cinemavistodame.com di Roberto Bernabò

nessun titolo

Il tempo stimato per la lettura di questo post è di 6 minuti e di 6 secondi

 BLOG, COMUNICAZIONE E MEDIA

Il blog in un contesto di apprendimento, possibili argomenti in favore di

Ieri al Convengo si è svolta una tavola rotonda nella quale, ovviamente, non ho avuto modo di sviluppare un intervento profondo, perché ho volutamente deciso di evitare il rischio di auto-refenzialità. Ho, più che altro, scelto d’interagire in una discussione davvero molto, molto interessante. Colgo, pertanto, l’occasione di questo spazio, per tentare di mettere a fattor comune alcuni spunti di rifelessione e di studio, frutto della mia esperienza intranet.

§§§

Desidero, più che altro, condividere, con questo post, una prospettiva sulla quale si riflette poco.

E cioè sul legame tra questo strumento di comunicazione, il blog, e l’apprendimento

Intendo, con questo post, allargare il campo d’indagine gia delineato da studiosi del tema come Cory Doctorow, Curt Bonk, negli U.S.A., e da Duccio Demetrio,  in Italia

Prendiamo l’esempio di un blog che si rivolge ad una comunità virtuale ben individuata e perimetrata. 

Io bloggo, ad esempio sul cinema, ma la cosa vale per qualunque comunità. 

Noi ne abbiamo aperto all’inizio del 2006, ad esempio, uno per uno dei più grandi call e contact center italiani, quello di Telecom Italia.

Quando un blog si è rivolto ad una comunità virtuale bene individuata, è ormai scientificamente accertato che la valenza espressiva e comunicativa di questa nuova forma, sia individuale che collettiva, di pubblicazione di contenuti in internet, (ma il ragionamento vale, forse, addirittura aumentato, in un’intranet), ha facilitato l’insorgere spontaneo di legami tra esperti del campo che, in tempo reale, attraverso modalità di scrittura immediate e informali, (che richiedono quindi poco tempo, aspetto non trascurabile in internet, ma assolutamente irrinunciabile in una intranet tout court, ed in un’intranet di un call center a maggior ragione), rendendo pubbliche idee, avviando dibattiti, seguendo poi gli sviluppi della dicussione, stimolando la produzione di materiali, generando occasioni di crescita professionale, dando vita ad un vero e proprio circolo virtuoso di lettura/scrittura che si è autoalimenta grazie all’inevitabile attrazione, in quella gravità, di “altre menti” (Personal Knowledge publishing and its uses in research, Seb Parquet). 

comunià virtuale

L’uso dello strumento ha orientato una riflessione sulle potenzialità meta-cognitive insite nelle attività di scrittura e rilettura dei diari on line, al punto che se ne è cominciata a valutare e promuovere l’integrazione all’interno dei processi di apprendimento. Suggestione che già da tempo in più di una discussione con i miei collaboratori ha formato oggetto di considerazioni.

Perchè, in primo luogo, l’impiego del blog contribuisce allo sviluppo di una meta-competenza comunicativa, essendo uno spazio di espressione personale destinato a catturare l’interesse dei lettori, la cui partecipazione immaginativa completa il senso della comunicazione. 

Soprattutto se tale strumento s’inserisce in un contesto formativo articolato e mirato su di un target di risorse che ha già fatto uso di metodologie di e-learning, e che ha già sperimentato anche più di una generazione di metodi di e di strumenti d’apprendimento basati sull’utilizzo del web.

Il blogger o, meglio, colui che pubblica i contenuti nel blog, si esprime ricercando, più o meno consciamente, attenzione e ne riceve sia per ciò che scrive, sia per lo stile e la capacità di coerenza e sintesi nell’esposizione del messaggio.

Il Blog, inoltre, essendo la traccia visibile della concatenazione temporale e logica degli interventi del suo autore, è un’occasione per ripercorrere il threed degli elaborati, risalendo alla genesi delle proprie idee e seguendone l’evoluzione

Come sostiene Duccio Demetrio (ordinario di Filosofia dell’educazione all’Università di Milano-Bicocca e autore di testi sul ruolo formativo dei diari), la scrittura diaristica aiuta a fare chiarezza dentro di sé, perché induce a riflettere sul proprio mondo interiore, rende più ordinati e precisi i pensieri. 

In tal senso, il diario di un’esperienza formativa può rappresentare, parafrasando Cory Doctorow scrittore americano di vari saggi sul mondo dei blog, tra cui “My blog, My Outboard Brain”, e coordinatore del Electronic Frontier Foundation), la “mente portatile”, lo storico del percorso cui attingere per organizzare, rielaborare e consolidare progressivamente le conoscenze apprese

La condivisione delle “menti”, la circolarità di contributi non strutturati all’interno del processo di apprendimento, agisce sulla motivazione, stimolando la ricerca d’informazioni attuali e la produzione di materiali interessanti da pubblicare. 

