cinemavistodame.com di Roberto Bernabò

Hero – di Zhang Yimou

Il tempo stimato per la lettura di questo post è di 6 minuti e di 6 secondi

Alone again, naturally – l’epica Wuxia del film Hero

Il film Hero di Zhang Yimou arriva nelle sale europee come un progetto, a mio avviso, di massiva divulgazione di fondamenti, di eventi, di esistenti, e d’impianto narrativo, del genere, già conosciuto in Europa grazie al film “La tigre e il Dragone” di Ang Lee.

Cercherò, pertanto, di dare una breve descrizione del cinema Wuxia, molto popolare in Cina, dove sbanca al box office e sponsorizzato, per l’occasione, niente di meno che da Quentin Tarantino.

Brevi cenni sul genere Wuxia

Wuxia, nella cultura cinese, è un termine che evoca riferimenti ad una vastissima tradizione letteraria, in seguito diveuta, anche, cinematografica.

A grandi linee la trscodifica occidentale potrebbe essere il genere cappa e spada. Va precisato, però, che nel genere Wuxia le abilità di gran parte dei protagonisti sono molto elevate, fino a garantire loro poteri soprannaturali, come:

– la capacità di volare

– quella di controllare i propri combattimenti con la forza della propria energia spirituale.

Ma cosa significa WU XIA?

Il primo dei due caratteri che compongono il termine WUXIA – WU, sta ad indicare qualcosa che ha a che fare con le arti marziali o con la vita mlitare.

Mentre il secondo – XIA, può avere diverse accezioni.

Di solito, in questo contesto, il termine va più propriamente riferito all’archetipo del genere di eroe – nobile guerriero – la cui funzione psicologica è quella di trasferire allo spettatore l’ansia della ricerca di una vendetta, (il più delle volte), vendetta per torti subiti ma agita in funzione di un elevato senso di giustizia, mentre quella drammaturgica è quella elevare, appunto, l’universo degli esistenti del dramma, ad uno stato più integro e più puro di giustizia, derivante dal combattimento (o dai combattimenti), superati, in suo nome, con grandi capacità (e determinazione) fisiche e mentali.

Lo XIA eroico è, per definizione, un uomo (o una donna), che si ribella alla società e combatte per la giustizia, la cui parola ha implicazioni radicate nella matrice culturale orientale, nel senso di giuramento, ed il cui onore è più importante della sua stessa vita. Per raggiungerli lo XIA non esita ad utilizzare la propria maestria nelle arti maestrali, per difendere ciò in cui crede. Anche se non sempre la giustizia che cerca l’eore può coincidere con quella umana e/o divina.

Il film Hero di Zhang Yimou

Titolo originale: Ying xiong
Nazione: Hong Kong/Cina
Anno: 2002
Genere: Wuxia
Durata: 93′
Regia: Yimou Zhang
Sito ufficiale: www.hero-movie.jp

Cercherò, per una volta, di essere breve.

Il fim è ambientato nella Cina dei regni combattenti, nella quale i sette imperi di Qin, Zhao, Han, Wei, Yan, Chu e Qi, erano in guerra tra loro e nel contesto della volontà del Re di Qin di volerli governare tutti, per riunirli “sotto un unico cielo”.

Ovviamente molti nemici cercavano di ostacolare il suo progetto, i più feroci erano un uomo “Spada Spezzata” ed una donna, “Neve che vola”, interepetati dai bravissimi attori Maggie Cheung e Jet Li.

Ma un giorno si presenta al re un combattente “Senza Nome”, il bravissimo e velocissimo Tony Leung, l’eroe del film, che mostra chiare ed inoppugnabili prove di averli eliminati entrambi. Grazie a ciò riceverà il premio di diventare la guardia personale del Re, che da tempo non lascicava avvicinare nessuno a se, tememndo attentati.

“Senza Nome” acquisisce il diritto di avvicinarsi fino a 10 passi da lui.

