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2046 – di kar Way Wong – analisi di eventi ed esistenti

 2046 – di Kar Way Wong

analisi di eventi ed esistenti  

2046 – analisi del film nello spazio e nel tempo a cura di Roberto Bernabo’

Titolo originale:  2046
Nazione:  Hong Kong
Anno:  2004
Genere:  Drammatico
Durata:   
Regia:  Kar Wai Wong
Sito ufficiale:   

Cast:  Tony Chiu-Wai Leung, Gong Li, Faye Wong, Takuya Kimura, Ziyi Zhang, Carina Lau Ka Ling, Chang Chen
Produzione:  Yimou Zhangx
Distribuzione:  Istituto Luce
Data di uscita:  Cannes 2004
29 Ottobre 2004 (cinema)

Immaginare il tempo come un luogo ed un luogo come il tempo è un interessantisimo esercizio d’inversione.

Di modificazione.

Ribaltamento o molteplicità?

Una sorta di ribaltamento.

O, forse, un’ennesima prova che la cultura orientale giapponese, nel caso di specie, è fondata sul concetto di molteplicità.

Il 2046 non è un tempo futuro vago. E’ un luogo preciso, dove arriva un treno che viaggia nel tempo.

Ancora. Se il tempo è un luogo, deriva, inevitabilmente che lo spazio diventa tempo.

Ed ecco che un binario conduce un treno verso un tempo futuro che è il 2046.

Questo giuoco d’eversione categoriale è la base del viosionario impianto strutturale del film:

2046 di Wong Kar Wai

Ma il 2046 non è solo un anno, un luogo, un punto preciso.

E’ l’evocazione stessa di un desiderio.

Quello d’incontrare i propri ricordi.

Prospettiva puramente ipotetica, giacché viene narrato nel film che nessuno torna dal 2046.

Eppure molteplice è il significato simbolico del numero 2046.

lo stesso è infatti anche quello della stanza di albergo dove gran parte degli eventi e degli esistenti dell’interccio narrativo s’incontreranno.

La mia mente mi suggerisce il termine allitterazione.

Può esistere un linguaggio filmico fatto di allitterazioni visive, di eventi, di parole, musicali?

Secondo me si, e questo film ne è un fulgido esempio.

In questo giuoco pervasivo di allitterazione, Wong Kar Wai cerca qualcosa.

Cosa mi ha colpito nell’impianto narrativo

Come il suo esistente principale Chow Mo Wan, Wong cerca un significato introvabile.

L’amore.

Il mistero, qualcosa che gli è negato.

Anche quì la molteplicità ci aiuta a trovare una chiave di lettura.

Separazioni basate su incociliabilità improvvise.

Simbolici giuochi di carte che giustificano, visivamente, il tema dell’abbandono.

Se la donna alza la carta più alta vince di essere libera di sparire, senza dare ulteriori spiegazioni, e se l’uomo è lui ad alzare la carta più alta, avrà la promessa di amare e restare per sempre accanto alla donna.

Ma a questo giuoco a vincere sono sempre le donne.

Ancestrale quanto irrisovibile rebus a cui si aggiunge l’ulteriore allitterazione caratteriale del personaggio dello scrittore protagonista che cerca e fugge l’amore, nella sua soluzione definitiva.

Immagini speculari, riflessi apparentemente identici, ma di significato inverso.

Nel luogo dove nulla si modifica (il 2046), ecco che l’eroe del film di Wong, Cho Mo Wan (Toni Leung / Happy Togheter, In the Mood for Love), non trova l’ipotesi di ricordo che immaginava di raggiungere per capire, e questo lo costringe al ritorno dal luogo da dove nessuno è mai tornato.

Questo è il nucleo centrale del p.o.c. di questo esistente così simbolicamente evocativo, forse vero e proprio alter ego del regista.

Forse è per questo che il suo tentativo riesce, giacché se è vero che nessuno torna dal 2046, è verosimile che non lo faccia perché, magari, ha trovato, peraltro immodificabile, il ricordo che cercava.

