cinemavistodame.com di Roberto Bernabò

Circa la visione dei film in sala

argomentazioni a favore

a cura di Roberto Bernabò

Il cinema nasce per il grande schermo.

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Birdman | di Alejandro González Iñárritu

o (l’imprevedibile virtù dell’ignoranza)

U.S.A. | 2014

analisi di eventi, esistenti e linguaggio audiovisivo

Di cosa parliamo, quando parliamo di Birdman?
Ibridazioni tra cinema e teatro – ovvero
– i dualistici correlativi oggettivi di Alejandro González Iñárritu

a cura di Roberto Bernabò

Birdam (o l’imprevedibile virtù dell’ignoranza)

Titolo originale: Birdman or (The Unexpected Virtue of Ignorance)
Lingua originale: inglese
Paese di produzione: Stati Uniti d’America
Anno: 2014
Durata: 119 min
Colore: colore
Audio: sonoro
Genere: commedia, drammatico
Regia: Alejandro González Iñárritu
Sceneggiatura: Alejandro González Iñárritu, Nicolás Giacobone, Alexander Dinelaris, Armando Bo
Fotografia: Emmanuel Lubezki
Montaggio: Douglas Crise, Stephen Mirrione
Musiche: Antonio Sánchez
Scenografia: Kevin Thompson
Costumi: Albert Wolsky
Produttore
: Alejandro González Iñárritu, John Lesher, Arnon Milchan, James W. Skotchdopole
Produttore esecutivo: Molly Conners, Sarah E. Johnson, Christopher Woodrow
Casa di produzione: New Regency Pictures, Worldview Entertainment
Distribuzione (Italia) 20th Century Fox

Interpreti e personaggi

Michael Keaton: Riggan Thomson
Zach Galifianakis: Jake
Edward Norton: Mike Shiner
Emma Stone: Sam Thomson
Andrea Riseborough: Laura
Amy Ryan
: Sylvia Thomson
Naomi Watts: Lesley
Merritt Wever: Annie
Lindsay Duncan: Tabitha Dickinson
Bill Camp: uomo pazzo
Michael Siberry: Larry
Benjamin Kanes: Birdman
Antonio Sánchez: batterista del teatro

Doppiatori italiani

Massimo Rossi: Riggan Thomson / Birdman
Stefano Benassi: Jake
Simone D’Andrea: Mike Shiner
Alessia Amendola: Sam Thomson
Laura Romano: Laura
Chiara Colizzi: Sylvia Thomson
Barbara De Bortoli
: Lesley
Daniela Calò: Annie
Barbara Castracane
: Tabitha Dickinson
Carlo Reali
: Larry

Sinossi: Dopo un folgorante passato nei panni di un glorioso supereroe, l’attore Riggan Thomson (Michael Keaton) spera che dirigere un nuovo, ambizioso spettacolo a Broadway riuscirà a rilanciare la sua carriera moribonda e a dimostrare a tutti – e a se stesso – che non è solo una ex star di Hollywood. Nei giorni che precedono la sera della prima, Riggan deve fare i conti con un ego irriducibile e gli sforzi per salvare la sua famiglia, la carriera e se stesso.

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In questo post:

1. Introduzione: dal metalinguismo ai social network
1.1. Linguaggio metalinguistico
1.2. I dualismi – non dualismi della narrazione
1.2.1 Realtà vs. Finzione
1.2.2. Teatro vs. Cinema
1.2.3. Successo vs. Fallimento
1.2.4. Realtà Individuale vs. Dimensione Pubblica
2. Lo sviluppo del conflitto
3. Il rapporto protagonismo-antagonismo
4. I dialoghi
5. Lo specifico filmico – annotazioni sul linguaggio audiovisivo utilizzato da Iñárritu in Birdman
6. Conclusioni e messaggi verso l’alto
7. In appendice i premi e i riconoscimenti vinti dal film
8. Curiostà – gli attori che avevano già girato film sui supereroi, citazioni a tale onotlogia, utilizzo del piano sequenza

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Avvertenza per il lettore
L’analisi del film è abbastanza spoiler, nel senso che anticipa e descrive molti elementi della trama. Se ne consiglia, pertanto, la lettura, dopo la visione del film.