Ma un’inganno si cela nelle sue parole, ed il film, da questo momento, correrà in continui flashback verso il progressivo svelamento della verità.

Che non diremo perché non ci piace raccontare la trama.

Quello che c’interessa è un analisi dell’impianto della struttura narrativa, degli eventi e degli esistenti del fillm.

Molto interessante è notare come il genere wuxia sia stato in qualche misura occidentalizzato per renderlo accessibile al pubblico mondiale. A mio avviso tale elemento, che ha suscitato perplessità, è, invece, importante per l’operazione di avvicinamento di due matrici culturali (oriente ed occidente) così diverse tra loro.

Integrazione nella natura la prima, ricerca della bellezza, fondamento di origine ellenica, la seconda.

Nel film di Zhang Yimou impressionante è l’ossessivo riferimento alll’elemento naturale. La sequenza del combattimento tra “Neve che vola” e l’allieva del maestro, “Spada Spezzata”, “Come la luna”, interpretata dalla bravissima Zhang Ziyi, già eccellente interpreta del film “la tigre e il dragone”, tra le foglie che amplificano la leggerezza e la leggiadria delle due combattenti, credo sia già entrata nella storia del cinema.

L’impianto narrativo è estrmamanete accattivante, grazie all’espediente di mettere protagonista ed antagonista a 10 passi tra loro in uno scontro, in un conflitto, che dall’interpersonale si sviluppa in molteplici altri piani.

“Molteplicità dentro l’unicità” è una delle frasi che mi è venuta in mente uscendo dal cinema.

La gocce d’acqua che cadono lente, prima delle scene dei duelli, sono certamenti riferimenti al cielo, ai mutamenti che impone alla terra. Preludio del mutamento di stato che il combattimento, così come il temporale alla terra, porta sempre al destino dei combattenti.

La fusione nell’elemento naturale è presente anche nell’azzurra sequenza dello scontro tra “Spada Spezzata” e “Senza Nome” sulla superficie di un lago.

Le similitudini tra l’arte della spada e l’arte della grafia, sono certamente chiari riferimenti allo Zen, ed ai gradi di progressiva consapevolezza del viaggio iniziatico che sia l’eroe “Senza Nome”, che il suo antagonista, il “Re di Qin”, compieranno nella narrazione.

Credo che aldilà degli infiniti riferimenti, anche se di semplificata lettura, agli elementi portanti della cultura cinese, al simbolismo in verità assai più complesso dei temi sfiorati (le arti che conducono all’illuminazione non possono certo essere materia trattabile nei ’93 minuti del film), non sono di sicuro le cose per le quali archiviare “Hero”, come un capolavoro.


Ma se è vero che il cinema è immagine in movimento, come c’insegna Gilles Deleuze, credo che nulla di più visivamente armonico abbia, fino ad oggi, dato corpo ed anima a questa metafora.

Ritengo però doveroso far comprendere che il cinema Wuxia di Zhang Yimou è un cinema notevole, che, finalmente, restituisce all’immagine tutto il suo magico (non saprei trovare altro termine) potere evocativo.

Non possono tacersi tre citazioni.

1) La maestria della cromatica direzione della fotografia di Cristopher Doyle.

2) il prìimo film wuxia approdato nei nostri schermi “La tigre ed il Dragone”, che avevo incredibilemtne snobbato alla sua uscita, ogni tanto faccio della c…imperdonabili.

3) Il commento di C. a questo film : “andate a vederlo”.

L’eroe del cinema Wuxia è solo.

Come unico è il fine che lo guida.

Come unico, e profondamente evocativo, è il fine di riunire tutti “sotto un unico cielo“.

Un fine così grande, così semplice da dire, che da sempre ha unito il pensiero dei più grandi pacifisti, ma che ha fino ad oggi procurato solo guerre, conflitti, assasinii e martiri.