Gaicchè "nulla si modifica nel 2046".

Ma allora direte voi, che cosa cerca Chow Mo Wan?

Quello che non può trovare.

Tutto il film è una maniacale dimostrazione di ciò.

Persino le bellissime androidi, di cui è facile innammorarsi, hanno emozioni sfalsate, ritardate.

Questa delle emozioni sfalsate è la metafora forse più significativa del film che ci aiuta a comprendere l’impossibilità che l’amore possa coesistere, tra due persone, (un uomo ed una donna), nello stesso spazio e nello stesso tempo.

E’ in questa impossibilità che il film va, giustamente, catoalogato come drammatico.

Significato vs. storia

Un’altra cosa che mi ha colpito dell’impianto narrativo di Wong, è un’ulteriore operazione di ribaltamento.

Nella struttura narrativa tradizionale, infatti, in genere, attraverso gli eventi comprendiamo, progressivamente il significato dell’intreccio.

Come dire dalla storia al significato della storia.

In 2046 si parte da postulati indimostrati, da significati.

"Io te chiero meo amor" canta un flamenco della colonna sonora.

Il protagonista ama una donna.

Ma perché l’ama, di tutto quello che è accaduto prima nulla è narrato.

La donna lascia il protagonista.

Ma anche quì, i motivi di questo non vengono indagati dalla narrazione.

Ma da quì parte e ritorna circolarmente la storia.

Come dire dal significato alla storia.

Questa inversione logico-spazio-temporale, della sequenza narrativa, rende il film oniricamente complesso.

Tutto viene filtrato, anche attraverso il reiterarsi di alcuni brani musicali, tra i quali la già citata ballata di flamenco, in un clima di narrazione che sfrutta impriovvisi salti spazio temporali, dal passato al futuro, dall’albergo al 2046.

Il giuoco dello spazio e del tempo è anche infine da riferirsi ad altri significanti della storia.

Ai posti precisi di cui parla lo scrittore nel suo romanzo.

Al freddo che da questi proviene, ma che che altro non sono, ancora una volta, dei luoghi fatti di tempo, visto che si decodificano come "le notti di Natale".

Visioni assolutamente immaginifiche ed evocative di cui, più più di altre, ho subito la fascinazione.

L’impressione che ho tratto dal film è che abbiamo a che fare con un immenso materiale d’ideazione, di creazione, ma che la costruzione abbia qualche difetto.

Che l’impianto narrativo, pur genialmente costruito, abbia costretto Wong ad eccessivi virtuosismi di stile apprezzabili, ma non sempre convincenti.

I riferimenti a James Graham Ballard

A.S. mi ha parlato di riferimenti ad un racconto di James Graham Ballard, scrittore dell’avanguardia della narrativa inglese, nato nel 1930 a Shangai, dove suo padre lavorava.

Dopo l’attacco di Pearl Harbor fu internato con la famiglia in un campo di prigionia e solo nel 1946 riuscì a tornare in Inghilterra con i suoi.

Esiste un suo racconto che narra proprio di un treno che viaggia nel tempo all’interno di un enorme grattacielo di cui nessuno conosce il numero dei piani, che forse sono infiniti, ed anche lì il protagonista fatica a tornare indietro.

Comunque a me il film è piaciuto, anche se non mi ha entusiasmato, come, viceversa, mi aspettavo facesse.

In questo mi trovo in sintonia con le conclusioni e le sensazioni di Marquant.