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Post Discorso #1: Storie non narrate

Circa la teoria narrativa usata in questo blog

a cura di Roberto Bernabò

“Il silenzio è divenuto la sua lingua madre”.
Oliver Goldsmith – “The Good-Natured Man”

Spesso faccio riferimento nel mio blog alla dicotomia Storia e Discorso.

Ma se ho, in più occasioni, chiarito cos’è una Storia, raramente mi sono soffermato sul concetto di Discorso.

Dal momento che non riesco, per il momento, a scrivere un’analisi di un film, forse anche perché manca, da un po’ di tempo, un’opera che me la solleciti, decido di provare ad iniziare una serie di post, un po’ più tecnici, per chiarire, ai miei lettori, ed ai frequentatori di questo spazio, cosa intendo per Discorso.

Spero non vi annoieranno. ;-)

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In questo post:

1. Le storie non narrate

1.1 Autore reale, autore implicito, narratore, lettore reale, lettore implicito, narratario

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Per la Festa del Cinema: i film in uscita a 3 euro

per la Festa del Cinema: i film in uscita a 3 €uro

L’iniziativa, organizzata dalle associazioni dell’industria cinematografica, torna dall’8 al 15 maggio in tutta Italia.

Il biglietto costerà 3 €uro per i film in 2D e 5 €uro per quelli in 3D.

L’obiettivo è, ovviamente, quello di favorire l’aumento di pubblico nelle sale, e rilanciare l’importanza di questa iprescindibile esperienza di visione dell’opera cinematografica, che nasce e che viene sviuppata per essere proiettata sul grande schermo.

La grande bellezza – di Paolo Sorrentino

analisi di eventi, esistenti e linguaggio audiovisivo

Il decadente allegorico correlativo oggettivo sorrentiniano – una possibile chiave di lettura del film
a cura di Roberto Bernabò

La grande bellezza

titolo originale: La grande bellezza
nazione: Italia / Francia
anno: 2013
regia: Paolo Sorrentino
genere: Drammatico
durata: 142 min.
distribuzione: Medusa Film
cast: T. Servillo (Jap Gambardella) • C. Verdone (Romano) • C. Buccirosso (Lello Cava) • S. Ferilli (Ramona) • I. Forte (Trumeau) • G. Ranzi (Stefania) • P. Villoresi (Viola) • S. Grandi • I. Ferrari • G. Pasotti • L. Marinelli • I. Franek • M. Popolizio • G. Di Quilio • S. Fregni (Barbone Pazzo) • G. Ferrero • G. Cognoli (Agente Dia) • D. Cantarelli
sceneggiatura: P. Sorrentino • U. Contarello
musiche: L. Marchitelli
fotografia: L. Bigazzi
montaggio: C. Travaglioli
uscita nelle sale: 21 Maggio 2013

Sinossi: Jep Gambardella, un giornalista di 65 anni, è un uomo professionalmente affermato, di un fascino senza tempo, che con il suo lavoro racconta i vari aspetti di una città bella e complessa come Roma, muovendosi tra cultura alta e mondanità. Una Roma bella e degradata, fatta di potenti, presenzialisti, immobiliaristi e contesse, ma anche di masse di turisti in coda per ammirare i monumenti di un’antichità decadente.

Viaggiare è proprio utile.
Fa lavorare l’immaginazione.
Tutto il resto è delusione e fatica. 
Il viaggio che ci è dato è interamente immaginario: ecco la sua forza, va dalla vita alla morte.
Uomini, bestie, città e cose: è tutto inventato.
E’ tutto un romanzo, nient’altro che una storia fittizia.
Lo dice Littré e lui non sbaglia mai.
E poi in ogni caso tutti possono fare altrettanto.
Basta chiudere gli occhi.
E’ dall’altra parte della vita.”

Viaggio al termine della notte (Voyage au bout de la nuit)
Louis-Ferdinand Céline

"

Finisce sempre così. Con la morte.
Prima, però, c’è stata la vita, nascosta sotto il bla bla bla bla bla.
È tutto sedimentato sotto il chiacchiericcio e il rumore.
Il silenzio e il sentimento. L’emozione e la paura.
Gli sparuti incostanti sprazzi di bellezza.
E poi lo squallore disgraziato e l’uomo miserabile.
Tutto sepolto dalla coperta dell’imbarazzo dello stare al mondo.
Bla. Bla. Bla. Bla.
Altrove, c’è l’altrove. Io non mi occupo dell’altrove.
Dunque, che questo romanzo abbia inizio.
In fondo, è solo un trucco. Sì, è solo un trucco
.”
Jep Gambardella