Ma un auspicio che, invece, – inseme all’estremo, per alcuni inutile, sacrificio dell’eroe – sento di volere, stasera, offrire al mondo, così ancora diviso da integralismi, distanze culturali ed economiche.

Mi piace credere che tentativi, come quelli del cinema di Zhang Yimou, di rendere accessibile a tutto il mondo, certamente semplificandola, una cultura come quella dell’epica cinese, sia un’azione nobile, che deve fare riflettere su come il cinema possa diventare in questo momento stroico, anche un potente strumento di comuicazione, di avvicinamento, e di pace.

Rinunciare alla spada non è infondo l’ultimo grado di consapevolezza dell’arte della spada?

33 commenti

  1. Nonostantetutto ha detto:

    Grazie a te.
    Esiste effettivamente sicuramente un significato preciso da associare al codice colore progressivo delle scene dei combattimenti, da quelli mentali a quelli reali, fino a l’ultimo dove l’arte della spada arriva al suo culmine e cioè al non utilizzo della spada.
    Se scopri altre cose vieni a dircele anche quì. Un saluto.
    Rob

  2. ruckert ha detto:

    Ieri sera ho ricevuto un sms: “ci vediamo al cinema 4 colonne alle 20.15”. Sono andato, non ho nemmeno guardato il cartellone all’ingresso, ho fatto il biglietto, mi son seduto, quindi ho scoperto che il film che avrei visto si intitolava “Hero”. Mi è venuta in mente questa recensione che non avevo voluto leggere proprio perchè non avevo ancora visto il film.

    Ora l’ho letta e la trovo interessatissima. Mi ha fatto scoprire molte cose che non sapevo sul genere.

    Sul film… l’ho trovato stupendo per la forza cromatica delle immagini (giallo, oro, azzurro, verde, nero, rosso ogni duello un colore dominante). La fotografia era emozionante. La storia aveva i tratti dell’epica. Ma c’è dell’altro su cui sto ancora ragionando. Mi viene in mente Enea. Ma devo ancora “capirmi”. Ciao e grazie di questo bel post.

  3. Nonostantetutto ha detto:

    Mi sembra un’ottima idea.

    Grazie mille !!!!

  4. utente anonimo ha detto:

    Daai! Raccontaci quello che hai visto! :-))

    Per chi volesse gustarsi gli sperimenti dei fratelli Lumiere, Melies e altri su Amazon.com sono in vendita due raccolte in dvd. Prima o poi ci farò un pensierino, spero tanto che arrivino anche qui.

    Ciao

  5. Nonostantetutto ha detto:

    Quì si parla di cinema non di città.

    Posso solo dirti che una gigantografia dei fratelli Lumiere era visibile dai piedi della Tour Eiffel.

    E che adoro i vini francesi proprio come James Bond….

  6. utente anonimo ha detto:

    Sei il terzo dei fratelli Lumiere? Voglio l’autografooo! :-))

    Figurati, tanto era ovvio nel tuo caso che fosse un refuso. ;-)

    Sei stato a Parigi nel 95? Come minimo ora ti tocca postare quello che hai visto e vissuto. IHIH

    Ciao

  7. Nonostantetutto ha detto:

    Paco hai peefettamente ragione. l’anno dell’invenzione dei fratelli Lumiere, che fu successiva a quella di Thomas Alva Edison del 1891, fu 1895. Pensa che nel 1995 mi recai proprio a Parigi per il centetnario della loro invenzione. E’ un refuso legato alla fretta con cui ho pubbilcato quella frase.

    Peraltro nulla si dice neanche della pellicola 16 mm. del 1928 a colori.

    D’altra parte nel mio post su Cinema e Musica, la data della loro invenzione del 28 dicembre del 1895 è citata, come quella dell’invenzione di Edison nel 1891.

    Del resto io sono il terzo dei fratelli Lumiere non lo sapevi…

    Grazie della sengalazione, ad ogni modo, ho provveduto a rettificare in HP.

