nostro bel paese che tra ruffianerie e prese di distanza vede equilibrismi spesso poco comprensibili se non inquadrati come hai fatto. Un mah grande

    ciao

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