 

23 commenti

  1. ruckert ha detto:

    Finalmente sono riuscito a vederlo. Devo dire che il tuo post fornisce delle chiavi di lettura alle quali non avevo pensato. Eppure leggendo rivedevo il film e la/e storia/e, ritrovandomi nelle tue parole. Condivido anche la sensazione (non frequente) di un autocompiacimento stilistico narrativo (il ralenti). Ho amato anche la sensualità e la raffinatezza di molte immagini, di tanti sguardi. Devo dire che è stata un’esperienza visiva affascinante. Ciao

    ps

    L’uomo senza sonno lo hai visto? Che ne pensi eventualmente? Un post? Ciao

  2. Nonostantetutto ha detto:

    Murda Moviez lei è stato linkato come promessole…

  3. Nonostantetutto ha detto:

    Devo dire che il presupposto mi sembra corretto come corretto mi appaiono le conclusioni.
    CinebloggerConnection è una cosa del genere, ordinata secondo una sequenza temporale, ma credo che bisogna dare spazio alle buone idee, basta che non si sovrappongano troppo.
    Il web è aperto per definizione eppure credo che si debbano salvaguardare le specificità più delle uguaglianze e delle similitudini.
    Mandatemi le credenziali e parteciperò volentieri…non so se si era capito…;-))

  4. RedmondBarry ha detto:

    AVVISO A TUTTI I CINEBLOGGERS
    è nato bmdb, per creare un archivio di tutte le recensioni della blogosfera.
    Qui il blog e qui per le info
    spargete la notizia!

  5. Nonostantetutto ha detto:

    Sarà fatto subito!!;-P

  6. murdamoviez ha detto:

    OT : salve…dopo il grande cineraduno faccio richiesta di essere linkato sul suo blog :)

    mi sono anche recentemente trasferito…
    l’indirizzo è
    http://murdamoviez.blogspot.com

  7. Nonostantetutto ha detto:

    si grazie sono in partenza per Milano scriverò domani, grazie Manulele.

  8. ManueleV ha detto:

    Come e’ andato il viaggio di ritorno? Tutto bene? :)

  9. Nonostantetutto ha detto:

    absinthfreespirit allora siamo d’accordo quant meno su Micheal Moore:-))

  10. Nonostantetutto ha detto:

    ema ho aderito grazie ancoraaaaa

  11. absinthfreespirit ha detto:

    è quello che penso anche io :) buona serata rob

  12. Nonostantetutto ha detto:

    Signor marquant è un onore per me mantenere un Suo intervento nel mio blog, che manterrò custodito con tutta la cura che un simile evento merita.
    E mi scusi per l’errore di codice sul suo blog;-))
    Un saluto.
    Rob

  13. marquant ha detto:

    Le hi copincollato il commento senza grassetti (il dibattito precedente assumeva un tono un po’ gridato, mi sappia perdonare).
    (cancelli pure questa comunicazione di servizio, se crede)

  14. Nonostantetutto ha detto:

    Non lo farò. Pormesso.

  15. Ratinthewall ha detto:

    ho votato (anche se sono in netta minoranza, comunque viva le sale grandi dove si trova sempre posto… però che snob i cinefili, tutti a preferire le salette raccolte dove il vicino ti alita sul collo). buon vechend, caro rob, divertiti e non litigare con nicola moroni, mi raccomando!

  16. Nonostantetutto ha detto:

    Che è un bellissimo film.
    Cinema documentaristico allo stato puro.
    Intellingente, chiaro, duro, spiritoso, di parte, appassionato, amaro, reattivo, impegnato, divulgativo. C’è molta America dentro. Un’operazione di comunicazione che lo ha giustamente reso famoso.

  17. absinthfreespirit ha detto:

    che ne pensi del documentario di moore bowling a columbine? :)

    ps non è vero che non passo mai da te!

  18. kekkoz ha detto:

    però le info sono su QUESTO blog – ciao!

  19. kekkoz ha detto:

    Domenica. Tavolo prenotato. Ci si trova alle 12 in piazza Maggiore. Per altre informazioni, vieni sul blog. ciao.

    per problemi e/o chiarimenti, chiamami a 349-8346928.

  20. Nonostantetutto ha detto:

    Si ma non ho ancora aderito….

  21. emanuelazini ha detto:

    OT Ti ho mandato l’invito per GMail alla tua casella di posta. L’hai ricevuto???

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