    Un saluto.
    Rob

  8. utente anonimo ha detto:

    Una nota:

    dalla loro invenzione nel 1826 il cinema è stato: in bianco – nero e muto, in 35mm (cadenza fotogrammi al minuto: prima 14 e poi 24), sonoro, a colori, in VHS ed in digitale

    Ma sei sicuro che fosse il 1826?
    Paco

  9. sophieapart ha detto:

    sapevi che questo post mi avrebbe incantata…grazie! :)
    il combattimento tra le foglie: mi brillano gli occhi solo a pensarci!unico neo: non credo che avrò tempo di vederlo in sala…
    (comunque continua così, incurante delle critiche di chi rimprovera agli altri approssimazione&superficialità senza neanche firmarsi, paradossalmente: credo che nessuno pretenda di dare lezioni, qui, tranne, appunto, i “professorini”…)
    un bacio

  10. omicu ha detto:

    Non ce la faccio a leggere tutto online! Mi stampo tutto e me lo leggo con calma…
    Poi ti faccio sapere.

    Il militante

  11. kekkoz ha detto:

    si attende una conferma sul blog del cineraduno

  12. utente anonimo ha detto:

    Grande Zatoichi! EHEH
    Cerco di vivere il quotidiano con non-violenza, ma se qualcuno cercasse di derubarmi o uccidermi? Un calcio nelle parti basse come minimo e non chiamatemi violento per favore. :-))

    Ciao

  13. utente anonimo ha detto:

    Figurati Roberto,
    certi personaggi mi infastidiscono tanto. In questo caso ti do ragione, bastano le parole, altre volte purtroppo tocca alla spada. É sempre triste il momento di usarla, ma bisognerà pure difendersi. :(
    Ciao

  14. Nonostantetutto ha detto:

    torquemada0, “Le conseguenze dell’amore” è il prossomo film in calendario ;-))
    Paco, grazie per la difesa d’ufficio, ma la parola ne uccide più della spada, e c’è gente che si fa del vero e prorio haraKiri – tanto per restare in tema – commentando con tanto supponente livore. Secondo te perché la Miramax ha tenuto fermo il film per tanto tempo, per i possibii riferimenti all’imperialismo americano, evocati anche da C.?
    Grazie alla visita di volso, anche se io non intendo insegnare nulla, spesso, con i miei post, cerco, più che altro, di capire anche io :-))

  15. Nonostantetutto ha detto:

    Io l’ho letto il libro di Deluxe e prima o poi farò un post su immagine- movimento. E’ facile dare lezioni di banalità (in questo sei un vero maestro) firmandosi professorino .
    Recentemente sul blog di Pino Scaccia ci si pone un problema proprio rispetto alla responsabilità che deriva dal pubblicare commnenti. Io sono per il dissenzo e per la confutazione, figuramoci, non avrei un blog aperto se non ci credessi, ma ci sono modi e modi.
    Esistono anche gli strumenti privati di splinder che restando anonimo impedisci di usare. Credo di avere detto tutto.

  16. volso ha detto:

    anche oggi leggendo questo blog ho imparato qualcosa! Wuxia!
    Grazie!

  17. utente anonimo ha detto:

    Io userei la spada con chi non si firma. EHEH

    Paco

  18. torquemada0 ha detto:

    Bene sono curioso: Servillo comunque è fantastico…

  19. utente anonimo ha detto:

    Non sono d’accordo con la recensione, a me non è piaciuto. Anche se ci sono frotte di buoni argomenti che tu esponi.
    Irritante, invece, è mettere in bocca a Gilles Deleuze che il cinema è “immagine in movimento”. Questo pensiero era già condiviso dai Lumiére, dal mio fornaio e la mia parrucchiera, e da tutti quelli che nell’ottocento cercavano di far muovere le immagini. Gilles Deleuze dice che il cinema è immagine-movimento, che è quasi il contrario di quello che gli fai dire te. Un testo difficile come quello di Deleuze impone ben’altra attenzione, non banalizziamolo così tanto.