Il monitoraggio costante delle azioni e delle interazioni, sempre attraverso l’uso dello strumento (magari un blog di blog o meta-blog), consente di dare risalto sia alla dimensione individuale sia all’esperienza collettiva, sollecitando scambi, rilanciando e animando dibattiti, inducendo approfondimenti, ampliando orizzonti, ma soprattutto permette di valutare in progress il livello di apprendimento e di gradimento dell’intervento formativo, individuando criticità emerse e attuando eventuali azioni di miglioramento.

Inoltre nella esperienza intranet sviluppata l’idea è stata quella di abilitare ai post gradualmente l’intera comunità virtuale (oltre 10.000 persone), valutando all’inizio centralmente la significatività dei contributi e definendo quindi dei rank anche in funzione degli accessi al singolo post ed alla rilevanza che la comunità avrà attribuito allo stesso. 

Il blog diventa così una selezionata “memoria o conoscenza aumentata” di una comunità di apprendimento in cui un’attiva partecipazione genera valore, in termini di attenzione, confronto, crescita tra singoli, che possono instaurare e mantenere nel tempo relazioni significative, dando vita a micro-sistemi reticolari interconnessi che popolano la galassia Internet o Intranet. 

Se è vero quanto affermato da Curt Bonk, professore dell’Indiana University e Presidente di SurveyShare, “Il biennio 2005-2006 è stato quello delle opzioni b-learning: blogs, blends, boards… and beyond", e la nuova frontiera dell’apprendimento on line sarà rappresentata dal ricorso ad ogni forma di “social software”, che integrerà alle oramai note modalità di interazione e produzione collettiva (forum, e-mail, chat, newsgroup, …) i nuovi strumenti/servizi della comunicazione digitale peer-to-peer (scrittura collaborativa, instant messaging, wiki, …). 

In questo senso io ho personalmente sperimentato, in internet ma anche in intranet, la cooperazione dell’instant messaging, ed alcune componenti grafiche del mio blog le ho fatte realizzare da altre blogger più brave di me, che mi hanno inviato i loro contributi tramite questi strumenti, e tramite questi strumenti li abbiamo, gradualmente, condivisi fino alla forma che appagava il senso estetico di entrambi e coglieva l’obiettivo della mia comunicazione. Vedere l’header del mio blog cinemavitodame ad esempio. Ma anche con l’itranet sono riuscito, ad esempio, con il mio collaboratore a Milano, a condividere tutte le fasi di montaggio digitale di video associati all’elearning multimediale.

La mia aspirazione, aldilà dei modelli, è stata quella di sperimentare l’applicazione di questa, ulteriore, soluzione, inserendola innanzitutto in un contesto di apprendimento di Strategic Learning Organization  (torneremo su questa definizione) già sviluppato, e gia’ – da oltre quattro anni – utilizzatore di soluzioni di elearning, anche multimediale, e di social software, destinato ad una vastissima comunità professionale che coinvolge diverse figure professionali, con focalizzazioni tanto articolate e differenti, quanto complementari tra loro, per abilitare, in maniera destrutturata, un’interazione/integrazione.

Naturalmente, l’impiego della tecnologia risulterà efficace e potrà apportare innovazione e miglioramento ai modelli di apprendimento, se e solo se, riusciremo a supportare tale utilizzo con metodologie che devono, adeguatamente, ed inevitabilmente sostenere la costruzione collaborativa della conoscenza, al fine di generare e diffondere una cultura della condivisione dei saperi.

4 commenti

  1. Nonostantetutto ha detto:

    @austine Grazie dell’apprezzamento. ;-)

    Anche tu ho visto, da te, hai il gusto per esperienze cinephìle, per cui sarai sempre la benevenuta su questo blog ;-)

    A presto allora.

    Rob.

  2. austine ha detto:

    Questo post mi trova molto d’accordo su temi e finalità della comunicazione condivisa. Mi hai spiegato concetti complessi con un linguaggio che ho capito perfino io.

    Complimenti per il blog.

  3. utente anonimo ha detto:

    decisamente interessante. condivido parecchie delle idee e nel piccolo provo ad applicarle. attualmente sviluppo con altre persone in rete ma non solo un progetto che sul rapprorto fra DJCULTURE e CiNEMA che proprio sulla logica dell’apertura e dell’orizzontalità si basa.

    DJCINEMA è il nome.

  4. Alderaban ha detto:

    Si va be’..e il cinema?

    ok scherzo..gran bella disquisizione che sottoscrivo (ma non mi azzardo a commentare ^_^)

    un saluto

Lascia un commento