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In questo post:

1. Introduzione – dedicata al point of conentration registico

1.2. Che cos’è il correlativo oggettivo
1.3. Che cos’è un’allegoria

2. Analisi di eventi ed esistenti

2.1 L’apertura – L’Italia che è stata
2.2 Circa la frattura a cui Sorrentino allude nel suo film

3. Gli esistenti – L’Italia che siamo, e quella che avremmo potuto essere

3.1 Jep Gambardella – l’antieroe “vinto”

3.1.1 Dadina – la nana direttrice del giornale di Jep

3.2 Romano
3.3 Ramona
3.4 Il vescovo
3.5 Lello Cava
3.6 La nobiltà – Viola
3.7 L’artista bambina
3.8 Suor Maria – La santa

4. Il finale del film – L’Italia che potremmo diventare

4.1 La doppia scomparsa
4.2 L’elaborazione del lutto dell’amore giovanile di Jep
4.3 L’Italia che possiamo diventare

5. Conclusioni – dedicate a Luis Buñuel, Silvio Berlusconi, Eugenio Montale, Toni Servillo

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Breve intervista ad Antonio Piazza

Le interviste di cinemavistodame #2

Antonio Piazza

 

Proseguono le interviste di cinemavistodame.

Oggi è la volta di Antonio Piazza, uno dei due registi, l’altro è Fabio Grassadonia, del film Salvo“.

Il film Italiano premiato a Cannes con due award:

Grand Prix Semaine de la Critique – Fabio Grassadonia e Antonio Piazza | Prix France 4 Discovery Semaine de la Critique – Fabio Grassadonia e Antonio Piazza

Lasciamo a lui la parola.

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Il futuro | di Alicia Scherson

analisi di eventi, esistenti e linguaggio audiovisivo – in anteprima

Italia / Cile / Germania / Spagna – 2011

Abisso, redenzione, estraneità, alterità, nella bolañiana Roma di giovani e vecchi – a cura di Roberto Bernabò

Il futuro

titolo originale: Il futuro
nazione: Italia / Cile / Germania / Spagna
anno: 2011
regia: Alicia Scherson
genere: Drammatico
durata: 94 min.
distribuzione: Movimento Film
cast: Manuela Martelli (Bianca) • Rutger Hauer (Maciste) • Nicolas Vaporidis (Libio) • Luigi Ciardo (Tomas)
sceneggiatura: Alicia Scherson
musiche: C. Chaspoul • E. Henríquez
fotografia: R. DeAngelis
uscita prevista: 19 settembre 2013

Sinossi: Due fratelli adolescenti, Bianca e Tomas, rimasti orfani improvvisamente, si addentrano progressivamente in una vita tra crimine e prostituzione spinti da due piccoli delinquenti che si fingono loro amici. La speranza arriva personificata in Maciste, ex stella del cinema, vecchio, cieco e affascinante. Un uomo tutto muscoli e dal cuore grande che sarà in grado di far sentire Bianca al sicuro e farle vedere quella luce di cui la ragazza ha bisogno per affrontare il futuro.

«In fondo io pensavo sempre al futuro. Ci pensavo talmente tanto che il presente era entrato a far parte del futuro, la parte più strana. Andare a trovare Maciste era pensare al futuro, sudare, chiudermi in stanze dove il buio era assoluto, era pensare al futuro. Un futuro che assomigliava a una stanza qualunque della casa di Maciste, ma più luminosa e con i mobili protetti da lenzuola vecchie o coperte, come se i padroni di casa (una casa che era nel futuro) fossero partiti e non volessero far accumulare la polvere sulle loro cose. Ecco qual era il mio futuro ed era così che ci pensavo, se quello si può chiamare pensare (e se quello si può chiamare futuro).»
Bianca

In questo post:

1. Introduzione

2. Breve analisi di eventi, esistenti e linguaggio audiovisivo

2.1.    Circa gli aspetti specifici delle trasposizioni dal letterario al filmico
2.1.1. Trasporre un’atmosfera
2.1.2. Trasporre il punto di vista narrativo di Bianca

3. Circa gli altri esistenti

3.1. Rutger Hauer – Maciste
3.2. Nicolas Vaporidis - Libio

4. Conclusioni - Narrare il Cile che è a Roma, e la Roma che è nel Cile

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