  20. utente anonimo ha detto:

    Ho visto Hero nel 2002, quando sarebbe dovuto uscire nelle nostre sale grazie a un divx con sottotitoli italiani. Conto di rivederlo al Cinema, ricordo una fotografia quasi divina.

    Come fai a rinunciare alla spada quando tutti intorno a te la usano per aggredirti?

  21. Nonostantetutto ha detto:

    Si torquemada0 ma solo dopo quella su “Le conseguenze dell’amore”,OK?

  22. torquemada0 ha detto:

    Quale messaggio più bello ed attuale del “sotto un unico cielo”?
    OT: Questo we sono andato a vedere “La casa alla fine del mondo”; aspetto una sua recensione

  23. Nonostantetutto ha detto:

    Per C.
    Un film wuxia dove non ci sono combattimenti è una contraddizione in genere come dire un giallo senza l’assassino o il film comico senza battute spiritose. Secondo me considerando il genere il messaggio è comunique per quanto paradossale estreamamente pacifista. ma questo non deve stupire l’interccio narrativo wuxia tende all’equilibrio così come la natura.

    Per Nikkio76
    c’è molto simebolismo in ogni singola immagine in questo genere di film che, peraltro, non è che devono necessariamente piacere a tutti, compreso quelli competenti in materia…

  24. nikkio76 ha detto:

    se devo essere sincero hero non mi è piaciuto…ho trovato carenti i dialoghi (forse mal tradotti?)…ed “eccessive” alcune scene dei combattimenti (la partita a tennis con la goccia d’acqua ad esempio)…ma io temo di non essere un gran fan del genere wuxia oltre ad essere incompetente in materia…
    ciao

  25. utente anonimo ha detto:

    il film è notevole perchè notevole è la cultura orientale e notevole ancora è la sua distanza con la nostra. Va bene tutto ciò che avvicina, che contamina. però dei 2 messaggi forti: “sotto lo stesso cielo” e “rinunciare alla spada è l’ultimo grado di consapevolezza dell’arte della spada” c’è sproporzione, nel film, a vantaggio del primo. Questa è l’occasione mancata (a mio avviso) del film: storicamente è ineccepibile, ma oggi valeva forse la pena di affermare che nulla, nemmeno “lo stesso cielo” può leggittimare una guerra (come, sanguinosamente, accadde nella realtà) altrimenti tra il Re di Qin e Bush non c’è molta differenza, voli e foglie a parte. Ovviamente un film è un film è non è necessario che abbia sempre un fine educativo, ma (essendo cmq rare le occasioni di contaminazione) mi sarebbe piaciuto un finale diverso…le profondità della cultura orientale, normalmente, portano da un’altra parte. Cmq bellissimo. C.

  26. Nonostantetutto ha detto:

    Kekule io credo che nessun cartone animato riesca a trasferire l’emozione visiva di questo incantevole film.

  27. Nonostantetutto ha detto:

    Disdelia se non ti è piaciuto “la tigre e il Dragone” non lo andare a vedere. Anche se io lo rivedrei ancora mille volte.

  28. Kekule ha detto:

    Di questo film, sospetto fortemente che certe espressioni (cromìa, uso del corpo, tempistiche) utilizzate siano contemporaneamente: misteriose, complesse ed esoticamente affascinanti per i quarantenni e più; già assunte, invece, dai trentenni in giù, mediante la via più commerciale e spicciola pensabile: il cartone animato.

  29. Disdelia ha detto:

    Mmh..ieri sera mi avevano proposto di vedere questo film,ma ho rifiutato perchè pensavo che era simile alla “Tigre e il dragone”….forse dovrei avere meno pregiudizi…;=)Lo noleggio sicuramente!

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